L’ FBI conferma: molte auto usate in Iraq per attentati suicidi di “Al Qaeda” sono grossi SUV statunitensi. Ancora nessuna indiscrezione sulla provenienza dei mandanti: East Coast o West Coast?
IRAK - Parecchie delle auto usate dai terroristi per attacchi suicidi in Iraq risultano rubate…negli Stati Uniti (1).
La «strana» circostanza è emersa lo scorso novembre, quando truppe USA a Falluja hanno scoperto, in un covo di terroristi, uno «Sport Utility Vehicle» (SUV) a quattro ruote motrici preparato per esplodere.
Il SUV aveva una targa del Texas.
In diversi altri casi, ammette ora l'FBI, macchine che risultano rubate in America sono comparse in Iraq, in mano ad «Al Qaeda» e ad «Al Zarqawi», e usate in attentati- kamikaze che hanno ucciso, oltre migliaia di inermi civili iracheni, anche decine di soldati americani.
«Non è detto che queste auto siano rubate specificamente per commettere attentati in Medio Oriente», ha dichiarato John Lewis, ispettore dell'FBI.
«Probabilmente sono auto contrabbandate da reti di delinquenti internazionali che hanno fra i loro clienti anche dei terroristi».
Fatto è che l'FBI sta conducendo una vasta inchiesta sulla faccenda.
E si sono creati tutta una teoria per spiegare la stranezza.
I terroristi «preferiscono auto con targa USA» in Iraq perché queste auto «sono in genere più grosse» di quelle europee o giapponesi usate dagli iracheni, perché possono infiltrarsi in una colonna di automezzi militari americani senza destare sospetti, e perché non è immediato identificarle come rubate, in Iraq dove operano 30 mila mercenari privati a contratto del Pentagono, per lo più americani e alla guida di grossi SUV americani.
Secondo la teoria dell'FBI, questi automezzi vengono rubati da ladri locali, poi caricati clandestinamente in vari porti: a Los Angeles, Houston e Seattle.
Per ricomparire nella malvagia Siria, da cui vengono contrabbandate ad «Al Qaeda in Iraq».
Non sfuggirà a nessuno che basta un'ipotesi meno cervellotica per spiegare la stranezza.
Il sostegno logistico dell'occupazione USA in Iraq richiede un flusso continuo di grandi navi militari e da carico fra gli USA e il porto di Bassora.
La pancia di quelle navi, carica di ogni tipo di materiale, può ben portare anche le grosse auto che poi compaiono in mano ad «Al Zarqawi» per quegli attentati così utili a giustificare la permanenza armata americana, «altrimenti l'Iraq affonderebbe in una guerra civile» tra sunniti e sciiti.
Auto rubate in Europa sarebbero molto più difficili da portare nella lontana e complicata destinazione irachena.
La presenza in loco dei 30 mila mercenari privati, e di varie squadre di assassinio del Mossad, può avere una particina negli attentati e anche nel trasporto.
Tali attentati sono definiti invariabilmente compiuti da «suicidi» islamici, senza che ne venga mai fornita una prova.
Maurizio Blondet
Note
1) Bryan Bender, «Cars stolen in US used in suicide attacks», Fairfax Digital, 4 ottobre 2005. Il Fairfax Digital è un giornale australiano online. Bryan Bender è il corrispondente da Washington.
Da http://www.noreporter.org/


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