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  1. #11
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    sostanzialmente sn favorevole a questa riforma anche se nn mi pare che cambi moltissimo la situazione vi è giusto un rafforzamento dei poteri delle regioni, nulla di simile al federalismo "USA"...e la "sfiducia costruttiva", l'immunità parlamentare e l'istituzione di tutti quei corpi di polizia mi lascia perplesso se nn contrario.....

    Gianmario, C@scio...che dite voi?

  2. #12
    Alvise
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    In origine postato da Giò91
    io sono nazionalista, ma anche "regionalista" (vi sembrerà strano ma è così).
    Non c'è proprio nulla di strano... se vai a vedere è la stessa identica posizione che ho espresso io svariate volte, con le stesse precise parole...

    Figurati che la soluzione che preferirei è quella di una "camera delle regioni" e di una "camera delle categorie"

  3. #13
    SMF
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    In origine postato da Alvise Nutti
    Non c'è proprio nulla di strano... se vai a vedere è la stessa identica posizione che ho espresso io svariate volte, con le stesse precise parole...
    mi fa piacere infatti io ritengo le regioni e i comuni molto importanti come istituzioni....sn favorevole all'abolizione delle province...un'istituzione a mio parere un po' inutile....se si vuole rafforzare i poteri delle regioni allora leviamo di mezzo le prov.! Però vorrei chiederti (se vuoi punto per punto come ho fatto io) cosa c'è della riforma che nn ti convince e cosa no....

    In origine postato da Alvise Nutti
    Figurati che la soluzione che preferirei è quella di una "camera delle regioni" e di una "camera delle categorie"
    ah...beh, nn sn l'unico sognatore

  4. #14
    Alvise
    Ospite

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    In origine postato da Giò91
    mi fa piacere infatti io ritengo le regioni e i comuni molto importanti come istituzioni....sn favorevole all'abolizione delle province...un'istituzione a mio parere un po' inutile....se si vuole rafforzare i poteri delle regioni allora leviamo di mezzo le prov.! Però vorrei chiederti (se vuoi punto per punto come ho fatto io) cosa c'è della riforma che nn ti convince e cosa no....
    Le province non sono mai piaciute molto nemmeno a me, questo però non per la loro "dimensione territoriale", ma perché spesso sono arbitrarie e non ricalcano dei territori locali definiti storicamente/culturalmente. Ciò non toglie, tuttavia, che esistano delle zone omogenne che raggruppano più comuni in una regione, mi viene in mente la Brianza, qui da noi in Lombardia, che però, è divisa tra tre province (Monza, Lecco, Como), di cui una è di nuova istituzione e due ne fanno parte solo parzialmente... diciamo che certamente darei la preminenza a Comuni e Regioni. Però un livello di governo amministrativo intermedio "provinciale" può avere un suo significato. Volendo potrebbero essere considerati, più che degli enti autonomi, delle articolazioni territoriali dell'ente regione, e questa forse sarebbe la soluzione più indicata.

    Per la riforma ti rispondo qui sotto fra un'oretta, lasciami andare a comprare il pane ed il giornale.

  5. #15
    Alvise
    Ospite

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    PARLAMENTO. E' composto dalla Camera dei deputati e dal Senato federale.

    DEPUTATI E SENATORI, UN TAGLIO ALL'ORGANICO. Si riduce il numero dei parlamentari (di circa il 23%). I deputati scendono da 630 a 500, i senatori da 315 a 252. Restano 18 (ma saranno tutti deputati) i parlamentari eletti dagli italiani all'estero.
    Io avrei proposto 300 membri per camera ... mi piace tagliare... il voto agli italiani residenti all'estero, sinceramente, mi ha sempre visto contrario. E' sciocco voler far eleggere dei deputati da persone che magari vivono da anni al di fuori del proprio paese. Io a dire il vero sono molto contrario anche alle doppie cittadinanze... ma qui si cambia discorso.

    DEPUTATI A VITA. Prendono il posto dei senatori a vita e scendono da 5 a tre.
    Sostanzialmente indifferente. Sono contrario a priori alle cariche a vita. Il fatto che siano deputati e non senatori trova un senso nella nuova suddivisione dei compiti tra senato e camera.

    UNA VENTATA DI GIOVENTU'. Si abbassa il limite d'età per poter varcare i portoni dei palazzo della politica: basterà aver compiuto 21 anni (ora ne servono 25) per entrare a Montecitorio e 25 (ora ne servono 40) a palazzo Madama.
    Questo è ottima cosa.

    SENATO FEDERALE. La 'Camera alta' è forse il luogo dove il restyling istituzionale è maggiormente visibile. I senatori saranno eletti in ciascuna regione contestualmente ai rispettivi consigli. Ogni regione dovrà eleggere almeno sei senatori (ma a regioni 'mignon' come il Molise o la Val d'Aosta ne spettano rispettivamente due e uno). Ai lavori del Senato partecipano, ma senza poter votare, rappresentanti delle regioni e delle autonomie locali.
    Giò, i senatori sono eletti dal popolo, e le elezioni si tengono assieme a quelle per i consigli regionali.

    Qui però la cosa crea dei problemi non indifferenti... in questo modo la camera ed il senato non vengono eletti assieme, e gli stessi senatori verrebbero eletti in momenti diversi tra loro, e vedrebbero scadere il proprio mandato in momenti differenti... francamente mi sembra un metodo confusionario.

    Sono quindi contrario all'elezione contestuale di senatori e consigli regionali.

    IN COSTITUZIONE LE REGOLE PER ELEGGERE I PRESIDENTI DELLE ASSEMBLEE. Non sono più demandate ai regolamenti parlamentari ma entrano direttamente in costituzione le regole per l'elezione dei presidenti di Camera e Senato. Servirà un'ampia maggioranza, i due terzi dei componenti l'assemblea (ossia 347 voti alla Camera e 168 al Senato) nei primi tre scrutini, poi il quorum si abbassa: dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta dei componenti (261 alla Camera e 128 al Senato).
    Boh, non mi pareva il caso di mettere una norma simile in Costituzione... stava più che bene nel regolamento parlamentare, ma non è che mi cambi la vita.

    ALLE OPPOSIZIONI LE COMMISSIONI DI GARANZIA. Esponenti dei gruppi di opposizione presiederanno le commissioni o i comitati con compiti ispettivi, di controllo e di garanzia.
    E' una norma garantista, nulla in contrario...

    CAMBIA L'ITER DELLE LEGGI. La Camera esamina le leggi su materie riservate allo Stato (ad esempio politica estera, promozione internazionale del sistema produttivo e economico, immigrazione; difesa; giurisdizione e norme processuali, politica monetaria e del credito; sicurezza e ordine pubblico; norme generali sull'istruzione, tutela dell'ambiente, ecc) Il Senato ha 30 giorni (15 se si tratta di decreti) per proporre modifiche ad un testo approvato dalla Camera, ma sue queste modifiche è la Camera che decide in via definitiva.

    Il senato esamina leggi che riguardano materie riservate sia allo Stato che alle regioni (le cosiddette materie concorrenti, quali, ad esempio, i rapporti dell'ue con le regioni, il commercio con l'estero, ordinamento sportivo regionale, protezione civile, remittenza regionale, ecc). La Camera può proporre modifiche ma sarà il Senato ad avere la parola definitiva.
    Sono contrarissimo a questa suddivisione confusionaria di compiti e competenze. Capisco che possa avere un senso affidare la Legislazione esclusiva alla Camera e la legislazione concorrente al Senato... ma la cosa non mi ha mai convinto.

    PER ALCUNE MATERIE UN CAMMINO AD HOC. Alcune questioni quali la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni che riguardano i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale o la legislazione elettorale locale, ecc, Senato e Camera legiferano alla pari. Ma se non trovano l'accordo su testo entra i campo una terza assemblea "derivata" i cui 60 componenti sono indicati dai presidenti delle due camere: questa camera di compensazione avrà il compito di scrivere un testo unificato dal sottoporre al voto di Senato e Camera.
    Tutto questo ambaradam (leggi, procedura macchinosa e complessa) deriva da un problema che si crea alla radice: Camera e Senato non vengono eletti assieme, e quindi potrebbero facilmente essere disomogenei, e quindi avere orientamenti opposti in merito alle singole decisioni.

    Si ripropone quindi la mia critica originaria.

    LA DEVOLUTION. Alle regioni viene affidata la legislazione "esclusiva" per quanto riguarda l'assistenza e l'organizzazione sanitaria, l'organizzazione scolastica, la gestione degli istituti scolastici e di formazione, la definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della regione; polizia amministrativa regionale e locale.
    Questo è uno dei punti che mi piacciono di meno. Diciamo che è quello decisivo per determinare la mia contrarietà alla riforma.

    Contrario su scuola e sanità. So bene che gli indirizzi generali verranno decisi dai ministeri, ma la cosa non cambia il mio giudizio. Scuola e Sanità devono essere di competenza delle amministrazioni centrali. Ambiguo e pericoloso è poi il passaggio in cui si parla di "parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della regione", che mi pare un contentino ai leghisti, che tempo fa scalpitavano per insegnare a scuola dialetti e "lingue locali" (cosa tra l'altro ridicola per i dialetti stessi).

    In quanto alla Polizia, avrai notato l'eccessiva proliferazione di corpi di polizia che si è verificata già con la riforma del centrosinistra (legge cost. 3/2001), ora abbiamo polizie amministrative di regioni, province (i corpi provinciali però in genere sono molto piccoli) e comuni. Assurdo. Io sarei semplicemente per una polizia nazionale che abbia anche dei dipartimenti territoriali (così come, ad esempio, li hanno i carabinieri) imperniati però su comandi regionali (sono anche per la Guardia Territoriale dell'esercito, ma questo è un altro discorso). Nulla in contrario ai vigili urbani, ma sono gli unici che, a mio parere, hanno un senso.

    CLAUSOLA DI INTERESSE NAZIONALE. Il governo può bloccare una legge regionale se ritiene che pregiudichi l'interesse nazionale: invita la regione a cancellarla ma se la risposta è negativa sottopone la questione al parlamento in seduta comune che ha 15 giorni di tempo per annullarla.
    Sacrosanto, soprattutto tenendo conto di quanto sopra...

    REFERENDUM CONFERMATIVO SEMPRE POSSIBILE. Il referendum sulle leggi costituzionali sarà sempre possibile anche quando i testi vengono approvati dal entrambe le Camere con un'ampia maggioranza nella seconda votazione (i due terzi dei componenti).
    Mi lascia indifferente.

    UNA ASSEMBLEA DELLA REPUBBLICA ELEGGE IL CAPO DELLO STATO. Il presidente della Repubblica è eletto dall'Assemblea della repubblica composta da deputati, senatori, presidenti delle regioni e da due delegati per ciascun consiglio regionale. Per i primi tre scrutini serve la maggioranza dei due terzi dei componenti. Nel quarto e quinto scrutinio il quorum si abbassa alla tre quinti dei componenti. Dalla quinta votazione in poi è sufficiente la maggioranza assoluta.
    Nella sostanza, a parte il dettaglio dei presidenti di regione e la nuova successione delle maggioranza, non cambia molto da ora. Il principio elettivo è sempre lo stesso. Indifferente.

    UN PRESIDENTE GIOVANE. Al Quirinale potrà entrare anche chi ha solo 40 quarant'anni (oggi si deve aver compiuto i 50 anni). Resta in carica 7 anni.
    Più che giusto.

    POTERI DEL QUIRINALE. Il presidente della Repubblica rappresenta la nazione, è garante della Costituzione e dell'unità federale della Repubblica. Può inviare messaggi alle Camere, indice le elezioni e i referendum, promulga le leggi, nomina i funzionari dello Stato, i presidenti delle Authority e del Cnel, comanda le forze armate, presiede il Csm e ne nomina il vicepresidente, può concedere la grazia, scioglie la camera, ma solo su richiesta del premier (o in caso di morte o dimissioni del primo ministro) o in caso di sfiducia.
    Tutto molto simile al sistema attuale, fatta eccezione per l'ultimo passaggio, che si collega al potere del "primo ministro" di sciogliere la camera, per cui vedi sotto.

    PREMIER. E' la figura centrale del governo i cui poteri aumentano notevolmente e non ha più bisogno della fiducia della Camera per insediarsi (ma solo un voto sul programma) dal momento che la sua legittimazione avviene al momento dell'elezione che è di fatto una elezione diretta. I candidati premier si collegano con i candidati alla Camera (oppure con una o più liste di candidati a deputati). Sulla base del risultato elettorale nomina premier il candidato della coalizione vincente. Il premier è un vero capo del governo, determina (e non più dirige) la politica dell'esecutivo e ha il potere di nomina e revoca dei ministri e di sciogliere la Camera.
    Qui, a mio parere, c'è un po' di confusione... il premierato forte (primo ministro "capo del governo" che nomina e revoca i ministri) è interessante, ma è un surrogato di presidenzialismo.

    Il fatto che non necessiti della fiducia della camera può avere un senso, visto che comunque viene eletto in collegamento con un dato partito o una data coalizione.

    Ritengo sbagliato che la decisione di sciogliere le camere spetti al primo ministro.

    SFIDUCIA COSTRUTTIVA. Contro questa decisione i deputati della maggioranza possono presentare una mozione di sfiducia (sottoscritta almeno dalla maggioranza dei componenti la Camera) che deve indicare anche il nome del nuovo premier. Il nuovo primo ministro però dovrà incassare entro cinque giorni la fiducia della Camera sul suo programma.
    Può avere un senso se si considera che il primo ministro è scelto in collegamento alle liste elettorali, perlomeno si costringerebbe chi presenta la sfiducia a proporre una valida alternativa. Però contrasta visibilmente col precedente principio della elezione diretta "de facto" del primo ministro.

    NORMA ANTIRIBALTONE. Se la Camera vota la sfiducia al premier ma con l'apporto determinante dell'opposizione il premier si deve dimettere.
    Questa ammetto di non averla ben capita... difatti devo guardarla sul testo di legge vero e proprio.

    CSM. I giudici vengono eletti per i due terzi dai magistrati, per un sesto dalla Camera e per un sesto dal senato federale.
    Boh, va abbastanza bene. Indifferente.

    CORTE COSTITUZIONALE. I giudici che la compongono sono sempre 15 ma salgono da 5 a 7 quelli di nomina parlamentare: 4 ne nomina il Senato federale 4 e 3 la Camera). Il presidente della Repubblica ne nomina 4 (attualmente 5), 4 sono indicati dai magistrati. Per i tre anni successivi alla scadenza dell'incarico i giudici non potranno far parte del governo, del parlamento, né ricoprire incarichi di nomina governativa.
    Sostanzialmente va bene.

    TIMING, RIFORMA A REGIME... Una parte della riforma entrerà in vigore subito dopo il referendum: eleggibilità e immunità dei parlamentari, età per il Quirinale, Authority (che entrano così in Costituzione),federalismo, interesse nazionale. Una seconda parte andrà in vigore andrà in vigore solo a partire dal 2011: Senato federale, iter delle leggi, nuovi poteri del presidente della repubblica, premierato. Un'ultima parte della riforma andrà in vigore ancora più tardi, nel 2016 (5 anni dopo l'elezione del primo Senato Federale): riduzione dei parlamentari, età per essere eletti alla Camera, contestualità tra elezione del Senato federale e dei consigli regionali.
    Che stupidaggine. Attuano la riforma a pezzetti... boh.

  6. #16
    SMF
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    In origine postato da Alvise Nutti
    Questo è uno dei punti che mi piacciono di meno. Diciamo che è quello decisivo per determinare la mia contrarietà alla riforma.

    Contrario su scuola e sanità. So bene che gli indirizzi generali verranno decisi dai ministeri, ma la cosa non cambia il mio giudizio. Scuola e Sanità devono essere di competenza delle amministrazioni centrali. Ambiguo e pericoloso è poi il passaggio in cui si parla di "parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della regione", che mi pare un contentino ai leghisti, che tempo fa scalpitavano per insegnare a scuola dialetti e "lingue locali" (cosa tra l'altro ridicola per i dialetti stessi).

    In quanto alla Polizia, avrai notato l'eccessiva proliferazione di corpi di polizia che si è verificata già con la riforma del centrosinistra (legge cost. 3/2001), ora abbiamo polizie amministrative di regioni, province (i corpi provinciali però in genere sono molto piccoli) e comuni. Assurdo. Io sarei semplicemente per una polizia nazionale che abbia anche dei dipartimenti territoriali (così come, ad esempio, li hanno i carabinieri) imperniati però su comandi regionali (sono anche per la Guardia Territoriale dell'esercito, ma questo è un altro discorso). Nulla in contrario ai vigili urbani, ma sono gli unici che, a mio parere, hanno un senso
    1) sulla sanità sn in disaccordo con te: credo che ogni regione debba potersi organizzare come meglio crede.
    2) Sulla scuola mi trovi d'accordo (prima nn l'avevo segnalato e mi scuso di questo) con te: già c'è gente che l'Italiano nn lo sa, figuriamoci se ci mettiamo ad insegnargli il dialetto
    3) Sulla Polizia mi trovi d'accordo.

  7. #17
    SMF
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    In origine postato da Giò91
    sostanzialmente sn favorevole a questa riforma anche se nn mi pare che cambi moltissimo la situazione vi è giusto un rafforzamento dei poteri delle regioni, nulla di simile al federalismo "USA"...e la "sfiducia costruttiva", l'immunità parlamentare e l'istituzione di tutti quei corpi di polizia mi lascia perplesso se nn contrario.....
    aggiungo pure (visto il mio post di risposta ad Alvise) anche la mia perplessità sull'organizzazione scolastica su base regionale.
    Cmq credo che sia un primo passo verso una maggiore de-centralizzazione del paese, il che credo sia male però quei punti della riforma a cui sn contrario credo che siano di un certo rilievo....nn so cosa voterei al referendum....

  8. #18
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    Lightbulb ...

    In Origine Postato da Giò91
    aggiungo pure (visto il mio post di risposta ad Alvise) anche la mia perplessità sull'organizzazione scolastica su base regionale.
    Cmq credo che sia un primo passo verso una maggiore de-centralizzazione del paese, il che credo sia male però quei punti della riforma a cui sn contrario credo che siano di un certo rilievo....nn so cosa voterei al referendum....
    anch'io sono perplessa sul sistema scolastico ... devo studiare di più
    di necessità virtù

  9. #19
    SMF
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    In Origine Postato da Giò91
    aggiungo pure (visto il mio post di risposta ad Alvise) anche la mia perplessità sull'organizzazione scolastica su base regionale.
    Cmq credo che sia un primo passo verso una maggiore de-centralizzazione del paese, il che credo sia male però quei punti della riforma a cui sn contrario credo che siano di un certo rilievo....nn so cosa voterei al referendum....
    ah....noto un errorino



    aggiungo pure (visto il mio post di risposta ad Alvise) anche la mia perplessità sull'organizzazione scolastica su base regionale.
    Cmq credo che sia un primo passo verso una maggiore de-centralizzazione del paese, il che credo non sia male però quei punti della riforma a cui sn contrario credo che siano di un certo rilievo....nn so cosa voterei al referendum....

  10. #20
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    Predefinito Ci sono aspetti positivi e aspetti negativi

    Anzitutto non mi piace che una riforma costituzionale di ampia portata come questa entri in pieno vigore(se ovviamente verrà approvata dal referendum costituzionale)solo nel 2011.
    Che senso ha? Se si vuole fare la figura dei "rivoluzionari della Costituzione"(lasciamo stare se lo si sia davvero ) lo si sia fino in fondo e senza patetici rinvii che sanno di paura e compromesso.
    Purtroppo poi il referendum di approvazione costituzionale sarà uno solo per cui noi cittadini saremo costretti a bocciare tutto o ad approvare tutto mentre avrei di gran lunga preferito dare un giudizio separato sui vari punti delle riforme costituzionali. Trovo ad esempio molto pasticciato (per non dire pessima) l'istituzione di un senato federale le cui competenze non sono per niente chiare. Questo nuovoSenato ha competenza non solo sulle materie che spettano alle regioni ma anche a quelle dove la competenza è ripartita tra Stato e regioni.I senatori saranno eletti contestualmente ai consigli regionali e andranno a casa in caso di crisi del "loro" governo regionale.
    I "governatori" potranno partecipare ai lavori del Senato, ma non avranno diritto di voto.. Ci saranno quindi tre ipotesi: leggi di competenza della Camera, leggi di competenza del Senato, leggi di competenza di entrambe le assemblee.
    Nel caso in cui la competenza legislativa non sia chiara, toccherà ai presidenti di Camera e Senato decidere di comune accordo. In caso di contrasto sulle competenze decideranno i presidenti delle Camere o una commissione paritetica. (come dire tutto e niente). Non solo ma con la nuova legge elettorale proporzionale il senato avrà molto probabilmente una maggioranza politica diversa dalla camera e i conflitti tra le due camere sono facilmente prevedibili.
    Al contrario trovo estremamente interessanti le norme antiribaltone e i poteri attribuiti al premier che può nominare e revocare ministri senza passare più per il controllo del Presidente della Repubblica.la nuova figura costituzionale del primo ministro perde, giustamente secondo me,l'attuale ruolo di primus inter pares per rivestire un ruolo centrale: nomina i ministri, si presenta alla Camera per illustrare il programma, pone la fiducia, garantisce l'unità di indirizzo politico e amministrativo, dirige, promuove e coordina l'attività dei ministri
    In conclusione dare un voto unco su tutte le nuove norme costituzionali mi sembra quasi un'ingiustizia!

 

 
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