Domanda di Kowalsky:
Nel caso il CentroSinistra vincesse le prossime elezioni, ci sarà il ritiro immediato delle truppe dall'Irak?
Risposta di Fassino:
Nel corso del 2005 sono maturati in Iraq passaggi politici e istituzionali che hanno accelerato la transizione verso la democrazia: prima le elezioni di gennaio a cui hanno partecipato 8 milioni di iracheni; poi l’elezione del leader curdo Talabani come presidente della Repubblica, poi la formazione di un nuovo governo che ha sostituito la precedente amministrazione nominata dagli americani; qualche settimana fa l’adozione di una nuova Costituzione approvata da un referendum che ha visto una alta partecipazione popolare. E infine a cavallo della fine dell’anno si terranno nuove elezioni per il Parlamento. Si sono create così condizioni per un trasferimento definitivo dei poteri a autorità irachene legittimamente elette e riconosciute dai cittadini. Per questo, subito dopo le elezioni, il governo Prodi presenterà al Parlamento un calendario per il rientro dei soldati italiani attualmente in Iraq, accompagnato da un programma di aiuti alla ricostruzione civile ed economica dell’Iraq.
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Lei è favorevole alla eliminazione del precariato, eliminando la legge Biagi e favorendo l'aumento dei contratti a tempo indeterminato?"
Risposta data da Fassino ad una domanda Simile:
In questi anni è aumentato enormemente il numero dei giovani con contratti di lavoro a termine, a tempo determinato, a part-time, a progetto. Sono forme di lavoro flessibili esposte a un grande rischio di precarietà. E' necessaria una politica del lavoro che offra a quei giovani tutele, diritti e garanzie che consentano anche a chi fa un lavoro flessibile di guardare alla propria vita con maggiore sicurezza e serenità. Penso alla necessità di garantire che cassa integrazione, indennità di mobilità e ammortizzatori sociali analoghi siano estesi a ogni tipo di lavoratore, penso alla necessità di una Carta dei diritti che integri e allarghi le tutele dello Statuto dei lavoratori. Penso a forme di salario minimo garantito da erogare nei periodi di inattività tra un lavoro e l'altro. Penso ad una politica di formazione che consenta a chi cambia spesso lavoro di avere le conoscenze necessarie per poterlo fare senza avere paura del salto nel buio. Penso alla necessità di superare una condizione di sottosalario che caratterizza molti dei lavori flessibili. Si tratta insomma di cambiare radicalmente la politica fatta in questi anni con la legge 30 passando da un regime di precarietà, a una buona flessibilità accompagnata da diritti e tutele.




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