LA VERA STORIA DI CELENTANO di VITTORIO FELTRI
IL CASO ROCKPOLITIK
Adriano è un grande furbo, i fessi sono altri. Caro Berlusconi datti una mossa
In un memorabile articolo, Giorgio Bocca definì Adriano Celentano un "cretino di talento".
Erano gli anni Ottanta.
Il Molleggiato aveva poco più di quaranta anni quando debuttò su Raiuno nel ruolo di conduttore- predicatore-cantante.
E il giornalista brontolone de "la Repubblica", interpretando un sentimento diffuso, con felice sintesi qualificò così il cosiddetto artista.
A distanza di quasi quattro lustri il "cretino di talento" ha perso, direi dissipato, il talento.
Quel che rimane di lui è evidente. Lo abbiamo costatato giovedì sera durante tre ore di spettacolo imbarazzante, del quale ieri Renato Farina ha discettato a lungo con argomenti calzanti, rendendo superflua ogni chiosa.
Sugli sproloqui di Adriano non voglio dunque tornare
. Mi chiedo piuttosto chi gli abbia consentito di infliggerli agli abbonati.
Risulta che il contratto per le quattro puntate di Rockpolitik sia stato firmato o comunque promosso dal direttore generale Cattaneo (nel frattempo sostituito da Meocci) e dal direttore di rete Del Noce. I quali - nero su bianco - hanno garantito al divo la massima libertà, riconoscendogli inoltre il diritto di non sottoporre al vaglio di alcuno i "numeri" da mandare in onda. (...)
Nessun controllo.
Nessuna approvazione.
E Celentano forte di quel contratto - legittimamente - ha agito di testa sua, cioè da irresponsabile quale è sempre stato davanti alle telecamere.
È lecito criticarlo, e Libero lo ha fatto alla propria maniera, senza giri di parole
Io ho fatto di meglio : NON l'ho guardato per niente!
" in fn dei conti me ne infischio"![]()




Rispondi Citando
