COMUNICATO STAMPA
....Gli italiani all’estero non voteranno alle prossime elezioni politiche del 2006”
è la convinzione espressa da molti nostri autorevoli connazionali residenti all’estero.
Secondo taluni sarebbe deducibile dai comportamenti di alcuni partiti politici che non intendono rinunciare ai 18 seggi parlamentari destinati agli italiani all’ estero.
“...E pensare- commenta qualche altro visibilmente addolorato- che ci eravamo illusi che attraverso il riconoscimento di certi diritti fondamentali ai connazionali all’estero potesse sorgere una nuova Italia, fondata sulla eguaglianza e le pari opportunità… invece...
…Oggi dobbiamo renderci conto che l’istituzione dei Comites, C.g.i.e. e voto all’estero sono stati degli espedienti per tenerci occupati... per consentire a certi politici di aggiustare le cose nostre a modo loro....”
Rabbia e risentimento quello dei nostri connazionali all’estero che oggi si accorgono che per oltre vent’anni sono stati utilizzati e bloccati da certi politici, che per interessi di parte e di bottega, hanno strumentalizzato i loro diritti, dimenticando che le comunità degli italiani emigrati devono essere rispettate, valorizzate e coinvolte democraticamente negli interessi e nella struttura del loro paese, essendo strumenti insostituibili della economia, del commercio, dell’interscambio culturale e sociale... come da sempre ha cercato di spiegare l’On. Mirko Tremaglia!
Anche se il voto all’estero può dirsi ormai un dato acquisito e la macchina elettorale in pieno movimento, tuttavia, dobbiamo riconoscere che varie sono state le strategie adottate per evitarlo o ritardarlo, come nel caso della definizione dei collegi elettorali nazionali...
La responsabilità del blocco della macchina elettorale deve ricadere esclusivamente su quei partiti che stanno remando contro l’approvazione delle norme per rendere attuabile il voto all’estero; contro costoro i nostri connazionali dovrebbero mobilitarsi, denunciando al mondo ed alla opinione pubblica il loro comportamento!
Da ex emigrato e fermo assertore del voto per corrispondenza, sono ad un tempo sconcertato e pronto a solidarizzare con il risentimento dei nostri all’estero ...
Personalmente, il mio primo contributo in tal senso lo offrii nel maggio del 1982, nella Saletta di Montecitorio (una sala del Parlamento Italiano), in occasione del primo incontro politico nazionale, avente ad oggetto proprio la discussione del “Voto all’estero degli Emigrati”.
In quella sede, alla presenza di tutti i rappresentanti dei partiti di maggioranza e d’opposizione, nonché dei rappresentanti delle associazioni nazionali dell’emigrazione, formulai un puntuale intervento volto a spiegare la rilevanza di dar voce agli italiani
residenti all’estero, attraverso quello che ritenni l’unico strumento possibile, ovvero il ‘voto per corrispondenza’.
Ogni altra forma, a mio avviso, equivaleva a non farli votare.
Da allora...... sono passati circa 23 anni densi di incontri politici, sociali e culturali a favore del mondo dell’emigrazione…ricchi di promesse, di attività parlamentari e, nondimeno, di polemiche…ed ora, quando tutto sembrava pronto al via... ecco il blocco!
Dicono i nostri emigrati: “non siamo degli ingenui ...noi abbiamo creduto nello Stato e nelle Istituzioni... d’altra parte come potevamo dubitare di decisioni legislative assunte e consacrate nella Carta Costituzionale, di risultati parlamentari frutto di anni di discussioni, votazioni proposte e modifiche ? chi poteva pensare che tutto ciò fosse una farsa?”.
“Sta accadendo- sottolineano altri- ciò che avvenne con l’autonomia delle Regioni che, seppur previste nel testo costituzionale, furono attualizzate soltanto anni ed anni dopo...; infatti- c’è chi avverte- le modifiche costituzionali degli art. 48-56-57 hanno introdotto solo il principio del diritto al voto ed alla rappresentanza parlamentare, principi che per essere effettivi devono essere regolamentati da leggi ordinarie e che non essendo state predisposte, se ne riparlerà nel 2011; stessa cosa per i 18 seggi assegnati alla Circoscrizione estero.”
Il dubbio, personale, circa la reale volontà politica di fare votare i nostri connazionali residenti all’estero è stato condiviso anche da autorevoli fonti del Ministero degli Esteri che evidenzia come” le differenze tra gli elettori che sono censiti dai Comuni e quelli censiti dai Consolati, siano immense ... si tratta di milioni d’elettori che allo stato non possono votare per difetto di registrazione e censo...ed in queste condizioni non si può pensare che il mondo politico lo consenta...”
“Noi- dice il portavoce ministeriale- tenteremo una operazione di recupero ma i tempi a disposizione sono veramente esigui...”
Al Ministero degli Affari esteri hanno disposto una operazione di mailing per recuperare la situazione: il 9 settembre 2005, sono partite milioni di richieste di aggiornamento anagrafico che i connazionali devono adempiere entro il 30 settembre c.a. altrimenti si procede alla cancellazione dai registri anagrafici... (anche se c’è da dire che non esiste una normativa che consenta un simile abuso...)
Visto quanto è facile? E di quale considerazione godono gli italiani emigrati all’ estero?
Dopo decenni di attese hanno liquidato in 20 giorni speranza e diritti sacrosanti riconosciuti e trascritti nella nostra Carta magna.
Facevano osservare alcuni nostri associati come:” con l’assegnazione dei 18 parlamentari alla Circoscrizione Estero, altrettanti deputati, ”i meno votati”, si sentiranno minacciati dalla diminuzione dei seggi; ugualmente ogni partito dovrà ridurre il numero dei candidati da eleggere: gli esclusi potrebbero essere circa 200. Sono dunque un vero esercito i politici che vengono indirettamente penalizzati dalla diminuzione dei 18 seggi parlamentari assegnati alla circoscrizione estero.”
C’è anche chi rileva come gli stessi partiti temano che con la riduzione dei 18 candidati si possa creare una forte contrazione del potenziale di consenso, infatti, se ogni candidato, eletto o no, dovesse apportare almeno 9000/10.000 voti è certo che la loro esclusione potrebbe provocare un forte calo di consensi e contribuire all’abbassamento del quorum: un pericolo questo che i partiti non si possono permettere di affrontare.
Quale partito è riuscito ad affermarsi all’ estero? Chi dunque può pensare di compensare con i voti all’estero quelli persi in Italia a seguito della diminuzione dei seggi e dei candidati?
Comunque vadano le cose seguiterò a battermi, con altri amici, in ogni angolo del mondo, utilizzando l’esperienza e le strutture che siamo riusciti a costruire , mentre ai nostri parlamentari chiedo che certi principi morali e diritti civili rimangano nel nostro Ordinamento, facciano parte inamovibile della nostra Costituzione e che le critiche in difesa delle proprie ragioni non vengano considerate atti di lesa maestà politica e come tali motivo di censura e persecuzione....
Credo indispensabile un intervento del nostro Presidente della Repubblica se vogliamo allontanare una minaccia palese e latente che certamente non gioverebbe in un momento internazionale tanto delicato per il Nostro Paese....
Per tutte queste considerazioni e ad evitare che per il futuro ci sia una nuova disfatta, un’altra “Caporetto” per gli Italiani all’ estero, abbiamo deciso di erigere delle barricate, di organizzarci, di intraprendere iniziative per la tutela e difesa dei loro diritti ed interessi, di dare vita ad una nuova grande iniziativa che prende il nome di “
Gruppo dei Politici Amici degli Emigranti”
Il Gruppo avrà lo scopo di promuovere iniziative legislative a livello nazionale, europeo e regionale, con incontri, dibattiti e visite all'estero, finalizzate a sostenere gli italiani all'estero e gli stranieri in Italia, nonchè a contribuire concretamente alla risoluzione delle loro problematiche, dando ad esse massimo rilievo, anche attraverso la collaborazione di decine di giornali italiani ed esteri e centinaia di migliaia di italiani residenti all’estero che vengono raggiunti dai nostri mezzi di informazione.
Al Gruppo potranno aderire tutti i politici che ne facciano richiesta e che condividano il rispetto dei diritti e dei principi democratici, nonchè a parlamentari di altri Paesi che abbiano a cuore i problemi degli italiani all’estero.
La sede del Gruppo Politici Amici degli Emigranti sarà Bari - Puglia, visto che Roma è un po’ lontana…….
Lo scrivente e la Segreteria Generale Nazionale della Federazione, si dichiara, fin d'ora, a disposizione di tutti coloro che volessero avere maggiori dettagli a tale proposito:
e.mail: info@federestero.org –. Via Caldarola, 14 – 70125 Bari- Italia
cell: +39.339.7421201 - +39.3200482680
IL SEGRETARIO GENERALE
Cav. Dr. Antonio Peragine




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