E adesso cosa faccio? Il nove aprile bisogna mettere la croce su un simbolo. Si vota. E sono terribilmente in crisi. Non che non lo fossi prima che il grande capo Fini venisse folgorato sulla via spagnola: quella che porta a casa Zapatero.
Prima An rappresentava in misura del tutto marginale gli sparuti conservatori del Bel Paese. Incarnava una destra non fascista, non liberale, non conservatrice. Un partito che ricorda continuamente a se stesso di stare a destra e in cui non è "elegante" chiedere a quale destra si appartenga. Ora non è cambiato di una virgola, il partito. Il grande capo sì. Prima era un mediocre stipendiato da Via della Scrofa, senza meriti ma anche senza infamie. Adesso continua a prendene i denari fregandosene di quel partito che ne ha costruito il mito di cartone.
Ora al presidentisssssimo Fini non piace la legge 40 e gli garbano i pacs e le coppie di fatto. Non gli piace Mantovano e flirta con Ronchi. Risultato: vada al diavolo!
Chi ci resta? Forza Italia, Udc? Se dovessi scegliermi il leader della coalizione premierei Casini o piuttosto - magari... - Marcello Pera. Ma se il voto dovesse rappresentare veramente la scelta consapevole di una piattaforma, per piacere, non parlatemi di contenitori aziendali, "cavalierati" bis e consorterie democristiane.
Vorrei un partito graniticamente conservatore che trasudi POLITICA e accenda la passione dei suoi elettori. Che non faccia equilibrismi per beccare voti a destra e a manca e mi parli con spietata franchezza di sacralità della vita, famiglia tradizionale, occidentalismo e radici cristiane.
Non c'è traccia di conservatorismo, Vero, Autentico, nei partiti del Bel Paese. Possiamo contare solo su pochissime voci.
E allora cosa farò? Anche con le liste bloccate, sulla scheda scriverò comunque...Alfredo Mantovano.
Italianhawk




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