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Discussione: Israele oggi

  1. #1
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    Israele oggi

    Nonostante lo storico errore di uno stato israeliano sorto in spregio dell'autodeterminazione palestinese, ancora oggi permane un sentimento d'odio diffuso verso la stella di David.
    Un'odio fomentato ultimamente dalle recenti dichiarazioni dell'Iran, da sempre tra gli avversari in prima linea del diritto all'esistenza di Israele.
    Ad esso segue un'assordante silenzio-assenso di svariati paesi arabi, i quali, mossi in realtà da analoghe motivazioni economico-strategiche al pari degli USA, perseguono una sconsiderata opera di delegittimazione del popolo israeliano, quasi fosse una colpa per milioni di ebrei il solo fatto di esistere.
    Israele ha da sempre calpestato i diritti del popolo Palestinese, palestinesi impegnati nella loro sanguinosa marcia verso l'autodeterminazione, ciò non giustifica minimamente i suoi avversari nel fare un passo indietro di civiltà.
    La civiltà che riconosce ad ogni popolo della terra, sia esso indipendente o sottomesso, il diritto ad esistere.
    Solo attacchi e rappresaglie continue da ambedue le parti sono la spia di un malessere diffuso che trova la sua spiegazione nella volontà di diversi paesi presenti nell'area mediorientale di voler tenere uno status quo di guerra permanente.
    Una guerra che mira a rendere instabile tale area per poter perseguire politiche di scontro che consentono a questa o quella parte di poter lucrare sui vantaggi economici e strategici di una terra di confine, che vive tra un'espansionismo asiatico ed un'occidente in perenne lotta per la supremazia sul sistema.
    Un'indipendentismo maturo e conscio delle dinamiche attuali non si pone a difesa di questa o quella parte.
    Ma sà riconoscere al popolo palestinese il suo giusto cammino pacifico verso una sua indipendenza, così come sà riconoscere al popolo israeliano il suo diritto ad esistere in pace con i suoi vicini.
    La dialettica dei 2 pesi e 2 misure non serve a nessuno, nè ci aiuta a comprendere perchè agli occhi di un padre israeliano è una speranza mandare i suoi figli a scuola la mattina su 2 autobus diversi, poichè così facendo forse, qualcuno dei 2 tornerà sano e salvo a casa nel pomeriggio.
    Neanche si potrebbe capire perchè agli occhi di un palestinese, è preferibile istruire i propri figli alla guerra santa contro un'avversario che avanza inesorabile attraverso morte e miseria.
    Un'indipendentismo maturo sà condannare gli orrori di ambedue le parti e non si assimila neppure a quell'onda antiamericanista che ha origini storiche ben precise.
    Nessun vero indipendentista può abbassarsi a bruciare la bandiera di nessun'altro popolo.
    Perchè dietro ogni bandiera ci sono persone, persone che magari non condividono le politiche giuste o sbagliate di un governo.
    Persone che hanno una storia, persone che hanno paura come e quanto gli altri.
    Un vero indipendentismo sà condannare l'antimericanismo, perchè dietro ogni bandiera a stelle e strisce ci sono anche storie di lotta pacifica, di diritti civili, razziali, culturali, di guerra al nazifascismo ed al totalitarismo sovietico.
    Un vero indipendentista non si presta a scie demagogiche che incitano all'odio ed alla guerra contro un'altro popolo, sia esso libero o sottomesso.
    Un vero indipendentista non si presta a giochi che rientrano nella logica del sistema in cui deve emergere.
    Ogni vero indipendentista sà qual'è il confine tra diritto e prevalicazione di un'altro popolo.

    Repubricanu

  2. #2
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    Io sono personalmente contrario allo stato d'Israele, il popolo che nei millenni ha popolato quelle terre è quello palestinese (un'amalgama di arabi ed aramaici, ed un'amalgama di religioni: cristiana, ebraica e islamica). Da un giorno all'altro quel territorio è stato regalato ad europei di OGNI NAZIONALITA' accomunati unicamente dall'essere di religione ebraica che hanno fatto di tutto per spazzare via tutto ciò che i millenni di storia avevano reso "palestinese".
    La mia utopica visione non è certo il ritorno degli europei in Europa, così come non è possibile far tornare gli europei sudafricani, o quelli australiani (anche se la storia moderna ci mostra come certi "ritorni" siano attuabili, vedesi i piedi neri francesi in Algeria), ma una civile convivenza degli europei con i palestinesi nativi in un unico stato: LA PALESTINA.

    La situazione odierna è solo quella di un genocidio di una potenza coloniale totalmente aliena al contesto mediorientale che tenta di schiacciare con ogni mezzo un popolo nativo stremato ed affamato. Al limite Israele riesce a dare in pasto al buonismo occidentale la scusa di "regalare" qualche territorio (previa distruzione di ogni struttura con appositi bulldozer), qualche angolo, qualche RISERVA INDIANA, ai milioni di nativi palestinesi ammassati in enormi ghetti-lager.

    Da indipendentista non posso che essere per la causa PALESTINESE.
    I coloni europei anzichè comandare e "concedere" dovrebbero, visto che ormai hanno piantato radici in quei territori dopo 2 generazioni dal loro arrivo, contrattatare con i nativi la loro ammissione nello stato palestinese.

    PALESTINA LIBERA!






    P.S. C'è chi vorrebbe far passare i tedeschi, italiani, francesi, russi, greci, polacchi, lituani, ucraini, etiopi, ecc... DI RELIGIONE EBRAICA come una NAZIONE per giustificare la loro presenza in Palestina. Non ci vuole la laurea in filosofia per saper distinguere il concetto di "nazionalità" da quello di "fede religiosa professata".

  3. #3
    Indipendentista sardu
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    Gli unici palestinesi che sono rimasti nelle loro terre sono quelli di religione ebraica, i quali hanno smesso di parlare la loro lingua nazionale (l'arabo) per abbracciare una lingua artificiale inventata ex-novo qualche decennio prima. In gergo trattasi di "guide indiane"?

    Il bombardamento mediatico filo-israeliano nonchè le tragedie avvenute durante il nazifascismo spingono i più a giustificare l'oppressione israeliana sul popolo palestinese, ma se è per questo noi nasciamo e cresciamo sentendoci ripetere che siamo italiani... La verità sta davvero dove ce la vogliono far vedere?

  4. #4
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    Io non credo che i palestinesi trovino le armi sugli alberi....
    Da quì ne consegue che la verità stà nel mezzo.
    La morale rimane quella:
    Entrambe le parti sono in torto marcio, ma non per questo bisogna difendere l'una piuttosto che l'altra.

    Repubricanu

  5. #5
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    Arrow Re

    Poi aggiungo:
    Gli Israeliani non sono accumunati solo dalla religione.
    Mi pare un pò riduttivo e la tua interpretazione Cristianu rievoca alcuni passi del Mein Kampf di Hitler, il quale giustificava con analoghe motivazioni il desiderio di deleggittimare gli ebrei, ben prima dell'attivazione dei lager.
    Io starei attento quindi a fare certe considerazioni se poi non si conosce bene la storia di un popolo.
    Da qualche altra parte del mondo, esistono persone che con un discorso simile han giudicato i curdi un'accozzaglia di Irakeni, Turchi, etc.
    Quasi dimenticandosi delle loro origini.
    Anche gli Israeliani sono un popolo ed HANNO il diritto di esistere, al pari dei palestinesi.

    Repubricanu

  6. #6
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    Predefinito Re: Re

    Originally posted by repubricanu
    Poi aggiungo:
    Mi pare un pò riduttivo e la tua interpretazione Cristianu rievoca alcuni passi del Mein Kampf di Hitler, il quale giustificava con analoghe motivazioni il desiderio di deleggittimare gli ebrei, ben prima dell'attivazione dei lager.
    Io starei attento quindi a fare certe considerazioni se poi non si conosce bene la storia di un popolo.
    Repubricanu
    Mi pare un pò -troppo- esagerato ciò che dici!

    Rileggiti il post di cristianeddu...
    secondo me non ne hai capito per nulla il significato!!





    itz

  7. #7
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    Predefinito

    Sì anch'io penso che l'amico Repubricanu non abbia capito "lo spirito" di quello che ho scritto. Oltretutto, siccome non l'ho già fatto esplicitamente, premetto che provo un'enorme ammirazione e rispetto per coloro che professano la religione ebraica, a maggior ragione dopo aver preso atto di come la loro esistenza sia sempre stata caratterizzata da continui assalti e persecuzioni, e i periodi di "pace" (sempre seguiti da assalti tremendi quanto i precedenti) in realtà altro non erano che periodi "meno peggio" degli altri.
    Però quello che contesto è il fatto di scegliere un capro espiatorio per "compensare" il male subito nei secoli da una minoranza religiosa. Perchè per garantire un GHETTO un po' più grande agli europei di religione ebraica (questo ghetto è Israele), lontano quanto basto dall'Europa, si è giunti a distruggere un popolo millenario, tra l'altro uno dei pochi che ha sempre e pacificamente accettato la sua componente religiosa ebraica. La Palestina da sempre era una terra di tolleranza religiosa (le uniche eccezioni furono i brevi periodi di dominazione crociata) in cui le tre componenti religiose cristiana, islamica e giudea (andrebbero a lievitare numericamente se considerassimo le varie sette cristiane, le varie confessioni cristiane, i drusi, e le varie sette islamiche) sono da sempre convissute in pace fianco a fianco. Non si riportano episodi di guerre civili tra i palestinesi di queste tre confessioni. Tutto è cambiato quando inizialmente il 60% di quei territori venne regalato ad europei che l'Europa non aveva saputo tutelare nelle loro nazioni d'origine. In seguito sappiamo che questi stessi coloni hanno preso possesso TOTALE del suolo palestinese giungendo a negare l'esistenza di un popolo palestinese, ed a esortare i palestinesi ad emigrare verso le vicine nazioni arabe non palestinesi.
    Quello che è stato un errore dell'Europa e della sua società (la tutela delle minoranze, anche quelle religiose) si è trasformato nel genocidio di un popolo.

    Il mio discorso va oltre Israele in sè, e soprattutto oltre gli ebrei che vivono in Israele. Mi viene spontaneo immedesimarmi in coloro che (situazione che nella storia continua a ripetersi e forse continuerà in eterno) si trovano ad essere stranieri in casa propria, si trovano ad essere cancellati per sottostare a disegni altrui.

    I primi coloni inglesi del New England erano puritani banditi dal territorio metropolitano inglese. Le colonie americane erano l'unico territorio dove potevano professare i loro culti. Certo erano vittime di un'ingiustizia, ma le dinamiche di quell'ingiustizia erano tutte interne all'Inghilterra e non vedo cosa centrassero i nativi americani, che nel giro di un paio di secoli vennero cancellati totalmente dalla faccia della terra?

    A me viene spontaneo leggere in questa maniera la nascita di Israele... Non ci posso far niente!



    P.S. Non penso di essere credibile come nazista.

  8. #8
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    Ho capito che hai scritto, ma se dici di essere contrario allo stato d'Israele come nella tua prima risposta, allora è ovvio che sorgono le contaddizioni.
    Non ho detto mica che sei nazista!!!
    Il fatto che Israele oggi sia presente in quell'area è un fattore storico acquisito.
    Ciò che conta è non disconoscere ad Israele il diritto di esistere e di lavorare senza troppe ritrosie al futuro stato palestinese.
    Il problema è che altri paesi arabi non tollerano un'avamposto "occidentale" in medioriente quale Israele e continueranno ad alimentare il terrorismo interno alla società palestinese armando i vari gruppi integralisti.
    Gruppi di cui non sempre l'ANP riesce a tenere il controllo, spesso complice.
    Questo ha dato la scusa ad Israele di proseguire senza sosta l'avanzamento delle colonie ai danni dei palestinesi.
    Ultimamente con il ritiro da Gaza ci sono segnali di distensione, si spera che anche da parte palestinese ci sia un rifiuto di ricorrere alle armi.
    Solo così non vinceranno i signori della guerra ed i palestinesi saranno veramente liberi di avere uno stato indipendente, senza che "qualcuno" alimenti l'odio nelle colonie per spingere i palestinesi a spezzare la tregua con Israele.
    I movimenti indipendentisti non possono associarsi alla lotta palestinese, devono evitare di fare da cassa di risonanza a favore di paesi arabi guerrafondai che alimentano la guerra santa e l'inesistente "scontro di civiltà" contro "il malvagio asse sionista-americano"
    Questo era il senso del mio primo intervento, poi è chiaro, ognuno dà le sue valutazioni.

    Repubricanu

  9. #9
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    Originally posted by Cristianu
    Gli unici palestinesi che sono rimasti nelle loro terre sono quelli di religione ebraica, i quali hanno smesso di parlare la loro lingua nazionale (l'arabo) per abbracciare una lingua artificiale inventata ex-novo qualche decennio prima. In gergo trattasi di "guide indiane"?

    Il bombardamento mediatico filo-israeliano nonchè le tragedie avvenute durante il nazifascismo spingono i più a giustificare l'oppressione israeliana sul popolo palestinese, ma se è per questo noi nasciamo e cresciamo sentendoci ripetere che siamo italiani... La verità sta davvero dove ce la vogliono far vedere?


    ...Crisssssss faeddaumus de cosas serias...ma itte est cussu annunciu de politicaonline...itte RAJU deppo acher..

  10. #10
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    Nò Juanna Marì, questi son discorsi seri, non addentrarti in terreni di difficile comprensione per te.

    Se proprio vuoi partecipare al post, dì la tua e basta.

    Repubricanu

 

 
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