Nonostante lo storico errore di uno stato israeliano sorto in spregio dell'autodeterminazione palestinese, ancora oggi permane un sentimento d'odio diffuso verso la stella di David.
Un'odio fomentato ultimamente dalle recenti dichiarazioni dell'Iran, da sempre tra gli avversari in prima linea del diritto all'esistenza di Israele.
Ad esso segue un'assordante silenzio-assenso di svariati paesi arabi, i quali, mossi in realtà da analoghe motivazioni economico-strategiche al pari degli USA, perseguono una sconsiderata opera di delegittimazione del popolo israeliano, quasi fosse una colpa per milioni di ebrei il solo fatto di esistere.
Israele ha da sempre calpestato i diritti del popolo Palestinese, palestinesi impegnati nella loro sanguinosa marcia verso l'autodeterminazione, ciò non giustifica minimamente i suoi avversari nel fare un passo indietro di civiltà.
La civiltà che riconosce ad ogni popolo della terra, sia esso indipendente o sottomesso, il diritto ad esistere.
Solo attacchi e rappresaglie continue da ambedue le parti sono la spia di un malessere diffuso che trova la sua spiegazione nella volontà di diversi paesi presenti nell'area mediorientale di voler tenere uno status quo di guerra permanente.
Una guerra che mira a rendere instabile tale area per poter perseguire politiche di scontro che consentono a questa o quella parte di poter lucrare sui vantaggi economici e strategici di una terra di confine, che vive tra un'espansionismo asiatico ed un'occidente in perenne lotta per la supremazia sul sistema.
Un'indipendentismo maturo e conscio delle dinamiche attuali non si pone a difesa di questa o quella parte.
Ma sà riconoscere al popolo palestinese il suo giusto cammino pacifico verso una sua indipendenza, così come sà riconoscere al popolo israeliano il suo diritto ad esistere in pace con i suoi vicini.
La dialettica dei 2 pesi e 2 misure non serve a nessuno, nè ci aiuta a comprendere perchè agli occhi di un padre israeliano è una speranza mandare i suoi figli a scuola la mattina su 2 autobus diversi, poichè così facendo forse, qualcuno dei 2 tornerà sano e salvo a casa nel pomeriggio.
Neanche si potrebbe capire perchè agli occhi di un palestinese, è preferibile istruire i propri figli alla guerra santa contro un'avversario che avanza inesorabile attraverso morte e miseria.
Un'indipendentismo maturo sà condannare gli orrori di ambedue le parti e non si assimila neppure a quell'onda antiamericanista che ha origini storiche ben precise.
Nessun vero indipendentista può abbassarsi a bruciare la bandiera di nessun'altro popolo.
Perchè dietro ogni bandiera ci sono persone, persone che magari non condividono le politiche giuste o sbagliate di un governo.
Persone che hanno una storia, persone che hanno paura come e quanto gli altri.
Un vero indipendentismo sà condannare l'antimericanismo, perchè dietro ogni bandiera a stelle e strisce ci sono anche storie di lotta pacifica, di diritti civili, razziali, culturali, di guerra al nazifascismo ed al totalitarismo sovietico.
Un vero indipendentista non si presta a scie demagogiche che incitano all'odio ed alla guerra contro un'altro popolo, sia esso libero o sottomesso.
Un vero indipendentista non si presta a giochi che rientrano nella logica del sistema in cui deve emergere.
Ogni vero indipendentista sà qual'è il confine tra diritto e prevalicazione di un'altro popolo.
Repubricanu




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