da repubblica.it
Tensioni tra la polizia che scortava i tecnici incaricati dei lavori
e il corteo guidato dai sindaci della zona. Tafferugli, un ferito
Proteste contro la Tav Torino-Lione
bloccati i sondaggi in Val di Susa
In mattinata è stata occupata anche la linea ferroviaria internazionale
da Torino a Modane. I manifestanti ricorrono alle vie legali
SUSA (TORINO) - Protestano i "No Tav" della Val di Susa e riescono a fermare (almeno per oggi) i sondaggi sui terreni alle pendici del Roccia Melone propedeutici ai cantieri dell'alta velocità ferroviaria. Giornata campale e di tensione con centinaia di abitanti della valle guidati da sindaci e assessori che fronteggiano per ore la polizia in assetto da guerriglia urbana. In serata i manifestanti hanno lasciato spontaneamente i presidi in valle Susa. Secondo i leader della protesta, la questione dovrebbe essere superata per almeno una settimana: l'avvio dei sondaggi dovrebbe infatti essere nuovamente notificato ai proprietari dei terreni.
Tutta la giornata è stato un succedersi di alti e bassi, di quiete e di tensione. Gli ultimi scontri si sono verificati attorno alle 17.30, a Mompantero, tra le forze dell'ordine e il presidio insediato più a valle, in località Urbiano. Una quindicina di blindati ha cercato di farsi strada tra la folla, poi è ritornata la calma.
Il bilancio della giornata è di quattro o cinque manifestanti denunciati per reati minori e sette persone portate in ospedale, a Susa. Non sono gravi e la maggioranza è stata dimessa dopo le medicazioni del caso. Tra coloro finiti in ospedale, la vigilessa Daniela Colombaroli di Villarfocchiardo e un carabiniere rimasto con un piede schiacciato da un' auto della polizia.
Si comincia nella notte, con i blocchi e si continua in mattinata con lo stop ai treni sulla linea ferroviaria internazionale Torino-Modane: alcune decine di persone sui binari alla stazione di Bussoleno bastano a bloccare il tutto.
La manifestazione è proseguita per tutta la giornata. Intorno a mezzogiorno, i primi scontri con la polizia nella parte bassa di Mompantero, la località che dà accesso ai siti che oggi dovevano essere recintati in vista dei carotaggi. Nel corso dei tafferugli un giovane è rimasto ferito alla schiena ed è stato portato in ospedale.
La scintilla è scoccata quando l'imponente schieramento di forze dell'ordine ha tentato di rimuovere il blocco di manifestanti che stavano presidiando la zona per impedire l'accesso ai luoghi dei sondaggi. La folla è cresciuta, la gente è arrivata dai paesi vicini. Nel momento "clou" a fronteggiare i poliziotti c'era un migliaio di persone.
Dopo le prime cariche, i manifestanti hanno rinserrato le fila sono riusciti a fermare gli agenti di scorta la squadra di tecnici sul ponte del torrente Ganduia, l'accesso verso il Roccia Melone e verso i siti che dovrebbero essere monitorati. La polizia ha anche tentato di aggirare i blocchi, ma è stata respinta a valle e in tutta la giornata è riuscita a guadagnare soltanto 200 metri. La protesta, alla fine, ha raggiunto l'obiettivo: arrivare fino al tramonto senza far passare i tecnici. Col buio, infatti, il loro lavoro sarebbe stato impossibile. I carotaggi andranno rinviati.
Intanto, il presidente del tribunale di Torino, Mario Barbuto, sta esaminando un ricorso con il quale si vuole bloccare l'accesso ai terreni in questione per le operazioni preliminari. L'iniziativa giudiziaria è degli avvocati Roberto Lamacchia e Gian Paolo Zancan (senatore dei Verdi), secondo i quali ci sarebbero state delle irregolarità formali nelle comunicazioni ai proprietari dei terreni. Il ricorso è stato inoltrato "in via di urgenza", e la decisione è attesa già per le prossime ore.
"Il clima è stato particolarmente pesante", conferma il presidente del Consiglio della Provincia di Torino, Sergio Vallero che, durante un tentativo di mediazione, sarebbe stato spintonato dalla polizia. "Sono cose che succedono in queste circostanze, non voglio esagerarle. Non c'è stata volontà da parte di alcuno", minimizza Vallero che puntualizza di essere presente alla manifestazione come consigliere e non come presidente del Consiglio provinciale, con l'intenzione di trovare un compromesso, evitare - dice - che la situazione degeneri. Ma aggiunge anche di essere stato colpito al volto con un manganello mentre cercava di difendere una manifestante caduta.
Secondo quanto riferiscono alcuni presenti, il sindaco di Condove, Barbara De Bernardi, ha avuto un malore mentre veniva schiacciata dallo scudo impugnato da un agente. Antonio Ferrentino, sindaco di Sant'Antonino e presidente della Comunità Montana Bassa Valsusa, è stato spintonato ed è caduto. Due persone, riferiscono i manifestanti, sarebbero state fermate.
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