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Risultati da 1 a 10 di 36

Discussione: no tav

  1. #1
    remedios
    Ospite

    Predefinito no tav

    da repubblica.it

    Tensioni tra la polizia che scortava i tecnici incaricati dei lavori
    e il corteo guidato dai sindaci della zona. Tafferugli, un ferito
    Proteste contro la Tav Torino-Lione
    bloccati i sondaggi in Val di Susa
    In mattinata è stata occupata anche la linea ferroviaria internazionale
    da Torino a Modane. I manifestanti ricorrono alle vie legali

    SUSA (TORINO) - Protestano i "No Tav" della Val di Susa e riescono a fermare (almeno per oggi) i sondaggi sui terreni alle pendici del Roccia Melone propedeutici ai cantieri dell'alta velocità ferroviaria. Giornata campale e di tensione con centinaia di abitanti della valle guidati da sindaci e assessori che fronteggiano per ore la polizia in assetto da guerriglia urbana. In serata i manifestanti hanno lasciato spontaneamente i presidi in valle Susa. Secondo i leader della protesta, la questione dovrebbe essere superata per almeno una settimana: l'avvio dei sondaggi dovrebbe infatti essere nuovamente notificato ai proprietari dei terreni.

    Tutta la giornata è stato un succedersi di alti e bassi, di quiete e di tensione. Gli ultimi scontri si sono verificati attorno alle 17.30, a Mompantero, tra le forze dell'ordine e il presidio insediato più a valle, in località Urbiano. Una quindicina di blindati ha cercato di farsi strada tra la folla, poi è ritornata la calma.

    Il bilancio della giornata è di quattro o cinque manifestanti denunciati per reati minori e sette persone portate in ospedale, a Susa. Non sono gravi e la maggioranza è stata dimessa dopo le medicazioni del caso. Tra coloro finiti in ospedale, la vigilessa Daniela Colombaroli di Villarfocchiardo e un carabiniere rimasto con un piede schiacciato da un' auto della polizia.

    Si comincia nella notte, con i blocchi e si continua in mattinata con lo stop ai treni sulla linea ferroviaria internazionale Torino-Modane: alcune decine di persone sui binari alla stazione di Bussoleno bastano a bloccare il tutto.

    La manifestazione è proseguita per tutta la giornata. Intorno a mezzogiorno, i primi scontri con la polizia nella parte bassa di Mompantero, la località che dà accesso ai siti che oggi dovevano essere recintati in vista dei carotaggi. Nel corso dei tafferugli un giovane è rimasto ferito alla schiena ed è stato portato in ospedale.

    La scintilla è scoccata quando l'imponente schieramento di forze dell'ordine ha tentato di rimuovere il blocco di manifestanti che stavano presidiando la zona per impedire l'accesso ai luoghi dei sondaggi. La folla è cresciuta, la gente è arrivata dai paesi vicini. Nel momento "clou" a fronteggiare i poliziotti c'era un migliaio di persone.

    Dopo le prime cariche, i manifestanti hanno rinserrato le fila sono riusciti a fermare gli agenti di scorta la squadra di tecnici sul ponte del torrente Ganduia, l'accesso verso il Roccia Melone e verso i siti che dovrebbero essere monitorati. La polizia ha anche tentato di aggirare i blocchi, ma è stata respinta a valle e in tutta la giornata è riuscita a guadagnare soltanto 200 metri. La protesta, alla fine, ha raggiunto l'obiettivo: arrivare fino al tramonto senza far passare i tecnici. Col buio, infatti, il loro lavoro sarebbe stato impossibile. I carotaggi andranno rinviati.

    Intanto, il presidente del tribunale di Torino, Mario Barbuto, sta esaminando un ricorso con il quale si vuole bloccare l'accesso ai terreni in questione per le operazioni preliminari. L'iniziativa giudiziaria è degli avvocati Roberto Lamacchia e Gian Paolo Zancan (senatore dei Verdi), secondo i quali ci sarebbero state delle irregolarità formali nelle comunicazioni ai proprietari dei terreni. Il ricorso è stato inoltrato "in via di urgenza", e la decisione è attesa già per le prossime ore.

    "Il clima è stato particolarmente pesante", conferma il presidente del Consiglio della Provincia di Torino, Sergio Vallero che, durante un tentativo di mediazione, sarebbe stato spintonato dalla polizia. "Sono cose che succedono in queste circostanze, non voglio esagerarle. Non c'è stata volontà da parte di alcuno", minimizza Vallero che puntualizza di essere presente alla manifestazione come consigliere e non come presidente del Consiglio provinciale, con l'intenzione di trovare un compromesso, evitare - dice - che la situazione degeneri. Ma aggiunge anche di essere stato colpito al volto con un manganello mentre cercava di difendere una manifestante caduta.

    Secondo quanto riferiscono alcuni presenti, il sindaco di Condove, Barbara De Bernardi, ha avuto un malore mentre veniva schiacciata dallo scudo impugnato da un agente. Antonio Ferrentino, sindaco di Sant'Antonino e presidente della Comunità Montana Bassa Valsusa, è stato spintonato ed è caduto. Due persone, riferiscono i manifestanti, sarebbero state fermate.

    www.notav.it

  2. #2
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    L'alta velocita' ha senso solo sulla linrea Milano-Bologna-Firenze-Roma- Napoli.

    E', l'unica linea dove il traffico giustifichii una tale opera.
    Sulla Torino Milano serve a nulla tenuto conto che il traffico e' soprattutto quello pendolare da stazioni minori.
    Idem sulla linea Milano- Venezia dove non vce' un grande traffico
    tra Milano e direttamemnte a Venezia ma soprattutto dalle stazioni intermedie Brescia-Verona- Vicenza-Padova.

    Il traffico da Milano-Torino verso Lione e' scarso e per Parigi c'e' gia' la linrea per Losanna-Digione-Parigi ( questo ultimo tratto gia' servito da i treni GV.)

    Non parliamo poi della Genova-Milano.

    Ricordate la stazione manutenzione a Milano-Fiorenza per i treni
    Eurostar etc. ? Costata 600 miliardi ? Non credo sia in uso !

  3. #3
    remedios
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    Cronache NO TAV

    La mobilitazione popolare della Valle di Susa del 31 ottobre, ha fatto storia ed oggi finalmente, ha sfondato il muro d’omertà che l’informazione gli ha sempre dedicato, approdando sui tg nazionali e sulle prime pagine dei giornali. L’iniziativa è incominciata dal pomeriggio di domenica 30 ottobre, quando i comitati hanno organizzato una merenda sul luogo che poi risulterà essere uno dei punti fondamentali della resistenza del giorno dopo, al bivio tra Urbiano e il Seghino, punto di snodo delle due uniche strade che davano accesso ai siti individuati per i sondaggi, due al Seghino e uno a Mompantero vecchia.
    Da lì è partita la mobilitazione permanente che dalla notte del 30 ci ha visti iniziare il blocco per il giorno dopo. Quest’esigenza nasceva, a ragione veduta, dalla possibilità che le forze dell’ordine bloccassero l’accesso stradale da Mompantero e occupassero i terreni nella notte per giocare d’anticipo. Così facendo abbiamo anticipato le forze dell’ordine che fin dalle 2 di notte si sono iniziate a radunare alla caserma di Susa e nei pressi del cimitero di Mompantero, luogo da cui parte la strada per raggiungere i siti, e luogo individuato dai sindaci come concentramento della manifestazione che doveva partire alle 7.15 per raggiungere noi e i siti superiori. Alle quattro, mentre da un punto di osservazione seguivamo i movimenti di un vero e proprio esercito (1000 gli agenti schierati tra polizia, carabinieri e guardia di finanza), le prime avanguardie dei comitati e della popolazione ci raggiungevano salendo e posizionandosi sui siti di sondaggio.
    Da lì abbiamo visto macchine della digos e una campagnola dei carabinieri salire verso di noi in avanscoperta ma sono stati bloccati e respinti. Il movimento a valle si fa sempre più frenetico e iniziamo a ergere le barricate sulla strada per impedire il passaggio dei mezzi e degli uomini delle forze dell’ordine. Nel frattempo alcuni amministratori hanno già imboccato sentieri e le mulattiere per aggirare il probabile ostacolo della questura, per giungere in tempo ai siti.
    Poco prima che faccia giorno scatta l’operazione degli “occupanti”, la strada che dal cimitero porta al Seghino è chiusa, i mezzi s’incolonnano e iniziano a salire ammassandosi in maniera impressionante per i tornanti della strada riempiendola totalmente, non sappiamo quantificarli ma occupano l’intero tratto stradale per alcuni chilometri; tra loro vediamo la presenza di una ruspa e di due camioncini della ditta che deve recintare i terreni. Da quel punto scatta la nostra risposta, rafforziamo le barricate e ci prepariamo a resistere con determinazione e convinzione. Nel frattempo giunge dai sentieri il sindaco di Chianocco che insieme ad una consigliera di Avigliana (che era già con noi dalla notte) si schierano in fascia tricolore alla prima barricata, noi tutti dietro incoronati e pronti. Arrivano digos e poliziotti, il vice questore Sanna ci intima di lasciarli passare, tenta di intimidire, forte del mare di caschi blu alle sue spalle, gli amministratori identificandoli ma non gli riesce.
    Dal concentramento di Mompantero intanto ci giungono le notizie di alcune cariche e di fermi, la popolazione ha provato a passare il blocco e ha tentato di impedire che salissero altri mezzi a dar manforte all’esercito già presente.
    La polizia inizia ad avanzare, serriamo le fila e iniziamo a tenere duro spalla contro spalla facendogli pesare ogni centimetro di strada che gli lasciamo, non siamo molti, ma la ragione di questa lotta ci rende così determinati che gli facciamo guadagnare pochi metri. A un certo punto però tutto cambia, la nostra forza aumenta e la polizia arranca, ci giriamo e siamo tantissimi, alcune centinaia. La polizia si è mossa come un esercito di occupazione bloccando e investendo di mezzi le nostre strade, la popolazione valsusina invece agile e determinata aggira i blocchi da basso per sentieri e mulattiere e ci raggiunge, arrivano altri amministratori e la storia cambia. Come un tempo quando l’esercito nazista e i fascisti occupavano la valle, le brigate partigiane lavoravano d’astuzia, conoscendo il territorio, amando la montagna, trovando in essa i mezzi per difendersi al meglio. Così anche in questo caso, centinaia di persone hanno solcato i sentieri partigiani con astuzia e sono giunti da noi e ai siti superiori, prendendo di sorpresa il novello esercito. Continua la resistenza e la polizia inizia a tentare di prendere trascinare da se alcuni manifestanti, riuscendo a fermare 3 persone tra cui la vigilessa di Villardora presente in divisa a dar manforte al blocco. La lotta continua e non lasciamo mai un centimetro alla controparte senza farglielo sudare, gli agenti cambiano più volte le prime file portando uomini freschi e dotandosi degli scudi di plexiglas per spingere più forte. La fila degli amministratori s’ingrossa e anch’essi si oppongono alle forze dell’ordine ricevendo, come nel caso del presidente del consiglio provinciale Vallero alcuni colpi di manganello. Intanto la presenza ai presidi superiori aumenta, sono state erette barricate e la polizia inizia a salire a piedi verso gli altri. In basso man mano le azioni di disturbo aumentano, c’è qualche momento di contatto con i carabinieri che feriscono e fermano alcuni manifestanti tra cui un’altra vigilessa presente a manifestare impugnando il gonfalone del proprio comune. La gente continua a salire da altre mulattiere, ci porta informazioni, forza e allegria.Ci giungono le notizie di scioperi spontanei nelle fabbriche valsusine, almeno 4 sospendono il lavoro e scendono in strada a manifestare in solidarietà alla lotta NO TAV e alla battaglia in corso.
    Sui sentieri che erano teatro della lotta partigiana, presidiati dalla IV Divisione "G.L." "Stellina” continua la resistenza e blocchiamo la polizia al ponte del Ganduglia, quello sarà, come in tute le battaglie della storia, l’elemento della nostra vittoria. Continua la resistenza, respingiamo l’ennesimo attacco e riusciamo a far indietreggiare di qualche metro gli agenti. Quello sarà il punto di stallo, si susseguirà ancora qualche tentativo di passare il blocco ma gli agenti non supereranno mai il ponte. Intanto fin dalle 11 la stazione di Bussoleno è occupata e i treni sono bloccati, l’occupazione rimarrà fino a tarda sera, bloccando il TGV, facendo sopprimere 40 treni e ritardandone una ventina. Il treno Talgo che va verso Barcellona è fatto passare da Ventimiglia.
    Lo scenario si sposta al presidio superiore dove la polizia è salita in un numero consistente, tenta lo sfondamento ma è respinta. Si trova in difficoltà estrema perché è bloccata su una salita che non gli consente movimenti particolari, la determinazione dei manifestanti la farà tornare indietro con un nulla di fatto.
    Tornando indietro gli agenti evidentemente non soddisfatti, invece che ridiscendere dallo stesso sentiero dal quale erano saliti vogliono rientrare nelle loro fila passando da dietro il blocco del ponte che teniamo da ore, la situazione si scalda perché la provocazione è grande, le squadre di carabinieri si bardano e caricano i fucili lancia-lacrimogeni puntandoli contro. Ci si prepara e alla fine per sbloccare la situazione si creano due cordoni che li scortano al loro posto, facendoli passare tra due ali di folla, nel classico stile i carabinieri sfilano minacciando e insultando.
    Siamo giunti all’imbrunire e il calare del sole ci porta verso l’ora in cui i tecnici non possono più prendere possesso dei terreni, la oro autorizzazione li copre fino alle 19. La polizia non smobilita del tutto e non intende andarsene prima di noi. Sentendo i legali del movimento e giudicando conclusa la giornata intavoliamo una trattativa che ci consente di lasciare i presidi tutti insieme per non rischiare che nessuno sia fermato. Così tutti insieme con le macchine e a piedi scendiamo dalla montagna e giungiamo a Mompantero dove altri manifestanti ci aspettano accogliendoci con una solidarietà ed una felicità indescrivibile. Intanto la stazione di Bussoleno rimane occupata e aspettano che noi li raggiungiamo e diamo garanzie sulla nostra presenza prima di smobilitare. Arriviamo alla stazione e usciamo da essa cantando Bella Ciao.
    Sembra tutto finito, cantiamo vittoria e ci sembra giusto, i fermati vengono rilasciati, uno di essi è stato malmenato nella caserma di Susa, e sono tutti denunciati per resistenza a pubblico ufficiale, comprese le due vigilesse. Ma nella serata ci giungono le notizie della azione poliziesca, che vista la sconfitta subita decide di proseguire l’occupazione, stazionando in montagna, ri-bloccando gli accessi e annunciando la conquista dei terreni. I difensori della legge la infrangono e comunicano ai mass media di essere riusciti nell’intento prefissatosi. In mille uomini, armati e istruiti, non sono riusciti a forzare nessuno dei blocchi, solo con l’inganno e l’illegalità che li contraddistingue riescono a conquistare i terreni.
    Il risultato del movimento rimane, la vittoria è lampante, la provocazione della questura lascia il tempo che trova. Probabilmente i legali della Comunità montana si opporranno a quest’azione ma il primo novembre dalle nove del mattino il movimento NO TAV si ri-mobilita e risponde alla provocazione occupando la stazione prima di Borgone e poi Avigliana mandando in tilt i trasporti ferroviari per il secondo giorno consecutivo.
    Nel frattempo un gruppo di NO TAV eludendo il presidio delle forze dell’ordine sale fino ai siti in teoria picchettati dai tecnici di LTF ma documentando con fotografia, la grande notizia del possesso del terreno si rivela una bufala: non c’è un picchetto, né un macchinario, ci un nastro bianco rosso che delimitata in malo modo i terreni. Ciò significa che fino a ieri nel tardo pomeriggio il picchettaggio è stato solo un bluff da dare in pasto alle televisioni per sminuire la nostra giornata vittoriosa.
    Poi alle 15 il movimento si riconvoca al presidio di Bruzolo e in poco tempo in più di 500 si occupa la statale per Susa. Si decide il da farsi è alle 17 ci si sposta a Condove, visto che il passaggio del TGV è fissato alle 17.25. Lì avviene il blocco di massa della ferrovia e della statale 25. La polizia chiude il ponte che dalla statale 24 porta attraversando la ferrovia sulla 25 e allora chi non riesce a raggiunge blocca l’altra strada, così il risultato è completo: ferrovia e le due statali, la valle è bloccata! Alle 17.30 si abbassano le sbarre del passaggio a livello con i binari occupati dai NO TAV, del TGV neanche l’ombra scoppia un applauso collettivo. Teniamo i blocchi e per le 19.30 sciogliamo la mobilitazione. LA BATTAGLIA CONTINUA
    01/11/2005
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  4. #4
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    la contrarietà al progetto TAV è ben sostenuta da tempo dagli anarchici...sul web cè una buona quantità di comunicati,ad esempio:
    http://guerrasociale.org/fretta.htm

  5. #5
    Evoliano di sinistra
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    Prossimo al nulla, laggiu' nell'abisso io conduco da solo la mia lotta.......In ogni caso nessun rimorso
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    A proposito di Alta velocita' che ne pensate di questo delirante comunicato

    http://www.notav.info/pages.aspx?idp=40

    NE’ ORA NE’ MAI CON I FASCISTI



    NE’ ORA NE’ MAI CON I FASCISTI
    ORA E SEMPRE RESISTENZA
    ORA E SEMPRE NO TAV

    Apprendiamo con amarezza che da qualche tempo, in maniera peraltro semiclandestina, un gruppo di neofascisti denominato Progetto Torino, frequenta il presidio di Venaus. Lo apprendiamo leggendo il loro sito dove, in mezzo alla becera propaganda ambigua ma chiaramente xenofoba e nostalgica, millantano di partecipare alla lotta No Tav. Riteniamo estremamente grave questo atto e rifiutiamo categoricamente qualsiasi contiguità con questi individui nelle terre dove decine di uomini e donne partigiani si sono sacrificati per la lotta al nazifascismo. Persone, che ancora oggi ispirano le nostre vite e la nostra lotta all’alta velocità ferroviaria. Progetto Torino è una componente di quella galassia fascista che, partendo da Forza Nuova, si è resa responsabile di vili aggressioni, di atti di dichiarato razzismo e di intolleranza nella città di Torino, contigua a quell’area nostalgica di repubblichini che non meno di qualche mese fa voleva, nella nostra valle, celebrare con una cena in un ristorante condovese il gemellaggio d’armi coni reduci delle SS tedesche. Riconducibili a personaggi come Gabriele Adinolfi, indagato per la strage di Bologna, la cosiddetta “Base Militante di Progetto Torino” millanta sul suo sito un turno di presidio a Venaus. Questi individui, nascosti dietro ad ambigui proclami, vanno allontanati dai luoghi della lotta partigiana e No Tav con fermezza e decisione, espellendoli, se mai vi fossero entrati, da un movimento anti-Tav che dalla trasversalità politica e sociale trae uno dei benefici massimi. Trasversalità che non può essere confusa con la condivisione della nostra lotta con chi crede in ideali fascisti e razzisti.
    Facciamo pertanto appello alla popolazione No Tav della Valle di Susa, ai comitati di lotta, alle associazioni partigiane, ai sinceri antifascisti di aderire a quest’appello e di mantenere alta la vigilanza antifascista.

    Comitato di lotta popolare no tav
    Comitato no tav Bruzolo-Chianocco-S.Giorio
    Collettivo Pianezzese Laboratorio Zero
    circolo PRC Meyer-Vighetti di Bussoleno

  6. #6
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    In origine postato da fabiosko
    A proposito di Alta velocita' che ne pensate di questo delirante comunicato

    http://www.notav.info/pages.aspx?idp=40

    NE’ ORA NE’ MAI CON I FASCISTI



    NE’ ORA NE’ MAI CON I FASCISTI
    ORA E SEMPRE RESISTENZA
    ORA E SEMPRE NO TAV

    Apprendiamo con amarezza che da qualche tempo, in maniera peraltro semiclandestina, un gruppo di neofascisti denominato Progetto Torino, frequenta il presidio di Venaus. Lo apprendiamo leggendo il loro sito dove, in mezzo alla becera propaganda ambigua ma chiaramente xenofoba e nostalgica, millantano di partecipare alla lotta No Tav. Riteniamo estremamente grave questo atto e rifiutiamo categoricamente qualsiasi contiguità con questi individui nelle terre dove decine di uomini e donne partigiani si sono sacrificati per la lotta al nazifascismo. Persone, che ancora oggi ispirano le nostre vite e la nostra lotta all’alta velocità ferroviaria. Progetto Torino è una componente di quella galassia fascista che, partendo da Forza Nuova, si è resa responsabile di vili aggressioni, di atti di dichiarato razzismo e di intolleranza nella città di Torino, contigua a quell’area nostalgica di repubblichini che non meno di qualche mese fa voleva, nella nostra valle, celebrare con una cena in un ristorante condovese il gemellaggio d’armi coni reduci delle SS tedesche. Riconducibili a personaggi come Gabriele Adinolfi, indagato per la strage di Bologna, la cosiddetta “Base Militante di Progetto Torino” millanta sul suo sito un turno di presidio a Venaus. Questi individui, nascosti dietro ad ambigui proclami, vanno allontanati dai luoghi della lotta partigiana e No Tav con fermezza e decisione, espellendoli, se mai vi fossero entrati, da un movimento anti-Tav che dalla trasversalità politica e sociale trae uno dei benefici massimi. Trasversalità che non può essere confusa con la condivisione della nostra lotta con chi crede in ideali fascisti e razzisti.
    Facciamo pertanto appello alla popolazione No Tav della Valle di Susa, ai comitati di lotta, alle associazioni partigiane, ai sinceri antifascisti di aderire a quest’appello e di mantenere alta la vigilanza antifascista.

    Comitato di lotta popolare no tav
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    Povera Resistenza , quanta confusione si fa in tuo nome !

  7. #7
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    PEr una volta che invece hce un'autostrada si fa una ferrovia..

  8. #8
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    In origine postato da Ragioniamo!
    PEr una volta che invece hce un'autostrada si fa una ferrovia..
    e quindi Ragioniamo sei d'accordo....Te pensi che questi treni saranno economicamente accessibili a tutti, pensi che serviranno al trasporto merci.....Spiegati

  9. #9
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    In origine postato da fabiosko
    e quindi Ragioniamo sei d'accordo....Te pensi che questi treni saranno economicamente accessibili a tutti, pensi che serviranno al trasporto merci.....Spiegati
    Dovrebbero servire ANCHE a dare maggiore transitabilita' sulle vecchie linee ai treni merci che oggi devono praticamente viaggiare di notte per non intralciare il traffico passeggeri.

    Che poi , tranne che sulla Napoli-Roma-Firenze-Milano , i TAV servano sulle linee Torino-Trieste e Genova-Milano questo e' tutto da vedere.Si tratta di linee che servno soprattutto ai pendolari che per ragioni economiche e pratiche ( i TAV servono solo le stazioni principali ) non ne potranno usufruire pienamente.

  10. #10
    remedios
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    In origine postato da Ragioniamo!
    PEr una volta che invece hce un'autostrada si fa una ferrovia..
    secondo me non è così semplice il discorso. prima di tutto non è da sottovalutare la voce degli abitanti di quella zona, che sono largamente contrari alla tav. in secondo luogo non è nemmeno da sottovalutare l'impatto ambientale di questa e il rischio che diventi una delle grandi opere che quasi sempre si rivelano inutili e dietro alle quali non esistono servizi (se non di facciata), ma speculazioni e corruzione.
    per rispondere a fabiosko, che su questo credo la pensi come me, i prezzi non saranno accessibili a tutti e sicuramente non diventerà un treno per pendolari. pendolari che vedono spendere quantità immense di danaro per costruzioni come queste e che ogni giorno sono costretti a prendere treni impresentabili, quasi mai in orario e troppo spesso su linee poco sicure. allora prima di pensare alle grandi opere vediamo di rafforzare ciò che c'è già no?

    per fabiosko: non credo che il comunicato sia delirante. è una presa di posizione.

 

 
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