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  1. #1
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    Predefinito Terremoto SPD: Grosse Koalition a rischio

    Spd: vacilla la Grosse Koalition Andrea Nahles, 35 anni, guiderà il partito socialdemocratico tedesco. Ma la sua elezione crea spaccatura e il governo è a rischio STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO

    Andrea Nahles (Ap)
    DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
    BERLINO - In mezzo al guado della complicata trattativa di governo con la Cdu-Csu di Angela Merkel, la socialdemocrazia tedesca inciampa in una grave crisi interna, forse la più seria degli ultimi dieci anni. Una resa dei conti inattesa e pasticciata, che scopre il fianco debole della Spd e mette a rischio lo stesso negoziato per la Grosse Koalition . Franz Müntefering ha di fatto annunciato le sue dimissioni da presidente del partito, dopo che ieri la direzione socialdemocratica aveva bocciato a sorpresa il suo candidato alla segreteria generale, preferendogli invece la leader della sinistra del partito.

    Uno schiaffo in faccia inaccettabile per Müntefering, che ha immediatamente fatto sapere di non volersi più ricandidare alla massima carica, al congresso in programma a metà novembre a Karlsruhe. Di più, il vice-cancelliere designato ha anche messo in dubbio la sua partecipazione al futuro governo, spiegando che essa dipenderà dall’esito dei negoziati e dai contenuti dell’accordo con la Cdu-Csu. Müntefering ha comunque assicurato di voler continuare a partecipare «con tutte le forze» alla trattativa con i cristiano-democratici e di voler rispettare l’impegno a concluderla entro il 12 novembre: «Voglio che il negoziato abbia successo». Reagiscono allarmati i capi della socialdemocrazia, il cancelliere Schröder in testa, mentre la notizia produce subito i primi effetti collaterali nel dibattito politico: già incerto sul salto da Monaco a Berlino, il premier bavarese, Edmund Stoiber, destinato all’Economia, coglie l’occasione e fa sapere che anche lui potrebbe chiamarsi fuori, se Müntefering dovesse rinunciare al suo posto di ministro del Lavoro e numero due nel governo di Angela Merkel.

    E’ stato un classico «golpe dal basso», genere molto in voga in passato nella Spd, a spingere Franz Müntefering al gran rifiuto. Il leader socialdemocratico aveva investito prestigio e autorità sul nome di un suo fedelissimo, Kajo Wasserhövel, come segretario generale, carica decisiva nella gestione quotidiana del partito. Ma, con votazione segreta, i colonnelli della direzione gli hanno preferito, per 24 a 14, Andrea Nahles, trentacinquenne pasionaria della sinistra, ex leader degli Jusos e una delle voci più critiche della linea riformista di Gerhard Schröder. «L’esito è stato sin troppo chiaro e univoco: in queste condizioni, ho deciso di non ricandidarmi alla presidenza» ha detto Müntefering, spiegando che già domani una riunione straordinaria del presidium Spd discuterà le eventuali proposte per la successione, che verrebbe comunque decisa a Karlsruhe. I primi nomi circolati sono quelli di due premier regionali: Mathias Platzeck del Brandeburgo e Kurt Beck della Renania-Palatinato, entrambi cinquantenni e da tempo indicati come possibili protagonisti del ricambio generazionale all’interno del partito.

    Il cancelliere Schröder ha accolto con «dispiacere» l’annuncio, invitando comunque a non drammatizzare la situazione e avvertendo che la decisione «non dovrà avere alcuna conseguenza» sulla trattativa di governo. Preoccupazione legittima, alla luce delle prime reazioni esterne, tutte attente a sottolineare la condizione di debolezza politica, in cui le dimissioni, annunciate di Müntefering, precipitano la Spd. «Non c’è dubbio - dice Jürgen Falter, politologo dell’Università di Magonza - che una Spd priva di leadership si ritrovi indebolita nel negoziato, aumentando così le possibilità di fallimento». Proprio ieri sera, le due delegazioni sono entrate nel quarto e finora più difficile round di colloqui. Sul tavolo, il dossier economico, dopo l’intesa che ha fissato a 35 miliardi di euro la cifra necessaria, da qui al 2007, per colmare il deficit di bilancio. Cosa dovrà uscire da tagli di spesa e cosa da nuove tasse, è il nodo da sciogliere. Il ministro delle Finanze designato, il socialdemocratico Peer Steinbrück, ha segnalato l’eventuale disponibilità ad accettare l’aumento dell’Iva, cavallo di battaglia della Merkel. In cambio la Spd otterrebbe la tassa sui grandi patrimoni. Le parti sono anche vicine all’intesa sull’aumento dell’età pensionabile da 65 a 67 anni.
    Paolo Valentino
    01 novembre 2005

  2. #2
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  3. #3
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    Predefinito

    : governo, anche Stoiber verso il no Il leader della Csu potrebbe rifiutare l'incarico di ministro dell'Economia dopogli sconvolgimernti all'interno della Spd STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
    BERLINO (GERMANIA) - Il futuro governo tedesco guidato dal leader della Cdu Angela Merkel potrebbe morire prima ancora di vedere la luce. La «Grosse Koalition» tra Cdu e Spd infatti è in grave difficoltà dopo la vittoria dell'ala sinistra all'interno della Spd che ha portato all'elezione del nuovo capo della segreteria nella persona della trentacinquenne Andrea Nahles.
    STOIBER VERSO IL NO - Dopo il no del presidente della Spd Muntefering (dimissionario dopo l'elezione della Nahles) ad entrare nel futuro esecutivo dove avrebbe dovuto ricoprire l'incarico di ministro del Lavoro e vicecancelliere, anche dal fronte democristiano arrivano i primi malumori. Una fonte all'interno della Csu, emanazione della Cdu in Baviera, ha infatti confermato che Edmund Stoiber, leader del partito e governatore del land, è orientato a rinunciare l'incarico di ministro dell'economia in un governo di «Grosse Koalition» con la Spd. Manca, comunque, una decisione definitiva. «Le cose potrebbero ancora cambiare», ha detto la fonte. La decisione di Stoiber potrebbe derivare dalla consapevolezza che la delegazione di governo della Spd potrebbe di fatto essere espressione dell'ala minoritaria del partito cosa che renderebbe estremamente difficile la governabilità.
    01 novembre 2005

  4. #4
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    Predefinito Re: Terremoto SPD: Grosse Koalition a rischio

    In origine postato da danny78
    Spd: vacilla la Grosse Koalition Andrea Nahles, 35 anni, guiderà il partito socialdemocratico tedesco. Ma la sua elezione crea spaccatura e il governo è a rischio STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO

    Andrea Nahles (Ap)
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    BERLINO - In mezzo al guado della complicata trattativa di governo con la Cdu-Csu di Angela Merkel, la socialdemocrazia tedesca inciampa in una grave crisi interna, forse la più seria degli ultimi dieci anni. Una resa dei conti inattesa e pasticciata, che scopre il fianco debole della Spd e mette a rischio lo stesso negoziato per la Grosse Koalition . Franz Müntefering ha di fatto annunciato le sue dimissioni da presidente del partito, dopo che ieri la direzione socialdemocratica aveva bocciato a sorpresa il suo candidato alla segreteria generale, preferendogli invece la leader della sinistra del partito.

    Uno schiaffo in faccia inaccettabile per Müntefering, che ha immediatamente fatto sapere di non volersi più ricandidare alla massima carica, al congresso in programma a metà novembre a Karlsruhe. Di più, il vice-cancelliere designato ha anche messo in dubbio la sua partecipazione al futuro governo, spiegando che essa dipenderà dall’esito dei negoziati e dai contenuti dell’accordo con la Cdu-Csu. Müntefering ha comunque assicurato di voler continuare a partecipare «con tutte le forze» alla trattativa con i cristiano-democratici e di voler rispettare l’impegno a concluderla entro il 12 novembre: «Voglio che il negoziato abbia successo». Reagiscono allarmati i capi della socialdemocrazia, il cancelliere Schröder in testa, mentre la notizia produce subito i primi effetti collaterali nel dibattito politico: già incerto sul salto da Monaco a Berlino, il premier bavarese, Edmund Stoiber, destinato all’Economia, coglie l’occasione e fa sapere che anche lui potrebbe chiamarsi fuori, se Müntefering dovesse rinunciare al suo posto di ministro del Lavoro e numero due nel governo di Angela Merkel.

    E’ stato un classico «golpe dal basso», genere molto in voga in passato nella Spd, a spingere Franz Müntefering al gran rifiuto. Il leader socialdemocratico aveva investito prestigio e autorità sul nome di un suo fedelissimo, Kajo Wasserhövel, come segretario generale, carica decisiva nella gestione quotidiana del partito. Ma, con votazione segreta, i colonnelli della direzione gli hanno preferito, per 24 a 14, Andrea Nahles, trentacinquenne pasionaria della sinistra, ex leader degli Jusos e una delle voci più critiche della linea riformista di Gerhard Schröder. «L’esito è stato sin troppo chiaro e univoco: in queste condizioni, ho deciso di non ricandidarmi alla presidenza» ha detto Müntefering, spiegando che già domani una riunione straordinaria del presidium Spd discuterà le eventuali proposte per la successione, che verrebbe comunque decisa a Karlsruhe. I primi nomi circolati sono quelli di due premier regionali: Mathias Platzeck del Brandeburgo e Kurt Beck della Renania-Palatinato, entrambi cinquantenni e da tempo indicati come possibili protagonisti del ricambio generazionale all’interno del partito.

    Il cancelliere Schröder ha accolto con «dispiacere» l’annuncio, invitando comunque a non drammatizzare la situazione e avvertendo che la decisione «non dovrà avere alcuna conseguenza» sulla trattativa di governo. Preoccupazione legittima, alla luce delle prime reazioni esterne, tutte attente a sottolineare la condizione di debolezza politica, in cui le dimissioni, annunciate di Müntefering, precipitano la Spd. «Non c’è dubbio - dice Jürgen Falter, politologo dell’Università di Magonza - che una Spd priva di leadership si ritrovi indebolita nel negoziato, aumentando così le possibilità di fallimento». Proprio ieri sera, le due delegazioni sono entrate nel quarto e finora più difficile round di colloqui. Sul tavolo, il dossier economico, dopo l’intesa che ha fissato a 35 miliardi di euro la cifra necessaria, da qui al 2007, per colmare il deficit di bilancio. Cosa dovrà uscire da tagli di spesa e cosa da nuove tasse, è il nodo da sciogliere. Il ministro delle Finanze designato, il socialdemocratico Peer Steinbrück, ha segnalato l’eventuale disponibilità ad accettare l’aumento dell’Iva, cavallo di battaglia della Merkel. In cambio la Spd otterrebbe la tassa sui grandi patrimoni. Le parti sono anche vicine all’intesa sull’aumento dell’età pensionabile da 65 a 67 anni.
    Paolo Valentino
    01 novembre 2005
    bene bene....

    era inevitabile, e come natura vuole....

    c.v.d

    QUANDO LA SINISTRA FA LA DESTRA VELOCEMENTE FINISCE NEL DIRUPO.

  5. #5
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    se cade la merkel sono solo contento
    il compromesso storico mai
    nè ora nè qui nè in germania

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Terremoto SPD: Grosse Koalition a rischio

    tutto il mondo è paese, specie a sinistra, ma non penso cambieà nulla. Sno i termini dell'accordo dentro e fuori la spd



    PS: è un modo di porre i problemi da "apparato", non mi è mai piaciuto.....

  7. #7
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Re: Terremoto SPD: Grosse Koalition a rischio

    In origine postato da danny78
    Spd: vacilla la Grosse Koalition Andrea Nahles, 35 anni, guiderà il partito socialdemocratico tedesco. Ma la sua elezione crea spaccatura e il governo è a rischio STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO

    Andrea Nahles (Ap)
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    Uno schiaffo in faccia inaccettabile per Müntefering, che ha immediatamente fatto sapere di non volersi più ricandidare alla massima carica, al congresso in programma a metà novembre a Karlsruhe. Di più, il vice-cancelliere designato ha anche messo in dubbio la sua partecipazione al futuro governo, spiegando che essa dipenderà dall’esito dei negoziati e dai contenuti dell’accordo con la Cdu-Csu. Müntefering ha comunque assicurato di voler continuare a partecipare «con tutte le forze» alla trattativa con i cristiano-democratici e di voler rispettare l’impegno a concluderla entro il 12 novembre: «Voglio che il negoziato abbia successo». Reagiscono allarmati i capi della socialdemocrazia, il cancelliere Schröder in testa, mentre la notizia produce subito i primi effetti collaterali nel dibattito politico: già incerto sul salto da Monaco a Berlino, il premier bavarese, Edmund Stoiber, destinato all’Economia, coglie l’occasione e fa sapere che anche lui potrebbe chiamarsi fuori, se Müntefering dovesse rinunciare al suo posto di ministro del Lavoro e numero due nel governo di Angela Merkel.

    E’ stato un classico «golpe dal basso», genere molto in voga in passato nella Spd, a spingere Franz Müntefering al gran rifiuto. Il leader socialdemocratico aveva investito prestigio e autorità sul nome di un suo fedelissimo, Kajo Wasserhövel, come segretario generale, carica decisiva nella gestione quotidiana del partito. Ma, con votazione segreta, i colonnelli della direzione gli hanno preferito, per 24 a 14, Andrea Nahles, trentacinquenne pasionaria della sinistra, ex leader degli Jusos e una delle voci più critiche della linea riformista di Gerhard Schröder. «L’esito è stato sin troppo chiaro e univoco: in queste condizioni, ho deciso di non ricandidarmi alla presidenza» ha detto Müntefering, spiegando che già domani una riunione straordinaria del presidium Spd discuterà le eventuali proposte per la successione, che verrebbe comunque decisa a Karlsruhe. I primi nomi circolati sono quelli di due premier regionali: Mathias Platzeck del Brandeburgo e Kurt Beck della Renania-Palatinato, entrambi cinquantenni e da tempo indicati come possibili protagonisti del ricambio generazionale all’interno del partito.

    Il cancelliere Schröder ha accolto con «dispiacere» l’annuncio, invitando comunque a non drammatizzare la situazione e avvertendo che la decisione «non dovrà avere alcuna conseguenza» sulla trattativa di governo. Preoccupazione legittima, alla luce delle prime reazioni esterne, tutte attente a sottolineare la condizione di debolezza politica, in cui le dimissioni, annunciate di Müntefering, precipitano la Spd. «Non c’è dubbio - dice Jürgen Falter, politologo dell’Università di Magonza - che una Spd priva di leadership si ritrovi indebolita nel negoziato, aumentando così le possibilità di fallimento». Proprio ieri sera, le due delegazioni sono entrate nel quarto e finora più difficile round di colloqui. Sul tavolo, il dossier economico, dopo l’intesa che ha fissato a 35 miliardi di euro la cifra necessaria, da qui al 2007, per colmare il deficit di bilancio. Cosa dovrà uscire da tagli di spesa e cosa da nuove tasse, è il nodo da sciogliere. Il ministro delle Finanze designato, il socialdemocratico Peer Steinbrück, ha segnalato l’eventuale disponibilità ad accettare l’aumento dell’Iva, cavallo di battaglia della Merkel. In cambio la Spd otterrebbe la tassa sui grandi patrimoni. Le parti sono anche vicine all’intesa sull’aumento dell’età pensionabile da 65 a 67 anni.
    Paolo Valentino
    01 novembre 2005
    agaragar aveva visto giusto

    benfy: con un paese che va a sinistra, tu continui ad andare a destra?

    Eppoi valuterai prima come si comporta questa compagna, senza pregiudizi, per esprimere una valutazione.

  8. #8
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    vi stupirò ma io preferisco la coalizione rossa: die linke, spd und grune

  9. #9
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    Predefinito Re: Re: Terremoto SPD: Grosse Koalition a rischio

    In origine postato da yurj
    agaragar aveva visto giusto

    benfy: con un paese che va a sinistra, tu continui ad andare a destra?

    Eppoi valuterai prima come si comporta questa compagna, senza pregiudizi, per esprimere una valutazione.
    la pds mi è indigesta.

    la spd perderà metà voti spostandosi a sinistra

  10. #10
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    In origine postato da willy
    vi stupirò ma io preferisco la coalizione rossa: die linke, spd und grune
    Non mi stupisce affatto e sono d'accordo con te.

 

 
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