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  1. #41
    Blut und Boden
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    In origine postato da Diderot
    mi irrita l'uso che del termine padania viene fatto dalla lega.

    Non si dovrebbe dire Padanìa, con l'accento sulla ì ?
    No.

  2. #42
    Blut und Boden
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    La Padania esiste dal punto di vista geografico, socio-economico ed etnolinguistico.

  3. #43
    email non funzionante
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Ecco cosa ci aspetta in futuro in Padania

    In origine postato da motan
    Per ostacolare al massimo l'offerta di lavoro ad un extracomunitario piuttosto che a un comunitario.
    * Certo, questo lo avevo capito. Pero', se guardi alla forma, non allo spirito, della legge (in italia contano solo i cavilli, non avere ragione o torto), si tratta di una prestazione aggiuntiva (alloggio), che viene fatta a certi lavoratori e non ad altri. Sarebbe stato piu' chiaro mettere una "tassa sugli extra": chi li assume deve pagare X Euro ad un fondo per aiutare comunitari disoccupati: stesso effetto deterrente, ma i soldi vanno alle vittime dell' immigrazione.

    Il pericolo di discussioni sugli alloggi e' reale: in Friuli-Venezia Giulia hanno approvato una legge regionale che assegna alloggi dell' ATER ed altre prestazioni PUBBLICHE, stavolta, con precedenza agli extracomunitari, regolari o no. E' dichiaratamente una risposta alla legge Bossi-Fini: vogliamo tanto bene agli extra che, purche' li assumano, paghiamo noi, Regione, gli alloggi.

    Il concetto di per se stesso, che un extra debba ricevere una cosa qualsiasi piu' di un comunitario e' aberrante. Chi assume extra deve risarcire i comunitari per il danno subito. Dovrebbe essere applicato anche alle delocalizzazioni.

  4. #44
    brespa
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    Nel mio dizionario è scritto Padània.

  5. #45
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    In origine postato da Eridano
    La Padania esiste dal punto di vista geografico, socio-economico ed etnolinguistico.

    Quali regioni formano la c.d. padania ? Piemonte Lombardia e Veneto sono tre regioni diverse dal punto di vista geografico,
    socio-economico ed etnolinguistico.

    Dobbiamo metter dentro la padania anche la Liguria, la Valle d'Aosta, il Trentino, il Friuli, l'Alto Adige, l'Emilia ?

    Se è così, sarebbe meglio dire Nord Italia e non Padania
    Diderot

  6. #46
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    Predefinito La padania è terra etrusca

    Furono etrusche Felsina (Bologna), Mantua (Mantova), Melpum (nei pressi di Milano), Ravenna, Caesena (Cesena, in etrusco Keisna), Ariminum (Rimini, in etrusco Arimna) Mutina (Modena), Parma, Placentia (Piacenza) e altre città che formarono la dodecapoli del nord. Felsina ne era la città principale.

    Anche il porto di Spina, la Venezia dell'antichità, è di origine etrusca.

    Mysa (Marzabotto) controllava il guado sul Reno per l'accesso alla pianura emiliana.

    Mantova prese il nome dal dio etrusco dei morti Mantus.
    Diderot

  7. #47
    Blut und Boden
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    In origine postato da Diderot
    Quali regioni formano la c.d. padania ? Piemonte Lombardia e Veneto sono tre regioni diverse dal punto di vista geografico,
    socio-economico ed etnolinguistico.

    Dobbiamo metter dentro la padania anche la Liguria, la Valle d'Aosta, il Trentino, il Friuli, l'Alto Adige, l'Emilia ?

    Se è così, sarebbe meglio dire Nord Italia e non Padania
    Sul sito www.laliberacompagnia.org trovi la risposta alla tua domanda; in particolare nei Quaderni Padani e dall'osservazione della carta geografica (etnolinguistica).

  8. #48
    motan
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Ecco cosa ci aspetta in futuro in Padania

    In origine postato da Mitteleuropeo
    * Certo, questo lo avevo capito. Pero', se guardi alla forma, non allo spirito, della legge (in italia contano solo i cavilli, non avere ragione o torto), si tratta di una prestazione aggiuntiva (alloggio), che viene fatta a certi lavoratori e non ad altri. Sarebbe stato piu' chiaro mettere una "tassa sugli extra": chi li assume deve pagare X Euro ad un fondo per aiutare comunitari disoccupati: stesso effetto deterrente, ma i soldi vanno alle vittime dell' immigrazione.

    Il pericolo di discussioni sugli alloggi e' reale: in Friuli-Venezia Giulia hanno approvato una legge regionale che assegna alloggi dell' ATER ed altre prestazioni PUBBLICHE, stavolta, con precedenza agli extracomunitari, regolari o no. E' dichiaratamente una risposta alla legge Bossi-Fini: vogliamo tanto bene agli extra che, purche' li assumano, paghiamo noi, Regione, gli alloggi.

    Il concetto di per se stesso, che un extra debba ricevere una cosa qualsiasi piu' di un comunitario e' aberrante. Chi assume extra deve risarcire i comunitari per il danno subito. Dovrebbe essere applicato anche alle delocalizzazioni.
    Resta il fatto che se un datore di lavoro assume un extraUE, pur a condizioni economicamente svantaggiose per lui, è perchè non trova un comunitario (che gli costa di meno) disposto a fare quel tipo di lavoro.
    Se invece dell'alloggio si dovesse pagare una tassa, a mio parere, non cambierebbe niente sull'effetto di scoraggiare l'assunzione. Con in più il problema che l'immigrato, non avendo una casa al suo arrivo, aumenterebbe i problemi nel gestire la sua presenza.
    Penso che la Bossi-Fini abbia scelto la strategia del "male minore": gli industriali e gli agricoltori si rivolterebbero ad una eventuale chiusura totale ai lavoratori extra-UE.

  9. #49
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    Predefinito riflessione pacata sulla padania

    Padania: questa parola è entrata nel linguaggio comune da quanto la usa la Lega. Prima nessuno la usava. Del resto non esiste una definizione univoca di Padania.
    Dal punto di vista storico, non è rintracciabile nel corso dei secoli un'entità unitaria definibile col nome di Padania. Dal punto di vista strettamente geografico, essa coincide forse con la pianura padana o, meglio, con il bacino idrografico del Po, che non è una regione geograficamente ben definita.
    Se consideriamo come Padania le attuali otto regioni del nord-Italia, vediamo come i suoi confini cambino virtualmente a seconda che si usi di volta in volta il criterio geografico, storico o linguistico. Ogni criterio porta di volta in volta a includere o escludere dalla Padania aree differenti, e la sovrapposizione di questi criteri dà luogo ad una serie assai numerosa e problematica di eccezioni. La zona di Nizza, parte dell'Istria, il Canton Ticino, i paesi grigionesi di lingua romanza, solo per citare alcuni esempi, sono aree esterne agli attuali confini della Repubblica italiana che a vario titolo e grado potrebbero essere incluse in un'ipotetica nazione padana. Lo stesso ragionamento vale per alcune zone della Toscana e delle Marche. Specularmente, varie aree del Friuli e del Trentino-Alto Adige, numerose comunità di lingua provenzale o franco-provenzale (valli del cuneese), le valli di Lei e di Livigno, difficilmente, nonostante la collocazione geografica, si potrebbero considerare padane.
    Particolarmente complesse sono poi le situazioni delle zone linguistiche miste e delle numerose isole linguistiche esistenti nel nord-Italia (Walser, Cimbri e Mocheni, ecc.). Emblematico è il caso delle comunità ladine, isole linguistico-culturali divise fra tre diverse province a loro volta linguisticamente divise (italiano e tedesco) e che hanno rapporti di connessione assai diversi con la cosiddetta Padania. Lo "status" padano di tutte le aree citate ad esempio dovrebbe dunque dipendere, al di là della collocazione geografica, - unico elemento inequivocabile - dal grado, se così si può dire, di partecipazione ad una storia, una lingua e una cultura "padana". Siamo così giunti al cuore del nostro problema, poiché l'esistenza di una lingua e di una storia unitaria della Padania è ancora tutta da dimostrare.
    Quanto alla lingua, le stesse difficoltà riscontrate nella definizione di un'entità geografica padana si riscontrano anche nella definizione di una Koinè padana. .
    La parentela che esiste tra il dialetto di Cuneo e quello di Rimini piuttosto che di Pordenone risulta perciò così lontana da impedire il formarsi di un'identità padana contrapposta al resto della penisola solo su base linguistica.
    Se consideriamo "Padania" il bacino idrografico del Po, è mai esistito un momento storico in cui questa entità fisico-geografica è stata anche un'entità politica o sociale unitaria ? E’ mai esistita una collettività definibile come "popolo padano" ?
    Al tempo della massima espansione dell'impero romano (II secolo), quella che potrebbe essere considerata la più lontana "antenata" della Padania, la cosiddetta "Gallia Cisalpina", è completamente romanizzata ed assorbita dalla cultura latina (lingua, strutture sociali, politiche, giuridiche ed economiche).
    Nel 526, alla morte di re Teodorico, il dissolvimento dell'Impero è compiuto. L'Europa occidentale è divisa tra i regni romano-barbarici dei Franchi, dei Vandali, dei Visigoti, degli Ostrogoti e dei Burgundi. La "Padania" non si distingue dal resto della penisola italiana che fa parte, assieme al sud della Francia e (approssimativamente) alle attuali Slovenia e Croazia, del regno degli Ostrogoti. Parte dell'attuale Piemonte è invece territorio del regno dei Burgundi, che diventerà in futuro la Savoia.
    L’Italia, alla fine del VI secolo, è divisa tra possedimenti longobardi e bizantini: la valle padana è occupata dai Longobardi e il nome Lombardia sta a designare tutta la pianura padana. Quanto lontana eredità longobarda contribuisce oggi a formare un'eventuale identità padana? Come valutare le notevoli eccezioni costituite da Venezia, dall'Esarcato e dalla Pentapoli? Come considerare l'esistenza dei due grandi ducati longobardi di Spoleto e Benevento, che comprendevano buona parte dell'Italia centro-meridionale?
    La distanza che ci separa da quel periodo è grandissima. Distanza non puramente cronologica, ma storica: numerosissimi e notevolissimi sconvolgimenti politici e sociali hanno cambiato il volto della pianura padana, altre invasioni e altre dominazioni hanno cambiato a più riprese (e in modo eterogeneo rispetto al territorio) la cultura delle sue popolazioni. Nel dialetto di Milano non sono infrequenti echi del francese: ma tanto poco un milanese si sente francese quanto un "padano" di oggi si sente - crediamo - longobardo.
    Alla dominazione longobarda seguì quella dei Franchi. Alla morte di Carlo Magno la "Padania" - sempre con l'eccezione di Venezia - è parte del regno d'Italia, a sua volta parte dell'immenso Sacro Romano Impero. La Padania non ha nessuna realtà autonoma. Dissolto anche l'impero carolingio, tutta l'Europa vede crescere una miriade di poteri locali e privi di stabilità, e il quadro è aggravato dalle nuove invasioni "barbariche".
    Da allora fino al secolo XIX la storia della "Padania" sembra essere soprattutto una storia di divisioni. Dalla fine del X secolo al XII il fenomeno della frantumazione del potere progredisce continuamente. Neppure in questo periodo è possibile scorgere un momento di unità dell'Italia settentrionale tale da poter essere considerato come fondamento storico di una attuale "Padania".
    Da un lato, notiamo subito che il rapporto tra molte città-Stato con mire espansionistiche sui territori limitrofi era fatalmente destinato ad essere conflittuale, e in questo senso sembra molto difficile parlare di unità. Dall'altro è proprio nella seconda metà del 1100 che il conflitto tra impero e comuni dà luogo alla formazione di leghe comunali in funzione anti-imperiale. E' del 1164 la cosiddetta lega veronese, che raggruppava Venezia, Verona, Padova e Vicenza. Storia nota è quella della lega lombarda, nata il 1° dicembre 1167 attorno alla leadership di Milano.
    Del 1176 è la battaglia di Legnano, in cui la "compagnia della morte" guidata da Alberto da Giussano sconfigge le armate di Federico Barbarossa. Tra le figure adottate simbolicamente durante le lotte risorgimentali, compariva proprio quella di Alberto da Giussano.
    Se pensiamo al Trecento, la divisione nel Nord-Italia è grandissima. È il periodo in cui cominciano a svilupparsi gli stati regionali: i ducati di Milano e di Savoia, le repubbliche marinare di Genova e Venezia, la repubblica di Firenze. E' un periodo di alta tensione politica e militare, e di tutto si può parlare tranne che di unità della Padania.
    Un altro grande salto per fotografare l'Italia del 1492, data che per convenzione segna il passaggio dal Medioevo all'età moderna: balza agli occhi la notevole frammentazione politico-territoriale, che ritroveremo pressoché invariata per almeno tre secoli ancora. Frammentazione ancor più notevole se si considera che dal Cinquecento cominciano a svilupparsi i grandi stati nazionali.
    La c.d. Padania insomma non è mai stata unita. Basti pensare alla divisione tra Repubblica Cisalpina o il Lombardo- Veneto. L'aspirazione all'unità benché patrimonio di un'elite, era forte e diffusa, e carica di tensioni ideali. Invece, l’attuale aspirazione all’unità della Padania è sostenuta solo da una piccolissima minoranza rissosa e berlusconica.
    Diderot

  10. #50
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    La Padania è stata unita al tempo dei Longobardi come Langobardia Major, comprendente anche l'Etruria.
    Il concetto di Padania , lo ripeto, è geografico, socio-economico ed etnolinguistico.
    Agli occhi di cittadini stranieri, senza paraocchi ideologici, questa omogeneità è molto evidente.
    La rissosità interna e una buona dose di ingenuità ne hanno impedito la concretizzazione in una unità politica, tranne per il breve periodo longobardo.
    I confini politici sono effimeri, se considerati nel dominio del tempo; quelli etnici, linguistici, antropologici hanno un valore e una forza intrinseca tali da permettere di resistere alle forme più crudeli di persecuzione, compresa quella del non riconoscimento dell'evidenza dei fatti.
    La padanità sopravvive soprattutto a livello inconscio, che è quello che determina i comportamenti dei singoli e delle comunità.
    Il fatto che si manifesti una forma così spinta di razzismo antipadano che si concretizza nell'espressione "la Padania non esiste" dimostra come, in primo luogo, sia vero il contrario e che l'accanimento negazionista abbia ben precise motivazioni politiche e di potere più in generale.

 

 
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