* Concordo sulla necessita' di riformare il sistema delle quote: bisogna poter far entrare chi qualche requisito minimo lo ha, sia come lingua che, per esempio nel caso colf o badante, come persona. Inoltre, se serve uno con qualificva piu' alta (CHE NON SI TROVI TRA I COMUNITARI), al limite - limite, dovrebbe essere anche possibile.In origine postato da motan
Ancora peggio se si tratta di privati che assumono una colf o una badante. Per quelle situazioni che conosco io, preferiscono piuttosto una persona in nero che portarsi in casa una straniera a scatola chiusa.
Però questo porta a un circolo vizioso: i clandestini arrivano perchè sanno che qualcuno (azienda o privato) è disposto a farli lavorare in nero; questo favorisce però l'ingresso dei "disperati", di chi è disposto a tutto pur di entrare. Queste stesse persone sono quelle che poi ottengono la regolarizzazione (quasi sempre nei lavori più "umili", come dicevi anche tu) precludendo di fatto l'accesso alle quote a lavoratori di più alta qualità.
Per questo io sarei favorevole a una revisione del sistema delle quote che così com'è funziona male.
Ma non ti sembra che il problema sia piu' a monte e riguardi anche i comunitari?
La domanda e l' offerta di lavoro non si incontrano, il meccanismo dell' intermediazione e' rozzo, farraginoso e clientelare.
Forse sono per certe cose un po' spostato a sinistra, ma io centralizzerei tutte le assunzioni in Europa: tutte le posizioni (poche eccezioni ammesse) devono essere segnalate all' ufficio di collocamento ed occupate con persone iscritte come "in cerca di lavoro" (obbligo per tutti di iscriversi ). Il datore di lavoro stabilisce insindacabilmente il profilo del candidato (ovviamente senza discriminazioni tipo eta', religione o sesso) ed il "prestatore in cerca di lavoro", se invitato, deve presentarsi ed accettare. Precedenza ai Regionali => Comunitari => extra. Monopolio del collocamento.
Raccomandati? A calci in culo ad iscriversi alle liste e in fila con gli altri!
Che te ne pare?




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