Uhm, deontologicamente è un'eresia, ma dovendo approcciare pragmaticamente il problema, penso che sia una soluzione (forse l'unica) realisticamente accettabile. Mi duole ammetterlo, ma l'INPS è destinata a morire... e in un contesto economico liberal-capitalistico difficilmente invertibile - ahinoi - una soluzione simile, debitamente normata, potrebbe "mettere una pezza" ai danni che subiscono i contribuenti.In Origine Postato da Il Condor
Sono favorevole alla proposta di Silvio.
Anche se lafarei un po' diversa. Equiparazione da subito dell'eta' pensionabile fra uomini e donne (ovviamente alzando quella delle donne), poi aumento progressivo di 1 anno ogni 5 dell'eta' pensionabile fino ad arrivare a 70 anni.
Quando il debito previdenziale accumulato in questi decenni sara' smaltito, privatizzare la Previdenza e cosi' poi ognuno potra' scegliere liberamente quando andare in pensione, perche' la pensione sara' calcolata con formule matematiche oggettive in base ai versamenti fatti, senza pesare sui contribuenti, come succede oggi nel Cile grazie alla meravigliosa Riforma fatta dal grandissimo Generale Augusto Pinochet.
Ma è altrettanto vero che lo Stato "corto" è la diretta conseguenza dello smantellamento dello Stato assistenziale, a sua volta provocata dal liberal-capitalismo: insomma, la cura dei mali dell'Italia (in ambito economico), non dovrebbe essere un "capitalismo critico" (un ossimoro, di per sé), ma un diverso modello di sviluppo. Nell'impossibilità evidente di proporre un nuovo sistema economico, ci tocca questa cura "omeopatica".
È un placebo, ma sarebbe meglio di niente (sull'equiparazione dell'età pensionabile e sull'innalzamento a 70 anni non sono d'accordo, invece: non vedo la necessità d'attuarlo, in quanto già con la riforma del TFR e con un'adeguata riforma del sistema previdenziale tutto si potrebbe fare altrettanto).
Certo che essere arrivati a questo punto significa proprio aver distrutto il senso stesso dello Stato...![]()


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