
Originariamente Scritto da
Melusine
SPOILER ALERT: non leggere se si vuole andare a vedere il film (non so come si crea il tasto magico che ha usato Rexal, che peraltro ringrazio per il chiarimento):
No, non è un capolavoro, ma per essere un'opera prima, prodotta con pochissimi soldi, promette molto bene.
Mi è piaciuta l'estetica anni '60, con la base spaziale non linda e lustra, bensì con quell'aria che hanno tutti i posti dove si lavora duramente: funzionale, usurata, piena di piccoli tentativi di renderla meno impersonale. Fantastico il phon operato da Gerty.
Mi sono piaciute le citazioni dei classici, da Solaris a Odissea nello Spazio, e anche l'uso sapiente fatto del "personaggio" del computer di bordo, Gerty, per creare suspense. Siccome si è condizionati da Hal 2001, non si sa che cosa aspettarsi: Gerty sarà pazzo come Hal? Tradirà Sam? Quando Sam lo spegne, per un attimo temi che lo smiley faccia dei brutti scherzi...
Come tutti i buoni film di fantascienza Moon parla di un viaggio nello spazio interiore e non solo nello spazio esteriore. La Corporazione (che naturalmente incarna tutto ciò che c'è di utilitaristico e rapace nel mondo) è convinta che l'unico modo di indurre i cloni a rimanere sulla luna a sacrificarsi è l'illusione, la promessa di un premio. Ma quando i Sam scoprono che è tutto finto, che è tutto pura illusione, si sacrificano lo stesso: uno sacrifica sé stesso per l'altro, l'altro capisce che non è solo importante salvare la propria pelle, ma salvare anche gli altro cloni. Prima pensa solo a scappare in Messico a bere pinha colada ma poi, dopo una breve esitazione, esce all'ultimo secondo dalla capsula per riprogrammare i mietitori per distruggere i disturbatori di segnale che tengono in piedi quel mondo illusorio.
In fondo il film parla di libero arbitrio: saresti disposto, anche senza premi, a sacrificarti e fare la cosa giusta? Sei buono solo perché ti hanno promesso il paradiso in premio, o lo saresti comunque?
I Sam potrebbero uccidere il clone appena risvegliato e salvarsi entrambi, ma non lo fanno. Sono esseri intrinsecamente morali, che si sentono responsabili gli uni per gli altri, a prescindere dalle promesse.
Anche l'universo creato da Duncan Jones ci dice la stessa cosa: anche nel migliore dei mondi possibili, dove sulla terra si vive felici senza inquinamento, qualcuno si deve comunque sacrificare per gli altri (stare sulla luna a raccogliere elio3). C'è sempre un prezzo da pagare, per ogni cosa buona. Ma la corporazione è convinta che nessuno lo pagherebbe senza la promessa di un premio (la moglie che ti dice: sono fiera di te, quello che stai facendo è bellissimo), che non esista la generosità e lo spirito di sacrificio dell'individuo, e quindi estorce la bontà con l'inganno. Ma i Sam dimostrano che non è vero: tutte le loro illusioni vengono distrutte via via che il film va avanti, ma alla fine sono buoni lo stesso, capaci di prendere decisioni morali.
Il film ha anche un livello di lettura più profondo, metafisico: finché non prendi coscienza dell'illusorietà del tutto, continuerai a vivere la stessa vita, con lo stesso esito. Ma anche quando avrai visto la luce, ciò non ti esime dalla tua responsabilità verso gli altri.
Zowie Bowie ha studiato filosofia, non a caso.