La pillola del giorno dopo è abortiva o contraccettiva ?
ontinuazione

La pillola del giorno dopo è abortiva o contraccettiva ?
di necessità virtù


Abortiva, se l'ovulo è stato fecondato.


A quanto ho capito finora, il problema è aperto e complesso.In origine postato da FreeFlag
Abortiva, se l'ovulo è stato fecondato.
Sottopongo alcune considerazioni in proposito:
- La donna non può essere certa di essere fertile al momento del rapporto sessuale completo, perchè non è certa che l'ovulazione sia avvenuta.
- La pillola del giorno dopo viene ingerita durante il periodo di tempo che lo spermatozoo impiega per andare a fecondare l'ovulo.
Dunque, quando la donna decide se è disponibile o no ad un'eventuale gravidanza, non è - comunque - ancora avvenuta la fecondazione.
Constatato che nel 50% dei casi la pillola risulta un placebo, perchè nel calcolo delle probabilità non è detto che la donna fosse fertile.
Considerato il tempo d'azione delle suddetta pillola, e il tempo che deve intercorrere tra la fecondazione ed il concepimento, personalmente ritengo che la Legge debba considerare la pillola del giorno dopo contraccettiva.
di necessità virtù


Osservazioni giuste. Però:
a) l'incertezza vale anche per l'ipotesi opposta. Quindi perché correre rischi?
b) se una donna si dimentica semplicemente di assumere il ... "farmaco" e lo fa in ritardo il rischio c'è ugualmente.
c) fecondazione e concepimento non è la stessa cosa? A meno che Lei non intenda la prima come l'atto sessuale...
Il "rischio" di cui parlo, ovviamente, è quello dell'embrione. Per quanto mi riguarda diviene tale nel momento preciso in cui spermatozoo e ovulo si uniscono.


Non so rispondere e spero di non dovermi mai trovare a ragionare su questo...![]()


La legislazione vigente richiede un aggiornamento, che sia al passo con la scienza.In origine postato da Mantide
Non so rispondere e spero di non dovermi mai trovare a ragionare su questo...![]()
Ci si chiede cosa sia eticamente giusto, e se l'Italia possa consentire la libera vendita della pillola del giorno dopo in farmacia...
Non c'è nulla di vergognoso, nè di imbarazzante.
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di necessità virtù


...lo so,ma...davvero non saprei districarmi...aggiungi un "non so" al tuo coraggioso Sondaggio.


a) se la donna rifiuta l'idea di una gravidanza, bisogna che il legislatore contempli ogni ipotesi, e scelga quale può garantire il bene maggiore per la donnaIn origine postato da FreeFlag
Osservazioni giuste. Però:
a) l'incertezza vale anche per l'ipotesi opposta. Quindi perché correre rischi?
b) se una donna si dimentica semplicemente di assumere il ... "farmaco" e lo fa in ritardo il rischio c'è ugualmente.
c) fecondazione e concepimento non è la stessa cosa? A meno che Lei non intenda la prima come l'atto sessuale...
Il "rischio" di cui parlo, ovviamente, è quello dell'embrione. Per quanto mi riguarda diviene tale nel momento preciso in cui spermatozoo e ovulo si uniscono.
b) la donna non può dimenticare di assumere la pillola del giorno dopo, perchè non è preventivabile e non è come altre, da assumere periodicamente.
E' un'assicurazione in caso di emergenza.
c) tra fecondazione e concepimento passa del tempo; il primo avviene tramite l'atto sessuale, il secondo dopo che uno spermatozoo ha penetrato un ovulo.
I medici e gli scienziati conoscono i tempi necessari al processo: la pillola interviene in modo da evitare che la fecondazione si compia.
Il problema è tutto qui: bisogna decidere se la donna può essere lasciata libera di decidere se rifiutare, oppure se essere disponibile ad accogliere una nuova generazione umana.
Io sono antiabortista, perchè appena l'ovulo viene fecondato, ed avviene il concepimento, credo inizi la vita della persona.
In questo caso però, sono convinta sia giusto lasciare alla donna la possibilità di chiedersi se è disponibile a diventare madre: e di essere libera di decidere se accettare o meno questa possibilità.
di necessità virtù


Infatti... Personalmente, però (a costo di passare per oscurantista), preferirei che l'aggiornamento della legge si mettesse al passo con la co-scienza. Ammesso che ce ne sia ancora.In origine postato da MariaVittoria C
La legislazione vigente richiede un aggiornamento, che sia al passo con la scienza.
Ci si chiede cosa sia eticamente giusto, e se l'Italia possa consentire la libera vendita della pillola del giorno dopo in farmacia...
Non c'è nulla di vergognoso, nè di imbarazzante.
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La donna e le sue esigenze... Tutte legittime? Personalmente ritengo di no. Sicuramente c'è un mondo maschile che ha altre esigenze ma che nessuno si sogna di tutelare perché l'andazzo è questo...
E c'è poi un mondo silente che fatica a farsi udire soprattutto dalle coscienze.
C'è, infine, un ultimo aspetto che riguarda la salute. Se questo "aggeggio" viene classificato come "farmaco" e il suo scopo è quello di impedire un processo naturale (chissà in che modo...?) siamo proprio certi che la salute delle donne sia garantita?


E' giusto che legge e coscienza siano in armonia.In origine postato da FreeFlag
Infatti... Personalmente, però (a costo di passare per oscurantista), preferirei che l'aggiornamento della legge si mettesse al passo con la co-scienza. Ammesso che ce ne sia ancora.
La donna e le sue esigenze... Tutte legittime? Personalmente ritengo di no. Sicuramente c'è un mondo maschile che ha altre esigenze ma che nessuno si sogna di tutelare perché l'andazzo è questo...
E c'è poi un mondo silente che fatica a farsi udire soprattutto dalle coscienze.
C'è, infine, un ultimo aspetto che riguarda la salute. Se questo "aggeggio" viene classificato come "farmaco" e il suo scopo è quello di impedire un processo naturale (chissà in che modo...?) siamo proprio certi che la salute delle donne sia garantita?
Io sono la prima ad affermare il diritto all'esistenza della persona: dal momento del concepimento in poi, non solo fino alla morte naturale, ma anche nella memoria storicizzata delle azioni compiute !
Questo caso, ripeto, è nuovo, ed esige la massima attenzione da parte adi legislatori (dunque dei politici): perchè molte donne che neppure si sono poste il problema della prevenzione (oppure che non possono usare metodi contraccettivi preventivi) possono ritrovarsi dopo un rapporto completo.
Che la maternità divenga una scelta consapevole è una svolta epocale, nel processo di civilizzazione.
Il farmaco in questione impedisce il concepimento, dunque avviene prima dell'inizio della nuova vita umana: riguardo al modo rinvio alla letteratura scientifica, oppure al 3d nel forum Laici, qui su POL, dedicato all'argomento.
Comunque è una pillola meno dannosa dell'anticoncezionale che va assunto con continuità: per quanto agisca a livello ormonale, l'assunzione una tantum non provoca effetti permanenti.
Inoltre, considera che la maternità è un desiderio potente, naturale, e positivo: se il rapporto avviene in modo armonico e legittimo, l'apertura alla vita è istintiva !
di necessità virtù