Può forse apparire straniante una discussione sulle "riforme" nel Forum Conservatori, che tendenzialmente dovrebbe fare il suo lavoro, ovvero apprezzare e...conservare ciò che c'è, e controbattere alle ipotesi di repentini cambiamenti e modificazioni dello status quo.
In realtà chi limita il conservatorismo alla mera difesa e preservazione della realtà, pecca di superficialità. Il conservatore non si oppone a cambiamenti migliorativi e a riforme positive, tendenti al raggiungimento del bene comune della società.
Fatta questa doverosa precisazione, è forse il tempo il chiederci: cosa ci riserverà l'anno prossimo venturo, il 2010 tanto agognato dopo un periodo - il 2009, l'anno vecchio che sta per lasciarci - segnato dalla crisi economica, dalla stagnazione, dall'imbarbarimento delle politica?
Ebbene, noi vogliamo pensare in modo ottimistico. Il pessimismo qui non è di casa; al massimo un pizzico di realismo può aiutare. Il 2010 è destinato ad essere il Grande Anno delle Riforme per la nostra Italia.
I segnali ci sono, e le speranze pure: al di là delle Eezioni Regionali che saranno occasione di battaglia, della lacerante questione giudiziaria, delle liti e delle contrapposizioni, è chiaro a tutti che il paese necessita di riforme incisive, in grado di modificare in relativa profondità il nostro sistema istituzionale e costituzionale.
Fine del bicameralismo perfetto, Senato delle Regioni, diminuzione del numero dei parlamentari, rafforzamento dei poteri del Premier, federalismo fiscale, Carta delle Autonomie, semplificazione normativa, diminuzione degli sprechi, modifica dei regolamenti parlamentari per la velocizzazione dell'iter legislativo sono obiettivi più o meno condivisi e fattibili.
Il "Patto Democratico" auspicato dal PDL deve servire proprio all'approvazione di queste riforme indispensabili. Meno certo il compromesso sulla giustizia, sulla separazione delle carriere ed il ripristino di un rapporto corretto fra poteri, ma anche in questo caso, qualche cosa si farà.
E dunque, il 2010 deve essere ricordato come l'Anno del fare, delle Riforme, del cambiamento del volto dell'Italia, grazia al lavoro della maggioranza che ci governa, e l'apporto dell'opposizione per quanto possibile.
Responsabilità, Impegno, Merito, Rispetto dell'Ordine devono diventare le parole chiave, l'humus culturale, i pilastri del comune sentire del nostro futuro.




Rispondi Citando
iaociao:
