Dal sito della Regione Toscana


Polizia di comunità, un nuovo modello per i nostri quartieri
Gelli: 'Toscana all'avanguardia, entro il prossimo anno pronto il codice etico. Stiamo facendo tesoro dell’esperienza maturata dalle Giubbe Rosse in Canada'


La rivolta di questi giorni nelle città francesi ha reso drammaticamente evidente la necessità anche di una diversa presenza delle forze di polizia nelle periferie più disagiate, imperniata su un ruolo di prevenzione e caratterizzata da una capacità di ascolto e dialogo con gli abitanti. E' un modello che vale anche per contesti decisamente diversi come quello toscano e per questo assume una particolare importanza il progetto che il governo regionale sta portando avanti nell'ambito delle sue politiche di sicurezza, per promuovere o consolidare la polizia di quartiere e di comunità. E’ quanto sottolinea il vicepresidente Federico Gelli, segnalando in particolare le relazioni avviate con la polizia del Canada, paese protagonista di un’esperienza unica al mondo. 'Più volte in questi giorni autorevoli protagonisti della vita pubblica francese hanno lamentato l’assenza di una polizia di comunità capace in qualche maniera di cogliere il disagio e di prevenirne le manifestazioni più estreme - spiega Gelli, che tra le sue deleghe ha anche quella alla sicurezza - E’ una riflessione che in Toscana abbiamo avviato da tempo, guardando anche al Canada, cioè al paese a cui si deve l’elaborazione originale di questo concetto. Concetto che non è rimasto solo teoria, perché da almeno vent’anni è stato messo anche in pratica. Il Canada, insomma, è il paese dove addirittura le priorità di azione e le modalità di intervento sono definite da commisoni miste di poliziotti e cittadini”.

Dopo un prima fase di collaborazione che si è concretizzata anche nell’adesione della Toscana a un progetto di ricerca internazionale promosso dalla Scuola nazionale di polizia del Quèbec, nelle prossime settimane è previsto un seminario al quale interverranno i rappresentanti della polizia nazionale del Canada e della polizia provinciale del Quèbec. La prossima primavera una delegazione toscana visiterà la Scuola di polizia del Quèbec e alcune strutture della Royal Canadian Mounted Police – ovvero le Giubbe Rosse propriamente dette – con particolare attenzione alla fase formativa della “polizia comunitaria”.

Per la fine del 2006 sarà definito il testo di un Codice etico regionale alla base di uno specifico percorso formativo che sarà strutturato in modo permanente per il personale delle polizie municipali e provinciali.

“Tutto questo – prosegue Gelli - con una precisa convinzione, che i comportamenti etici della polizia servono non solo ai cittadini, ma anche alla stessa polizia, che non si può che avvantaggiare da procedure corrette, trasparenti, senza discriminazioni, in grado di suscitare la piena collaborazione dei cittadini. Penso solo ai benefici che possono derivare da una polizia percepita dalle comunità di cittadini stranieri come organismi di cui ci si può pienamente fidare, magari anche solo perché più attenta e sensibile alle differenze culturali”.