Ciao
sono noto in questo forum per alcune posizioni poco ortodosse o minoritarie all'interno della c.d. "sinistra"
Ora non ho intenzione di smentirmi ma,anzi, di esaminare alcune raltà apparentemente lontane dalla scuola marxista (sia essa socialista o comunista) ma che andrebbero seriamente considerate per quello che rappresentano
NUOVE SINTESI
Appurato che Alain De Benoist ha declinato ogni forma di ideologia razzista e/o filo-nazista mi chiedo perchè,nel 2005, si debba ancora accusare questo pensatore di essere alle dipendenze dell'ultra destra. Il pensiero Debenoistiano è certamente carico di elementi "irrazionali" (richiami ad un certo paganesimo) ed identitari (ma ,come gia' scritto, lontani dalle sfuriate di Le Pen) eppure buona parte della sua critica al capitalismo si rifà ad alcuni postulati marxisti e gramsciani. Oltre a rifiutare il "laissez faire" egli auspica una forma di democrazia diretta ed il rifiuto di stati militaristi,della pena di morte et similia
MUNICIPALISMO AMERICANO
La corrente di Murray Boockin da molti definita, a mio parere erroneamente, "anarchica". E' vero che Booockin vuole il superamento dello stato (anche Marx se è per questo!) ma non la scomparsa di ogni forma di autorità o il ritorno ad uno "stato di natura" alla Kropotkin. Boockin critica lo stato accentrato, burocratico ed oligarchico ma teorizza il trasferimento del potere nelle mani del popolo che dovrà essere diviso, per motivi abbastanza ovvi, in distretti municipali. Non trascurabile è la sua dura critica al liberal-capitalismo che ,in virtù della nascita e della proliferazione della democrazia diretta, è destinato a scomparire
Gradite risposte serie e motivate




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