ADN Kronos - Gio 10 Nov
. (Adnkronos/Ign) - Si è aperto con 'Storia d'amore' l'ultima puntata di 'Rockpolitk'. Ma è subito l'attualità a diventare protagonista. ''L'acqua è rock chi la privatizza è lento -esordisce Adriano Celentano- Capire l'urlo della periferia è rock costruire la speranza è rock, tutto ciò che sale dal basso è rock, chi adotta un bambino è rock, chi ne adotta due è hard rock. La burocrazia dell'adozione è lenta, molto lenta''. Celetano si dedica poi agli scrittori: ''Leggere libri è rock -dice- io mi addormento alla terza riga e sono lento. Ma non ci sono molti scrittori rock. Montanelli, ad esempio, era rock anche se non lo sapeva. Dire io è rock, dire no è rock. Studiare è molto lento, se non hai i professori rock. Avere il cellulare è rock, averne due è lento, tre è una burinata. L'indifferenza è lenta, le emozioni sono sempre rock''. Al tormentone rock-lento hanno preso parte anche i ragazzi di Locri e Gianni Minà. I giovani, che hanno preso parte alla manifestazione contro la mafia tenuta nei giorni scorsi, hanno preso la parola dopo la presentazione di Celentano: ''Chi uccide, chi è mafioso è lento'', ha detto una ragazza aggiungendo i nomi di alcune delle persone uccise dalla mafia, compreso Francesco Fortugno. ''Chi è un onesto cittadino, chi crede nella libertà, chi manifesta contro la mafia è rock'', ha detto l'altro ragazzo. Celentano ha dato poi la parola a Gianni Minà, anche lui tra il pubblico, preannunciando che sarà la voce del giornalista a chiudere il programma. ''Tu sei uno degli epurati, m a dopo questa trasmissione vedrai che cambierà tutto'' ha detto Celentano a Minà. Tocca poi a Alda Merini ''una grande poetessa italiana'' che viene inquadrata seduta nel pubblico. ''Alda cos'è rock per te?'', chiede Celetano. ''Il pensiero è rock -risponde lei- la velocità, vederci''. Partendo dalle immagini della repressione cinese in Tibet inizia quindi il un nuovo inno contro la guerra al fianco di Carlos Santana, che entra in scena accolto con un'ovazione dal grande studio di Brugherio: ''Ho letto che ti danno del predicatore'', dice Celentano. ''Me lo dicono da quando sono ragazzo'', risponde il musicista. ''E' vero che sogni di suonare con i grandi della musica come Miles Davis?'', incalza Adriano. ''Alcuni vengono a trovarmi in sogno'', dice Santana. ''E com'è questo sogno?''. ''E' come toccare te, è un sogno vero, reale, come qui, ora. Vivere è sognare -dice Santana- morire è risvegliarsi''. Bruno Vespa, Vittorio Feltri, Fabrizio Del Noce e ''la cosiddetta finanza rossa'' sono stati i bersagli del successivo monologo. 'Il molleggiato' ha scelto di occuparsi della storia di 'Rockpolitik' nel suo ultimo appuntamento che, ha detto, ''per quattro settimane, ha spazzato via il sonno profondo della tv dei 'Grandi fratelli', delle 'Talpe', delle 'Isole dei famosi' per lasciare il posto a una tv che non c'è e solo per qualche ora non ci sarà dopodichè tutti si ritorna a dormire''. Una ''cara e dolce bufera dai riverberi nostalgici, come direbbero Angius e Bertinotti. Grazie per avermi difeso -ha detto Celentano- So che non sarà sempre così se sarete voi alle prossime elezioni a vincere''.
Grazie anche a ''Vespa che con aria malinconica faceva vedere alcuni passaggi di 'Rockpolitik' in virtù dei quali per la prima volta ha raggiunto il 48% di share''. ''Tra i tuoi ospiti quello che più mi ha commosso è stato Feltri -ha aggiunto Celentano- sarà perché io ho la pretesa di leggere nello sguardo delle persone, ma mentre mi attaccava Feltri piangeva, dentro di sè. Peccato che fra un po' tutto sarà finito...Lo avrei invitato alla quinta trasmissione e lo avrei smascherato perché dietro la scorta di quella piccola cattiveria politica si nasconde un animo buono''. Ce n'è anche per Fabrizio del Noce il quale ha affermato di "non aver bisogno" di Celentano nella sua Rete, già "forte": "La libertà - dice Celentano - non è quella di una Rai che si dissocia dal suo maggior successo perché ha paura di uno spazio libero. Se la libertà fa paura è perché si pensa che 15 milioni di persone che guardano il programma siano dei cretini, e ai cretini non si può dire la verità, bisogna dire sempre che tutto va bene". Celentano ha accennato anche alla scalata Bnl e a quella di Antonveneta ed è tornato a criticare anche gli immobiliaristi, bestie ricche che non puzzano ma che, dove passano, non cresce più l'erba. Dopo la intemerata contro la tv che che non gli piace, Celentano chiede un té al fedelissimo Dino, che entra in scena con una maglia su cui campeggia un'enorme falce e martello. ''Hai cambiato look'', sorride Celetano. ''Mi sono messo quello che ho trovato'', risponde l'assistente. Poi Celetano riprende il filo del suo monologo politico, tentando di arrivare ad una conclusione, tra un pausa e l'altra: ''Se la destra rincorre il business e la sinistra anche, addio 800, non ci sarà più. E' difficile. Secondo me non c'è niente da fare''. Adriano si ferma, pensieroso: ''Ci sto pensando. Cosa si puo' fare? Per chi bisogna votare? E d'altra parte per qualcuno bisogna votare. Sennò arriva qualcuno e non ti vende più un paio di scarpe, magari ti vende una nazione, la Germania, la Francia. Non è facile, non è facile'', dice il Molleggiato, facendo un'altra lunga pausa. Poi l'amara è 'imparziale' conclusione: ''Io sto apsettando che mi venga il pensiero, ma non arriva...''.
E' quindi la volta di Maurizio Crozza nei panni del leader dei Gipsy Kings che, sulle note di 'Volare' ha ironizzato sul ritorno al proporzionale, e di Antonio Cornacchione inginocchiato ai piedi di un premier Berlusconi in cartonato a grandezza reale. ''Quest'uomo qui ha dimostrato, trasmissione dopo trasmissione di essere libero'', ha detto Cornacchione al premier, e poi girandosi verso il Molleggiato: ''Adriano ti presento Silvio, un uomo che, processo dopo processo, è riuscito a rimanere libero. Un uomo che si è fatto da solo e si è anche rifatto da solo. Un uomo che è venuto fuori dal niente. Mica come Prodi che è venuto dal niente e ci è rimasto''.
E finalmente arriva l'ospite più attesa. ''Non si puo' dire che Sabina non sia rock''. Troppo rock, qualcuno dice'', afferma Adriano Celetano presentando Sabina Guzzanti. ''Perche' c'è un troppo?'', replica subito la comica. ''Tieni il microfono'', dice il Molleggiato prima di lasciarle la scena. E lei subito ironizza: ''Prendo questa fiaccola dell'olimpiade del censurato. Sembra che oggi su Raiuno si possa dire quello che non si è potuto dire finora. Quindi approfitto per una decina di minuti. Le cose da dire sarebbero tante...''. La comica parte a raffica e punta subito su un bersaglio grosso: ''Parliamo della armi di distruzione di massa'', dice e cita ''il lapsus di Bush che una volta si è sbagliato è le ha chiamate armi di distrazione di massa''. ''Quali ragioni si inventerasnno in futuro per fare la guerra? Chi ce lo spieghera'? Ce lo spiegherà sicuramente Vespa''. E proprio su 'Porta a Porta' si abatte la feroce ironia della comica impegnata a interpretare diversi personaggi nel suo monologo, tra cui lo stesso Vespa, il suo modo di condurre e porre domande, oltre a Rocco Buttiglione, Barbara Palombelli, Lucia Annunziata e Valeria Marini. Poi passa all'italiano con accento americano di Clarissa Burt: ''Questa è la guerra contro buco nell'ozono: bombarderemo buco finché non scomparirà. Non bisogna avere con guerra un'atteggiamento emotivo, bisogna essere razionali. Buco odia nostro stile di vita. Buco odia tostapane. Noi porteremo la democrazia sul buco. Questa guerra va fatta. L'ha ordinata direttamente Dio parlando con bush. Perché non con papa? Perché papa certe volte attacca certi bottoni... Dio si è affacciato direttamente dal buco e ha detto a Bush: 'attappame 'sto buco'...''. Ma la Guzzanti non risparmia la politica italiana: E' sbagliato dire che in Italia non c'è libertà - ha detto in versione D'Alema - se l'alternanza sono cinque anni di democrazia e cinque di dittatura, che problema c'è?. D'altra parte si parla perché si è in democrazia, non per influenzare il voto - ha detto ancora lattrice - altrimenti c'è la democrazia anche in Iraq dove si può votare, puoi scegliere tra uno che vuol proibire musica completamente e un altro che vuole regalare tutto il petrolio agli americani. L'esecuzione di 'Bella senz'anima' di Riccardo Cocciante è stato un altro dei punti forti canori dell'ultima puntata di 'Rockpolitik'. In precedenza il cantautore di origine vietnamita aveva cantato 'Tu Italia', scritta con Pasquale Panella. Sul palcoscenico di Rockpolitik anche Gianna Nannini, i Negramaro, Franco Battiato egli Eurythmics.
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Se da una parte alcune considerazioni che fa sono giuste (ecologismo, contro la privatizzazione dell'acqua, contro le sporche guerre americane ecc), leggendo questo "resoconto" non so se vomitare o tirarmi pizzicotti per svegliarmi.
Questo venduto contribuirà non poco a tenere addormentate le menti degli italiani.
Che tristezza...
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