Pagina 3 di 11 PrimaPrima ... 234 ... UltimaUltima
Risultati da 21 a 30 di 107

Discussione: Meno tasse per...chi?

  1. #21
    29 volte campioni
    Data Registrazione
    14 Apr 2005
    Località
    Marche
    Messaggi
    9,329
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da MrBojangles
    Non puoi fare questo "crudo" esempio senza considerare il quanto diversamente incida l'evasione e l'elusione tra Italia e Germania.
    Prima pagare, poi "tagliare".
    Nell'ex Germania est l'elusione incide eccome, ci sono gli stessi indicatori economici del meridione italiano, con tanto di illegalità generalizzata, lavoro nero, evasione fiscale...

  2. #22
    29 volte campioni
    Data Registrazione
    14 Apr 2005
    Località
    Marche
    Messaggi
    9,329
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da mike51
    Caro nero-nero,la legge con la quale il tuo CAPO ha distribuito qualche centinaio di euro a qualche italiano e MILIONI di euro di risparmio tasse a MEDIASET,ha contribuito a fargli triplicare il suo patrimonio in questi anni.SMETTILA DI APPROVARE TUTTE LE SCEMENZE CHE ESCONO DALLA BOCCA DEL TUO CAPO.
    Le tasse vengono tagliate a tutte le aziende, carissimo. Ed è anche un bene, in Italia; anzi, ti dirò, la sinistra le tagliò soprattutto alle grandi aziende, come la cara telecom, che fecero in quegli anni risparmi miliardari... Ma voi vi bevete tutto, come sempre. Ah, la cortina di fumo

  3. #23
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,968
     Likes dati
    12,170
     Like avuti
    15,283
    Mentioned
    583 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da bianconero
    Nell'ex Germania est l'elusione incide eccome, ci sono gli stessi indicatori economici del meridione italiano, con tanto di illegalità generalizzata, lavoro nero, evasione fiscale...
    Certo.
    E, magari, c'è anche un latitante di nome Bernardt Provenzaner...

  4. #24
    vae victis
    Data Registrazione
    23 Sep 2005
    Località
    Napoli
    Messaggi
    126,585
     Likes dati
    35,631
     Like avuti
    55,841
    Mentioned
    8501 Post(s)
    Tagged
    171 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da mike51
    MENO TASSE MA PER CHI? semplice,per MEDIASET........

    Vedo che leggi prima di rispondere...

  5. #25
    vae victis
    Data Registrazione
    23 Sep 2005
    Località
    Napoli
    Messaggi
    126,585
     Likes dati
    35,631
     Like avuti
    55,841
    Mentioned
    8501 Post(s)
    Tagged
    171 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da MrBojangles
    Bianconero ha sottolineato quello che gli faceva comodo sottolineare; ed ha accuratamente evitato di "sottolineare" l'incipit del topic.
    Nonostante le ripetute sollecitazioni.
    Comunque l'abbassamento dell'aliquota piu'alta nn e'frutto dell'ideologia bananas,ma stando ai fatti lo e'anche del mortadellas...se nn ti piace questa linea vota Bertinotti...

  6. #26
    Silvioleo
    Ospite

    Predefinito

    Ci sono almeno cinque buoni motivi per ridurre il carico fiscale sui redditi più importanti.


    (1) Se le tasse sono più basse, i ricchi pagano di più. Il caso di scuola è quello legato alla presidenza di Ronald Reagan, che impose una diminuzione del 30% su tutto lo spettro contributivo. In particolare, però, l’aliquota massima scese dal 70% al 28%. La lezione di Reagan è che davvero i più abbienti sono accampati sulla porzione discendente della cosiddetta “curva di Laffer”. Raschiando le aliquote, si asciugano gli incentivi ad imboccare soluzioni alternative all’obbedienza. Evadere conviene di meno. Negli USA, riducendo l’aliquota massima, le entrate del fisco aumentarono (non diminuirono) da 618 miliardi di dollari a 1.016 miliardi di dollari. Nel frattempo, la fetta di gettito pagata dal 10% dei redditi più pingui passò dal 48 al 57%. L’1% dei ricchissimi, a taglio avvenuto, contribuiva al bilancio dello Stato per il 27% (contro il 17%).



    (2) La base contributiva di uno Stato è meno solida di quanto non fosse in passato. Capitali e cervelli si spostano nel mondo con maggiore facilità: si chiama “globalizzazione”. Vale soprattutto per le fasce di reddito più alte: che più facilmente sono attrezzate per sostenere i costi di uno spostamento della propria attività. Paesi a bassa tassazione e a regolamentazione leggera e semplice sono più congeniali a chi fa impresa. La scelta non è tra abbassare o non abbassare le tasse: la scelta è tra essere un Paese che attrae capitali, o un Paese che li esporta.



    (3) La tassazione progressiva disincentiva la produttività. Colpire i contribuenti in misura superiore in ragione di quanto guadagnano significa penalizzare il successo. Anziché incentivare la naturale aspirazione di ciascuno a fare “bene”, si azzoppa la possibilità di far meglio: più cresci, e più lo Stati ti deruba. Casomai, la progressività dell’imposta dovrebbe funzionare al contrario: più guadagni, meno paghi. Incentivando e spronando così ciascuno di noi a far meglio, anziché inginocchiarsi nella nicchia di una mediocrità fiscalmente conveniente.



    (4) La scommessa dei tagli alla tasse, ch’è poi il motivo per cui generano crescita economica, si basa su un dato di fatto: limare le unghie al fisco significa ridurre il trasferimento forzoso di risorse dalla società allo Stato. In che mani sono più produttivi, quei quattrini? E’ meglio che siano gestiti da imprenditori che seguono il motivo del profitto (e che pertanto sono spinti ad investire, creando lavoro, opportunità e ricchezza), o dalle burocrazie pubbliche?



    (5) Il reddito nazionale non è prodotto dallo Stato. Abbassare le imposte non significa essere “generosi” con il contribuente (come in luglio ci fece sapere Follini): vuol dire lasciargli in tasca una percentuale maggiore di quanto lui – non il vice-presidente del consiglio, non il ministro dell’economia, non i parlamentari, che come tutto il ceto politico-burocratico si sfamano di tasse e nulla aggiungono al benessere di questo Paese – di quanto, ripeto, lui si è guadagnato. Diminuire la pressione fiscale è comunque raddrizzare un’ingiustizia: significa sostanzialmente ritoccare le proporzioni di un furto legalizzato. Abbassare le imposte solo ai ceti medio-bassi è come convincere i ladri di mele a rubarne quattro e non cinque. E intanto premiare i rapinatori di gioiellerie.

  7. #27
    29 volte campioni
    Data Registrazione
    14 Apr 2005
    Località
    Marche
    Messaggi
    9,329
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da MrBojangles
    Certo.
    E, magari, c'è anche un latitante di nome Bernardt Provenzaner...
    Non so quali latitanti abbiano, ma so solo che, seguendo le ricette di parecchi tuoi alleati, puoi mettere in galera tutta la cupola e i collusi che vuoi, ma la manovalanza li sostituirà in quattro e quattr'otto... (con questo non voglio dire che è inutile sradicare la cupola e i collusi! Ma che le vostre ricette non mi sembrano così adeguate).

  8. #28
    Cancellato
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    55,423
     Likes dati
    8,155
     Like avuti
    11,162
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da Silvioleo
    Ci sono almeno cinque buoni motivi per ridurre il carico fiscale sui redditi più importanti.


    (1) Se le tasse sono più basse, i ricchi pagano di più. Il caso di scuola è quello legato alla presidenza di Ronald Reagan, che impose una diminuzione del 30% su tutto lo spettro contributivo. In particolare, però, l’aliquota massima scese dal 70% al 28%. La lezione di Reagan è che davvero i più abbienti sono accampati sulla porzione discendente della cosiddetta “curva di Laffer”. Raschiando le aliquote, si asciugano gli incentivi ad imboccare soluzioni alternative all’obbedienza. Evadere conviene di meno. Negli USA, riducendo l’aliquota massima, le entrate del fisco aumentarono (non diminuirono) da 618 miliardi di dollari a 1.016 miliardi di dollari. Nel frattempo, la fetta di gettito pagata dal 10% dei redditi più pingui passò dal 48 al 57%. L’1% dei ricchissimi, a taglio avvenuto, contribuiva al bilancio dello Stato per il 27% (contro il 17%).



    (2) La base contributiva di uno Stato è meno solida di quanto non fosse in passato. Capitali e cervelli si spostano nel mondo con maggiore facilità: si chiama “globalizzazione”. Vale soprattutto per le fasce di reddito più alte: che più facilmente sono attrezzate per sostenere i costi di uno spostamento della propria attività. Paesi a bassa tassazione e a regolamentazione leggera e semplice sono più congeniali a chi fa impresa. La scelta non è tra abbassare o non abbassare le tasse: la scelta è tra essere un Paese che attrae capitali, o un Paese che li esporta.



    (3) La tassazione progressiva disincentiva la produttività. Colpire i contribuenti in misura superiore in ragione di quanto guadagnano significa penalizzare il successo. Anziché incentivare la naturale aspirazione di ciascuno a fare “bene”, si azzoppa la possibilità di far meglio: più cresci, e più lo Stati ti deruba. Casomai, la progressività dell’imposta dovrebbe funzionare al contrario: più guadagni, meno paghi. Incentivando e spronando così ciascuno di noi a far meglio, anziché inginocchiarsi nella nicchia di una mediocrità fiscalmente conveniente.



    (4) La scommessa dei tagli alla tasse, ch’è poi il motivo per cui generano crescita economica, si basa su un dato di fatto: limare le unghie al fisco significa ridurre il trasferimento forzoso di risorse dalla società allo Stato. In che mani sono più produttivi, quei quattrini? E’ meglio che siano gestiti da imprenditori che seguono il motivo del profitto (e che pertanto sono spinti ad investire, creando lavoro, opportunità e ricchezza), o dalle burocrazie pubbliche?



    (5) Il reddito nazionale non è prodotto dallo Stato. Abbassare le imposte non significa essere “generosi” con il contribuente (come in luglio ci fece sapere Follini): vuol dire lasciargli in tasca una percentuale maggiore di quanto lui – non il vice-presidente del consiglio, non il ministro dell’economia, non i parlamentari, che come tutto il ceto politico-burocratico si sfamano di tasse e nulla aggiungono al benessere di questo Paese – di quanto, ripeto, lui si è guadagnato. Diminuire la pressione fiscale è comunque raddrizzare un’ingiustizia: significa sostanzialmente ritoccare le proporzioni di un furto legalizzato. Abbassare le imposte solo ai ceti medio-bassi è come convincere i ladri di mele a rubarne quattro e non cinque. E intanto premiare i rapinatori di gioiellerie.
    la curva di Laffer è una bufala, hanno allargato la base contributiva, per questo è aumentato il gettito... e questo lo diceva il mio professore, chicaghista di ferro...

    ... poi guarda il bilancio federale dopo la legge bush... deboluccio... gli investimenti in Usa sono soprattutto esteri...
    basta con la favoletta del "chi guadagna di più se gli leviamo le tasse investe di più"...

  9. #29
    Cancellato
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    55,423
     Likes dati
    8,155
     Like avuti
    11,162
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    ma si, riduciamo al minimo lo stato, poi i giovani diventano analfabeti (perchè questo sono in america), le cure mediche se le permettono solo i ricchi, e quando poi viene Katrina ci pigliano per il culo in tutto il mondo...

  10. #30
    Silvioleo
    Ospite

    Predefinito

    In Origine Postato da Feliks
    ma si, riduciamo al minimo lo stato, poi i giovani diventano analfabeti (perchè questo sono in america), le cure mediche se le permettono solo i ricchi, e quando poi viene Katrina ci pigliano per il culo in tutto il mondo...
    difficile concentrare in 3 righe cosi' tante puttanate,complimenti.

 

 
Pagina 3 di 11 PrimaPrima ... 234 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 24-02-13, 14:28
  2. meno tasse significa meno servizi o meno sprechi?
    Di dedelind nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 27-04-11, 16:29
  3. Risposte: 40
    Ultimo Messaggio: 11-08-07, 22:42
  4. giocare sporco... meno tasse ieri, più tasse domani?
    Di arsenico nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 19-12-02, 02:09
  5. Ci Hanno Promesso Meno Tasse, E Meno Tasse Avremo
    Di Österreicher nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 26
    Ultimo Messaggio: 20-09-02, 22:17

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito