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LA BIOGRAFIA
Il Papa 'salvato quattro volte da un angelo custode'
Berlino, 14 novembre 2005 - Tra l'infanzia e la giovinezza Joseph Ratzinger rischiò per quattro volte di morire. A raccontarlo è una nuova biografia di Benedetto XVI di cui la «Bild» ha pubblicato un'anticipazione dal titolo «Un angelo custode ha salvato quattro volte il nostro Papa dalla morte».
Nel libro di Peter Seewald si racconta che il primo grave rischio il Pontefice lo corse ancora neonato, quando nel villaggio natale di Marktl am Inn si ammalò di difterite. Per salvarlo sarebbe stata necessaria la penicillina, che non era disponibile. «Un angelo custode sedette accanto al letto e solo dopo molti giorni il piccolo riprese a mangiare normalmente», ha scritto il biografo che ha intervistato a lungo il Papa.
Per festeggiare lo scampato pericolo il piccolo «potè scegliersi la più bella fragola del giardino». Alla fine del 1932, all'età di 5 anni, il futuro Pontefice cadde in uno stagno mentre stava giocando e rischiò di annegare. Nel febbraio 1945, quando era stato già arruolato di forza in un battaglione di difesa antiaerea, Ratzinger si ammalò di una grave forma di setticemia e un medico militare voleva amputargli un pollice per salvargli la vita.
Ma anche quella volta, come scrive la «Bild», «un angelo custode era al suo fianco e mamma Maria Ratzinger riuscì a curarlo». L'ultimo intervento del Cielo avvenne negli ultimi giorni di guerra, quando Ratzinger, che aveva appena compiuto il diciottesimo anno, dopo avere appreso della morte di Hitler disertò per tornare a casa, ma la sua fuga rischiò di finire in modo drammatico. Papa Ratzinger ha rivelato al suo biografo che mentre tutt'intorno i disertori pendevano impiccati dagli alberi, «all'uscita di un sottopassaggio ferroviario c'erano due soldati di guardia e per un momento la situazione divenne critica». «Ma grazie a Dio si trattava di soldati che non ne potevano più della guerra e che non volevano trasformarsi in assassini», ha raccontato.




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