Voglio postare le ultime parole del delegato all'amministrazione PFR di Torino Giuseppe Solaro, poco prima di essere impiccato per ben due volte(la prima volta il ramo si spezzò) dagli assassini, servi della sovversione capitalista.
" I veri ribelli siamo noi.Noi globalmente chiamati nazi-fascisti.
In realtà ci ribelliamo all'opinione universalmente diffusa di essere ormai boccheggianti e prossimi alla fine,o,come scrive il "Grido Di Spartaco"da dodici mesi senza mutare un rigo,di essere "la belva agli ultimi rantoli".Ci ribelliamo ogni momento anche al cosiddetto buon senso comune che in quel determinato momento coglie circostanze a noi totalmente avverse."
"Ci ribelliamo all'idea di non aver più nulla da fare contro un cumulo di nemici potentissimi di armi e vettovaglie.Come pensare,dice l'uomo della strada,che tedeschi,giapponesi e fascisti possano resistere a un America,indisturbata nelle sue fonti di produzione bellica alimentata da esuberanti dotazioni di materie prime,a una Inghilterra seminatrice di doviziose armate d'ogni colore attinte alle immense colonie,a una Russia formidabile di uomini e ordigni di guerra,a tre potenze di tutto munite,padrone di tre quarti del mondo,credute persino nel loro programma di liberazione"?
"Nondimeno ci ribelliamo ai colpi avversi della sorte,alla mala fortuna, alla incredulità degli altri nella nostra certezza e nella nostra fede.Ci ribelliamo alle prospettive di tremende punizioni che ci attenderebbero a breve scadenza.Ci ribelliamo pure all'antipatia e al vuoto che ci crea attorno nei momenti duri una turba di vigliacchi timorosi persino di riconoscere almeno il nostro valore con una parola o un sorriso,perchè questo potrebbe pesare all'arrivo degli aglo-americani.
Noi siamo i veri ribelli.Per gli altri è facile farsi chiamare ribelli quando si crede di avere gli eserciti amici a pochi giorni di distanza,quindi si ritiene la vittoria già scontata,quando si pensa di essere dalla parte del più forte,dell'oramai invincibile.E' comodo farsi chiamare ribelli, quando i successi degli alleati incoraggiano nella fase in cui l'iniziativa bellica è dalla loro.E' piacevole farsi chiamare ribelli quando si è circondati dalle premure di tanti pavidi che intendono crearsi benemerenze verso il "cavallo vincente";quando si hanno incitamenti e aiuti da tanti plutocrati che puntano sull'affare ritenuto più sicuro,pur senza trascurare la distribuzione dei rischi;quando pare eroico in senso utilitaristico seguire la corrente e farsene paladini.(...)I veri ribelli siamo noi.
Ribelli contro un mondo vecchio di egoisti,di privilegiati,di conservatori,di capitalisti,oppressori,di falliti sistemi,di superate ideologie,di dottrine ingannatrici,di falsi e bugiardi.
Ribelli insomma contro il mondo dell'ingiustizia.Ribelli in nome di una Santa Causa,di una società giusta e ordinata,di rispetto del lavoro,di dignità nazionale,di amore alla Patria,al nucleo famigliare,alle onorevoli ed egregie intraprese della vita".
Tratto da Quel domani che ci appartenne.
di G.Adinolfi




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