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  1. #21
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    In origine postato da pensiero
    altro che è in malafede...il pendolarismo sanitario regionale esiste già da anni e a scapito dei residenti, tempo fa postai anche una cartina se la trovo la riposto, segno che devoluzione o no, in certe regioni l'inefficienza regna sovrana da sempre...invece di pontificare e andare fuori tema con argomenti che niente c'entrano commenta l'articolo che ho postato se vuoi far capire che sai qualcosa e non scrivi solo ed esclusivamente per dare contro, te lo dice una che di questa devoluzione non è contenta per niente, il paradosso è che era meglio quel che avevano deciso i sinistri dove non avevano inserito la norma della tutela nazionale, in questo modo qualsiasi legge regionale che non piacerà potrà essere cassata da una delle due camere...non capisco proprio di che parli....senza contare che alle regioni più indietro immancabilmente quelle del sud, ci sarà un fondo in più da devolvere, spero non all'infinito......
    Ma si lascia in casa propria quello che si produce oppure ci sarà un fondo in più da devolvere?

    Nell'ipotesi 1, di fatto si trasferisce meno denaro da nord a sud. Nel secondo caso, rimane tutto come adesso.

    In enrambi i casi ci saranno costi secchi in più.. e si è visto da quando i presidenti dei consigli regionali hanno iniziato ad atteggiarsi a "governatori" con tanto di missioni all'estero (soprattutto Formigoni ma anche Vendola ecc).

    E poi, mica ti ho detto che il pendolarismo sanitario non c'è: dico che con il crescere del federalismo crescerà il numero di accordi interregionali e di uffici e burocrazia preposti a farli funzionare.

  2. #22
    Veneta sempre itagliana mai
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    In origine postato da Ragioniamo!
    Ma si lascia in casa propria quello che si produce oppure ci sarà un fondo in più da devolvere?

    Nell'ipotesi 1, di fatto si trasferisce meno denaro da nord a sud. Nel secondo caso, rimane tutto come adesso.

    In enrambi i casi ci saranno costi secchi in più.. e si è visto da quando i presidenti dei consigli regionali hanno iniziato ad atteggiarsi a "governatori" con tanto di missioni all'estero (soprattutto Formigoni ma anche Vendola ecc).

    E poi, mica ti ho detto che il pendolarismo sanitario non c'è: dico che con il crescere del federalismo crescerà il numero di accordi interregionali e di uffici e burocrazia preposti a farli funzionare.

    si lascerà quando verrà fatto il federalismo fiscale, che guarda caso lo prevedeva la legge dell'ulivo e non questa merdaccia schifosa di riforma costituzionale che ancora cazzo mi chiedo come facciate a bocciarla, che alle regioni venga lasciato quello che producono, salvo devolvere allo stato centrale quello che serve per il mantenimento delle funzioni che rimane a lui, e una quota da devolvere alle regioni più bisognose, che se ho capito bene andrà man mano a scalare, perchè tu converrai con me non si può essere troppo generosi all'infinito
    L'ipotesi che ci saranno costi secchi in più non deve interessare nessuno, se non i cittadini di ogni regione, i quali sapranno loro giudicare se il governatore ha speso bene o ha sprecato e di conseguenza votare(certo se poi ci si mette anche la Corte a bocciare decreti che impongono di evitare certi sprechi che facilmente potrai trovare elencati nel libro dossier da poco uscito da confederlizia...siamo a posto...da una parte condanno gli sprechi, dall'altra difende le regioni dagli stessi...boh...)
    per quanto riguarda l'ultimo punto io penso solo che una buona e sana concorrenza tra regioni non potrà che far bene, soprattutto al sud, il quale dovrà finalmente pensare a cominciare a fare da sè...e guarda che non mi riferisco ai cittadini ma a chi li governa....vorrei ricordarti che il mio Veneto era messo peggio del sud...se ce l'abbiamo fatta noi che c'abbiamo solo motagne e nebbia non vedo come non possa farcela il sud che c'ha terreno e tanto...tanto sole...mistero.....

  3. #23
    Veneta sempre itagliana mai
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    In origine postato da BOY74
    siamo tutti italiani dal Veneto alla Sicilia ,per questo ce l'ho con la Lega.
    ah beh...se è per questo allora hai ragione di avercela con la Lega, quindi c'entra na sega tutta la tiritera sull'eventuale sofferenza del sud a livello economico derivante da questa riforma


    Beh saluti da uno sporco terrone
    beh saluti da una orgogliosa polentona

  4. #24
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    La Devolution è una grande OCCASIONE per il SUD per SELEZIONARE nuova e piu' capace Classe Dirigente Locale...questa è la mia opinione,la Storia ci dira'.

    Personalmente non ho una grande stima dei politici italiani (del Nord e del Sud) ma apprezzo quelli che non hanno paura di proporre un cambiamento.

    Dire che con QUESTA riforma il Sud diventa piu' povero del Nord,paradossalmente,è fotografare il PRESENTE (e con QUESTA COSTITUZIONE,perbacco!) e non descrivere il Futuro!

    E' un Argomento Paradossale,che proprio al Sud bisogna rigettare!

    saluti da un o sporco/orgoglioso italiano.

  5. #25
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  6. #26
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    In origine postato da BOY74
    Questa legge fà soltanto gli interessi del nord, noi al sud la fermeremo col referendum e spiace vedere che An,Udc e anche Fi che tanti voti hanno preso da queste parti, essersi vendute in questo modo alla Lega nord.
    --------------------------------------
    Se sei convinto di ciò che dici, dimostralo.

  7. #27
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    In origine postato da mustang
    --------------------------------------
    Se sei convinto di ciò che dici, dimostralo.
    non può perchè la cosa non è dimostrabile.....conta solo e sempre dar contro...il fatto è che la cosa l'ha proposta la lega quindi tutto diventa obbligatoriamente negativo anche se a distanza di tempo gli esempi per dire :"ve l'avevo detto io" in tutti i campi non fa che darle ragione...cominciando dagli extracomunitari per finire all'economia per quanto riguarda la Cina, ma si sa non tutti possono arrivarci con largo anticipo a vedere le cose...bye...bye....cmq una cosa è certa...si sappia che se non passa la devoluzione che ripeto a me piace poco perchè poco federalista, allora si ci saranno possibilità concrete che una parte del paese, finalmente si liberi di lacci e lacciuoli e di palle al piede, il caso del comune di Lamon che vuol passare con la regione autonoma del Trentino, sta già creando altre centinaia di casi simili, la bocciatura di questa mini-riforma sarebbe la goccia che fa traboccare il vaso

  8. #28
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    a proposito, casi come quello che posto più sotto, con il federalismo vero, compreso quello fiscale, a me non farebbero nè caldo nè freddo poichè la regione di Vendola spenderebbe i suoi soldi, ma con il sistema attuale, se permettete, mi girano un pò le balle, se prima guardo la tabella postata lassù e poi leggo ste robe qua....ne convenite o no? qualcuno potrà dire che ci son sprechi anche al nord, eccerto e chi lo nega, ma ridate un'occhiata a quanto riceve pro-capite il nord e quanto riceve pro-capite il cittadino del sud...c'è o non c'è da vergognarsi, anche se la Puglia è una di quelle che a quanto pare sfrutta di meno

    Roma, 16 NOV (Velino) - Il governatore pugliese Nichi
    Vendola esulta per la sentenza della Corte costituzionale che
    lunedi' ha bocciato i limiti alle spese delle Regioni per
    consulenze, convegni e missioni all'estero, stabiliti da
    governo e Parlamento un anno fa. Eppure la trincea
    democratica delle missioni all'estero organizzate dalle
    Regioni costa. E Vendola lo sa. Per il viaggio negli Stati
    Uniti a cui il governatore ha partecipato un mese fa, la sua
    giunta ha stanziato 345mila euro. Cioe' piu' di 86mila euro
    per ciascuno dei quattro giorni di durata.

    La missione a Washington, era prevista nel 'Programma di
    internazionalizzazione e marketing territoriale 2005'
    approvato dalla precedente giunta Fitto. La giunta Vendola
    l'ha confermata e ha deciso i dettagli. La delegazione
    pugliese partita il 10 ottobre era composta da 50 persone. Ma
    solo 7 a spese della Regione: oltre a Vendola e al suo
    addetto stampa, Sandro Frisullo (vicepresidente e assessore
    allo Sviluppo economico, che ha organizzato il viaggio), un
    dirigente e un funzionario, un paio di giornalisti. Tutti gli
    altri (rappresentanti di Province, universita', comunita'
    montane, parchi tecnologici, enti vari) si sono pagati
    viaggio e albergo.

    Per l'organizzazione della missione, la Regione si e' rivolta come sempre a un'associazione di cinque imprese chiamata PugliaKnowhow, che due anni fa ha vinto una gara d'appalto per occuparsi di tutto il settore 'Internazionalizzazione delle imprese', che vale un milione di euro all'anno. Prima di ogni viaggio, l'assessorato consulta enti minori e associazioni di categoria, poi chiede un preventivo a PugliaKnowhow. Cosi' e' andata anche per il viaggio a Washington. La giunta ha poi approvato il
    preventivo di 346mila euro, versando 103 mila euro a titolo
    di acconto.

    'È la prima volta che sento questa cifra, non conoscevo i costi, se ne occupano i dirigenti - spiega il vicepresidente Frisullo -. Noi diamo gli indirizzi, poi siamo nelle mani di PugliaKnowhow che si occupa di tutto. Non penso che ci siano stati abusi, non abbiamo strafatto. Certo la cifra mi incuriosisce, sara' il caso di verificare'.

    In attesa che lo faccia la Regione, lo ha fatto il Giornale. Ha
    chiesto ai dirigenti dell'assessorato allo Sviluppo economico
    i dettagli del preventivo. La risposta e' stata negativa 'per
    motivi di privacy'. Anche PugliaKnowhow si e' rifiutata di
    fornirci una copia del preventivo, 'perche' non e' stato
    ancora chiuso il consuntivo, occorreranno alcuni mesi'. Ma ci
    ha dato alcune informazioni: i biglietti aerei andata e
    ritorno sono costati 921 euro per ciascun passeggero (solo
    Vendola e Frisullo hanno viaggiato in prima classe). Ogni
    camera al Watergate Hotel 179 dollari a notte. Abbiamo
    obiettato che anche con qualche extra al frigobar siamo
    lontanissimi dai 345mila euro totali. Allora, come sono stati
    spesi i soldi? Nelle missioni all'estero, molto costosi sono
    gli stand, che comportano affitto degli spazi, arredamento,
    personale. Ma in questo caso non c'erano. Vendola e Frisullo
    hanno firmato rilevanti protocolli d'intesa con la Banca
    Mondiale e lo Smithsonian Museum, l'Universita' di Lecce con
    la Georgetown University. Ma quelli non costano. Spostamenti
    in pullman e interpreti sono stati forniti dall'Istituto
    italiano di cultura per 15mila dollari. Alla cena di gala
    pugliese per una settantina di persone, il vino rosso l'ha
    messo a disposizione gratis l'azienda pugliese Leone De
    Castris. Il cibo e' costato circa 10mila euro. La sala per il
    convegno 'Opportunita' di investimento in Puglia' 300
    dollari. Restano pranzi, opuscoli e gadget.

    In seguito all'accordo con la Banca Mondiale, la Puglia
    ospitera' una 'cabina di regia' sulla poverta' nel mondo. Un
    aiuto concreto ai Paesi che non potranno mai permettersi di
    spendere 345mila euro per portare sette persone quattro
    giorni in America". (red)

  9. #29
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    Predefinito Un ex Dc nella CdL che...

    ...si dichiara apertamente contrario


    Roma. Eccentrico di centrodestra, l’udc Bruno Tabacci è un avversario delle riforme costituzionali che oggi la maggioranza approverà in ultima lettura al Senato. Si tratta del disegno di legge che interviene corposamente (almeno qui i detrattori hanno ragione) sulla Costituzione risalente al 1948, e già male emendata nel Titolo V dal centrosinistra nella passata legislatura. La Cdl corregge la Carta riformulando in senso federalista le competenze di Camera e Senato e soprattutto in fatto di sanità e organizzazione scolastica (è la devolution).
    Poi propone un “premierato robusto”: più poteri al premier, ma
    neanche tanto, visto che la sua facoltà di scioglimento delle Camere è bilanciata dalla possibilità d’una sfiducia costruttiva;
    e di riflesso qualche potere in meno al presidente della Repubblica e all’assemblea parlamentare.
    Quanto basta perché l’ex dc Tabacci non voti la riforma e allestisca
    “Comitati per il No” in previsione del referendum confermativo che dovrebbe tenersi l’anno prossimo.
    Per Tabacci la nuova legge ha due limiti invalicabili:
    lascia così com’è la potenziale conflittualità tra competenze statali e regionali (“che rimangono parificate e portano alla paralisi istituzionale”) e in più inclina al presidenzialismo “umiliando il Parlamento”.
    Oltretutto – e questo è un argomento diffuso – la legge proporzionale in via d’approvazione entra in collisione con la vocazione maggioritaria delle riforme costituzionali.
    Obiezione: la devolution disciplina una materia sulla quale la riforma federalista del centrosinistra aveva aperto la guerra dei ricorsi alla Consulta. Anzi non c’è argomento recente più valido dell’iniziativa con la quale la Corte costituzionale è intervenuta a protezione della sovranità delle Regioni sulle voci di
    spesa degli enti locali.
    Tabacci ammette che quella riforma “in effetti andava integrata,
    anche inserendo la clausola d’interesse nazionale”.
    E’ stato fatto. “Va bene, l’ho condiviso. Ma sono contrario a che ci siano compiti esclusivi assegnati alle regioni in assenza di federalismo fiscale”.
    Seconda obiezione: adesso c’è una cornice credibile in cui inserire
    il federalismo fiscale; nel frattempo fa testo l’ultimo paragrafo del disegno di legge:
    “Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, le leggi dello Stato assicurano l’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione [che recita così: “I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa”, ndr].
    In nessun caso l’attribuzione dell’autonomia impositiva ai Comuni, alle Province, alle Città metropolitante e alle Regioni può determinare un incremento della pressione fiscale complessiva”.
    A questo punto Tabacci fa notare che “quando si ragiona della tutela della persona umana, come nel caso dell’assistenza sanitaria, è sbagliato parcellizzare le competenze”.
    Ma Tabacci è forse meno perplesso su questa parte della riforma di quanto non sia “infastidito dalla retorica federalista” sullo sfondo.

    Ribaltoni? Un male della Seconda Repubblica
    Come tanta parte dei critici del premierato – compresa la sinistra che si è pentita dopo aver perfino costeggiato il presidenzialismo
    ai tempi della Bicamerale – Tabacci ne parla come fosse una “forma di pseudo- presidenzialismo onnipotente”, lì dove
    costituzionalisti di sinistra come Augusto Barbera lo giudicano invece così: “Non è forte come vorrebbe la maggioranza né dittatoriale come lamenta l’opposizione”.
    Cos’è, allora? Tabacci: “E’ lo stesso meccanismo che ho visto in funzione nelle Regioni e che ha ammazzato le assemblee elettive”.
    Chiaro che i seguaci del “regime parlamentarista” non troveranno mai un punto d’incontro con i riformisti della Carta. “Almeno
    avessero scelto di fare un’assemblea costituente, loro, privi di retorica passionale e imparagonabili ai Terracini e agli altri”.
    Si può ricavare la lezione positiva che da oggi la Costituzione non può più essere il museo istituzionale che era, perché è mutata in
    adesione ai cambiamenti della società.
    Su questo Tabacci è “molto d’accordo perché non ho la faccia rivolta all’indietro e non c’è dubbio che le istituzioni vadano aggiornate”.
    Infine la legge elettorale: un proporzionale un po’ maggioritario che sostituisce un maggioritario un po’ proporzionale.
    E poi chi dice che non si può governare con maggioranze risicate? Tabacci: “Vedremo, ma ricordatevi di Prodi e prim’ancora dei ribaltoni contro Berlusconi”.
    Nella riforma c’è appunto una norma antiribaltone. “Almeno riconoscete che è un antidoto ai mali della Seconda Repubblica, nella Prima non c’era durata di governo, però c’era continuità”.

    Da il Foglio del 16 novembre

    Per l’on. Tabacci dunque il continui cambi di governo erano
    “continuità”.
    Di far cosa?

    E gli dà fastidio la "retorica federalista" di oggi.
    Nessuna critica sulla "retorica antifascista" che pesava sui costituenti di allora tanto da far loro dimenticare che oltre al fascismo c'era incombente, per la democrazia, il pericolo "comunista".

    saluti

  10. #30
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    Predefinito

    Grandi le argomentazioni del sinistrume o meglio di chi è contro il federalismo.Il federalismo aumenta la burocrazia

    I paesi centralisti sono famosi nel mondo per una burocrazia snella ed efficiente

 

 
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