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Bologna, segnali di disgelo tra Cofferati e Rifondazione
di Giorgia Ariosto
Primi segni di disgelo nella maggioranza bolognese dopo lo strappo provocato dalla svolta legalitaria del sindaco Sergio Cofferati. Il documento sulla legalità, che ha suscitato forti opposizioni nella sinistra radicale capitanata da Rifondazione, ottiene fumata bianca in giunta dopo l’introduzione degli emendamenti presentati dai partiti martedì scorso. Ma la tensione resta ancora alta a Palazzo d’Accursio all’indomani della frattura tra il sindaco e i Verdi che hanno scelto l’appoggio esterno sfiduciando l’assessore con delega alla casa, Antonio Amorosi.
Braccio di ferro dunque nel Sole che Ride. Amorosi, espulso dal partito, va diritto per la sua strada e annuncia: «Andrò avanti perché questa vicenda avrà conseguenze locali e nazionali per il futuro dei Verdi». Ma dalla direzione nazionale arriva l’alt di Pecoraro Scanio che precisa: «Il fatto di restare nella maggioranza senza chiedere una sostituzione dimostra che i Verdi non sono attenti alle poltrone ma allo smog». Quello che i Verdi rivendicano – rivendica il presidente - è maggiore attenzione per le tematiche ambientali nell’amministrazione di Bologna. «Per noi la legalità ambientale è un elemento fondamentale , come tutti gli altri aspetti della legalità - tuona Pecoraro Scanio -, ed è stato sottovalutato».
E mentre il partito ambientalista promette battaglia, la linea Cofferati inizia ad incassare i primi consensi. Anche se per il via libera all’odg sulla legalità bisognerà aspettare la valutazione in Consiglio comunale dove ogni partito voterà liberamente. Il nuovo documento “arricchito” sembra convincere anche l’assessore di Rifondazione comunista Maurizio Zamboni che lascia presagire margini d’apertura: «Ritengo che la discussione della giunta abbia portato ad un significativo e positivo approfondimento della tematica proposta dal sindaco. Tale approfondimento ha consentito attraverso un lavoro comune – ha sottolineato Zamboni - di arricchire il documento originario meglio specificando i compiti che spettano al comune nell’opera di rimuovere le ragioni che possono indurre persone in stato di bisogno ad entrare in una dimensione di illegalità». L’assessore del Prc ha espresso il suo “personale apprezzamento per il lavoro fatto dalla giunta” ma ha anche precisato: « Particolarmente rilevante mi pare la conferma di un importante principio già contenuto nel programma di mandato, secondo il quale ogni persona, indipendentemente dal titolo giuridico della sua presenza sul territorio, è portatrice di diritti universali, cui corrisponde il dovere di contribuire alla civile convivenza». Naturalmente – ha precisato Zamboni - «la valutazione del documento dovrà essere compiuta in piena libertà dagli organi dirigenti dei partiti e delle associazioni» e «la posizione del Prc sarà definita dal comitato politico federale ed esplicitata nella sede del consiglio comunale». Intanto il Prc bolognese prende tempo e il segretario Tiziano Loreti rinvia le valutazioni alla segreteria del partito. «La risposta la comunicheremo giovedì mattina» dopo la riunione del comitato federale.
Dunque non è ancora detta l’ultima parola e il rischio di nuovi strappi non è da escludere. Tuttavia si dice «soddisfatto della conclusione» Cofferati che ha presentato il nuovo documento integrato delle proposte emendative.«La conclusione alla quale siamo arrivati – ha precisato il sindaco – corrisponde alla mia intenzione partecipata e arricchita dal contributo dei componenti della giunta». E a chi parla di un compattamento della maggioranza il Cinese risponde: «C’è un testo scritto redatto dal sindaco che è tale per contributo diretto da parte di tutti i componenti della giunta , nessuno escluso – ma sottolinea – poi il consiglio comunale dirà il resto». Dunque il momento della verità si avvicina e la votazione in Consiglio potrebbe essere già questo lunedì o al massimo il prossimo. Le minacce di astensioni o voti contrari non sono escluse ma Cofferati avverte: « La non partecipazione al voto significa sottrarsi ad un’assunzione di responsabilità».




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