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  1. #1
    Scire est posse
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    Predefinito Lo stato in salsa vaticana

    Premettendo che sul discorso laicità vorre venisse tenuto un 3d in rilievo, anche perchè se ne parla più o meno in tutti trasversalmente, voglio soltanto consigliarvi di leggere l'articolo di Scalfari apparso su Repubblica di oggi (giornale che dedica almeno 10 pagine al dibattito Stato-Chiesa).
    Mi stupisco ancora di più, davanti a questi dati, come alcuni di voi ancora possano credere che sia un dibattito ininfluente o di serie B. Su questo tema i voti si spostano a quintali e su questo tema passa buona parte della futura modernizzazione del nostro paese. Solo liberandoci dai lacci mentali, probabilmente, riusciremo a sciogliere i lacci materiali. Da questo lato mi sento molto più vicino a Weber che a Marx...


    Articolo Scalfari:
    IL COMMENTO
    Lo Stato laico
    in salsa vaticana
    di EUGENIO SCALFARI

    Con gli accenti virili che gli sono propri quando afferma principi e valori nei quali crede profondamente George Bush ha ricordato al Partito comunista cinese e al governo di Pechino le loro inadempienze verso i diritti umani. Non poteva fare diversamente nel momento in cui metteva piede sul territorio della nuova potenza mondiale che nel giro di pochi anni sarà il vero "competitor" degli Stati Uniti mettendo fine al regime unipolare seguito alla caduta del Muro di Berlino.

    Non è detto che il suo ammonimento cada nel vuoto anche se al momento la risposta del suo interlocutore sarà sdegnosa. Il governo di Pechino sta già allentando la stretta dogmatica e ideologica sui popoli che abitano quell'immenso territorio; man mano che il "risparmio forzato" e l'accumulazione del capitale procederanno, la macchina del benessere diffuso produrrà i suoi inevitabili effetti, sia pure con modalità che derivano dalla storia e dalla collocazione geopolitica della Cina.

    Ma pensare che l'evoluzione oltre che economica anche politica del gigante asiatico attenui la sfida che esso lancerà all'America è pura illusione.
    La storia non è affatto finita nel 1989, anzi non ha mai prodotto tante novità e suscitato tanti problemi come in questi ultimi quindici anni. Il tempo scorre sempre più rombante e veloce e chiede strategie adeguate di fronte all'irruzione di masse immense, portatrici di nuovi bisogni, nuove identità, antiche e profonde frustrazioni, intollerabili disuguaglianze.

    L'Occidente rischia d'arrivare sfiatato e sfiduciato a questi decisivi appuntamenti ed è proprio George Bush il simbolo più eloquente di quest'affanno politico e morale. La sua credibilità in patria è precipitata ai minimi termini. La guerra irachena a tre anni dal suo inizio è impantanata. Il terrorismo incombe nella capitale e su un terzo del paese. La guerra civile non è un'ipotesi da scongiurare ma una realtà attuale fin d'ora. La stragrande maggioranza degli iracheni percepisce l'armata americana come un corpo di spedizione ostile e ne auspica entro breve tempo il ritiro.

    L'opinione pubblica americana, d'altra parte, si è spostata su posizioni che sono esattamente l'opposto di quelle di appena un anno fa, il trionfo elettorale che premiò il presidente con un secondo mandato sembra ormai un reperto archeologico. L'esportazione della democrazia in Iraq produrrà nel migliore dei casi una fragile teocrazia sciita insidiata da avversari occulti e palesi.

    Ma gli esiti sono altrettanto deludenti in Afghanistan, nel Kosovo, in Bosnia. E' di ieri la denuncia di Emma Bonino secondo la quale a Kabul si è passati dalla teocrazia talebana alla "narcocrazia": metà del reddito di quel paese proviene dalla coltivazione e dal commercio della droga. In Kosovo la situazione è identica a dispetto della presenza dell'Onu, in Bosnia l'equilibrio etnico è pura finzione.

    Dell'Africa, orientale e occidentale, meglio non parlare tanto è disperata la situazione che vede, oltre ai genocidi, alle guerre tribali, alle epidemie e alla fame, anche l'espandersi rapido della schiavitù quasi-legale, dall'Abissinia al Ciad, al Niger, alle coste della Guinea.
    Se vogliamo guardare la realtà, con occhi non offuscati dalla propaganda, questo è lo stato dei fatti. Le periferie assediano il centro quando non diventino centro esse stesse. Bisogna esser ciechi per non vederlo.

    * * *

    Nel frattempo noi ci balocchiamo. Abbiamo un capo del governo che - gli siano rese grazie - ci fa almeno divertire. L'altro ieri, per festeggiare la "devolution" che ha scompaginato con metodo e norme incostituzionali, l'unità del paese, l'autonomia del Parlamento, il funzionamento del governo e il ruolo del capo dello Stato, ha ballato insieme ai parlamentari leghisti, sul motivo di "chi non salta comunista è". I commessi del Senato erano esterrefatti ed esilarati da quello spettacolo che può andare in scena soltanto nel Parlamento italiano. Uscito di lì si è proclamato santo; forse è per ottenere la canonizzazione ufficiale che ieri ha fatto visita a Benedetto XVI. Poi ha sillabato davanti ai microfoni e ai taccuini dei giornalisti che il suo programma di legislatura "è stato attuato al cento per cento". Quel programma, per chi non lo ricordasse, lo impegnava ad abbassare le tasse e la pressione fiscale, recuperare la sicurezza di persone e cose, effettuare un grandioso programma di opere pubbliche, rendere rapida ed efficiente la giustizia, riformare scuola e università.

    Al cento per cento fatto. Lui lo dice e bisogna pur credergli anche perché ce lo raccomanda la sua mamma. In realtà, come provano tutte le statistiche ufficiali disponibili, i primi quattro punti sono stati interamente mancati, l'ultimo (la riforma della scuola e dell'università) non è stata che una rispolverata della riforma Berlinguer accentuandone il peggio e attenuandone il meglio.
    Ma dicevo: lui almeno ci fa divertire. Vi par poco con questi chiari di luna?

    * * *

    Pier Ferdinando Casini, diciamolo, è assai meno divertente. Dopo aver votato, con tutti i suoi della gloriosa Udc, per ben quattro volte di seguito (due alla Camera e due al Senato) la legge di riforma costituzionale (detta "devolution") non ha fatto passare dieci minuti per dichiarare che a lui quella legge piace pochissimo e comunque ci sarà tra breve il referendum per il quale il bel Pier lascerà ai seguaci libertà di coscienza. Segno che finora quella coscienza qualcuno gliel'aveva sequestrata (salvo che al roccioso Tabacci che ha votato contro salvandosi l'anima).

    L'arcano si è capito rapidamente. Il giorno dopo il cardinal Ruini ha rudemente criticato la "devolution" dicendo che questa volta i vescovi non daranno indicazioni di voto nel referendum. Detto da lui significa pur qualcosa. Astinenza da un vizio? Incoraggiamento a votare contro la legge? Ruini questa volta si asterrà dall'intervenire, ma quella legge la critica, accidenti se la critica.

    La sinistra questa volta lo ha applaudito, ma commette secondo me un errore. Come ha scritto giustamente Berselli su Repubblica di ieri, Ruini non può e non dovrebbe cimentarsi con le leggi della Repubblica italiana. Non lo fa Ciampi, che è il capo dello Stato e può soltanto rifiutare la firma quando vi sia palese incostituzionalità.

    Ma Ruini invece entra nel merito, mi piace quell'articolo, mi preoccupa quell'altro, suggerirei questo, sconsiglierei quest'altro, e tutti a dirgli bravo.
    Diciamo la verità: Ruini è un impiccione nel senso che si impiccia di cose che non lo riguardano. Che direste, ripeto, se Ciampi si comportasse allo stesso modo? E che direbbe Ruini se un ministro, un prefetto, un ambasciatore, insomma un pubblico funzionario del nostro Stato dichiarasse che la Conferenza episcopale è un organismo non democratico, non trasparente, che svolge male il suo lavoro? Credo che quel ministro, quel prefetto, quell'ambasciatore se la passerebbero molto male. La loro carriera ne soffrirebbe un bel po'. Perché noi siamo uno Stato laico in salsa vaticana. E anche questo è un dato di fatto.

    * * *

    Mi perdoni, Eminenza, se le lancio ancora una pallottola di carta, di quelle che lei sa respingere con una racchetta da ping-pong: ho letto che lei è favorevole a inviare negli ospedali e nei consultori i militanti del comitato Scienza e Vita per convincere le donne che vi si recano a non abortire. Si vuole dunque impicciare anche dell'organizzazione ospedaliera? Non basta il ministro Storace che una ne fa e cento ne pensa? Dunque i volontari di Scienza e Vita. Sicuramente più efficienti delle suffragette dell'Esercito della Salvezza, che le loro musichette e i loro predicozzi le fanno rigorosamente sui marciapiedi di Londra.

    Io me l'immagino quella povera donna col suo carico di dubbi e di dolori, che decide di abortire ed entra con passo timido e volto rattristato in un pubblico ospedale.
    Sa che dovrà avere un colloquio preliminare col medico. Quel colloquio non solo se l'aspetta ma ci conta, ha ancora dubbi sul da fare e sul come fare, insomma nel novanta per cento dei casi arriva all'appuntamento col cuore in mano. E chi si trova davanti, nelle stanze e nei corridoi dell'ospedale o del consultorio? Un don Gelmini, un volontario di Scienza e Vita, di solito un po' fanatico, abbastanza intransigente, uno che può anche minacciarle descrivendole le pene dell'inferno. Li abbiamo visti e sentiti infinite volte in televisione, quelli di Scienza e Vita ai tempi del referendum sulla procreazione artificiale. La petulanza, la certezza incrollabile nella propria verità, non un dubbio, non un sorriso, la religione dell'embrione, magari con il nome Giuliano Ferrara scritto sulla maglietta.

    Ci rifletta, gentile cardinale; ci rifletta anche lei ministro Storace. Perché se questa pratica prendesse piede, aspettatevi l'arrivo in forze di Pannella, Bonino e Capezzone. Predico che allora sarebbero guai seri. Il consultorio e l'ospedale rischierebbero di trasformarsi in una rovente "Samarcanda", in uno scatenato "Ballarò", in un "Otto e mezzo", in un "Porta a porta", con la paziente relegata in un angolo e le due contrapposte squadre ad accapigliarsi in mezzo ai letti di un pronto soccorso e di una astanteria.

    Io, per me, starei coi radicali, anzi gli darei pure una mano per quel che posso, ma che c'entra questo con la 194 e il diritto all'aborto motivato in una pubblica struttura? Anche l'aborto lo vogliamo in salsa vaticana? Poi vi lamentate degli anticlericali. Ma siete voi che li volete.

    Stiamo attenti e state attenti perché tutta questa storia rischia di finire molto male. Con tante grane, ci manca anche questa.
    Prodi for president

  2. #2
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    Predefinito

    Avrai peraltro notato, da acuto lettore di "Repubblica", che proprio in questo giornale si riferisce che la tattica primaria di Berlusconi sarà proprio quella di presentare la Cdl come fedele esecutrice delle esigenze vaticane e dei "valori cattolici".

    Nella speranza di ripetere l'expoliti di Bush che, proprio facendo riferimento al cristianesimo integralista e i "teo-cons" ha vinto le elezioni.

    Personalmente penso sia una tattica sbagliata: Bush non ha vinto per merito dei teo-cons, e l'Italia (proprio perché intimamente cattolica) è meno sensibile ai discorsi integralisti, anzi per nulla. E non mi stupirebbe che una propaganda del genere (contro aborto e convivenze legali) causi un vero e proprio rigetto, soprattutto tra i "veri" cattolici.

    Però è anche vero che non è il caso di ripetere la carica di Balaclava, e buttarsi contro le baionette nemiche. Se l'idea della Cdl è questa, noi, cortesemente, parleremo d'altro, ed eviteremo il discorso. Se Ruini insiste a rompere i c..., faremo finta di non ascoltarlo, e faremo proaganda tra i parroci delle periferie e dei paesini (che in buona parte lo detestano...)

    E sarà il massimo contributo del csx a una politica davvero laica.

    Bertinotti l'ha capito, Boselli mi pare anche, non dubito che ce ne renderemo conto anche tutti noi sul forum...

  3. #3
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    Predefinito Re: Lo stato in salsa vaticana

    In Origine Postato da mrcage
    Diciamo la verità: Ruini è un impiccione nel senso che si impiccia di cose che non lo riguardano. Che direste, ripeto, se Ciampi si comportasse allo stesso modo? E che direbbe Ruini se un ministro, un prefetto, un ambasciatore, insomma un pubblico funzionario del nostro Stato dichiarasse che la Conferenza episcopale è un organismo non democratico, non trasparente, che svolge male il suo lavoro? Credo che quel ministro, quel prefetto, quell'ambasciatore se la passerebbero molto male. La loro carriera ne soffrirebbe un bel po'. Perché noi siamo uno Stato laico in salsa vaticana. E anche questo è un dato di fatto.

    Questa la parte più interessante dell'articolo di Scalfari: la massima liberale "libera chiesa in libero stato" significa reciproca non intromissione.

    E difatti nessun organo dello stato va a sindacare la nomina di un vescovo o il carattere dittatoriale della organizzazione clericale.

    Viceversa Ruini si permette di intervenire in tutti gli aspetti poitici della vita dello stato italiano.

    E' quello che dovrebbero capire i genuflessi leaders dell'Unione, da Prodi, a Rutelli, a Fassino e Bertinotti.

    Qui è in gioco la libertà dello stato, che, tuttavia, non intacca la libertà del clero di opprimere i propri fedeli.

  4. #4
    Bianca Zucchero
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    Predefinito Re: Re: Lo stato in salsa vaticana

    In Origine Postato da aguas
    Questa la parte più interessante dell'articolo di Scalfari: la massima liberale "libera chiesa in libero stato" significa reciproca non intromissione.

    E difatti nessun organo dello stato va a sindacare la nomina di un vescovo o il carattere dittatoriale della organizzazione clericale.

    Viceversa Ruini si permette di intervenire in tutti gli aspetti poitici della vita dello stato italiano.

    E' quello che dovrebbero capire i genuflessi leaders dell'Unione, da Prodi, a Rutelli, a Fassino e Bertinotti.

    Qui è in gioco la libertà dello stato, che, tuttavia, non intacca la libertà del clero di opprimere i propri fedeli.
    Forse i fedeli non si sentono "oppressi". Almeno non di più di quanto possano sentirsi gli elettori italiani dallo strabordante potere dei partiti...

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Re: Lo stato in salsa vaticana

    In Origine Postato da Bianca Zucchero
    Forse i fedeli non si sentono "oppressi". Almeno non di più di quanto possano sentirsi gli elettori italiani dallo strabordante potere dei partiti...
    Ma infatti a me non frega niente che i fedeli si sentano oppressi, che i preti abbiano le amanti, mentre il papa predica il celibato, che molti preti hanno relazioni omosessuali, mentre le gerarchie ecclesiastiche la vogliono reprimere, ecc ecc.

    Libera chiesa. Facciano quello che vogliono, purché non danneggino gli altri (come quando i preti abusano di bambini e ragazzini).

    Ma anche libero Stato. Niente intromissioni dei vesovi e dei preti sul federalismo, sulla finaziaria, sulla RU486, sulla fecondazione assistita, sul divorzio breve, sui pacs, sulla ricerca scientifica ecc ecc.

    E niente soldi prese forzosamente dalle tasse dagli italiani.

  6. #6
    Il cinismo ci salverà
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    In Origine Postato da chessmate
    Avrai peraltro notato, da acuto lettore di "Repubblica", che proprio in questo giornale si riferisce che la tattica primaria di Berlusconi sarà proprio quella di presentare la Cdl come fedele esecutrice delle esigenze vaticane e dei "valori cattolici".

    Nella speranza di ripetere l'expoliti di Bush che, proprio facendo riferimento al cristianesimo integralista e i "teo-cons" ha vinto le elezioni.

    Personalmente penso sia una tattica sbagliata: Bush non ha vinto per merito dei teo-cons, e l'Italia (proprio perché intimamente cattolica) è meno sensibile ai discorsi integralisti, anzi per nulla. E non mi stupirebbe che una propaganda del genere (contro aborto e convivenze legali) causi un vero e proprio rigetto, soprattutto tra i "veri" cattolici.

    Però è anche vero che non è il caso di ripetere la carica di Balaclava, e buttarsi contro le baionette nemiche. Se l'idea della Cdl è questa, noi, cortesemente, parleremo d'altro, ed eviteremo il discorso. Se Ruini insiste a rompere i c..., faremo finta di non ascoltarlo, e faremo proaganda tra i parroci delle periferie e dei paesini (che in buona parte lo detestano...)

    E sarà il massimo contributo del csx a una politica davvero laica.

    Bertinotti l'ha capito, Boselli mi pare anche, non dubito che ce ne renderemo conto anche tutti noi sul forum...
    Bertinotti l'ha capito benissimo... Boselli assolutamente no... forse ha bisogno di un altro referendum...

  7. #7
    Scire est posse
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    In Origine Postato da Logos
    Bertinotti l'ha capito benissimo... Boselli assolutamente no... forse ha bisogno di un altro referendum...
    Delle tue acute osservazioni politiche, Logos, trarrai le conseguenze ad aprile.
    Boselli non mira certo a rubare voti a destra: lì sono bravissimi altri... Boselli ruberà i voti laici di sinistra e ne scippera moltissimi...
    L'Italia non è (per fortuna) uguale agli stati medievali degli USA => l'atteggiamento clericon non penso possa sfondare, anzi credo che sia controproducente e non a caso Fini cerca di smarcarsi continuamente.

    Comunque una cosa mi pare chiarissima: su questo tema si gioca una parte importante di equilibri interni alle coalizioni. La vostra deriva, Logos, non penso faccia piacere ai vostri liberali... Siete proprio ridotti male x vendere un partito "liberale" (con 6 virgolette) ai preti...
    Prodi for president

  8. #8
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    In Origine Postato da mrcage
    Delle tue acute osservazioni politiche, Logos, trarrai le conseguenze ad aprile.
    Boselli non mira certo a rubare voti a destra: lì sono bravissimi altri... Boselli ruberà i voti laici di sinistra e ne scippera moltissimi...

    Allora Boselli mette a rischio la coalizione solo per strappare qualche votino in più all'Ulivo?

    Ma tu hai idea le "istanze laiche" che fine faranno se rivincono questi qui?

    Non sarebbe meglio che Boselli (e Capezzone), se davvero vogliono salvaguardare la laicità dello Stato, stiano in campana per cinque mesi, e parlino d'altro?

    O sarà perché... Boselli non ha niemt'altro di cui parlare?

  9. #9
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    In Origine Postato da chessmate
    Allora Boselli mette a rischio la coalizione solo per strappare qualche votino in più all'Ulivo?

    Ma tu hai idea le "istanze laiche" che fine faranno se rivincono questi qui?

    Non sarebbe meglio che Boselli (e Capezzone), se davvero vogliono salvaguardare la laicità dello Stato, stiano in campana per cinque mesi, e parlino d'altro?

    O sarà perché... Boselli non ha niemt'altro di cui parlare?
    io non ti capisco chessmate: sembra che se perdiamo è colpa dei radicali. Guarda che la rosa nel pugno è e fa parte dell'Unione, non è come Fausto e Di Pietro nel 2001!!! In più il maggioritario non c'è più quindi è giusto premere l'accelleratore sulle differenziazioni x darsi una fisionomia forte.
    Il fatto che parlino solo di quello, chessmate, è chiaro e limpido come l'acqua di sorgente: hanno capito che lì si pigliano voti in ottica proporzionale e lì picchiano duro. Che senso avrebbe l'ennesimo partito che parla male di berlusconi e dice cose contradditorie di economia e di riforme??? A quello ci pensa già la lista unitaria...
    Prodi for president

  10. #10
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    In Origine Postato da mrcage
    io non ti capisco chessmate: sembra che se perdiamo è colpa dei radicali. Guarda che la rosa nel pugno è e fa parte dell'Unione, non è come Fausto e Di Pietro nel 2001!!! In più il maggioritario non c'è più quindi è giusto premere l'accelleratore sulle differenziazioni x darsi una fisionomia forte.
    Il fatto che parlino solo di quello, chessmate, è chiaro e limpido come l'acqua di sorgente: hanno capito che lì si pigliano voti in ottica proporzionale e lì picchiano duro. Che senso avrebbe l'ennesimo partito che parla male di berlusconi e dice cose contradditorie di economia e di riforme??? A quello ci pensa già la lista unitaria...
    Guarda se ci fosse un proporzionale puro, o anche fosse un proporzionale con sbarramento e basta, potrei condividere gran parte del tuo ragionamento.

    Ma la Legge elettorale che si apprestano ad approvare non è solo proporzionale: vi è l'indicazione del leader, vi è il premio di maggioranza, ci sono 3 sbarramenti (che rischiano di creare tensioni proprio tra i partiti e i raggruppamenti più piccoli).
    Insomma la coalizione conta eccome, ci sono poi altri aspetti che dovrebbero essere considerati, ma sorvoliamo...

    Resta un punto: e se la legge non venisse approvata ? e se Ciampi la respingesse ? e se la consulta la ritenesse anticostituzionale ? insomma se la riforma elettorale non venisse approvata... che facciamo ? e soprattutto che valore avrebbe a quel punto il tuo ragionamento ?

    Stiamo attenti e state attenti perché tutta questa storia rischia di finire molto male. Con tante grane, ci manca anche questa.

 

 
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