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Discussione: Sanità

  1. #1
    vae victis
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    Predefinito Sanità

    Ieri sera a Porta a Porta interessente dibattito sulla Devolution,e sull'influenza che avra'sulla sanita'italiana...presenti fra gli altri Mastella a Angius,che hanno dato sinceramente l'impressione di non aver nemmeno letto la riforma costituzionale per intero,e quando non sapevano come rispondere ai dati che gli forniva Calderoli,tacevano o la mettevano sulla propaganda...fra Calderoli e Loiero non saprei definire il peggiore..in certi momenti sembrava vagamente di essere al circo,ma visto e considerato la mancanza di argomentazioni,di dati e gli evidenti tentativi di propaganda del secondo,direi che Loiero e'riuscito a risultare piu'sgradevole del Leghista,che perlomeno ha portato dei dati ai quali ne Franceschini ne gli altri hanno saputo controbattere...Ovviamente i tentativi della sinistra di far credere che con la devolution le sanita'del Sud saranno penalizzate non sono andati a buon fine,il fondo comune per la Sanita rimane sotto il controllo dello Stato,viene dato alle regioni solamente il potere amministrativo,non so'se sara'meglio o peggio ma di questo si tratta...ma i dati che mi hanno fatto piu'riflettere,sono quelli sulla spesa procapite per la sanita',che vedono spendere per ogni cittadino in Lombardia circa 1372 euro,e in Calabria solamente un euro meno...tutto questo con il risultato di avere in Calabria una sanita'molto peggiore che al Nord..come mai??saranno per caso amministrati male questi soldi,per no dire peggio??...ma non solo...un dato molto piu'interessante e'quello riportato da Calderoli e non smentito da Loiero,secondo il quale non tutti i soldi destinati ai cittadini per la sanita'vengono poi spesi per questa!!ad ogni cittadino vengono "sottratti"120 euro(sui circa 1400 euro procapite annui)che scompaiono non si sa'dove,e comunque non vengono utilizzati per le spese alle quali erano stati destinati....ora...Dove vanno a finire questi soldi??Loiero dovrebbe darci una risposta..ma guarda caso sembra che la Calabria sia fra le poche regioni che non hanno ancora comunicato i dato ufficiali sulla sanita dell'ultimo anno...chissa'perche'...

  2. #2
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    Predefinito Re: Sanità

    Grande scoperta vespesca che le cose funzionino meglio al Nord che al Sud. Premio Nobel assicurato con l'appoggio di Calderoli e Formigoni.

    P.S.
    Negli ultimi anni in Calabria CHI HA GOVERNATO?

  3. #3
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    Predefinito

    Sugli scandali della malasanità/4500 dipendenti nell'amministrazione: ne servono 2000
    Quando l'efficienza è minata dalle clientele partitiche

    di Cesare Greco

    L'inchiesta sul Policlinico Umberto I di Roma ha provocato scandalo, indignazione, condanna unanime, volontà di intervenire una volta per tutte accentuando il controllo popolare, ovvero politico, sulla gestione della sanità.

    Non intendo entrare nel merito di un'inchiesta che ha senz'altro molti meriti ma anche molti lati oscuri per come è stata costruita e per come finisce per tirare conclusioni generali da una serie di episodi particolari e che ha, peraltro, ottenuto come risultato immediato la fuga dei pazienti, giustamente terrorizzati, dalle eccellenze presenti nel nosocomio romano verso, magari, l'ospedalità privata accreditata. D'altra parte, dopo un mese di lavoro doveva pur venire fuori un risultato che giustificasse le energie profuse, le spese affrontate, con la realizzazione di uno scoop sensazionale.

    Ciò che intendo contestare è la totale mancanza di approfondimento sulle cause reali del degrado della sanità pubblica da parte di tutte le inchieste che si sono succedute in questi anni, convinto come sono che il sensazionalismo non serva a fornire conoscenza delle cause reali e stimolare la soluzione dei problemi. La sostanza che da queste inchieste viene fuori è, semplifico, che la sanità è gestita da una banda di amministratori incapaci e ignavi, accoscati con medici più o meno farabutti, orientati a sviluppare unicamente il loro "privato" e a provocare scientemente il degrado delle strutture pubbliche al fine di generare sfiducia e fuga verso il più lucroso privato. Eppure da svariati anni la maggior parte dei medici svolge la propria attività in rapporto esclusivo nelle strutture del SSN e, se si dà credito alle statistiche (vedi ad es. l'incidenza delle infezioni ospedaliere in Italia e nel resto d'Europa) e se si tiene conto del gradimento e della fiducia che, nonostante le sensazionali inchieste giornalistiche, i cittadini dimostrano in generale nei confronti del personale medico del SSN, alla fine i conti non tornano. In realtà la sanità pubblica è radicalmente cambiata in questi anni ed è qualcosa di molto diverso da quel mondo feudale diviso in onnipotenti baronie che ancora permane nell'immaginario dei media, anche perché ben si presta per le semplificazioni giornalistiche.

    In realtà il problema è proprio in questo cambiamento, frutto di successive riforme, che ha portano il SSN a divenire il maggiore strumento di finanziamento e di creazione di clientele per la classe politica e sindacale, sia a livello nazionale che locale. Da feudo baronale a feudo politico, dunque.

    Nell'articolo dell'"Espresso", si accenna soltanto, senza alcun approfondimento, ad appalti e al proliferare di consulenze e incarichi "esterni", ma non si scava su come e con quali procedure, con quali garanzie per le strutture appaltanti, nonché con quali obblighi e penali per le società appaltatrici, sono stipulati contratti ultradecennali. Inoltre, in un interessante specchietto riassuntivo pubblicato dal "Corriere della Sera" è riportato l'impressionante numero di 4500 dipendenti con incarichi amministrativi a fronte di un fabbisogno di 2000. Nessuno si è posto il problema di verificare come ciò sia stato possibile e come mai la maggior parte dell'abnorme massa di amministrativi denunciata dal "Corriere della Sera" sia composta da ex personale ausiliario, ovvero i così detti portantini preposti alla pulizia dei reparti, di cui si lamenta la cronica mancanza, trasferito e promosso con concorsi interni, di fatto gestiti dai sindacati, da una funzione operativa ad una amministrativa. Risultato: 4500 impiegati che svolgono il lavoro di 2000 e mancanza cronica di personale ausiliario, ovvero addetto alle pulizie e al trasporto dei pazienti. Questo fatto ha o non ha un rilevante peso nel determinare lo scadimento del livello di assistenza? Può rappresentare uno strumento di consenso clientelare? Qualcuno ha pensato di approfondire come la politica sindacale abbia inciso e incida su tale livello?

    Tutto ciò, detto per inciso, riguarda la gestione "ospedaliera", ovvero regionale, ovvero politica, del grande nosocomio romano, non quella "universitaria", che su tali cose non ha competenza alcuna, ma sempre chiamata in causa per il suddetto semplificativo immaginario mediatico che imputa alle "baronie" responsabilità a totale carico di altri.

    Perché sottolineo il fatto che tali aspetti sono di competenza ospedaliera, ovvero regionale, ovvero politica, e non universitaria? Perché è ciò su cui la politica ha gestione diretta e perché la stessa politica ha tutto l'interesse a sottrarre del tutto alla gestione universitaria il più grande ospedale universitario d'Italia, appetitosa e inesauribile fabbrica di possibili clientele, oltre che patrimonio immobiliare di enorme valore. E i più indignati, coloro che più alta levano la loro voce per condannare e promettere iniziative esemplari e risolutive, coloro che in sostanza fanno di tutto per direzionare altrove i riflettori della pubblica indignazione, sono proprio i politici che in prima persona e con militare efficienza gestiscono e controllano la sanità pubblica.

    Controllo globale

    E veniamo, dunque, al vero nocciolo del problema: il degrado progressivo dell'ospedalità pubblica italiana dipende essenzialmente dall'essere, come si accennava prima, fonte di finanziamento e di creazione di clientele per una classe politica che, grazie ad una serie di riforme spacciate come tendenti a favorire il controllo democratico dei cittadini utenti sull'assistenza, ha finito per mettere direttamente le mani sulla gestione della sanità, controllandone tutti gli aspetti, compresi i concorsi del personale medico e paramedico resi, con la riforma Bindi, totalmente dipendenti dalla volontà dei politici di turno. Il meccanismo si è dimostrato talmente efficace, attraverso lo spoil system, che la stessa opposizione di centrodestra, opposizione anche all'epoca della riforma Bindi, che strepitava contro la politicizzazione della sanità, non appena ne ha avuto la possibilità, affermandosi alla guida delle regioni, ha immediatamente approfittato dei dividendi, adeguandosi a gestire, con non minore clientelare efficienza, la propria parte.

    L'inutilità sostanziale delle inchieste come quella dell'"Espresso", dunque, sta nel fatto che, puntando i riflettori altrove, non vanno a toccare i veri interessi che sono alla radice della mala gestione, non cercano, in sostanza, di far luce su quegli intrecci politico-finanziari che impegnano l'azione degli amministratori non verso il costante miglioramento dell'assistenza ai pazienti, ma verso la gestione clientelare e finanziaria delle ASL, utilizzate di volta in volta come centri dove sistemare i propri galoppini elettorali, sia contrattualizzandoli, sia con corpose quanto inutili consulenze, oltre che come centri di spesa per assegnazione di appalti, spesso anch'essi inutili quanto onerosi. L'assistenza e la sua organizzazione, finiscono per divenire solo uno degli aspetti connessi allo sfruttamento per fini politici del SSN. Ben vengano dunque, nell'ottica politica, quelle inchieste che si concludono mettendo sotto accusa amministratori e medici, che di tutta la filiera sono solo gli ultimi anelli, e che permettono agli stessi governanti, causa e gestori veri del disastro, di lucrare visibilità indignandosi e proponendosi come salvatori del sistema.

    Ma davvero si pensa che un direttore generale di una ASL, il cui lauto stipendio dipende totalmente dall'assessore di turno, possa agire esclusivamente secondo quelli che ritiene essere i principi della buona amministrazione finalizzata all'assistenza dei pazienti? Ma davvero si pensa che la sua azione, anche al fine di garantirsi un futuro, non sarà piuttosto diretta a rafforzare la posizione del politico di riferimento e, secondo le sue direttive, delle sue clientele elettorali? E per quale motivo un medico, la cui assunzione e la cui successiva progressione di carriera dipendono da commissioni di concorso militarmente controllate dai direttori generali di nomina politica, non dovrebbe trovare più conveniente coltivare i rapporti politici piuttosto che dedicarsi a migliorare la propria professionalità, politicamente poco spendibile perché sostanzialmente di scarso peso elettorale?

    Il risultato finale

    L'attuale struttura della sanità pubblica ha in se stessa le cause del degrado. Ciò che il giornalista dell'"Espresso" ha messo in evidenza non è che il risultato finale, l'aspetto più eclatante perché visibile ad occhio nudo, di una patologia genetica della sanità che già con lo scandalo di Lady ASL avrebbe dovuto indirizzare meglio gli sforzi del giornalismo di inchiesta. Ma scavare all'interno delle connivenze e delle complicità politiche, economiche e sindacali annidate come organismi saprofiti nei gangli del SSN può essere difficile e, soprattutto, politicamente poco conveniente.

    Non tutti, neanche la grande stampa, sono disposti a denunciare errori e mistificazioni politiche, magari da parte della propria compagine di riferimento.

    Il SSN così come è stato concepito a partire dagli anni ‘90 e definitivamente sanzionato dalla riforma Bindi è destinato a divorare risorse divorando anche se stesso. Ma continuando a fermarsi alla superficie dei problemi, a registrare ciò che è immagine riflessa, si otterranno titoli sensazionali, indignazione, solidarietà, attestati di stima, ma risultati irrilevanti. Si darà, al contrario, la possibilità ai politici di puntare i riflettori della pubblica opinione in una direzione diversa rispetto alle reali responsabilità che per intero appartengono loro.

    Non è un caso che dopo le ultime inchieste si comincino a levare molte voci, soprattutto da sinistra, che auspicano la regionalizzazione dei policlinici universitari scorporandoli dal contesto accademico. Se ciò si verificasse, si avrebbe la definitiva sovietizzazione della sanità, sottoposta al controllo di una classe politica locale, spesso rozza e ignorante, anche negli aspetti didattici e di ricerca.

    Occorre riconoscere che, unici tra quanti hanno scritto di questi argomenti, Cesare Salvi e Massimo Villone nel loro libro sui costi della politica, hanno messo il dito nella piaga senza complessi di parte. Si parta da lì e si indaghi sui meccanismi di finanziamento della politica e su come questi finiscano ormai per erodere le fondamenta stesse dei principi del diritto alla salute dei cittadini e delle loro necessità più elementari e costituzionalmente garantite, senza complessi e senza pudori, ma soprattutto senza eccessi di rispetto nei confronti di chicchessia. Non si attenda sempre l'azione della magistratura. Spesso le responsabilità politiche sono molto più gravi di quelle penali.

    tratto da http://www.pri.it

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da maimaria Visualizza Messaggio
    Grande scoperta vespesca che le cose funzionino meglio al Nord che al Sud. Premio Nobel assicurato con l'appoggio di Calderoli e Formigoni.

    P.S.
    Negli ultimi anni in Calabria CHI HA GOVERNATO?
    Anche tu la butti sula propaganda dato che non hai argomenti.

    Certo che essere messi alle strette e non avere argomenti da controbattere ai dati, comunque corretti, di Calderoli significa essere messi davvero male...

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da maimaria Visualizza Messaggio
    Grande scoperta vespesca che le cose funzionino meglio al Nord che al Sud. Premio Nobel assicurato con l'appoggio di Calderoli e Formigoni.

    P.S.
    Negli ultimi anni in Calabria CHI HA GOVERNATO?


    Se non sbaglio un certo Chiaravalloti, lo conosci?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    Ieri sera a Porta a Porta interessente dibattito sulla Devolution,e sull'influenza che avra'sulla sanita'italiana...presenti fra gli altri Mastella a Angius,che hanno dato sinceramente l'impressione di non aver nemmeno letto la riforma costituzionale per intero,e quando non sapevano come rispondere ai dati che gli forniva Calderoli,tacevano o la mettevano sulla propaganda...fra Calderoli e Loiero non saprei definire il peggiore..in certi momenti sembrava vagamente di essere al circo,ma visto e considerato la mancanza di argomentazioni,di dati e gli evidenti tentativi di propaganda del secondo,direi che Loiero e'riuscito a risultare piu'sgradevole del Leghista,che perlomeno ha portato dei dati ai quali ne Franceschini ne gli altri hanno saputo controbattere...Ovviamente i tentativi della sinistra di far credere che con la devolution le sanita'del Sud saranno penalizzate non sono andati a buon fine,il fondo comune per la Sanita rimane sotto il controllo dello Stato,viene dato alle regioni solamente il potere amministrativo,non so'se sara'meglio o peggio ma di questo si tratta...ma i dati che mi hanno fatto piu'riflettere,sono quelli sulla spesa procapite per la sanita',che vedono spendere per ogni cittadino in Lombardia circa 1372 euro,e in Calabria solamente un euro meno...tutto questo con il risultato di avere in Calabria una sanita'molto peggiore che al Nord..come mai??saranno per caso amministrati male questi soldi,per no dire peggio??...ma non solo...un dato molto piu'interessante e'quello riportato da Calderoli e non smentito da Loiero,secondo il quale non tutti i soldi destinati ai cittadini per la sanita'vengono poi spesi per questa!!ad ogni cittadino vengono "sottratti"120 euro(sui circa 1400 euro procapite annui)che scompaiono non si sa'dove,e comunque non vengono utilizzati per le spese alle quali erano stati destinati....ora...Dove vanno a finire questi soldi??Loiero dovrebbe darci una risposta..ma guarda caso sembra che la Calabria sia fra le poche regioni che non hanno ancora comunicato i dato ufficiali sulla sanita dell'ultimo anno...chissa'perche'...
    Calderoli ha parlato dei 5 anni di politica sanitaria nel Lazio di Storace, suo alleato di governo e di opposizione?

    Direi che ha fatto peggio, ma molto peggio di tutti (10 miliardi di debito, in soli 5 anni); anche di Cuffaro e Loiero.
    Nonostante il Lazio possa godere di una più favorevole condizione socio economica.

  7. #7
    vae victis
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    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio
    Calderoli ha parlato dei 5 anni di politica sanitaria nel Lazio di Storace, suo alleato di governo e di opposizione?

    Direi che ha fatto peggio, ma molto peggio di tutti; anche di Cuffaro e Loiero.
    Nonostante il Lazio potesse godere di una più favorevole condizione socio economica.
    Questo 3d è vecchio di mesi e mesi(23-11-2005..siamo nel 2007..).

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    Questo 3d è vecchio di mesi e mesi(23-11-2005..siamo nel 2007..).
    Non avevo notato che fosse vecchio. Comunque Storace era già stato cacciato a calci nel culo dagli elettori laziali.
    Ti ricordi se Caldoroli avesse criticato anche la politica sanitaria e sprecona del suo alleato di governo?
    I 10 miliardi non ancora erano saltati fuori. Ma gli sprechi dovevano essere a conoscenza dei potenti.

 

 

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