Cari amici, cari forumisti,
come certamente sapete recentemente il giornale britannico THE ECONOMIST ha pubblicato un'inchiesta sul nostro Paese.
Chi ha letto l'articolo e chi ha analizzato l'inchiesta ha denotato, a destra come a sinistra, per strada come nei salotti, che l'articolo del giornale inglese è assolutamente irriverente e sgradevole, perché usa un linguaggio e un METODO di condurre l'inchiesta, assolutamente arbitrario e ridicolizzante.
Ora, nessuno sano di mente e chiunque abbia un minimo di conoscenze in ambito economico, sa bene che le tesi esposte non sono castronerie e che nel nostro Paese sussistono grossi e gravi problemi strutturali socio-economici.. dovuti a inefficenze e disorganizzazione del passato certamente, per colpe storiche e per colpe del presente.
SIAMO TUTTE PERSONE ONESTE INTELLETTUALMENTE E CON NOI STESSI.
Tutto questo però NON GIUSTIFICA MINIMAMENTE una ridicolizzazione del nostro Paese, ad opera di un giornaletto estero.. E' noto che in Italia (e la colpa è degli italiani) si dia troppa attenzione all'"ORACOLO" Economist, pare che quando scrive il quotidiano inglese sia il VERBO.
Non possiamo permettere che una testata, una redazione, si permetta di dipingere il nostro Paese, con la nostra storia, con la nostra Cultura, e con la nostra intelligenza, come la Repubblica Italiana... e pertanto chiedo a tutti di sottoscrivere la lettera che verrà pubblicata su questo forum e conseguentemente inviata all'ECONOMIST.
Basta seguire la puntata di ieri della trasmissione Porta a Porta, per capire come anche un duro avversario del governo Berlusconi, ossia l'onorevole Massimo D'Alema, sia infastidito da queste intromissioni continue del giornale inglese nelle questioni italiane... per di più quando si inseriscono anche cose non vere.
Si può criticare TUTTO e TUTTI, si possono esporre tesi contrarie e anche dare un giudizio sull'uomo, sul governo, sulla comunità...
ma OFFENDERE LA REPUBBLICA ITALIANA è FRANCAMENTE INACCETTABILE,
sono ANNI che l'Economist utilizza un linguaggio irrispettoso, ed è ora che qualcuno gli faccia sapere che è il caso che si moderino i termini, perché loro sono niente di più di una testata giornalistica specializzata.
BASTA!




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