...Originariamente Scritto da destracristiana
Ricordati che nemmeno l'aria che respiri e' gratis
Cristiano


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Cristiano
Non vedo perchè la strategia del DTT debba essere considerata fallimentare.
Berlusconi ti stanzia i soldi per acquistare il DTT di modo che Berlusoni possa venderti le partite di calcio. E poichè le cose si fanno tutte in famiglia, i soldi stanziati serviranno per acquistare i decoder del fratello di Berlusconi.
E con ciò ribadisco che che il conflitto di interessi è solo un'invenzione della sinistra atta a delegittimare chi è stato deputato per 5 anni a farsi le leggi ad personam (almeno quella è l'unica cosa che è riuscita).


Pronto il rinvio a fine 2008 Digitale terrestre verso l’addio Lo slittamento nel decreto «milleproroghe». Venduti solo 3 milioni di decoder. Fallimento dell'intera strategia finanziata dallo Stato
Tv digitale terrestre, addio. Se ne riparlerà più avanti. Senza grandi clamori, è lo stesso governo che si appresta a sancire lo slittamento di due anni della data prevista per lo switch off, come viene definito lo «spegnimento» dell’attuale segnale televisivo analogico (quello che oggi si vede nelle case di tutti gli italiani) per lasciare il posto esclusivamente al digitale. Domani, infatti, il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare all’interno del decreto cosiddetto «milleproroghe» anche l’articolo 28 sulla «conversione in tecnica digitale del sistema televisivo su frequenze terrestri». Poche parole in perfetto burocratese, ma dal significato chiarissimo: «all’articolo 2-bis, comma 5 del decreto legge 23 gennaio 2001, numero 5, convertito con modificazioni dalla legge 20 marzo 2001 numero 66, le parole "entro l’anno 2006" sono sostituite dalle seguenti "entro l’anno 2008"». Un rinvio per certi aspetti atteso: nessuno credeva più che gli oltre 20 milioni di famiglie italiane potessero correre in massa ad acquistare entro la fine dell’anno prossimo i decoder necessari per ricevere la «nuova» tv. Ma la scelta di rinviare la scadenza sembra oggi prefigurare il fallimento dell’intera strategia, finanziata dallo Stato con tre anni di contributi pubblici per l’acquisto dei decoder. A minacciare il futuro del digitale terrestre sono innanzitutto le nuove tecnologie con le quali è ormai possibile vedere i programmi tv. Innanzitutto internet, come testimonia l’esperienza di FastWeb o i recenti accordi grazie ai quali Telecom Italia sta cominciando a offrire contenuti video in adsl. Senza contare il satellite o, addirittura, i telefoni cellulari di nuova generazione.
«Il digitale terrestre non è affatto un’ossessione italiana ma un obiettivo europeo - ha ribadito ieri il ministro delle Comunicazioni, Mario Landolfi -. Consentirà l’e-government, la formazione a distanza e una serie di possibilità che vanno dalla prenotazione di una visita specialistica al pagamento di una bolletta». Finora però, nonostante i contributi del governo, soltanto 3 milioni e mezzo di italiani hanno acquistato il decoder. Che oggi, tra l’altro, consente di vedere i programmi Mediaset, Rai, La7 e poco altro. Troppo pochi. Basta pensare che solo la tv satellitare di Sky conta oltre 3 milioni di abbonati. E una serie di promesse, dai servizi civici (l’e-government, appunto) fino all’interattività, sono ancora di là da venire. Tanto che ieri la giunta regionale sarda (di una Sardegna che, insieme alla Valle d’Aosta, avrebbe dovuto passare al digitale terrestre già a gennaio 2006) ha deciso di bloccare il finanziamento di 10 milioni di euro con cui doveva concorrere alla diffusione dei decoder e di dirottare la cifra verso il progetto Medir, che prevede la messa in rete delle strutture sanitarie e la costruzione del fascicolo sanitario elettronico dei cittadini. «Il finanziamento per la tv digitale terrestre era legato all’esigenza di offrire un servizio migliore ai cittadini e di favorire l’offerta di servizi innovativi - ha spiegato il governatore Renato Soru -. Ma questi obiettivi appaiono difficilmente raggiungibili».
Giancarlo Radice
01 dicembre 2005 www.corriere.it
"La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).


Strano, la Valle d'Aosta dal 1 gennaio 2006 passa completamente al digitale e gli abitanti sono già tutti dotati di decoder.
Come mai?
[IMG] http://movies.yahoo.com/shop?d=hv&id=1800217371&cf=pg&photoid=428334&intl= us [IMG]


Fallimento dell'Italia, non del governo dico io, come in tutte le cose siamo l'ultima ruota del carro per soppiantare definitivamente l'analogico, ma per farlo abbiamo bisogno di aggiornare tutta la rete a causa dell'incompatibviolità digitale-analogico, come al solito non siamo in grado di ammodernizzare le infrastrutture, speriamo che con il federalismo e i comuni locali si riesca a fare di piu'


Sarà perché in un'area montana è più facile ricevere il segnale digitale di quello analogico?Originariamente Scritto da Forrest Gump
Si poterbbero costruire montagne attorno a Mantova. Che ne dite? Gliela diamo l'idea a Landolfi?
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Giusto! Un ottimo guadagno per il distributore... tanto più che non servono a nulla perchè già obsoletiOriginariamente Scritto da destracristiana


Si sta parlando di fallimento del digitale TERRESTRE, non del digitale in generaleOriginariamente Scritto da tigermen


Infatti terrestre e io che ho detto, per il satellitare non cè bisogno delle infrastrutture di cui vi ho parlato; ma sapete leggereOriginariamente Scritto da Ezechiele


In realtà il fallimento è dovuto semplicemente al fatto che il digitale terrestre è una vecchia tecnologia nata quando era già superata dall'offerta del satellite. Si diffonderà forse, ma ne dubito, come sottoprodotto, quando tutti i televisori sarnno digitali per rispondere alla diffusione, nel mondo non solo in Italia, degli abbonamenti alle reti su satellite.
La cosa peggiore della vicenda però è che quando è stata fatta la legge Gasparri si sapeva benissimio che il digitale terrestre era un dinosauro già estinto. L'unico motivo della legge fu salvare rete 4, ottenendo in più per Mediaset il pompaggio nelle sue casse di denaro dello stato e dei gonzi che si sono comprati il decoder.