Non dire cose superficiali proprio a me che, da eretico e polemista gnostico, conosco le Scritture molto meglio dei cattolici!Originariamente Scritto da Ashmael
Può sembrare che Cristo aveva cose più importanti da dire perché a quei tempi gli omosessuali erano una ristretta cerchia di individui di ogni classe sociale che coltivavano i loro istinti in privato e non si sognavano affatto, come oggi, di mettere in discussione la struttura della famiglia tradizionale.
Per il resto ritengo che nessun altro brano può meglio esprimere la condanna dell’omosessualità di quello che S. Paolo (Nuovo Testamento) scrive nel primo capitolo di Romani:
"Perciò Dio li ha abbandonati all'impurità nelle concupiscenze dei loro cuori, sì da vituperare i loro corpi tra loro stessi. Essi che hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura, al posto del Creatore che è benedetto in eterno. Amen. Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami, poiché anche le loro donne hanno mutato la relazione naturale in quella che è contro natura. Nello stesso modo gli uomini, lasciata la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini, ricevendo in se stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento. E siccome non ritennero opportuno conoscere Dio, Dio li ha abbandonati ad una mente perversa, da far cose sconvenienti ... Or essi, pur avendo riconosciuto il decreto di Dio secondo cui quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non solo le fanno, ma approvano anche coloro che le commettono"
(Romani 1:24-28,32).
E ancora:
Non sapete voi che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v'ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali, né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio
(1 Corinzi 6:9,10).
Scommetto che tu come altri credi che le leggi che condannano l’omosessualità erano intese solo per la nazione di Israele, e che la legge dell’Antico Testamento, con l’avvento di Cristo, sia appunto superata. Devo ammettere che questa idea errata riscuote una certa popolarità, tuttavia tale idea è del tutto non biblica. Quando il Nuovo Testamento afferma che i cristiani sono morti alla legge, esso intende che Cristo ha adempiuto alla legge (il patto d’opere) per il credente, e rimossa la maledizione della legge attraverso la Sua morte sacrificale. I cristiani che si uniscono a Gesù Cristo nella Sua vita perfetta e priva di peccato, come pure alla Sua morte sacrificale, sono risorti con Cristo e posti in grado dallo Spirito Santo, di vivere per Dio. Paolo dice che: "la legge è certamente santa, e il comandamento santo, giusto e buono" (Ro. 7:12). Cristo non ha abolito la legge morale: ha ubbidito ad essa perfettamente in favore ed al posto del peccatore. Egli è morto per togliere la colpevolezza dovuta al peccato, ed Egli manda al credente lo Spirito Santo proprio affinché abbiano la capacità di ubbidire alla legge di Dio (il vero Dio per me che sono gnostico e dualista). Se Cristo ci avesse liberato dalla legge morale, come afferma qualche omosessuale che tenta di interpretare le Scritture a suo piacere, allora non ci sarebbe stato bisogno che Lui (Gesù) morisse: se non c’è più legge, non c’è più nemmeno il peccato e la colpevolezza. Le uniche leggi che non sono più per noi vincolanti, sono quelle specificatamente legate alla terra di Israele e le leggi cerimoniali. La legge morale di Dio e le leggi casistiche fondate sulla legge morale, sono ancora in vigore per i cristiani. La legge di Dio è fondata sulla Sua stessa natura e carattere: essa è quindi assoluta, immutabile, ed eterna.




2010:
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