
Originariamente Scritto da
Napoléon I
Io credo che l'ecumenismo sia un'ottima cosa. Credo che il dialogo sia importantissimo e credo che il Concilio Vaticano II abbia detto in modo definitivo, come lo si deve intendere.
Credo che il dialogo, come pensa pure il Papa, debba rivolgersi innanzitutto verso il mondo orientale, ed in generale verso le confessioni che hanno mantenuto i sacramenti. Spesso gli scismi antichi furono dovuti ad incomprensioni ed al radicalizzarsi di campanilismi, basati a dire il vero, su modeste basi. Spesso dalle posizioni iniziali, per una sorta di "revanchismo" religioso, si sono acutizzate le idee di divisioni, senza validi motivi (e mi riferisco ad esempio, agli ortodossi che ci chiamano eretici perchè battezziamo per infusione, o perchè diciamo il credo col "filioque"). Verso questi ambienti è meglio lavorare. La cosa migliore è evitare il progressismo, e la tiepidezza nella fede cattolica. Lo stesso Bartolomeo di Costantinopoli dichiarò che la via ecumenica era più facile con Benedetto XVI, piuttosto che con Giovanni Paolo II, poichè il primo è maggiormente intransigente da un punto di vista dottrinale. Parlare chiaro per capirsi meglio, anzichè parlare bene del più e del meno. Pertanto vedo possibile, augurabile, auspicabile, desiderabile ed ottimo, il ritorno degli orientali sotto la Sede di Pietro. Se non nell'uniatismo, che pure non è nulla di male, affatto, anche nella via tentata da Benedetto XVI, ossia l'erezione ed il riconoscimento di patriarcati con pienissimi poteri, per rendere la cosa il meno traumatico possibile. Ovviamente, dovranno accettare la nostra fede, poichè Immacolata Concezione, Assunzione, e primato petrino, sono dogmi di fede, e non opinioni, cancellabili dal primo Bianchi che passa.
Per quanto riguarda gli eretici protestanti, due considerazioni:
-Il protestantesimo liberale "Subsistit in" buona parte degli esegeti modernisti cattolici attuali. Dico modernisti, poichè di fatto lo sono. Io stesso udii da un sacerdote, professore di esegesi del Nuovo Testamento, in una pontificia università romana, che Gesù non è mai esistito, e la resurrezione è solo un immagine usata dalla "comunità scrivente", che ha usato questo simbolo nel vangelo. Come lui, anche Ravasi, Martini, Fusco, e un po' tutti i biblisti del giorno d'oggi, i quali hanno pensato bene di obliare la raccolta dei decreti della PCB (obbligatori), il motu proprio Presentia Scripturae, l'enciclica Pascendi, il decreto Lamentabili, e così, un po' allegramente, sostituirvi i testi del Bultmann, del Gunkel, e del Wellhausen.
Domanda spontanea: se i protestanti stessiche queste bestemmie le hanno inventate, le ritengono ridicole, perchè spopolano da noi?