Pagina 1 di 7 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 63
  1. #1
    Gin Pì... Nun ce lassà...
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    78,734
     Likes dati
    8,640
     Like avuti
    15,795
    Mentioned
    681 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Domande che rimarranno senza risposta...

    1 : Un incremento di valore da 333 a 2400 miliardi in 9 anni può essere giustificato dall'inflazione?

    2 : Nel 1985 chi prendeva soldi a prestito dalle banche pagava il 5%?

    30/04/1985 : Prodi decide di "vendere" la Sme (che fatturava 2.800 miliardi con 630 miliardi di liquidità) a tal Carlo De Benedetti al prezzo ritenuto congruo (perché stimato dal rettore della Bocconi) di 497 miliardi di cui 104 garantiti da Mediobanca (controllata dall'IRI di cui faceva parte anche la SME) e Imi.

    3 : Perché le inchieste romane su Prodi si sono arenate mentre quelle su Berlusconi (il pirla corruttore di giudici romani) sono al punto in cui sono?

    4 : Perché nessuno si è mai interessato degli altri membri della cordata Sme?

    5 : Perché l'inchiesta del Pool è rimasta a Milano e non è stata trasferita a Perugia, sede competente per le accuse ai magistrati di Roma?

  2. #2
    Gin Pì... Nun ce lassà...
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    78,734
     Likes dati
    8,640
     Like avuti
    15,795
    Mentioned
    681 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    6 : Che cosa è la società di consulting ITALTREND? Qualcuno ne ha sentito parlare?

    http://www.ilfoglio.it/articolo.php?idoggetto=13597

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    18 Dec 2004
    Messaggi
    4,622
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da FreeFlag
    1 : Un incremento di valore da 333 a 2400 miliardi in 9 anni può essere giustificato dall'inflazione?

    2 : Nel 1985 chi prendeva soldi a prestito dalle banche pagava il 5%?

    30/04/1985 : Prodi decide di "vendere" la Sme (che fatturava 2.800 miliardi con 630 miliardi di liquidità) a tal Carlo De Benedetti al prezzo ritenuto congruo (perché stimato dal rettore della Bocconi) di 497 miliardi di cui 104 garantiti da Mediobanca (controllata dall'IRI di cui faceva parte anche la SME) e Imi.
    Oh, finalmente un argomento nuovo di cui si e' parlato poco. Strano che non venga chiesta una commisisoen diinchiesta, ma vediamo di rispondere al bananas, anzi facciamo rispondere chi sicuramente capisce di economia piu' del bananas.

    Vendita SME: il prezzo era giusto?
    Marco Pagano
    Carlo Scarpa

    La questione sollevata dal Presidente Berlusconi sul prezzo di vendita della Sme richiede forse qualche chiarimento.
    Il caso Sme risale al 1985, quando la società era appena tornata a mostrare un piccolo utile dopo che negli anni precedenti era sistematicamente incorsa in pesanti perdite di esercizio. L'allora presidente dell'Iri, Romano Prodi, raggiunse un accordo con Carlo De Benedetti, presidente della Buitoni, in base al quale l'Iri avrebbe ceduto la sua partecipazione nella Sme (il 62,1 per cento del capitale) per 497 miliardi di lire. L'intervento di altri offerenti – la vicenda è nota, ne omettiamo i dettagli – ha fermato l'operazione di vendita, che si è sbloccata solo negli anni Novanta, quando la Sme è stata spezzettata e venduta (tra il 1993 e il 1996) per una somma complessiva di circa 2000 miliardi di lire (a valori correnti).

    Quanto valgono dieci anni

    Si può dire quindi che l'intervento di Berlusconi – a prescindere dalle accuse di corruzione, su cui abbiamo ben poco da dire – abbia favorito lo Stato italiano? Per poter rispondere a questa domanda, dobbiamo innanzitutto notare che confrontare valori distanti nel tempo all'incirca un decennio richiede che si considerino gli interessi che la somma incassata nel 1985 avrebbe reso allo Stato se l'operazione fosse stata conclusa a quel tempo. Se quei 497 miliardi fossero stati investiti in Cct dall'inizio del 1986 alla fine del 1996, essi si sarebbero trasformati in 1.688 miliardi nel 1996. Se si tiene conto, inoltre, che la Buitoni si impegnava a ricapitalizzare la Sidalm, società controllata dalla Sme, per 30 miliardi, evitando all'Iri di dover sborsare questa somma, il valore totale del pagamento implicitamente ricevuto dall'Iri (incasso più mancato esborso) sale a 527 miliardi, che investiti in Cct si sarebbero trasformati in 1.790 miliardi nel 1996 (1). Applicando lo stesso metodo di capitalizzazione alle somme che lo Stato ha ricavato dalla liquidazione graduale della Sme effettuata tra il 1993 e il 1996, otteniamo una somma di 2.353 miliardi di lire del 1996. In sintesi, la privatizzazione del 1985 avrebbe fruttato allo Stato 1.790 miliardi nel 1996, mentre la liquidazione degli anni Novanta ne ha fruttati 2.353, sempre in lire del 1996. Come si vede, la differenza non è poi molto grande: magia dell'interesse composto!

    Se poi consideriamo che tra il 1985 e il 1996 le quotazioni di Borsa in Italia sono pressoché quintuplicate, e che nel 1985 i vincoli imposti all'acquirente sul fronte occupazionale – anch'essi rilevanti per le aspettative di profitto dell'impresa – erano particolarmente stringenti, che si richiedeva il mantenimento della unitarietà della Sme (poi frammentata negli anni Novanta, con il tradizionale apprezzamento da parte dei mercati di queste operazioni) la differenza appare più che spiegata.

    Questo calcolo non include i dividendi che lo Stato ha incassato – la Sme è rimasta in utile in tutto il periodo – o gli apporti di capitale che lo Stato ha effettuato nel decennio in cui la Sme è restata una controllata dell'Iri: ad esempio, a fine 1988 la Sme ha beneficiato di un aumento di capitale per complessivi 87,2 miliardi di Lire… Un raffronto più completo dovrebbe includere anche questi introiti ed esborsi, opportunamente capitalizzati. Ma resta la conclusione che, almeno in linea di prima approssimazione, l'offerta della Buitoni nel 1985 avrebbe comportato un introito per lo Stato di un ordine di grandezza del tutto analogo a quello ottenuto con la liquidazione effettuata negli anni Novanta.

    L'alternativa della Opv

    Questione molto più spinosa da chiarire è se l'offerta fosse inferiore a quella che si sarebbe ottenuta vendendo la società con una procedura alternativa di vendita, e in particolare con un'offerta pubblica di vendita (Opv). In un mercato perfetto, è il mercato azionario a dire quale sia il valore di un'impresa. E vendere la quota di controllo dell'impresa (che è quello che vendeva allora l'Iri) di solito comporta il pagamento da parte dell'acquirente di un premio per il controllo, ovvero di un sovrapprezzo rispetto al valore corrente di Borsa. L'offerta di De Benedetti valutava la Sme a 1.107 lire per azione, a fronte di un prezzo corrente di mercato di 1.275 lire. Inoltre, tenendo conto delle dilazioni accordate per il pagamento di una parte del prezzo, il valore attualizzato offerto allo Stato si aggirava intorno alle 1.000 lire per azione. Sotto questo profilo, si potrebbe pensare che un'Opv sarebbe stata più vantaggiosa.

    In pratica, tuttavia, le cose possono essere più complesse, per almeno due ragioni.

    Innanzitutto, il prezzo di mercato della Sme nel 1985 certamente scontava in qualche misura il successo della privatizzazione, l'apporto di capitale da parte della società acquirente e i guadagni di redditività legati al suo rilancio nell'ambito del nuovo gruppo alimentare. Quindi non è affatto detto che il prezzo di mercato sarebbe stato lo stesso se il Tesoro avesse interrotto le trattative con la Buitoni e avesse annunciato una Opv. In una situazione in cui un'impresa – come la Sme all'epoca – ha necessità di essere ricapitalizzata e ristrutturata, per cui l'acquirente è chiamato a scommettere sulle possibilità di risanamento, il premio di controllo può essere negativo.

    In secondo luogo, massimizzare i ricavi può non essere il solo obiettivo delle privatizzazioni. L'offerta della Buitoni e il suo piano industriale consentivano di mantenere l'unitarietà dell'impresa e di raggiungere potenziali economie di scala, integrando la Sme in un gruppo più grande, il che non sarebbe necessariamente accaduto con una Opv.

    Tutto ciò indica che esistono ragioni plausibili per cui in una privatizzazione lo Stato può voler vendere a un prezzo inferiore a quello di Borsa – come avrebbe fatto a suo tempo Romano Prodi, se la privatizzazione fosse stata completata nel 1985.

    Concludendo…

    Sia a raffronto con la vendita poi avvenuta negli anni Novanta, sia considerando i prezzi delle azioni del 1985, è difficile argomentare che accettare l'offerta della Buitoni nel 1985 avrebbe procurato un danno allo Stato. Tanto è vero che anche le altre offerte, tenuto conto dei termini di pagamento proposti, erano poco superiori a quella indicata nell'accordo Prodi - De Benedetti.

    Un'ultima considerazione è quella dei tempi. Se l'operazione di Prodi fosse andata in porto, la Sme sarebbe stata privatizzata al 1985, invece di restare altri dieci anni nella sfera statale. E l'effetto positivo sulla credibilità della politica di privatizzazioni sarebbe stato probabilmente notevole. Come notevole è stata probabilmente la perdita di immagine del settore pubblico nazionale a fronte di un'Iri che finalmente cercava di vendere qualcosa, e veniva bloccata prima dal Governo, poi dai magistrati.
    http://www.lavoce.info/news/view.php?cms_pk=437

    Scritto da due illustri sconosciuti

    Marco Pagano


    insegna Politica economica presso l'Università di Salerno e dirige il programma di ricerca in economia finanziaria del Centre for Economic Policy Research di Londra. Laureato in giurisprudenza a Napoli e in economia a Cambridge, ha conseguito il dottorato in economia al MIT e ha insegnato all'Università di Napoli e all'Università Bocconi. Dal 1997 al 2001 ha fatto parte del Comitato di Consulenza Globale e Garanzia per le Privatizzazioni. Attualmente è un componente del comitato scientifico della CONSOB e della MTS S.p.A., e del panel di esperti sui servizi finanziari del Parlamento Europeo. È stato consulente della Banca Centrale Europea, della Commissione Europea, della Banca Mondiale e dell'Inter-American Development Bank. Nel 1997 ha ricevuto con Ailsa Röell il BACOB European Prize for Economic and Financial Research. Il suo lavoro di ricerca verte soprattutto su temi d'economia finanziaria. Ha svolto ricerche anche su temi di macroeconomia. Le sue pubblicazioni sono apparse su numerose riviste internazionali

    Carlo Scarpa

    è nato a Parma nel 1961, ha conseguito la laurea in Economia e commercio all'Università di Parma, il Dottorato di ricerca all'Università di Bologna e il D.Phil. in Economia al Nuffield College, Oxford University. E' professore straordinario di Economia Politica presso l'Università di Brescia, dove tiene il corso di Economia Industriale. Insegna anche Industrial Economics and Policy al Master in Economics della Università Bocconi. Ha insegnato e svolto attività di ricerca presso le Università di Oxford, Bologna, Cambridge, la Johns Hopkins University, l'Università Bocconi di Milano, la London Business School e l'Ecole Normale Superieure di Parigi. Ha svolto attività di consulenza presso la Banca d'Italia, la Consob, l'Autorità per l'energia elettrica e il gas e per varie imprese private. E' stato coordinatore scientifico generale dei progetti internazionali "The role and performance of the stock market in transition economies, with particular attention to the Czech Republic and Romania", e "Privatisation and financial markets development", finanziati dalla Commissione Europea. Si occupa di problemi di economia e politica industriale, con particolare riferimento a servizi di pubblica utilità soggetti a regolamentazione pubblica ed alla privatizzazione delle imprese pubbliche.

    Ciao banana, cerca di trovare qualche argomento nuovo su.

    Cristiano

  4. #4
    Registered User
    Data Registrazione
    25 Apr 2004
    Località
    Sacro Romano Impero della Nazione Germanica
    Messaggi
    2,020
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La cariatide di Bella Italia

    Il professor Occultis (complimenti per la definizione !) doveva avere la
    buona educazione di togliersi dai piedi quando il Berty lo ha fatto fuori.
    Poichè è sempre stato un ingordo (sui soldi degli altri), si è fatto sbolo-
    gnare (termine appropriato) a Brussells, dove ha continuato a giocare
    con i suoi alambicchi.
    Si presumeva che dopo Brussells avesse avuto il buon gusto di liberare
    Bella Italia dalla sua inenarrabile nullità politica, invece è lì che sputac-
    chia come il peggior Arafat, dopo non aver mai controllato dove anda-
    vano a finire i soldi degli aiuti EU alla ANP.
    Questi figuri, che sono la disgrazia di Bella Italia, imperverseranno sem-
    pre finchè alla metà della popolazione italiota e all'75 % dei ns colleghi
    del sito "non venga tagliata la testa" in quanto sono tutti Commies.

    O B H - der Oberbefehlshaber

  5. #5
    Registered User
    Data Registrazione
    08 Feb 2005
    Località
    umbria
    Messaggi
    4,361
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da O B H
    Il professor Occultis (complimenti per la definizione !) doveva avere la
    buona educazione di togliersi dai piedi quando il Berty lo ha fatto fuori.
    Poichè è sempre stato un ingordo (sui soldi degli altri), si è fatto sbolo-
    gnare (termine appropriato) a Brussells, dove ha continuato a giocare
    con i suoi alambicchi.
    Si presumeva che dopo Brussells avesse avuto il buon gusto di liberare
    Bella Italia dalla sua inenarrabile nullità politica, invece è lì che sputac-
    chia come il peggior Arafat, dopo non aver mai controllato dove anda-
    vano a finire i soldi degli aiuti EU alla ANP.
    Questi figuri, che sono la disgrazia di Bella Italia, imperverseranno sem-
    pre finchè alla metà della popolazione italiota e all'75 % dei ns colleghi
    del sito "non venga tagliata la testa" in quanto sono tutti Commies.

    O B H - der Oberbefehlshaber
    peccato per lei che quasi 4 milioni di cittadini hanno chiesto che sia lui a guidare la coalizione...questa si chiama democrazia...che le piaccia o meno...capiert?
    passerà la nottata.....

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    18 Dec 2004
    Messaggi
    4,622
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da FreeFlag
    6 : Che cosa è la società di consulting ITALTREND? Qualcuno ne ha sentito parlare?

    http://www.ilfoglio.it/articolo.php?idoggetto=13597
    Non ne ho idea. parlacene tu, visto che quella frase inizia con un "pare che". Pare o siamo certi? E Chris Heaton-Harris le ha fatte poi le domande a Prodi? e Prodi ha risposto?
    Quando si cerca di calunniare bisogna avere molte cartucce da sparare. Ci ragguagli freeflag

    Cristiano

  7. #7
    vae victis
    Data Registrazione
    23 Sep 2005
    Località
    Napoli
    Messaggi
    126,535
     Likes dati
    35,631
     Like avuti
    55,834
    Mentioned
    8495 Post(s)
    Tagged
    171 Thread(s)

    Predefinito

    [QUOTE=FreeFlag]1

    Prodi è una brava persona,ha risanato l'Iri da solo,svendendo le quote che possedeva e grazie alle liquidita'che annualmente gli arrivavano tramite le finanziarie dei governi...lui è un genio...incompreso ma lo è!!!

  8. #8
    email non funzionante
    Data Registrazione
    18 Dec 2004
    Messaggi
    4,622
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    [QUOTE=kingzorc]
    Citazione Originariamente Scritto da FreeFlag
    1

    Prodi è una brava persona,ha risanato l'Iri da solo,svendendo le quote che possedeva e grazie alle liquidita'che annualmente gli arrivavano tramite le finanziarie dei governi...lui è un genio...incompreso ma lo è!!!
    Mi piacciono i tuoi ragionamenti sai? sempre precisi, nel merito. Oggi l'insegnante di recupero e' venuto?

    Cristiano

  9. #9
    morena
    Ospite

    Predefinito

    Il trend di Prodi 01 (22/01/2004)

    di Mauro Bottarelli

    Chris Heaton-Harris, capogruppo del Partito Conservatore britannico al Parlamento europeo, un duro e non fa niente per nasconderlo. Nato nel 1967 a Leicester, enfant prodige del partito nelle natie Midlands, Heaton-Harris sposato con Jayne, ha due figlie, Megan di sette anni e Tess di quattro e un'incrollabile fede nella politica thatcheriana di anti-europeismo viscerale, dove questo termine non significa disprezzo per l'Europa bens per l'euroburocrazia che la governa. Fermamente convinto della necessit di mantenere la sterlina come moneta e dell'intangibilit del principio di sovranit nazionale, Heaton-Harris anche promotore di una campagna tesa a costringere Tony Blair a indire un referendum attraverso il quale il popolo britannico possa democraticamente esprimere il proprio parere sulla futura Costituzione europea, vincolando quindi la politica governativa in ambito Ue alla reale volont della gente (a tal fine ha anche dato vita al sito Internet www.putittothepeople.com).
    Come valuta la leadership europea di Romano Prodi?
    Un mucchio di belle parole e nobili propositi e nessun fatto concreto. Lo scandalo Eurostat qui a provarlo, lo stesso caso Italtrend da me denunciato nell'indifferenza generale ne la conferma. Tutto questo stato reso possibile dalle terribili falle presenti nel sistema che regola la vita dell'Unione europea, una mastodontica burocrazia al cui interno si annidano i germi della scarsa trasparenza e della poca produttivit . Prodi stato costretto ad ammettere l'esistenza di scandali ed errori anche gravi ma nessuno, lui per primo, si preso le responsabilit politiche per l'accaduto. inaccettabile, chi sbaglia deve pagare .
    Forse questa disattenzione in sede europea dettata dal fatto che Prodi ha la testa molto occupata con la campagna elettorale italiana.
    Guardi, devo ammettere che non mi tocca n mi scandalizza pi di tanto il fatto che Romano Prodi possa candidarsi alle elezioni europee o che si occupi della politica italiana utilizzando la sua posizione privilegiata di presidente. Sa perch ? Perch era chiaro fin dal primo giorno, dal suo insediamento, che Prodi avrebbe tenuto il piede in due scarpe. La cosa, poi, ha assunto dimensioni quasi farsesche con l'inizio del semestre di presidenza dell'Italia: da quel giorno anche i ciechi e gli stupidi hanno capito che l'unico intento di Prodi era quello di mettere a segno un punto nella sua lotta politica e personale contro Berlusconi in una chiave che era unicamente di politica interna italiana. Certo, trovo abbastanza irresponsabile e imbarazzante in un momento di grandi problemi e preoccupazioni - interne e internazionali - per l'Europa, che il presidente della Commissione si concentri cos tanto, dando anima e corpo, sulla disputa politica del proprio paese. Il suo odio per Berlusconi pi forte di qualsiasi richiamo al senso di responsabilit e del dovere. Questo, per quanto mi riguarda, rappresenta un limite politico e umano enorme .
    In effetti, appena fallita la Conferenza intergovernativa, Prodi non ha perso tempo per addossarne la responsabilit proprio a Berlusconi.
    Assurdo. Il fallimento della Cig non responsabilit di Berlusconi ma va ricercato nel fatto che la Costituzione dell'Ue rappresenta un enorme passo avanti nel processo di integrazione europea e uno step simile non pu essere calato dall'alto o imposto per ragioni di tempo o di prestigio personale. Forse la gente non sa che la Costituzione garantir un ulteriore, enorme potere di Bruxelles sulla vita dei cittadini dei singoli stati e significher , di fatto, la fine della sovranit nazionale. normale che di fronte a questioni simili gli stati abbiano reso note le proprie perplessit ben prima che iniziasse la Cig: cosa c'entra Berlusconi in questo? Se c' qualcuno che ha reso la situazione ancora pi difficile da risolvere , al limite, questo proprio Prodi che ha insistito con tutti i mezzi per garantire a Bruxelles un ulteriore accorpamento di poteri. E poi, diciamola tutta: sono certo che n Berlusconi n Prodi avrebbero scommesso un centesimo sul successo della Cig. E sa perch ? Perch in fondo era nell'interesse di tutti che andasse a finire cos .
    Lei uno dei pochi inglesi non pregiudizialmente contro Berlusconi: l'Economist invece.
    In effetti nemmeno io so perch l'Economist detesti tanto Berlusconi. Se mi permette un'ipotesi, per , penso che non si tratti di una linea dettata dalle convinzioni liberali in fatto di economia ma di una precisa scelta del direttore e dei giornalisti, un punto di vista personale e nulla pi . Insomma, una questione personale .
    Mr. Heaton-Harris, come anticipato lei ha denunciato per primo la scandalo Italtrend in sede europea: vuole riassumerci brevemente la vicenda?
    Volentieri. A quanto sembra dalle evidenze - ma nonostante le mie molte richieste di chiarimento nessuno si ancora degnato di darmi una risposta ufficiale per confermare oppure smentire - dal 1999, anno in cui Romano Prodi ha assunto la guida della Commissione Ue, Bruxelles ha versato attraverso l'ufficio per la cooperazione 'EuropeAid' 15 milioni di euro (quasi 30 miliardi di vecchie lire, ndr) alla societ italiana di consulting per gli aiuti allo sviluppo Italtrend, azienda con sede a Reggio Emilia al cui interno lavorano soltanto 14 dipendenti .
    Cosa ci sarebbe di strano in questo?
    Nulla, se non che una di questi dipendenti Silvia Prodi, nipote del presidente della Commissione, assunta alla Italtrend dal 1994 e attualmente assistente della direttrice Silvana Garavelli. Nata nel 1977, l'azienda si occupa in principal modo di progetti per la sicurezza degli impianti nucleari nella ex Unione Sovietica e di aiuti alle popolazioni palestinesi nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. (Interpellata al riguardo, Silvia Prodi ha sdegnosamente rigettato le accuse di presunti favoritismi familiari, dicendo che vede lo zio solo una volta all'anno, a Natale e che non ha mai accettato nulla in tutta la vita che derivasse dall'uso del mio cognome . Qualcosa di pi lo si scopre scavando nel suo impegno politico. Silvia ha infatti sostenuto attivamente la campagna elettorale di Antonio Soda, magistrato ed ex consigliere della Corte d'Appello di Bologna, eletto per l'Ulivo nel collegio superblindato 25 di Reggio Emilia. Per ammissione dello stesso zio Romano, poi, si sa che fu proprio Silvia a suggerirgli la nomina di Antonio Di Pietro a ministro dei Lavori pubblici nel 1996, ndr) .
    Un bel conflitto di interessi, quindi?
    Pare proprio di s . Visto anche che su 75 appalti vinti dalla Italtrend, soltanto due hanno avuto un bando di gara normale, mentre gli altri sono stati quasi tutti ottenuti con trattativa diretta. Questo anche perch i sostanziosi contratti del programma Tacis (Assistenza tecnica ai paesi dell'ex Unione Sovietica) - che rappresentano il contributo finanziario dell'Unione Europea a sostegno del processo di trasformazione politica ed economica in atto nelle Repubbliche della ex Urss - sono gestiti direttamente dalla Commissione. In dieci casi di appalto stata seguita una 'procedura ristretta': ovvero una procedura che presuppone la presenza solo di aziende invitate dalla Commissione che possono presentare un'offerta. In ulteriori quattordici casi si seguita la strada dell'accordo 'diretto' firmato da azienda e Commissione. In altri quaranta casi la Italtrend ha vinto 'contratti framework', ovvero stata messa in condizione di competere in una serie di gare d'appalto. Altri otto contratti sono stati assegnati dopo quella che la Commissione chiama 'procedura informale' mentre l'ultimo stato concesso attraverso una 'procedura negoziata'. Probabilmente sar tutto regolare, ma questi particolari per me rappresentano un motivo in pi per esigere grande trasparenza da parte di un uomo che contemporaneamente erogatore di fondi e zio di una delle percettrici di questi fondi comunitari, quindi pubblici .
    In Italia la grande stampa ha ignorato il caso. Che ne pensa?
    molto preoccupante, visto che la stampa svolge un ruolo importantissimo. Io stesso sono venuto a conoscenza del caso attraverso una pubblicazione britannica, European Voice, che pubblic un paio di articoli dai contenuti veramente gravi se confermati. Bene, io come politico voglio solo questo: una conferma o una smentita, la verit insomma. Come presidente della Commissione Ue Romano Prodi dispone di un enorme potere e non deve poterne abusare, non deve utilizzare la sua posizione per scopi personali di questo tipo: non la stessa accusa che lui muove sempre a Berlusconi? Comunque sia, seppur in modo tutt'altro che formale attraverso un portavoce, Prodi ha negato responsabilit : io, comunque, non desisto. Continuo a documentarmi, a investigare sul caso e ad esigere una risposta chiara .
    Niente male come storiella, che ne dite? Ora, poi, a gettare ulteriore mistero su una vicenda dai contorni gi poco chiari ci ha pensato l'interrogazione presentata a Bruxelles dall'eurodeputato della Lega Nord, Mario Borghezio. Secondo il focoso esponente padano, infatti, risulterebbe che l'effettiva propriet della Italtrend sia quantomeno nebulosa. Il socio pi importante dell'azienda emiliana infatti la Necway Trading Limited, societ con sede a Dublin 2, ai civici 24 e 26 della City Quay, presso uno studio di consulenza fiscale e commerciale. Nulla di illegale, per carit , questa scoperta non certo una notitia criminis (noi siamo garantisti, noi). La cosa strana che allo stesso indirizzo, nella bella palazzina con vista sul mare affacciata di fronte all'International Financial Service Center, ha sede la Grant Thornton Irlanda, filiale sull'isola di smeraldo dell'istituto balzato agli onori delle cronache per la contabilit creativa di casa Parmalat. Direttore della Necway Trading Limited Conor Blackwell, socio di Grant Thornton mentre il director operativo, quello che ne segue l'attivit , Paul Joseph Watson, personaggio che risulta risiedere a Port Saint Mary, nell'Isola di Man, noto paradiso fiscale delle Channel Islands. Una ricerca nel sito Internet dell'albo professionale dell'Isola sufficiente per scoprire che di Watson non esiste traccia: non un curriculum, non un documento che lo riguardi. Ma c' di pi . La maggior parte delle operazioni che riguardano l'azienda sono state curate dell'avvocato italiano Sabina Dazzi ma, cercando nel sito Internet della Camera di Commercio di Reggio Emilia, si scopre che della Italtrend s.r.l. non c' traccia nel registro degli iscritti: eppure la sede legale dell'azienda proprio nel capoluogo di provincia emiliano, al 30 di via Raffaello. E ancora, nell'ultimo bilancio certificato dell'azienda figurano garanzie fideiussorie per 36 milioni di euro, tutte fideiussioni a fronte di fondi Ue per contratti di procurement e di assistenza tecnica. In parole povere, la Italtrend non presenta rischi d'impresa: fanno fuori ci che ricevono con le consulenze. E poi, ancora pi strano appare l'asset e la definizione che la Italtrend d di s : Provider di servizi di assistenza tecnica ad istituzioni internazionali e in particolare quale societ qualificata a rendere servizi di supporto nei programmi di cooperazione e sviluppo della Commissione europea nello scenario mondiale . Il tutto, si badi bene, con solo 14 dipendenti! Ripetiamo, questa non una notitia criminis: certo che l'imperativo di trasparenza adottato da Romano Prodi al momento del suo insediamento a Bruxelles per chiudere con la sciagurata era Santer sembra un po' appannato nello slancio... Il triciclo giustizialista del 'facciamoci del bene' non ha nulla da chiedere al riguardo?

    27/10/2005

    evviva!!! che bella combriccola!!

  10. #10
    Hanno assassinato Calipari
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    "Il programma YURI il programma"
    Messaggi
    69,193
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da FreeFlag
    1 : Un incremento di valore da 333 a 2400 miliardi in 9 anni può essere giustificato dall'inflazione?

    2 : Nel 1985 chi prendeva soldi a prestito dalle banche pagava il 5%?

    30/04/1985 : Prodi decide di "vendere" la Sme (che fatturava 2.800 miliardi con 630 miliardi di liquidità) a tal Carlo De Benedetti al prezzo ritenuto congruo (perché stimato dal rettore della Bocconi) di 497 miliardi di cui 104 garantiti da Mediobanca (controllata dall'IRI di cui faceva parte anche la SME) e Imi.

    3 : Perché le inchieste romane su Prodi si sono arenate mentre quelle su Berlusconi (il pirla corruttore di giudici romani) sono al punto in cui sono?

    4 : Perché nessuno si è mai interessato degli altri membri della cordata Sme?

    5 : Perché l'inchiesta del Pool è rimasta a Milano e non è stata trasferita a Perugia, sede competente per le accuse ai magistrati di Roma?
    Non si capisce nulla.

 

 
Pagina 1 di 7 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. domande senza risposta su berlusconi - ci proviamo noi?
    Di salvatoredell'espatrio nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 12-01-14, 21:43
  2. Domande senza risposta
    Di Comprone nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 22-07-13, 19:32
  3. Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 31-05-08, 12:34

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito