Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Il nome del gatto.....

  1. #1
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    Smile Il nome del gatto.....

    Qi Yan allevava un gatto. Ritenendolo eccezionale, si mise a chiamarlo "tigre" in pubblico.
    Un amico gli disse: "E' vero che la tigre è forte, ma è meno straordinaria del drago. Ti suggerisco di cambiare il nome in 'drago'."
    Un altro amico osservò: "E' vero che il drago è più straordinario della tigre, ma riesce a stare in cielo solo appoggiato alle nuvole. Faresti meglio a chiamarlo 'nuvola'."
    Un terzo intervenne: "Le nuvole possono oscurare il cielo, ma un forte vento riesce a disperderle. Da cui emerge che le nuvole non resistono al vento. Dovresti chiamare il gatto 'vento'."
    Un quarto osservò a sua volta: "Quando tira un forte vento, le muraglie riescono a difendersi dalle raffiche, arrestandone il passaggio. Che male potrà far loro il vento? E' bene chiamare il gatto 'muro'."
    Un quinto sentenziò a sua volta: "Anche se il muro è resistente, può essere bucato dai topi al punto da crollare; attaccato da un topo, il muro è impotente. Chiama allora il gatto 'topo'."
    Ma un anziano vicino osservò: "Poveri noi! Perchè cambiare la natura delle cose? E' il gatto a catturare i topi. Chiama il tuo gatto 'gatto'
    e così fu.
    Addio Tomàs
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  2. #2
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    Predefinito

    Belle le storie zen..

  3. #3
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    Predefinito La verità nascosta

    Durante un viaggio nell'ex-Stato di Ji, il re Jing Gong venne in possesso di una brocca dorata. Tolto il tappo vi trovò un documento scritto in rosso che diceva:
    "Consumare solo la metà del pesce, lasciando intatta l'altra, e rinunciare ad un cavallo di infima qualità."
    Jing Gong commentò: "Quest'affermazione è giusta. La prima frase: 'consumare solo la metà del pesce, lasciando intatta l'altra' esprime la ripugnanza per il cattivo odore del pesce, mentre la seconda: 'rinunciare ad un cavallo di infima qualità' la ripugnanza per la lentezza del cavallo."
    Il saggio Yan Zi osservò: "No, la prima frase ci suggerisce di non esaurire le forze e la seconda di star lontano dai villani." Il re gli chiese: "Perché lo Stato di Ji, sebbene in possesso di un documento del genere, alla fine si è estinto?"
    Yan Zi rispose: "Il suo crollo non è immotivato. Ho sentito dire che i saggi diffondono il meglio della loro dottrina tra la popolazione, al contrario lo Stato di Ji ha nascosto la giusta affermazione in una brocca. Agendo in tal modo, come avrebbe potuto non crollare?"
    Addio Tomàs
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  4. #4
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    Predefinito Il ladro e l'imbroglione

    Quando Chen Shugu era signore della cittadina di Pu Cheng nella regione di Jian Zhou, un tale fu derubato. Un certo numero di persone sospette furono arrestate, ma non si riusciva ad individuare il vero ladro.
    Un giocoliere di strada disse allora di avere una campana fatata capace di suonare al tocco dei ladri
    "come è possibile?" disse Chen, "bada che se menti ti punirò"
    Il giocoliere fece spargere la voce della campana capace di individuare i veri ladri, una campana davvero miracolosa. Quindi cosparse una vecchia campana d'inchiostro e la fece portare nel cortile del palazzo e fece riunire tutti i sospetti di fronte, affermando: "Quando chi non ha commesso furti tocca la campana, questa non emette suoni, al contrario, rintocca al contatto dei ladri!"
    Chen guidò tutti i sottoposti ad onorare la campana. Al termine della cerimonia, fece montare una tenda intorno alla campana e dopo un pò, come suggeritogli, fece entrare ad uno ad uno i sospetti affinché toccassero la campana.
    Una volta usciti, controllò le loro mani: in effetti, tutti avevano le mani macchiate d'inchiostro, eccetto uno. Sottoposto a processo, l'uomo con le mani pulite fu costretto a confessare. Infatti, temendo di far rintoccare la campana, non aveva osato toccarla.
    La vecchia campana aveva suonato...
    Addio Tomàs
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  5. #5
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    Predefinito la fortuna..

    Nei pressi della frontiera viveva uno stratega. Un giorno un suo cavallo entrò in una zona abitata da tribù barbare. Tutti vennero dallo stratega ad esprimere simpatia per la sfortunata perdita del cavallo.
    Il padre dello stratega disse con calma: "Chi sa che questo non sia indizio di buona fortuna?"
    Qualche mese dopo, il cavallo perso tornò con un cavallo della tribù barbara. Tutti allora vennero a congratularsi per la buona sorte.
    Il padre dello stratega commentò con la solita calma: "Chi sa che questo non preannunci una disgrazia?"
    Poiché la famiglia possedeva un destriero, il figlio prese ad appassionarsi ai cavalli. Durante una cavalcata cadde a terra, rompendosi una gamba. Gli altri vennero dal padre ad esprimere compassione.
    Anche questa volta l'anziano commentò: "Chi sa che questo non sia una fortuna?"

    Un anno dopo una tribù barbara invase la zona di confine. Tutti i giovani sani muniti di arco e frecce andarono alla guerra. I nove decimi dei giovani morirono sul campo, ma l'anziano e il figlio si salvarono per via dell'invalidità di quest'ultimo.
    Addio Tomàs
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  6. #6
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    Predefinito

    Un esercito marciava contro un altro, due volte più grande di esso, per difendere la propria regione. Il suo generale era ben noto per essere un uomo saggio. Alla vigilia della battaglia, gli fu chiesto di andare al tempio e di lanciare una moneta per sapere se il giorno dopo l'esercito avrebbe vinto il nemico o meno. Il saggio capo della spedizione, al suo ritorno dalla pagoda, tutto raggiante in volto, disse che lo scontro avrebbe avuto esito positivo e così fu.
    In seguito alla vittoria, un soldato si avvicinò al comandante e disse:
    "E' proprio vero che la sorte ci ha aiutati" allora i1l generale rispose: "E' proprio vero che sei nel torto. Perchè, se davvero fosse andata come la moneta aveva predetto, ora il nostro esercito sarebbe distrutto".
    Se quel che noi oggi diremo potrò esser scordato domani stesso, quel che noi oggi faremo resterà per centinaia di anni!

  7. #7
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Timur
    Un esercito marciava contro un altro, due volte più grande di esso, per difendere la propria regione. Il suo generale era ben noto per essere un uomo saggio. Alla vigilia della battaglia, gli fu chiesto di andare al tempio e di lanciare una moneta per sapere se il giorno dopo l'esercito avrebbe vinto il nemico o meno. Il saggio capo della spedizione, al suo ritorno dalla pagoda, tutto raggiante in volto, disse che lo scontro avrebbe avuto esito positivo e così fu.
    In seguito alla vittoria, un soldato si avvicinò al comandante e disse:
    "E' proprio vero che la sorte ci ha aiutati" allora i1l generale rispose: "E' proprio vero che sei nel torto. Perchè, se davvero fosse andata come la moneta aveva predetto, ora il nostro esercito sarebbe distrutto".
    STORIA E STORIELLA

    La storiella (di sapore Zen) riportata da Timur è in realtà probabilmente figlia di un fatto storico ben documentato: la vittoria di Oda Nobunaga nella battaglia di Okehazama, che diede inizio all'unificazione del Giappone sotto gli Shogun, nel 1560.
    Oda Nobunaga decise di attaccare Imagawa Yoshimoto, forte di 25.000 soldati, sebbene il suo esercito fosse numericamente soltanto un decimo di quello avversario.
    Durante la marcia si fermò nei pressi di un tempio e disse ai suoi uomini "Dopo aver visitato il tempio butterò una moneta. Se viene testa vinceremo, se viene croce perderemo. Siamo nelle mani del destino"
    Entrò nel tempio e pregò in silenzio.
    Uscì e gettò una moneta. Venne testa.
    I suoi soldati erano così impazienti di battersi che vinsero la battaglia in sole due ore, aiutati da una provvidenziale pioggia che li aiutò in maniera decisiva.
    Il suo aiutante, dopo la battaglia, disse a Nobunaga:
    "Nessuno può combattere il destino"
    "No davvero" disse Nobunaga, mostrandogli una moneta che aveva testa su tutte e due le facce.



    EiRaku TsuuHou 永楽通宝

    EiRaku TsuuHou è il nome della bandiera che si vede qui sopra.
    Era l'insegna che volle utilizzare Oda Nobunagadella dopo battaglia di Okehazama.
    Come fece a vincerla lo avete appreso poco sopra.
    Infatti EiRaku TsuuHou è anche il nome di una moneta allora assai comune, identica su entrambe le facce, che servì allo strattagemma psicologico di Nobunaga.
    Sistemi assai comuni a tutti i condottieri, valga per tutti il "segno" visto da Costantino prima della battaglia al Ponte Milvio o il trucco di Alessandro il Macedone per sciogliere il nodo di Gordio.

 

 

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