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Discussione: Come in Val di Susa

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da senhor soares
    a parte che lo scopo di iRS non è quello di fare paura, ma poi con chi dovremmo dialogare? con quelli che le basi ce le hanno lasciate per decenni e adesso cercano di far credere che lottano contro di esse? no, la lotta c'è, è pacifica e nonviolenta ma ferma e senza compromessi.
    Totalmente d'accordo.
    Ma aggiungerei una buona rinfrescata di memoria: quando iRS ha indetto la manifestazione che ha portato 1200 persone a Palau e poi 600 sull'isola di Santo Stefano davanti alla base americana, ha "aperto" la presenza a chi ne condivideva lo spirito. IRS lo ha fatto non senza travaglio e dopo molteplici discussioni interne. Alla fine, diciamo così, ha fatto credito a questa strabordante "voglia di unità" che tutti invocano e ha scelto di mettere la propria idea e la propria capacità strategica (chi altri sarebbe riuscito ad eludere tutto il sistema d'ordine fatto per impantanarci o per provocare scontri che ci avrebbero delegittimato?) al servizio di tutti: prova ne sia l'intervento, giusto per fare qualche nome, della preseidentessa della provincia gallurese, Pietrina Murrighile (che non ècerto di iRS) e quello degli attivisti di A Manca po s'indipendentzia. Ebbene: chi altro si è presentato? chi è accorso? dove sono questi fantomatici "altri" che credono e agiscono come noi? perché non c'erano? erano impegnati in piani molto più intelligenti? o stavano progettando durissime azioni che finalmente faranno vedere che anche i sardi sanno picchiarsi con la polizia? e se sono finalemnte pronti, si presenteranno in 10 come certe manifestazioni "unitarie" a Cagliari e dintorni o verranno incravattati come i 15 rappresentanti sardisti a Roma?

    Cioè, in breve, fateci capire: cosa volete da noi? volete lamentarvi perché eravamo solo 1200? fate pure...

    Io non ho dubbi che se iRS continuerà sulla sua strada fra qualche anno avremo manifestazioni sempre più grandi e sempre più popolari. così come non ho dubbi che se in Sardegna la gente non solo non si mobilita, ma addiritura si mobilita "contro", non è causa di iRS che esiste da 3 anni, ma della cappa mortifera che l'autonomismo unionista (in più modi rivestito e praticato) e un indipendentismo ambiguo e poco coerente ha calato sulla Sardegna.

    Per concludere: se qualcuno freme per guadaganrsi un pò di visibilità a basso prezzo la via è chiara. Oggi il mondo è dominato dalla violenza: la violenza è il mezzo di comunicazione più semplice ed efficace, la violenza è diventata il linguaggio comune a dominanti e dominati, la violenza è il modo più comodo per farsi visibili e ottenere pagine sui giornali.
    Allora, se qualcuno vuole usare questo metodo, invece di venire a chiedere a iRS di fare ciò che a noi non interessa, lo metta in pratica per conto suo.
    Io non mi fido di quelli che chiedono ad altri di fare quello che loro da soli non fanno.
    Noi siamo qui per far prendere coscienza ad un popolo del suo (poter) essere nazione, del suo diritto all'indipendenza, ad una vita ed una società più giusta.
    Solo così questo popolo acquisirà il coraggio di agire per le cause che noi riteniamo giuste.
    Per arrivare a questa meta continueremo ad utilizzare i modi che sono più conformi al nostro percorso e ai principi che ci ispirano.
    Noi siamo i primi a volere un popolo unito, ma non fintamente e in modo sostanzialmente anti-indipendentista, come ad es. nella manifestazione di Roma per le entrate fiscali (ricordo a chi non c'era che l'inno della manifestazione era quello della Brigata Sassari...).

    La fretta e la disperazione sono delle bruttissime consigliere. Evitiamo di rimandere intrappolati nelle loro maglie.

    Con amicizia
    Franciscu Sedda

    ps: vale il principio per cui per fare una lotta unitaria bisogna avere un linguaggio unitario, un linguaggio proprio. E un linguaggio si conquista, cambiando se stessi prima di voler cambiare gli altri, dunque, evitiamo almeno di chiamare ciò che riguarda l'Itala il "livello nazionale": perché se no non sono più nemmeno sicuro che noi che ci dovremmo unire siamo tutti per la stessa nazione.

  2. #12
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    ...l'è dura!

    ajòòòòòòòòòòòòòòòòòòòò!

  3. #13
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    Associazione di volontariato Idra

    iscritta al Registro Regionale del Volontariato della Toscana per la promozione e la tutela del patrimonio ambientale e culturale

    indirizzo postale: Via Giano della Bella, 7 - 50124 FIRENZE; e-mail idrafir@tin.it

    Tel. e fax 055.233.76.65; Tel. 055.48.03.22, 320.16.18.105; Tel. e fax 055.41.04.24

    web http://associazioni.comune.fi.it/idra/inizio.html; www.idra.dadacasa.supereva.it

    sede: Via Vittorio Emanuele II, 135 - 50134 FIRENZE



    totale n. 5 pagine di testo + n. 16 allegati

    trasmessa anche via e-mail

    Firenze, 24.11.'05



    Alla Presidente della Giunta Regionale del Piemonte

    Piazza Castello 165

    10122 TORINO

    presidente@regione.piemonte.it



    Al Presidente della Giunta provinciale di Torino

    Via Maria Vittoria, 12

    10123 TORINO

    antonio.saitta@provincia.torino.it



    Al Sindaco di Torino

    Piazza Palazzo di Città 1

    10122 TORINO

    urc@comune.torino.it





    per conoscenza:



    Ai Sindaci dei Comuni della Val di Susa

    Al Presidente della Comunità Montana Alta Valle Susa

    Al Presidente della Comunità Montana Bassa Val Susa e Val Cenischia



    LORO SEDI







    OGGETTO: Progetto di linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione: Rapporto Toscana, memoria sulle conseguenze economiche e ambientali delle modalità di progettazione, approvazione e esecuzione del sottoattraversamento appenninico per la costruzione della linea ferroviaria ad Alta Velocità Bologna-Firenze.







    Gentili Presidenti, gentile Sindaco,



    apprendiamo dalla stampa che il prossimo 30 novembre dovrebbero avere inizio, in località Venaus, le operazioni di recinzione dei terreni interessati dalla realizzazione del cunicolo esplorativo di 7 chilometri propedeutico alla realizzazione della ipotizzata nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione.

    Questo momento viene ad assumere un’elevata valenza simbolica, specie dopo la civile ed argomentata opposizione largamente espressa dalle popolazioni della Val di Susa per le rilevanti controindicazioni ambientali e per i dubbi sulla stessa efficacia trasportistica dell’opera, sulla sua ipotizzata redditività e sulla reperibilità delle risorse finanziarie italiane ed europee, si teme di provenienza esclusivamente pubblica, necessarie a realizzarla.

    È per questo motivo che ci è tornato alla memoria il maggio 2003: all’epoca i parlamentari francesi furono chiamati ad approvare il progetto di sottoattraversamento delle Alpi al quale ci siamo appena riferiti.

    In quella occasione, la nostra associazione volle documentare al Parlamento transalpino, tramite una memoria corredata da undici allegati, le condizioni e le conseguenze della cantierizzazione per la analoga linea ferroviaria ad Alta Velocità all’epoca in corso di costruzione sotto l'Appennino tosco-emiliano fra Bologna e Firenze. Abbiamo ricevuto da parlamentari d’oltralpe riscontri positivi a quella segnalazione. Perciò stimiamo opportuno mettere anche a Vostra disposizione - nell’odierno contesto di “verifica di fattibilità” nel quale si inserisce il progetto di scavo del tunnel di Venaus - un dossier aggiornato sull’esperienza davvero non esemplare della cantierizzazione TAV in Toscana, perché possa contribuire a evitare all'erario nazionale, nonché alle economie, agli ambienti e alle popolazioni soggette alle interferenze della cantierizzazione proposta, il rischio di subire i danni e le sofferenze drammaticamente attestati nella nostra regione, oggetto di un importante procedimento penale, attualmente in corso presso il Tribunale di Firenze.

    La descrizione, per quanto sommaria, del modello di approvazione e di esecuzione dell'opera come esso risulta dall'esperienza toscana potrà esserVi utile, auspichiamo, a evitare il rischio che possa risultare alla fine debole e perdente l’azione delle autorità pubbliche centrali e locali, anche in presenza della regolarità delle procedure amministrative sulla base delle quali sono assunte le decisioni.

    Il caso Toscana mostra infatti quale e quanta cura sia necessario prodigare al momento delle scelte laddove si vada a incidere su un tessuto di beni, interessi e bisogni collettivi così importanti come quelli di un’intera vallata (ieri il Mugello, oggi la Val di Susa), in un contesto di forte, motivato e civile coinvolgimento popolare. In Mugello, col senno di poi, ogni amministratore intellettualmente onesto dovrebbe oggi ammettere che le popolazioni che avversavano la progettazione TAV poi cantierizzata avevano ragione.

    Facciamo in modo - questo auspichiamo dunque - che non si abbia un domani a dover tirare anche in Piemonte lo stesso umiliante bilancio: quello per cui le autorità pubbliche non hanno saputo adeguatamente tutelare la comunità da loro guidata, il bene pubblico e le risorse ambientali non rinnovabili, di cui tutti siamo solo i custodi, e non i proprietari.

    Dal 2003 a oggi, peraltro, la situazione della finanza pubblica nel nostro Paese si è sensibilmente criticizzata: il debito pubblico è andato ad attestarsi su livelli record. EUROSTAT, Istituto di statistica e controllo di bilancio della UE, ha messo in mora per deficit eccessivo i conti pubblici del nostro Paese anche a seguito della emersione nei conti pubblici della gigantesca spesa TAV, dando al nostro Paese la scadenza del 2007 per il raggiungimento del necessario riequilibrio.

    Per tutti questi motivi abbiamo perciò aggiornato il "Rapporto Toscana" di Idra a suo tempo realizzato per il Parlamento francese, e Ve lo trasmettiamo.

    Il documento è articolato per punti, e dettaglia le dilatazioni esponenziali dei tempi e dei costi di costruzione, le conseguenze economiche e ambientali locali, gli effetti sanitari, i risvolti giudiziari.



    Restiamo a Vostra disposizione per ogni eventuale esigenza di approfondimento, rinviandoVi sin da ora alla documentazione pubblicata sui siti internet dell'Associazione:

    · http://associazioni.comune.firenze.it/idra/inizio.html;

    · www.idra.dadacasa.supereva.it.





    Il vice presidente Pier Luigi TOSSANI

    Il presidente-portavoce Girolamo DELL'OLIO





    In allegato: Associazione di volontariato Idra, Rapporto Toscana, 24.11.’05 (n. 3 pagine e n. 16 allegati).







    Associazione di volontariato Idra

    iscritta al Registro Regionale del Volontariato della Toscana per la promozione e la tutela del patrimonio ambientale e culturale

    indirizzo postale: Via Giano della Bella, 7 - 50124 FIRENZE; e-mail idrafir@tin.it

    Tel. e fax 055.233.76.65; Tel. 055.48.03.22, 320.16.18.105; Tel. e fax 055.41.04.24

    web http://associazioni.comune.fi.it/idra/inizio.html; www.idra.dadacasa.supereva.it

    sede: Via Vittorio Emanuele II, 135 - 50134 FIRENZE







    Progettazione, approvazione e cantierizzazione

    della linea ferroviaria ad Alta Velocità

    sotto l'Appennino fra Bologna e Firenze:



    RAPPORTO TOSCANA



    24.11.’05



    contributo informativo

    a beneficio della Regione Piemonte, della Provincia di Torino e del Comune di Torino





    I tempi di realizzazione

    Il primo contratto per la costruzione della tratta Bologna-Firenze della linea ferroviaria ad Alta Velocità Milano-Napoli è stato siglato nel 1991, quando l'Ente Ferrovie dello Stato ha attribuito a TAV SpA (la Società istituita per la realizzazione delle nuove linee veloci) la concessione per la progettazione esecutiva, la costruzione e lo sfruttamento economico delle linee ad Alta Velocità Milano-Napoli e Torino-Venezia. Il primo cantiere è stato inaugurato nel luglio 1996. Secondo i programmi annunciati sulla base dei progetti esecutivi approvati un anno prima, nel luglio 1995, la linea (73,3 km di gallerie sotto l'Appennino tosco-emiliano su 78,5 km totali) sarebbe dovuta entrare in esercizio all'inizio dell'anno 2003 (Allegato 1). Al giorno d'oggi (novembre 2005), non sono tuttavia ancora completate neppure le operazioni di scavo (sono in corso di esecuzione interventi aggiuntivi; nella galleria di Firenzuola, per un tratto la cui lunghezza non risulta ancora determinata, è in corso addirittura la demolizione del rivestimento definitivo e il rifacimento della galleria stessa). I progetti relativi al tratto terminale verso Firenze della linea Bologna-Firenze (denominato "Variante Firenze Castello") sono stati approvati nel luglio 1998, e la relativa cantierizzazione è iniziata nel giugno 1999 (Allegato 2). Gli ultimi aggiornamenti del sito ufficiale della TAV SpA (Allegato 3) forniscono la data del 2008 come "tempi di attivazione" della tratta Bologna-Firenze, nodi urbani esclusi.



    I costi di costruzione

    I costi per la costruzione dell'intera tratta Bologna-Firenze, sulla base del contratto firmato nel 1991, avrebbero dovuto ammontare a circa 2.100 miliardi di lire, equivalenti a circa 1.100 milioni di euro (Allegato 4). Oggi i costi risultano lievitati a 5.200 milioni di euro (Allegato 3).

    In un'intervista al quotidiano La Nazione (Allegato 5), il presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici Aurelio Misiti si è peraltro dichiarato - lo scorso ottobre 2001 - indisponibile a firmare il collaudo dell’opera in assenza della galleria parallela di sicurezza, di cui il tunnel è tuttora privo per 60 km nonostante le reiterate segnalazioni alla magistratura e alle più alte cariche pubbliche (Ministri dell’Ambiente, dell’Interno e dei Trasporti, sottosegretari, Servizio di protezione civile, Presidenti della Repubblica). L’adeguamento agli standard di sicurezza richiederà, secondo il prof. Aurelio Misiti, un ulteriore investimento compreso fra il 30% e il 40% del costo dell’opera. Va da sé che l’adeguamento provocherebbe anche un ulteriore aggravio del già pesante impatto ambientale e sociale.

    L'architettura contrattuale proposta per l'opera nel 1991 prevedeva - per i circa 1.100 milioni di euro stimati necessari - un finanziamento al 60% privato e al 40% pubblico. Sulla base della presunta maggioranza del finanziamento privato la TAV SpA ha affidato alla FIAT SpA l'esecuzione dei lavori a trattativa privata. A agosto 1997 il Ministro dei Trasporti Claudio Burlando ammetteva tuttavia che nella TAV SpA "finora i privati i soldi non li hanno messi" (Corriere della Sera, 7.8.'97). A marzo 1998 veniva annunciato infine il riacquisto dell'intera TAV SpA da parte della Società per Azioni Ferrovie dello Stato, a capitale interamente pubblico.



    Le conseguenze economiche e ambientali locali

    Danni agli acquiferi dell'Appennino sono stati documentati nella provincia di Firenze già a partire dal 1997. Nell'estate del 1998 sono risultate intercettate e essiccate le sorgenti che approvvigionavano la rete idrica pubblica di Visignano e quella privata di Castelvecchio, nel Comune di Firenzuola. Sono stati contemporaneamente registrati prosciugamenti di corsi d'acqua superficiali con moria di trote e crostacei.

    Non è dato sapere se interferenze con la falda abbiano avuto luogo in precedenza in ambienti non antropizzati, dal momento che mancano i dati di monitoraggio ante operam: la messa a punto e l'esecuzione dei piani di monitoraggio sono state infatti affidate alla stessa TAV SpA che - secondo quanto hanno attestato verifiche istituzionali successive - ha omesso di monitorare ampie fasce di territorio rivelatesi poi seriamente vulnerate dai lavori di scavo per il tunnel ferroviario.

    A partire dal 1998 - in ogni caso - le intercettazioni della falda freatica si sono fatte sempre più gravi e frequenti (Allegato 6), accompagnate da frane, allagamenti, sversamenti di acque inquinate in alvei di torrenti, lesioni a fabbricati, cedimenti o sprofondamenti di terreni. Più volte l'Osservatorio Ambientale nazionale - solo in ritardo posto in grado di operare dal Ministero dell'Ambiente - si è trovato costretto a deliberare (nonostante la compresenza in esso di organi controllori e società controllate, ciascuno con potere di veto) la richiesta di sospensione delle attività di cantiere, e ad ammettere le gravi lacune riscontrate nei progetti. Soltanto nel 2002, peraltro, un finanziamento pubblico mirato ha permesso di quantificare - attraverso una ricerca affidata al prof. Giuliano Rodolfi, ordinario di Geografia Fisica e Geomorfologia presso l'Università degli Studi di Firenze, una volta resi disponibili i dati di monitoraggio rilevati da TAV - la mole globale del danno idrico prodotto dalla cantierizzazione TAV sul versante toscano della tratta Bologna-Firenze: entro maggio 2002 sono risultati interferiti 45 milioni di metri cubi di preziosa acqua di montagna (Allegato 7), per effetto di processi di abbattimento dei livelli di falda stimati come probabilmente irreversibili. Ad aprile 2004 risultavano interferiti circa 90 milioni di metri cubi d’acqua (Allegato 8). A novembre 2005, per quanto è stato possibile apprendere dallo stesso prof. Rodolfi, il quantitativo totale di acqua drenata dalle gallerie ammonta ad almeno 115 milioni metri cubi. L'emorragia idrica è tuttora in corso: fuoriescono dai cantieri TAV del versante toscano della tratta circa 570 litri di acqua al secondo (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana,ARPAT, 13.7.’05, Allegato 9), in un contesto di impatti descritto dall’ARPAT nella cartografia allegata (aggiornamento a luglio 2005) (Allegato 10).

    A titolo di esempio, si documenta qui lo stato del torrente Veccione (completamente secco, Allegato 11), a Casetta di Tiara, fra Firenzuola e Palazzuolo sul Senio (FI), in un Sito di Importanza Comunitaria (SIC 38 “Giogo – Colla di Casaglia”), pochi metri prima della confluenza col torrente Rovigo (Allegato 12), vivo e zampillante.

    Non sono stati a oggi attivati studi sistematici e continuativi in grado di monitorare, calcolare e prevedere gli impatti ambientali globali sugli ecosistemi montani e collinari del Mugello e del Monte Morello (alle porte della città di Firenze). Ma un recente studio condotto da ARPAT e CNR di Pisa (“Progetto di caratterizzazione geochimico-isotopica delle acque sotterranee del sistema idrogeologico di Marzano-Osteto”, http://www.rete.toscana.it/sett/pta/...caricabile.htm) ipotizza che si siano intaccate riserve idriche profonde (da qualche tempo infatti in alcune aree del Mugello non si rileva un’evidenza di impatti in superficie corrispondenti all’entità delle perdite in galleria).

    Alle comunità residenti via via colpite dalla crisi idrica, l'acqua è stata restituita prima con le autobotti, poi con nuove reti acquedottistiche che hanno sostituito l'erogazione di acqua di montagna in caduta con acqua pompata dal fondovalle (Allegato 13: tubo che attraversa il bosco sotto il Giogo per alimentare con acqua pompata dalla galleria TAV la sorgente essiccata de La Rocca, da cui si approvvigionava l’acquedotto del Comune di Scarperia, in provincia di Firenze), dotata ovviamente di peggiori qualità organolettiche, a prezzo di un dispendio energetico ed economico permanente, e dell'inquinamento ambientale ad esso correlato. Danni economici consistenti non temporanei sono stati arrecati - oltre che alle comunità colpite dalla crisi di approvvigionamento idropotabile - anche alle specifiche categorie economiche che sulla disponibilità di acqua fondano le proprie attività (imprese agricole, latteo-casearie e zootecniche).

    Nel luglio 2002 è stato firmato tra le Regioni Toscana e Emilia Romagna, i Ministeri dell'Ambiente e dei Trasporti, RFI e TAV un accordo, comunemente chiamato “Addendum”, che prevede l'impegno di ulteriori 53 milioni di euro, ancora una volta pubblici, per far fronte alle conseguenze ambientali della cantierizzazione.

    Dal 1998 sono attestate inoltre gravi forme di inquinamento dei corpi idrici ricettori dei derivati delle lavorazioni di cantiere (fango, polveri, inquinanti chimici), sottoposti a misure insufficienti di depurazione. Si tratta di fiumi e torrenti già dotati di un elevatissimo indice di qualità biotica, che scorrono in aree particolarmente pregiate, proposte all'Unione Europea dalla Regione Toscana quali Siti di Importanza Comunitaria in base alla Direttiva 92/43/CEE "Habitat" finalizzata alla tutela di "habitat naturali e aree significative per la presenza di specie animali e/o vegetali di interesse comunitario": le acque di questi fiumi o torrenti sono precipitate dalla classe di qualità I alla classe di qualità IV degli indici I.B.E. (Indice Biologico Esteso); in qualche caso si è giunti fino alla morte biologica, caratterizzata dalla scomparsa di ogni forma di macroinvertebrato, al punto da non poter procedere alla stessa classificazione I.B.E. (Allegato 14).

    Palesi, infine, le conseguenze della cantierizzazione (discariche, cementificazione, creazione di infrastrutture stradali di supporto ai cantieri o “compensative”), e dell'opera stessa, sulla qualità paesaggistica dell'ambiente collinare storicizzato dell'Alto Mugello, del Mugello e delle pendici del Monte Morello.

    Gli esiti di un'inchiesta svolta dalla Procura della Repubblica di Firenze hanno prodotto nel giugno 2001 il sequestro di un cantiere, di sette cave e di otto depositi strategici per la cantierizzazione TAV in Toscana: numerosi esponenti del consorzio di imprese-guida e titolari di ditte impegnate nei lavori in appalto sono stati indagati e rinviati a giudizio per svariati reati di inquinamento ambientale (ad esempio: gestione abusiva di discariche di inerti con conferimento di materiali di scavo contaminati; smaltimento, trasporto e recupero non autorizzati di rifiuti; omessa attivazione delle procedure di bonifica; truffa ai danni della Regione Toscana; danneggiamenti di acqua di falda nella coltivazione delle cave; stoccaggi provvisori non autorizzati di rifiuti speciali). L'inchiesta si è sviluppata anche intorno alle evidenze di depauperamento delle risorse idriche e di inquinamento dei corpi idrici. I processi legati alle due inchieste sono stati unificati in un unico procedimento. 59 persone sono state rinviate a giudizio. Il processo è in corso dal novembre 2004 presso il Tribunale di Firenze, con udienze programmate fino al prossimo luglio 2005.



    Le conseguenze sanitarie

    La cantierizzazione TAV ha prodotto conseguenze nefaste sulla qualità della vita e la salute delle popolazioni residenti in prossimità dei cantieri o lungo la viabilità utilizzata dai mezzi pesanti legati alle attività di cantiere (Allegato 15). In assenza di un piano specifico di monitoraggio e di tutela della salute e della qualità della vita dei cittadini residente, non è tuttavia possibile disporre, a oggi, di dati statistici obiettivi al riguardo. Si è reso comunque necessario trasferire in corso d'opera gruppi di residenti dalle proprie abitazioni in siti alternativi.

    La presenza di un servizio istituzionale di vigilanza pubblica per la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro ha permesso di attestare (ma solo in parte di mitigare) le condizioni di pesante sofferenza fisica, psicologica e sociale in cui sono stati e sono tuttora costretti a operare i lavoratori dei cantieri, per l'effetto combinato dei ritmi di lavoro usuranti (fino a 48 ore settimanali notturne in galleria, con cambiamenti di turno sulle 24 ore giornaliere ogni settimana), delle condizioni ambientali altamente inquinanti (Allegato 16), della segregazione sociale in campi base spesso lontani dai paesi e non collegati da servizi con le comunità ospiti.

  4. #14
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    sa primu arràdiu indipendentista in s'arretza, www.radioindipendentzia.net
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    Predefinito Questa ci arriva dalla newsletter dei Lou Dalfin gruppo musicale occitano

    A Venaus stanotte Gianni era insieme a Carlo Grande, giornalista de La Stampa. Ecco il suo racconto. Divulgate, se volete.

    Ciao a tutti,

    Cristina Ferro

    Gianni Ascheri

    6 dicembre 2005

    La testimonianza di Carlo Grande, giornalista de La Stampa

    VENAUS. Questa notte ero dentro il presidio Anti-TAV e ho visto con i miei occhi quello che è successo: poco dopo le 3.30 celerini, polizia e carabinieri sono arrivati in forze (almeno cinquanta tra furgoni e camionette, più di 500 persone, a occhio e nella concitazione del "momento", che è stato lunghissimo), hanno caricato e picchiato a sangue freddo ragazzi e anziani. Uno stava dormendo, era avvolto nelle coperte e sdraiato per terra, un'altra, il tipo più imbelle che abbia mai conosciuto, con un collare medico al collo, colpita in fronte, sanguinante, un anziano, avrà avuto settant'anni, buttato per terra e picchiato.



    Ci hanno chiusi nella baracca che la gente usava per scaldarsi, mi hanno tenuto lì quasi un'ora - la tensione era altissima e c'erano feriti - nonostante dicessi che ero giornalista. E' arrivato il sindaco di Venaus, ho chiesto ancora di uscire e mi hanno fatto andar via. Gli altri sono rimasti lì fino a stamattina alle sette, mi hanno detto che hanno ancora caricato.



    A parte TUTTE le altre considerazioni, che sono tante, dico solo una cosa: NON C'ERA BISOGNO DI PICCHIARE, NON C'ERANO FACINOROSI, NON "CI SONO STATI "SCONTRI", "TAFFERUGLI", MA UNA CARICA CON PESTAGGI, MANGANELLATE su persone che non opponevano resistenza fisica, ma solo tende, qualche fuoco per scaldarsi, stufe a legna. In quelle ore lo Stato e la democrazia sono state una parola vuota.

    carlo.grande@lastampa.it





    TORINO - La resistenza dei manifestanti ''e' stata superata dalle forze dell'ordine senza l'effettuazione di alcuna carica''. Lo afferma in una nota il Viminale sottolineando che ''negli inevitabili contatti con i manifestanti si sono verificati comunque incidenti con alcuni contusi e lievi feriti da entrambe le parti''. Tra i manifestanti, prosegue il Viminale, c'erano anche ''antagonisti anarchici''.
    Staff Radio Indipendentzia
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  5. #15
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    Predefinito

    ci mettono in mezzo gli anarchici anche quando non ci sono. fa tanta gazzosa
    pottàda sa conca scetti po ci passillai is piusu

  6. #16
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    Predefinito A Sedda

    "..e un indipendentismo ambiguo e poco coerente ha calato sulla Sardegna."
    Concordo con lo spirito e la volontà di voler espandere da parte di Irs i termini della lotta, progressivamente e con pazienza.
    Ma sono troppo evidenti dei sottili antagonismi, manifesti da frasi quali quella sopra riportata.
    Se dovessi dare un'analisi politica su tale interpretazione, sarebbe ovvio dover riconoscere che se di ambiguità si parla, alcuni modelli superati hanno manifestato tale ambiguità con strategie non lontane a noi nel tempo, strategie che non hanno pagato.
    Ma in tutto il loro percorso non vi è mai stata, esclusa tale recente strategia, una mancanza di coerenza nel loro operato.
    L' obiettività impone la verità oltre la propaganda.
    Quando dico che Irs sul piano della strategia politica non ha innovato nulla, non mi pare di dire fesserie:
    Corsa solitaria nel panorama politico, analoghe iniziative su determinate tematiche.
    Ha solo introdotto un nuovo percorso sulla base di una differente interpretazione dei principi e dei presupposti che muovono il movimento.
    Quì stà la vera innovazione.
    In politica tra i 2 fattori corrono abissali differenze.
    La coerenza non è sufficiente a spiegare il successo di 1200 persone, o non si spiegherebbe come mai in passato non si è riusciti ad espandere il consenso.
    Irs ha il grande merito di unire ad una nuova intepretazione della lotta (come detto) personalità di grande spessore che in una nuova veste autonoma hanno saputo porsi con un volto più carismatico, più partecipativo.
    Una strutturazione più efficente dovuta a vari aspetti (che non stò quì ad elencare) ha apportato nel suo insieme a questi risultati.
    E di questo dobbiamo essere grati a lei e a personalità come Sale, uniti alla passione di molti attivisti e simpatizzanti, mossi anche dalla novità del movimento.
    Quanto durerà l'espansione?
    Speriamo non si fermi.
    Quello che è certo ora è che da un 1,1% di consensi non ci si può cullare sugli allori e fregiarsi del titolo di 1o partito indipendentista.
    Mai vendere la pelle dell'orso prima di averla presa, la percentuale è ancora bassissima e a livello politico non è un dato di rilievo rispetto a strategie passate.
    Sò di apparire antipatico ma prediligo le vie prudenziali, spero Irs persegua ad oltranza sul lavoro di incrementazione dei suoi contenuti politici e dei programmi che saranno il presupposto per l'avvio di iniziative popolari sempre più coinvolgenti.

    Chin amistade,
    Repubricanu

  7. #17
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    Ricordo bene della manifestazione di Palau. E non voglio che si pensi che io sto attaccando IRS.
    Non sono contro Irs, ma contro una situazione che non mi piace.
    Riguardo alla manifestazione di Palau, inoltre non concordo pienamente. L'ha organizzata Irs ed era mossa da idee quali quella dell'indipendenza. Per cui era ovvio che partiti italiani, non avrebbero partecipato. E' stata un successo, ma solamente per Irs alla fine. Perchè non se n'è parlato neppure più di tanto...
    Io sto proponendo di riunire tutti coloro che si oppongono alle basi intorno a un tavolo e decidere un comune metodo di lotta ("el pueblo unido jamas sera vencido" cantavano gli Intillimani).
    Se non accettate i consigli fate pure, ma ricordatevi che un partito non deve mai fare di testa propria, ma ascoltare, per lo meno, la gente che rappresenta.
    Quindi non mi si venga a dire cose come: "Allora, se qualcuno vuole usare questo metodo, invece di venire a chiedere a iRS di fare ciò che a noi non interessa, lo metta in pratica per conto suo.
    Io non mi fido di quelli che chiedono ad altri di fare quello che loro da soli non fanno.
    ". Se realmente è questo lo spirito di Irs, saluto gentilmente e me ne vado.
    Vorrà dire che mi sono sbagliato e che Irs non è un partito che può rappresentarmi.
    E non mi si venga più a parlare di lotta alle basi... perchè così mi viene solo da ridere...

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da franciscu sedda
    Totalmente d'accordo....
    Per concludere: se qualcuno freme per guadaganrsi un pò di visibilità a basso prezzo la via è chiara. Oggi il mondo è dominato dalla violenza: la violenza è il mezzo di comunicazione più semplice ed efficace, la violenza è diventata il linguaggio comune a dominanti e dominati, la violenza è il modo più comodo per farsi visibili e ottenere pagine sui giornali.
    Allora, se qualcuno vuole usare questo metodo, invece di venire a chiedere a iRS di fare ciò che a noi non interessa, lo metta in pratica per conto suo.
    Io non mi fido di quelli che chiedono ad altri di fare quello che loro da soli non fanno.
    .


    ....ma itte b'intrat custa cosa chin sa lotta de val di susa?...o est riferita a issa?...ca si lu est mi paret chi sa visibilità l'ana chircata sos atteros
    adiosu

  9. #19
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    Ciao carissimo franciscu,x quel poco ke ti conosco sei una persona degna della mia stima!ma queste parolle le ritengo un po pesanti...
    (Io non mi fido di quelli che chiedono ad altri di fare quello che loro da soli non fanno.)
    nessuno ha detto armiamoci e partite,Dvide nn ha detto questo e neanke io.. io da quando sono nel IRS sono sempre stato a fianco a voi...
    perciò nn vi e stato kiesto dai fare voi, noi seremo stati al vostro fianco...come sempre.

    con amicizia Angheleddu Corso

  10. #20
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    P.s.ricordatevi Ke Da Soli Nn Si Arriva Mai Da Nessuna Parte,l'unione Fa La Forza.e L'irs Sta Diventando Forte Xkè Sta Trovando Questa Unione...
    Con Amicizia Ciao A Tutti...

 

 
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