Totalmente d'accordo.Originariamente Scritto da senhor soares
Ma aggiungerei una buona rinfrescata di memoria: quando iRS ha indetto la manifestazione che ha portato 1200 persone a Palau e poi 600 sull'isola di Santo Stefano davanti alla base americana, ha "aperto" la presenza a chi ne condivideva lo spirito. IRS lo ha fatto non senza travaglio e dopo molteplici discussioni interne. Alla fine, diciamo così, ha fatto credito a questa strabordante "voglia di unità" che tutti invocano e ha scelto di mettere la propria idea e la propria capacità strategica (chi altri sarebbe riuscito ad eludere tutto il sistema d'ordine fatto per impantanarci o per provocare scontri che ci avrebbero delegittimato?) al servizio di tutti: prova ne sia l'intervento, giusto per fare qualche nome, della preseidentessa della provincia gallurese, Pietrina Murrighile (che non ècerto di iRS) e quello degli attivisti di A Manca po s'indipendentzia. Ebbene: chi altro si è presentato? chi è accorso? dove sono questi fantomatici "altri" che credono e agiscono come noi? perché non c'erano? erano impegnati in piani molto più intelligenti? o stavano progettando durissime azioni che finalmente faranno vedere che anche i sardi sanno picchiarsi con la polizia? e se sono finalemnte pronti, si presenteranno in 10 come certe manifestazioni "unitarie" a Cagliari e dintorni o verranno incravattati come i 15 rappresentanti sardisti a Roma?
Cioè, in breve, fateci capire: cosa volete da noi? volete lamentarvi perché eravamo solo 1200? fate pure...
Io non ho dubbi che se iRS continuerà sulla sua strada fra qualche anno avremo manifestazioni sempre più grandi e sempre più popolari. così come non ho dubbi che se in Sardegna la gente non solo non si mobilita, ma addiritura si mobilita "contro", non è causa di iRS che esiste da 3 anni, ma della cappa mortifera che l'autonomismo unionista (in più modi rivestito e praticato) e un indipendentismo ambiguo e poco coerente ha calato sulla Sardegna.
Per concludere: se qualcuno freme per guadaganrsi un pò di visibilità a basso prezzo la via è chiara. Oggi il mondo è dominato dalla violenza: la violenza è il mezzo di comunicazione più semplice ed efficace, la violenza è diventata il linguaggio comune a dominanti e dominati, la violenza è il modo più comodo per farsi visibili e ottenere pagine sui giornali.
Allora, se qualcuno vuole usare questo metodo, invece di venire a chiedere a iRS di fare ciò che a noi non interessa, lo metta in pratica per conto suo.
Io non mi fido di quelli che chiedono ad altri di fare quello che loro da soli non fanno.
Noi siamo qui per far prendere coscienza ad un popolo del suo (poter) essere nazione, del suo diritto all'indipendenza, ad una vita ed una società più giusta.
Solo così questo popolo acquisirà il coraggio di agire per le cause che noi riteniamo giuste.
Per arrivare a questa meta continueremo ad utilizzare i modi che sono più conformi al nostro percorso e ai principi che ci ispirano.
Noi siamo i primi a volere un popolo unito, ma non fintamente e in modo sostanzialmente anti-indipendentista, come ad es. nella manifestazione di Roma per le entrate fiscali (ricordo a chi non c'era che l'inno della manifestazione era quello della Brigata Sassari...).
La fretta e la disperazione sono delle bruttissime consigliere. Evitiamo di rimandere intrappolati nelle loro maglie.
Con amicizia
Franciscu Sedda
ps: vale il principio per cui per fare una lotta unitaria bisogna avere un linguaggio unitario, un linguaggio proprio. E un linguaggio si conquista, cambiando se stessi prima di voler cambiare gli altri, dunque, evitiamo almeno di chiamare ciò che riguarda l'Itala il "livello nazionale": perché se no non sono più nemmeno sicuro che noi che ci dovremmo unire siamo tutti per la stessa nazione.




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