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    Predefinito 24 aprile - S. Fedele di Sigmaringen, cappuccino martire

    In onore di questo santo martire, vero esempio di autentico ecumenismo, apro questo thread.

    Aug

    ****
    dal sito SANTI E BEATI:

    San Fedele da Sigmaringen, Sacerdote e martire

    24 aprile - Memoria Facoltativa

    Sigmaringen, Germania, 1577/8 - Seewis im Prättigau, Svizzera, 24 aprile 1622

    Marco Reyd - il futuro cappuccino fra Fedele - nato a Sigmaringen, in Germania, nel 1578, si era laureato in filosofia e in diritto all'università di Friburgo in Svizzera, e aveva intrapreso la carriera forense a Colmar in Alsazia. Accolse con entusiasmo l'invito del conte di Stotzingen, che gli affidava i figli e un gruppo di giovani perché li avviasse agli studi. Soggiornando per ben sei anni nelle diverse città dell'Italia, della Spagna e della Francia, impartì ai giovani e nobili allievi ammaestramenti che lo fecero ribattezzare col nome di "filosofo cristiano". Poi all'età di 34 anni, abbandonò ogni cosa e tornò a Friburgo, stavolta al convento dei cappuccini. Fu guardiano al convento di Weltkirchen. Dalla Congregazione di Propaganda Fide ebbe l'incarico di recarsi poi nella Rezia, in piena crisi protestante. Le conversioni furono numerose, ma attorno al santo predicatore si creò un'ondata di ostilità. Nel 1622, a Séwis, durante la predica, si udì qualche sparo. Fra Fedele portò ugualmente a termine la predica e poi si riavviò verso casa. All'improvviso gli si fecero attorno una ventina di soldati. Gli intimarono di rinnegare quanto aveva predicato poco prima e, al suo rifiuto, lo uccisero con le spade. (Avvenire)

    Etimologia: Fedele = fidato, devoto, dal latino

    Emblema: Palma

    Martirologio Romano: San Fedele da Sigmaringen, sacerdote e martire, che fu dapprima avvocato e, entrato poi tra i Frati Minori Cappuccini, condusse un’austera vita di veglie e di preghiera. Assiduo nella predicazione della parola di Dio, fu mandato nei territori dell’odierna Svizzera per consolidarvi la retta dottrina e per la sua fede cattolica incontrò la morte a Seewis per mano di alcuni eretici.

    Martirologio tradizionale (24 aprile): A Sevis, nella Svizzera, san Fedele da Sigmaringa, Sacerdote dell’Ordine dei Minori Cappuccini e Martire, il quale, mandato là a predicare la fede cattolica, nello stesso luogo, ucciso dagli eretici, compì il martirio, e dal Papa Benedetto decimoquarto fu annoverato fra i santi Martiri.

    Lo chiamavano "l'avvocato dei poveri" perché difendeva gratuitamente coloro che non avevano denaro a sufficienza per pagarsi un avvocato. Marco Reyd - il futuro cappuccino fra Fedele - nato a Sigmaringen, in Germania, nel 1578, si era laureato brillantemente in filosofia e in diritto all'università di Friburgo in Svizzera, e aveva intrapreso la carriera forense a Colmar in Alsazia. Più portato ai severi studi filosofici che alle arringhe in tribunale, Marco Reyd accolse con entusiasmo l'invito del conte di Stotzingen, che gli affidava i figli e un gruppo di giovani promettenti perché li avviasse agli studi e alla conoscenza dei problemi del mondo contemporaneo.
    Soggiornando per ben sei anni nelle diverse città dell'Italia, della Spagna e della Francia, impartì ai giovani e nobili allievi anche utili ammaestramenti che lo fecero ribattezzare col nome di "filosofo cristiano". Poi all'età di 34 anni, abbandonò ogni cosa e tornò a Friburgo, stavolta al convento dei cappuccini e indossò l'umile saio di S. Francesco. Preposto per la sua saggezza alla guida di vari conventi, mentre copriva l'incarico di guardiano al convento di Weltkirchen gli abitanti della regione ebbero modo di ammirare la sua straordinaria carità e coraggio nell'assistenza ai colpiti dalla peste.
    Dalla Congregazione di Propaganda Fide ebbe l'incarico di recarsi nella Rezia, in piena crisi protestante. Le conversioni furono numerose, ma l'intolleranza di molti finì per creare attorno al santo predicatore una vera ondata di ostilità, soprattutto da parte dei contadini calvinisti del cantone svizzero dei Grigioni, scesi in guerra contro l'imperatore d'Austria. Più che scontata quindi l'accusa mossa a fra Fedele d'essere un agente al servizio dell'imperatore cattolico.
    Il santo frate continuava impavido la sua missione, recandosi di città in città a tenere corsi di predicazione. "Se mi uccidono - disse ai confratelli, partendo per Séwis - accetterò con gioia la morte per amore di Nostro Signore. La riterrò una grande grazia". Era poco meno d'una profezia. A Séwis, durante la predica, si udì qualche sparo. Fra Fedele portò ugualmente a termine la predica e poi si riavviò verso casa. All'improvviso gli si fecero attorno una ventina di soldati, capeggiati da un ministro, che in seguito si sarebbe convertito. Gli intimarono di rinnegare quanto aveva predicato poco prima. "Non posso, è la fede dei vostri avi. Darei volentieri la mia vita perché voi tornaste a questa fede". Colpito pesantemente al capo, ebbe appena il tempo di pronunciare parole di perdono, prima di essere abbattuto a colpi di spada. Era il 24 aprile 1622. Fu beatificato il 24 marzo 1729 da papa Bendetto XIII. Fu canonizzato il 29 giugno 1746 da Benedetto XIV.

    Autore: Piero Bargellini


  2. #2
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    Da dom Prosper Guéranger, L’Année Liturgique - Le Temps Pascal, Paris-Poitiers, 1902, XIII ediz., t. II, p. 380-386

    LE XXIV AVRIL.

    S. FIDÈLE DE SIGMARINGEN, MARTYR.


    Notre divin Ressuscité tient à avoir autour de sa personne une garde d'honneur de Martyrs. Pour la former, il met à contribution tous les siècles. Ce jour a vu s'ouvrir les rangs de la céleste phalange à un généreux combattant qui avait cueilli sa palme, non en luttant contre le paganisme, comme ceux que nous avons salués déjà à leur passage, mais en défendant sa mère la sainte Eglise contre des fils révoltés. La main des hérétiques a immolé cette victime triomphale, et le XVII° siècle a été le théâtre du combat.

    Fidèle a rempli toute l'étendue de son nom prédestiné. Jamais un péril ne le vit reculer; durant toute sa carrière, il n'eut en vue que la gloire et le service de son divin Chef, et quand le moment fut arrivé de marcher au-devant du danger suprême, il avança sans fierté comme sans faiblesse, ainsi qu'il convenait à l'imitateur de Jésus allant à la rencontre de ses ennemis. Honneur au courageux enfant de saint François, digne en tout de son séraphique Patriarche, qui affronta le Sarrasin et fut martyr de désir!

    Le protestantisme s'établit et se maintint par le sang, et il a osé se plaindre d'avoir été en butte aux résistances armées des enfants de l'Eglise. Durant des siècles, il s'est baigné dans le sang de nos frères, dont le seul crime était de vouloir rester fidèles à l'antique foi, à cette foi qui avait civilisé les ancêtres de ses persécuteurs. Il proclamait la liberté en matière de religion, et il immolait des chrétiens qui pensaient dans leur simplicité qu'il devait leur être permis d'user de cette liberté tant vantée, pour croire et pour prier comme on croyait et on priait avant Luther et Calvin. Mais le catholique a tort de compter sur la tolérance des hérétiques. Un instinct fatal entraînera toujours ceux-ci à la violence contre une Eglise dont la permanence est pour eux un reproche continuel de l'avoir quittée. Ils chercheront d'abord à l'anéantir dans ses membres, et si la lassitude des combats à outrance amène à la fin un certain calme, la même haine s'exercera en essayant d'asservir ceux qu'elle n'ose plus immoler, en insultant et calomniant ceux qu'elle n'a pu exterminer. L'histoire de l'Europe protestante, depuis trois siècles, justifie ce que nous avançons ici ; mais nous devons appeler heureux ceux de nos frères qui, en si grand nombre, ont rendu à la foi romaine le témoignage de leur sang.

    Lisons maintenant avec tout le respect qu'il mérite le récit de la vie et du martyre de saint Fidèle ; nous y verrons que l'Eglise ne dégénère pas dans ses Saints.

    Fidèle, né à Sigmaringen, ville de Souabe, de l'honnête famille des Rey, fut remarquable dès l'enfance par la réunion des dons de la nature et de la grâce. Doué d'un caractère excellent, et formé au bien par une éducation solide, on le vit obtenir à Fribourg le degré en philosophie dans l'un et l'autre Droit en même temps qu'il s'exerçait à la vie parfaite dans l'école du Christ, par la pratique constante des vertus. Ayant été donné pour compagnon à plusieurs gentils-hommes qui devaient exécuter un long voyage dan différentes contres de l'Europe, il ne cessa de les animer à la piété chrétienne par ses paroles et ses actions. On le vit, durant ce long voyage, mortifier sans relâche les désirs de la chair par de fréquentes austérités, et se rendre tellement maître de lui-même, qu'il ne donna jamais lieu, au milieu des incidents variés de la route, de remarquer en lui la plus légère impatience. Rempli de zèle pour le droit et la justice, il exerça, après son retour en Allemagne. les fonctions d'avocat, et il s'y fit une grande réputation. Mais ayant éprouvé combien cette profession est périlleuse, il résolut d'embrasser la voie qui conduit le plus sûrement au salut éternel, et, appelé par une vocation d'en haut, il sollicita bientôt son entrée dans l'Ordre séraphique et demanda l'habit chez les Frères mineurs Capucins.

    Ayant obtenu l'objet de son pieux désir, il fit paraître, dès le noviciat, le plus sincère mépris pour le monde et pour lui-même: et lorsqu'il eut offert au Seigneur les vœux de la profession solennelle dans l'allégresse de son cœur, sa fidélite à l'observance régulière fut pour tous ses frères un objet d'admiration autant qu'un exemple. Livré tout entier à l'oraison et à l'étude de la science sacrée, favorisé d'une grâce particulière dans le ministère de la parole, non seulement il ramenait les catholiques aune vie meilleure, mais encore il attirait les hérétiques à la connaissance de la vérité. Appelé à exercer la supériorité dans plusieurs couvents de son Ordre, il remplit sa charge avec une prudence, une justice, une douceur, une discrétion et une humilité merveilleuses. Zélateur fervent de la plus stricte pauvreté, il éliminait sans ménagement de chaque couvent tout ce qui lui semblait être moins nécessaire. Rempli envers lui-même d'une aine salutaire qu'il manifestait par un jeûne austère, par les veilles et les disciplines, son affection envers les autres ne pouvait se comparer qu'à celle d'une mère pour ses enfants. Une fièvre contagieuse étant venue à sévir sur les troupes autrichiennes, on le vit se livrer avec la plus vive ardeur aux œuvres de la charité à l'égard des malades dont les besoins étaient extrêmes. Il excellait à réconcilier ceux que des querelles avaient divisés, à soulager les nécessités du prochain par son action et ses conseils, et mérita ainsi le nom de Père de la patrie.

    Voué au culte fervent de la Vierge Mère de Dieu et propagateur de son saint Rosaire, il demanda à Dieu par son intercession et celle des autres saints la grâce de donner sa vie et de verser son sang pour le service de la toi catholique. Cet ardent désir prenait de nouvelles forces chaque jour dans la célébration du saint Sacrifice, lorsque, par une admirable providence de Dieu, ce vaillant athlète du Christ fut établi chef des missions que la Congrégation de la Propagande venait d'établir chez les Grisons. Fidèle reçut cette charge laborieuse d'un cœur zélé et plein d'allégresse, et la remplit avec tant d'ardeur, qu'ayant réussi en peu de temps à convertir un grand nombre d'hérétiques à la foi orthodoxe, il fit concevoir l'espérance de voir cette province se réconcilier avec l'Eglise et avec le Christ. Doué du don de prophétie, il prédit plus d'une lois son martyre et les malheurs qui menaçaient le pays. Ayant eu connaissance des embûches qu'on lui tendait, et s'étant préparé au combat qui l'attendait, il se rendit à l'église du lieu nomme Sévis, le vingt-quatre avril de l'an mil six cent vingt-deux. C'était là que des hérétiques, sous couleur d'une feinte conversion, l'avaient invité la veille à venir faire une prédication. Tout à coup, pendant qu'il parlait, son discours est interrompu par un tumulte : on le charge de coups et de blessures avec la plus atroce cruauté; enfin il succombe par une mort glorieuse qu'il accepte avec transport, consacrant ainsi par son sang les prémices des martyrs de la Congrégation de la Propagande. De nombreux miracles l'ont illustré après sa mort, principalement à Coire et à Veldkichii, où l'on conserve ses reliques, qui y sont l'objet d'une grande vénération de la part du peuple fidèle.

    Vous avez accompli votre course avec gloire, ô Fidèle ! et la fin de votre carrière a été plus belle encore que n'avait été son cours. Avec quelle sérénité vous êtes allé au trépas ! Avec quelle joie vous avez succombe sous les coups de vos ennemis qui étaient ceux de la sainte Église ! Semblable à Etienne, vous vous êtes affaisse en priant pour eux ; car le catholique qui doit détester l'hérésie, doit aussi pardonner à l'hérétique qui l'immole. Priez, ô saint Martyr, pour les enfants de l'Eglise ; obtenez qu'ils connaissent mieux encore le prix de la foi, et la grâce insigne que Dieu leur a faite de naître au sein de la seule vraie Eglise ; qu'ils soient en garde contre les doctrines perverses qui retentissent de toutes parts à leurs oreilles; qu'ils ne se scandalisent pas des tristes défections qui se produisent si souvent dans ce siècle de mollesse et d'orgueil. C'est la foi qui doit nous conduire à Jésus ressuscité ; il nous la recommande, quand il dit à Thomas : « Heureux ceux qui n'ont pas vu, et qui cependant ont cru ! » Nous voulons croire ainsi, et c'est pour cela que nous nous attachons à la sainte Eglise qui est la souveraine maîtresse de la foi. C'est à elle que nous voulons croire, et non à la raison humaine qui ne saurait atteindre jusqu'à la parole de Dieu, et moins encore la juger. Cette sainte foi, Jésus a voulu qu'elle nous arrivât appuyée sur le témoignage des martyrs, et chaque siècle a produit ses martyrs. Gloire à vous, ô Fidèle, qui avez conquis la palme en combattant les erreurs de la prétendue réforme ! Vengez-vous en martyr, et demandez sans cesse à Jésus que les sectateurs de l'erreur reviennent à la foi et à l'unité de l'Eglise. Ils sont nos frères dans le baptême ; priez afin qu'ils rentrent au bercail, et que nous puissions célébrer un jour tous ensemble la véritable Cène de la Pâque, dans laquelle l'Agneau divin se donne en nourriture, non d'une manière figurée, comme dans la loi ancienne, mais en réalité, comme il convient à la loi nouvelle.

  3. #3
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    Oggi per san Fedele soffia un brutto vento, è caduto in disgrazia: l'ecumenismo oggi viene inteso come irenismo anche dall'Ordine serafico.

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    Da dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 562-564

    24 APRILE

    SAN FEDELE DI SIGMARINGA, MARTIRE

    Un martire dei tempi moderni.


    Gesù Risorto tiene ad avere intorno alla sua persona una guardia d'onore formata da Martiri e per questo mette a contributo tutti i secoli. La giornata odierna ha visto aprire le fila delle falangi celesti per accogliervi un generoso combattente che aveva raccolto la palma, non lottando contro il paganesimo come gli altri che abbiamo già salutato al loro passaggio, ma difendendo la santa Madre Chiesa contro alcuni suoi figli ribelli. La mano degli eretici immolò la vittima gloriosa nel XVII secolo, che fu teatro di questa nuova battaglia. Fedele realizzò pienamente il significato del suo nome predestinato. Mai fu visto indietreggiare di fronte al pericolo; durante tutta la sua vita non ebbe in conto che la gloria e il servizio del suo divin Signore, e quando giunse il momento di affrontare il pericolo supremo, avanzò senza fierezza e senza debolezza, come si conveniva all'imitatore di Gesù, verso i suoi nemici. Rendiamo dunque onore al coraggioso figlio di san Francesco, in tutto degno del serafico Patriarca, che affrontò i Saraceni e fu martire di desiderio.

    Il Protestantesimo e la libertà.

    Il Protestantesimo fu stabilito e mantenuto nel sangue, ed ha osato lamentarsi di essere stato esposto alla resistenza armata dei figli della Chiesa. Durante diversi secoli esso si è macchiato del sangue dei nostri fratelli, il cui unico delitto era quello di voler restare fedeli alla fede che aveva civilizzato gli antenati dei loro persecutori. Esso proclamava la libertà in materia di religione, ed intanto immolava quei cristiani che, nella loro semplicità, pensavano che fosse permesso di usare di questa vantata libertà, per credere e per pregare come si credeva e si pregava prima di Lutero e di Calvino.

    Ma i cattolici hanno torto di contare sulla tolleranza degli eretici. Un fatale istinto li trascinerà sempre alla violenza contro una Chiesa, la cui esistenza imperitura è per essi un continuo rimprovero di averla abbandonata. Prima cercheranno di annientarla nei suoi membri, e se la stanchezza della lotta a oltranza condurrà finalmente ad una certa calma, lo stesso odio si prodigherà cercando di asservire coloro che non osa più immolare, insultando e calunniando quelli che non ha potuto sterminare. Da quattro secoli, la storia dell'Europa protestante giustifica ciò che diciamo; ma noi dobbiamo chiamare fortunati quei nostri fratelli che, in numero così notevole, hanno reso testimonianza col sangue alla fede Romana.

    VITA - Marco Rey nacque a Sigmaringa, città della Svevia nel 1577. Studiò filosofia a Friburgo, diritto a Dillingen ed esercitò la professione di avvocato a Colmar. Convinto che questa attività lo avrebbe esposto a commettere delle ingiustizie, entrò tra i Cappuccini, che gli sembravano unire i meriti della vita attiva e della contemplativa, ricevendone il nome di Fedele. Fu ordinato sacerdote il 4 ottobre 1612, diede l'esempio delle più alte virtù religiose, di una viva devozione verso la Santissima Vergine e di grande austerità. La Congregazione di Propaganda gli chiese di andare a predicare in Svizzera, soprattutto tra i Grigioni, dove l'eresia aveva fatto grandi rovine. Egli vi convertì molte anime, ma si attirò l'odio degli eretici. Il 24 Aprile 1622 questi s'impadronirono di lui, e non essendo riusciti a farlo abiurare, gli fracassarono il cranio e lo trafissero con le loro spade. Il suo corpo fu trasportato nella Cattedrale di Coira. Nel 1729 Fedele ricevette gli onori della beatificazione; poi, nel 1743, quelli della canonizzazione.

    Attaccamento alla fede.

    Hai compiuto gloriosamente la tua carriera, o Fedele! e la fine di questa è stata anche più bella di quanto ne fu il suo corso. Con quale serenità andasti incontro alla morte! Con quale gioia soccombesti sotto i colpi dei tuoi nemici, che erano quelli della santa Chiesa! Simile a Stefano, ti lasciasti abbattere pregando per loro; poiché il cattolico, che deve detestare l'eresia, deve anche perdonare all'eretico che l'immola. Prega, o Martire santo, per i figli della Chiesa; ottieni che essi conoscano sempre meglio il valore della fede e la grazia insigne che Dio ha fatto loro, facendoli nascere in seno ad essa, unica e vera, che vivano guardinghi contro le dottrine perverse, che da ogni lato risuonano al loro orecchio; che non si scandalizzino delle dolorose defezioni che si registrano così spesso in questo secolo di mollezza e di orgoglio. È la fede che ci deve condurre a Gesù risorto; egli ce lo raccomanda nelle parole dette a Tommaso: "Beati coloro che non han visto ed han creduto"!

    Noi vogliamo credere, ed è per questo che ci attacchiamo alla santa Chiesa che è Maestra somma di fede. A lei che vogliamo credere, e non alla ragione umana che non saprebbe attingere la parola di Dio, e tanto meno giudicarla. Gesù ha voluto che questa fede arrivasse a noi, appoggiata dalla testimonianza dei martiri; ed ogni secolo ha avuto i suoi. Gloria a te, o Fedele! che hai saputo conquistare la palma combattendo gli errori, e la pretesa riforma! Vendicati da Martire, e domanda incessantemente a Gesù che i settari dell'errore ritornino alla fede e all'unità della Chiesa. Sono fratelli nostri nel Battesimo: prega perché rientrino all'ovile, affinché sia possibile un giorno celebrare tutti insieme la vera cena della Pasqua, nella quale l'Agnello di Dio si dà nostro cibo, non in figura, come nell'antica legge, ma nella piena realtà, come si conviene a quella nuova.

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    St. Fidelis of Sigmaringen

    Born in 1577, at Sigmaringen, Prussia, of which town his father Johannes Rey was burgomaster; died at Sevis, 24 April, 1622. On the paternal side he was of Flemish ancestry. He pursued his studies at the University of Freiburg in the Breisgau, and in 1604 became tutor to Wilhelm von Stotzingen, with whom he travelled in France and Italy. In the process for Fidelis's canonization Wilhelm von Stotzingen bore witness to the severe mortifications his tutor practised on these journeys. In 1611 he returned to Freiburg to take the doctorate in canon and civil law, and at once began to practise as an advocate. But the open corruption which found place in the law courts determined him to relinquish that profession and to enter the Church. He was ordained priest the following year, and immediately afterwards was received into the Order of Friars Minor of the Capuchin Reform at Freiburg, taking the name of Fidelis. He has left an interesting memorial of his novitiate and of his spiritual development at that time in a book of spiritual exercises which he wrote for himself. This work was re-edited by Father Michael Hetzenauer, O.F.M. Cap., and republished in 1893 at Stuttgart under the title: "S. Fidelis a Sigmaringen exercitia seraphicae devotionis". From the novitiate he was sent to Constance to finish his studies in theology under Father John Baptist, a Polish friar of great repute for learning and holiness. At the conclusion of his theological studies Fidelis was appointed guardian first of the community at Rheinfelden, and afterwards at Freiburg and Feldkirch. As a preacher his burning zeal earned for him a great reputation.

    From the beginning of his apostolic career he was untiring in his efforts to convert heretics nor did he confine his efforts in this direction to the pulpit, but also used his pen. He wrote many pamphlets against Calvinism and Zwinglianism though he would never put his name to his writings. Unfortunately these publications have long been lost. Fidelis was still guardian of the community at Feldkirch when in 1621 he was appointed to undertake a mission in the country of the Grisons with the purpose of bringing back that district to the Catholic Faith. The people there had almost all gone over to Calvinism, owing partly to the ignorance of the priests and their lack of zeal. In 1614 the Bishop of Coire had requested the Capuchins to undertake missions amongst the heretics in his diocese, but it was not until 1621 that the general of the order was able to send friars there. In that year Father Ignatius of sergamo was commissioned with several other friars to place himself at the disposal of this bishop for missionary work, and a similar commission was given to Fidelis who however still remained guardian of Feldkirche. Before setting out on this mission Fidelis was appointed by authority of the papal nuncio to reform the Benedictine monastery at Pfafers. He entered upon his new labours in the true apostolic spirit. Since he first entered the order he had constantly prayed, as he confided to a fellow-friar, for two favours: one, that he might never fall into mortat sin; the other, that he might die for the Faith. In this Spirit he now set out, ready to give his life in preaching the Faith. He took with him his crucifix, Bible, Breviary, and the book of the rule of his order; for the rest, he went in absolute poverty, trusting to Divine Providence for his daily sustenance. He arrived in Mayenfeld in time for Advent and began at once preaching and catechizing; often preaching in several places the same day. His coming aroused strong opposition and he was frequently threatened and insulted. He not only preached in the Catholic churches and in the public streets, but occasionally in the conventicles of the heretics. At Zizers one of the principal centres of his activity, he held conferences with the magistrates and chief townsmen, often far into the night. They resulted in the conversion of Rudolph de Salis, the most influential man in the town, whose public recantation was followed by many conversions.

    Throught the winter Fidelis laboured indefatigably and with such success that the heretic preachers were seriously alarmed and set themselves to inflame the people against him by representing that his mission was political rather than religious and that he was preparing the way for the subjugation of the country by the Austrians. During the Lent of 1622 he preached with especial fervour. At Easter he returned to Feldkirch to attend a chapter of the order and settle some affairs of his community. By this time the Congregation of the Propaganda had been established in Rome, and Fidelis was formally constituted by the Congregation, superior of the mission in the Grisons. He had, however, a presentiment that his laborers would shortly be brought to a close by a martyr's death. Preaching a farewell sermon at Feldkirch he said as much. On re-entering the country of the Grisons he was met everywhere with the cry: "Death to the Capuchins!" On 24 April, being then at Grusch, he made his confession and afterwards celebrated Mass and preached. Then he set out for Sevis. On the way his companions noticed that he was particularly cheerful. At Sevis he entered the church and began to preach, but was interrupted by a sudden tumult both within and without the church. Several Austrian soldiers who were guarding the doors of the church were killed and Fidelis himself was struck. A Calvinist present offered to lead him to a place of security. Fidelis thanked the man but said his life was in the hands of God. 0utside the church he was surrounded by a crowd led by the preachers who offered to save his life if he would apostatize. Fidelis replied: "I came to extirpate heresy, not to embrace it", whereupon he was struck down. He was the first martyr of the Congregation of Propaganda. His body was afterwards taken to Feldkirch and buried in the church of his order, except his head and left arm, which were placed in the cathedral at Coire. He was beatified in 1729, and canonized in 1745. St. Fidelis is usually represented in art with a crucifix and with a wound in the head; his emblem is a bludgeon. His feast is kept on 24 April.

    Fonte: The Catholic Encyclopedia, vol. VI, 1909, New York

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    O Signore, trasformami tutto in Te! Intendo in special modo supplicarti di rendermi totalmente conforme alla tua santissima Umanità in tutte le tue virtú, tribolazioni, pene e tormenti, e soprattutto nella tua abiezione, umiltà e annientamento. (S. Fedele da Sigmaringen)

  8. #8
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    Predefinito Alcune preghiere di San Fedele

    Oh, Gesù dolcissimo e unica speranza dell’anima mia, perché ti sei allontanato da me?
    Dove ti sei nascosto, o buon Gesù? Io ti cerco da lungo tempo, e pure non ti trovo.
    Come avviene, o Gesù soavissimo, che sei dentro di me e fuori di me, stai ai miei fianchi, alla mia destra e alla mia sinistra, e ancora non ti scopro?
    O Gesù! Qual è la causa, che essendo dentro di me con la tua potenza e presenza, tuttavia con la grazia sei lontano da me, misero peccatore?
    O Gesù, è chiaro il motivo: non ho cercato Te. Cercai me. Ma d’ora in poi voglio cercare unicamente Te.
    O Gesù Crocifisso! Non mi abbandonare, perché non desidero che Te. […]
    Desidero, Signore, parlarti interiormente e in silenzio, anche se scruti il cuore di tutti e intendi anche il loro più piccolo cenno.

    * * *

    Mi offro in questo giorno a Te in olocausto di soavissimo odore, ostia viva, santa, ragionevole, a Dio gradita e perfetta. Ecco infatti che, in unione alla sacra oblazione del tuo corpo, in virtù di quella carità con la quale il Padre Ti donò a noi e Tu ti sei offerto al Padre per noi sull’altare della croce, e ancora ogni giorno per mezzo dello Spirito Santo dai fedeli sei offerto e ti offri nel sacrificio della messa; con la stessa carità, devozione e intenzione (ripeto), mi offre al tuo eterno beneplacito puramente e per sola tua gloria e della tua Chiesa …

  9. #9
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    S. FEDELE DA SIGMARINGEN

    La scelta di questo mese cade su San Fedele da Sigmaringen. Senz’altro molti dei lettori di questo sito non conosceranno questo importante santo cappuccino.
    A scrivere per noi stavolta è un “esperto” in materia, Padre Ottaviano Schmucki. Qualche amico comune lo conoscerà senz’altro per i tanti anni in cui ha prestato il suo servizio pastorale nella parrocchia in cui sono cresciuto. Il caro Padre Ottaviano ha trascorso molti anni di studio per pubblicare di recente un prezioso, ed unico nel suo genere, volume proprio su San Fedele. Vogliamo così ringraziarlo per questo importante servizio che ha fatto a questo sito e a tutti i lettori che spero rimarranno — come me — affascinati dalla vita di questo santo.

    FESTA: 24 APRILE

    ETIMOLOGIA: FEDELE= FIDATO, DEVOTO

    EMBLEMA: PALMA

    ALCUNE NOTE BIOGRAFICHE
    — Il protomartire di Propaganda Fide, Fedele da Sigmaringen, beatificato da Benedetto XIII 1729 e canonizzato da Benedetto XIV nel 1746, è il santo cappuccino più giovane di età – morì a 44 anni – ed è pure il più giovane come frate: solo dieci anni di vita cappuccina, 1612-1622. Nacque nel 1578 nell’allora piccolissima città di Sigmaringen sul Danubio nel Principato di Hohenzollern, da Giovanni Roy, ricco albergatore dell’”Adler” e più tardi membro del governo cittadino e borgomastro, e da Genoveffa Rosenberger, della città protestante di Tubinga, convertita al cattolicesimo quando si sposò il 28 dicembre 1567.
    Il futuro santo, Markus (Marco, chiamato familiarmente Marx), quinto di sei figli nati dal matrimonio, compì i primi studi nella città natale. Nel suo testamento, prima di fare la professione religiosa (1613), affermò d’essere “stato educato nella fede apostolica, romana e unica vera, tramandatagli dagli amatissimi suoi genitori” e d’essere stato “istruito nei buoni costumi, nella disciplina e nel timore di Dio”.
    Per gli studi superiori, Marco si recò a Friburgo in Brisgovia, dove, probabilmente in un collegio dei gesuiti, approfondì le materie umanistiche, per passare, poi, allo studio della filosofia che, nel 1601, coronerà con una brillante laurea. Contemporaneamente si applicava ad apprendere l’italiano e il francese. Era particolarmente aperto all’amicizia, amante del bello e della musica, abile a muovere le dita a vari strumenti musicali.
    Tra il 1601 e il 1604 seguì i corsi di giurisprudenza. Nel 1591 Marco e i suoi fratelli furono terribilmente colpiti dalla morte del loro padre. Non era trascorso neanche un anno dalla scomparsa del marito, quando la vedova Genoveffa si risposò con Gabriel Rieber da Ebingen. Fedele, nel suo testamento, esprimerà il suo rammarico per le seconde nozze della madre che a lui e ai fratelli sembrarono inopportune e incomprensibili.
    Prima di concludere i suoi studi di diritto, Marco nel 1604 fu invitato ad accompagnare, come guida, un certo numero di studenti universitari di famiglie nobili, per visitare le province dei Paesi Bassi allora sotto il dominio spagnolo, la Francia e l’Italia, con l’intento di ampliare l’orizzonte delle loro esperienze umane. Egli visse questo viaggio come un vero e proprio pellegrinaggio, animando con il suo esempio gli amici ad una vita più spirituale.
    Dopo il suo ritorno a Friburgo nel 1611, si laureò brillantemente in diritto canonico e civile nella città di Villingen. Nella metropoli dell’allora Austria anteriore, Ensisheim (Alsazia), Marco fu nominato assessore del tribunale supremo, e nello stesso tempo aprì uno studio di avvocatura, seguendo le esigenze di un’assoluta onestà e prodigandosi di preferenza per i poveri. Una serie di esperienze negative e l’atteggiamento di colleghi senza scrupoli che proponevano aggiustamenti spudorati delle cause per incassare più danaro, gli fecero sempre più perdere il gusto della sua professione e pensare alla vita religiosa. Lesse allora l’opera del gesuita Girolamo Piatti († 1591) sulla vita consacrata, ma rimaneva esitante nella scelta dell’Ordine (certosini, gesuiti o cappuccini), nonostante avesse dinanzi a sé l’esempio del fratello Giorgio, divenuto cappuccino nel 1604 col nome di frate Apollinare.
    Probabilmente nel giugno 1612 chiese al ministro della provincia svizzera dei cappuccini, Alessandro d’Altdorf, d’essere ammesso all’Ordine. Il superiore, per metterlo alla prova, lo fece attendere e intanto gli suggerì di farsi prima ordinare sacerdote. Ricevuto nel mese di settembre il sacerdozio, e rinnovata la domanda di ammissione, venne finalmente accolto da p. Angelo Visconti da Milano nel noviziato di Friburgo in Brisgovia il 4 ottobre 1612, con il nome di Fedele.
    Durante l’anno di prova, deciso a ricuperare i trentaquattro anni “perduti”, non mancarono suggestioni e forti tentazioni di ritornare nel mondo, ma egli superò ogni dubbio e resistette con decisione e impegno. In quel periodo scrisse, unicamente per uso personale, una raccolta di orazioni e meditazioni, di carattere prevalentemente compilatorio, che manifestano il tono affettivo e contemplativo della sua spiritualità, e parzialmente furono pubblicate più tardi a Friburgo col titolo: Exercitia spiritualia seraphicae devotionis (1746 e 1756). Prima di emettere i voti, il 4 ottobre 1613, Fedele redasse il suo testamento, con cui fondò borse di studio per giovani cattolici poveri della famiglia Roy o di altri parenti.
    Dopo circa un anno di formazione religiosa a Friburgo, Fedele iniziò a Costanza i quattro anni di teologia sotto la guida del padre di origine polacca Giovanni Battista Fromberger, per terminarli nel 1618 a Frauenfeld. In seguito esercitò, con grande successo, il ministero della predicazione nel convento di Altdorf e, ancora nello stesso anno 1618, venne nominato guardiano del convento di Rheinfelden. Secondo gli usi d’allora, l’anno dopo fu trasferito quale predicatore e probabilmente anche come guardiano nel convento di Feldkirch, dove non solo ricondusse un certo numero di soldati evangelici alla fede cattolica, ma promosse inoltre un processo contro una signora passata alla dottrina luterana.
    Nel settembre del 1620 l’obbedienza lo chiamò a presiedere la comunità dei cappuccini di Friburgo (Svizzera), ma nel 1621 ritornò alla città di Feldkirch. Oltre l’incarico di superiore, gli venne affidata anche l’assistenza spirituale dei soldati, ai quali, durante un’epidemia di febbre petecchiale, prestò i più umili servizi, noncurante del pericolo di contagio. Seguendo i soldati nei Grigioni, tenne le prediche di Avvento a Maienfeld, riportando alla fede cattolica il nobile Rodolfo von Gugelberg da Malans.
    Un caso simile di conversione, quella del conte Rodolfo Andrea de Salis a Zizers, all’inizio del 1622, rivela il suo metodo di rivolgersi anzitutto ai capi dei riformati, per mirare, in un secondo momento, al ritorno alla fede cattolica di tutto il popolo. Per sostenere la sua attività controriformistica, Fedele compose alcuni scritti apologetici che, a sua insaputa, furono anche stampati, ma nessuna copia è rimasta.
    Tra il febbraio e l’aprile 1622 il santo, per incarico del Nunzio Apostolico di Lucerna e del suo ministro provinciale, operava come missionario apostolico nella regione del Prättigau (Pretigovia), politicamente soggetta all’Austria, dove però la popolazione era in buona parte passata alla fede zwingliana. In una fase di gravissime tensioni, aggravate dalle ingerenze di potenze estere, come Francia, Spagna e Repubblica Veneta, l’arciduca Leopoldo V d’Austria fece occupare la regione dall’esercito, sotto la guida del colonnello Luigi de Baldirone, provocando l’ira del popolo con una serie di azioni di violenza.
    In questa situazione esplosiva, Fedele continuava a esporre la fede cattolica con prediche, dispute e colloqui, nonostante l’opposizione e la quasi totale chiusura al suo annunzio.
    Conoscendo il grande peso dell’azione sotterranea dei predicatori zwingliani e prevedendo con chiarezza il suo martirio, redasse il cosiddetto Mandato di punizioni o I Dieci articoli della religione, con cui – tra l’altro – l’autorità civile proibiva il culto protestante, mandava in esilio i suoi ministri e obbligava tutti i cristiani a partecipare, nei giorni domenicali e festivi, alla predica cattolica. In un’epoca in cui la libertà di coscienza così frequentemente fu calpestata, sorprende il punto 6, secondo cui nessuno poteva essere costretto ad accogliere la fede cattolica, a confessarsi e a partecipare alla messa.
    La pubblicazione del Mandato, il 19 aprile, fece l’effetto di un segnale per la sollevazione generale del popolo. Il 23 aprile Fedele celebrò la Messa e salì sul pulpito nella chiesa di Grüsch, dove gli giunse l’invito a predicare il giorno successivo, la domenica 24 aprile, a Seewis. Ma non era che un pretesto, per eliminare il temibile protagonista dell’azione controriformistica.
    Mentre il cappuccino iniziava il sermone – secondo una tradizione egli spiegava il passo di Ef 4, 5-6 – scoppiarono vivaci reazioni nell’uditorio e qualcuno fece perfino fuoco verso il predicatore senza colpirlo. Fedele discese dal pulpito, s’inginocchiò davanti all’altare maggiore e lasciò la chiesa per una porta laterale, per dirigersi a Grüsch. Dopo pochi metri, si vide accerchiato da un gruppo di rivoltosi che gli chiesero se era disposto ad accogliere la loro fede. Rispose che certo non per tale motivo era venuto in quella valle, ma per la speranza che un giorno avrebbero aderito alla sua fede. Dopo un momento di esitazione, uno dei ribelli colpì il suo capo con la spada. Il martire, cadendo con la testa spaccata in ginocchio, esclamò: “Gesù, Maria. Vieni in mio aiuto, o Dio!” Solo un enorme fanatismo spiega l’inaudita ferocia con cui gli assassini infierirono sul suo corpo con forconi, mazze e bastoni.
    Il giorno successivo, festa di san Marco, il sagrestano Giovanni Johannis seppellì il cadavere.
    Mentre il capo del martire nell’ottobre del 1622 fu esumato e portato nella chiesa dei cappuccini di Feldkirch, il resto del corpo venne solennemente tumulato nella cripta del duomo di Coira/Chur il 5 novembre dello stesso anno. Il 16 febbraio del 1771 la sua festa fu estesa alla Chiesa universale. E’ patrono della regione di Hohenzollern e dei giuristi. I suoi attributi sono la mazza, la spada e la palma.

    FONTE

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    Lightbulb Re: 24 aprile - S. Fedele di Sigmaringen, cappuccino martire

    24 APRILE 2019: MERCOLEDÌ DI PASQUA; SAN FEDELE DI SIGMARINGA, MARTIRE…



    «24 APRILE SAN FEDELE DI SIGMARINGA, MARTIRE»
    Guéranger, L'anno liturgico - 24 aprile. San Fedele di Sigmaringa, Martire
    http://www.unavoce-ve.it/pg-24apr.htm





    San Fedele da Sigmaringa - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-fedele-sigmaringa/
    «24 aprile, San Fedele da Sigmaringa, Martire (1577 – 1622 ), Protomartire dell’Ordine dei Minori Cappuccini e della S. Congregazione di Propaganda Fide.
    “A Sevis, nella Svizzera, san Fedele da Sigmaringa, Sacerdote dell’Ordine dei Minori Cappuccini e Martire, il quale, mandato là a predicare la fede cattolica, nello stesso luogo, ucciso dagli eretici, compì il martirio, e dal Papa Benedetto decimoquarto fu annoverato fra i santi Martiri”.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content/uploads/fedele.jpg






    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "Torino - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/torino/

    "Modena - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/modena/

    "Rimini - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/rimini/

    "Pescara - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/

    "Potenza - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/potenza/

    "Roma - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/roma/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”





    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Lunedì Pasqua - dell' Angelo (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=wPkpeDbQdo8
    Santa Pasqua (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=G-lviMz3pWY
    Santa Pasqua 2019 - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=lwCe33a3TUo
    Sabato Santo (Veglia Pasquale)
    https://www.youtube.com/watch?v=jphVO0FHUMw
    Venerdì Santo
    https://www.youtube.com/watch?v=6v8gLX5hNW0
    Giovedi Santo
    https://www.youtube.com/watch?v=80W3peGsC9I
    domusmarcellefebvre110815
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.».







    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...45&oe=5D40ADF3






    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.com/

    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...rtire.html?m=1
    “MERCOLEDÌ DI PASQUA.

    Stazione a San Lorenzo fuori le mura.
    Semidoppio.
    Paramenti bianchi.
    La Chiesa annunzia ancora e senza stancarsi la Resurrezione del Signore. Lo fa per bocca dell’Apostolo san Pietro, testimone oculare del grande evento sia da solo sia assieme a tutti gli Apostoli presso il lago di Teberiade. La scena evangelica ci faccia imitare l'amore che spinge l'Apostolo a gettarsi in acqua per raggiungere il Maestro Risorto a riva. Anche noi con lo stesso slancio dobbiamo abbandonare il peccatore, morire ad esso e risorgere a nuova vita nella grazia di Dio.
    • Commemorazione di San Fedele da Sigmaringa, Martire.

    Fedele, al secolo Marcus Rey, nato a Sigmaringen (Germania) il 1°ottobre 1578, dopo aver esercitato l'avvocatura, nel 1612, si arruolò nell'Ordine Cappuccino e fu ordinato sacerdote. Ilustre per la santità, nel 1622 la neonata Congregazione de Propaganda Fide, lo prepose alle missioni nei Grigioni. Convertiti molti eretici al Cattolicesimo Romano, fece nutrire non piccola speranza di riconciliare a Gesù Cristo e alla sua Chiesa tutta quella gente traviata dalla superbia dei novatori. Dotato del dono di profezia, predisse più volte la morte che gli avrebbero fatta subire gli eretici: «Se mi uccidono accetterò con gioia la morte per amore di Nostro Signore. La riterrò una grande grazia». Il 23 aprile si portò a Sewis, dove il giorno dopo avrebbe predicato a quei calvinisti la necessità del ritorno alla Fede Cattolica. Cantata la messa si portò sul pulpito e, in mezzo al tumulto e agli spari, egli, con sacerdotale fermezza, completò il suo commento al passo paolino “Unus Dominus, una fides, unum baptisma” (Ef. IV, 5). Sulla via di casa, all'improvviso gli si fecero attorno una ventina di soldati, capeggiati da un ministro, che in seguito si sarebbe convertito. Gli intimarono di rinnegare quanto aveva predicato poco prima: «Non posso - disse - è la fede dei vostri avi. Darei volentieri la mia vita perché voi tornaste a questa fede». A tale risposta gli si avventarono addosso e furiosamente lo bastonarono. Col capo spaccato l’Araldo della Fede Romana portò a pieno compimento la sua missione e consacrò col proprio sangue le primizie dei Martiri della sunnominata Congregazione. Fu beatificato da Benedetto XIII il 24 marzo 1729 e canonizzato da Benedetto XIV il 29 giugno del 1746. Il 16 febbraio del 1771 Clemente XIV, anch’egli figlio di san Francesco, prescrisse la celebrazione della sua festa a tutta la Chiesa Latina.”
    https://1.bp.blogspot.com/-HXHcnvKe-..._01_Fregio.jpg
    https://4.bp.blogspot.com/-dVvmguj1g...59077807_n.jpg










    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...nedizione.html
    «Mercoledì di Pasqua : La benedizione degli Agnus Dei.

    Il mercoledì dell’Ottava di Pasqua il Papa benediceva gli Agnus Dei: un potentissimo sacramentale oggi dimenticato. Di seguito riportiamo un articolo di don Mauro Tranquillo FSSPX che descrive il sacramentale e la cerimonia del suo confezionamento e della sua benedizione. Accludiamo inoltre anche la formula di benedizione che veniva usata.»
    https://4.bp.blogspot.com/-iNqw4EH3l...i-wax-disk.jpg





    https://sardiniatridentina.blogspot.com/







    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.»
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-157.html
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...ina-caeli.html

    «Dizionario di teologia dommatica. La Risurrezione di Cristo.»
    https://www.sursumcorda.cloud/artico...di-cristo.html
    «L’importanza della Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo.»
    https://www.sursumcorda.cloud/artico...su-cristo.html
    «La storicità della Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo.»
    https://www.sursumcorda.cloud/artico...su-cristo.html

    «"Instaurare omnia in Christo", restaurare la società al cattolicesimo integrale e contro ogni forma di ecumenismo e laicità. Questa è la risposta di San Pio X agli uomini politici che si dicono cristiani e che intendono governare secondo l'ordine di Dio.
    Non esistono altre soluzioni, non esistono compromessi.»

    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.sursumcorda.cloud/massim...a-eretico.html
    “Per affrontare, con dati oggettivi e senza compromessi, il problema del Vaticano Secondo e dei modernisti che occupano la maggior parte delle nostre chiese --> La questione del cosiddetto "papa eretico" ed il problema dell'autorità nella Chiesa -->
    Appunti sulla questione del cosiddetto «papa eretico»”
    https://www.sursumcorda.cloud/massim...esa-stato.html
    https://www.sursumcorda.cloud/massim...cumenismo.html

    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...vera-fede.html
    “Preghiera di San Pietro Canisio per conservare la vera fede”
    https://www.sursumcorda.cloud/preghiere/





    «Il 24 aprile si ricorda (o meglio, si dovrebbe ricordare, ma alcuni hanno la memoria a targhe alterne), il genocidio di 1.500.000 Armeni sterminati dai Turchi nel 1915. Molti, ahimè, non erano in comunione con la Chiesa Romana, altri invece erano fedeli a Cristo e alla Sua Chiesa. Raccomandiamo al Signore le anime di tutte le vittime. L'immagine si riferisce a padre Salvatore da Cappadocia, martirizzato in Cilicia nelle persecuzioni del 1895.
    dalla bacheca di don Ugo Carandino.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...92&oe=5D3BD842






    Il genocidio armeno - Centro Studi Giuseppe Federici
    «Il genocidio armeno. Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza. Comunicato n. 35/19 del 24 aprile 2019, San Fedele da Sigmaringa.
    Ricordiamo l’anniversaio del genocidio armeno del 1915 con il testo di una celebre canzone di Charles Aznavour e con i link ai nostri comunicati degli ultimi anni.


    Ils sont tombés
    Ils sont tombés, sans trop savoir pourquoi
    Hommes, femmes, et enfants qui ne voulaient que vivre
    Avec des gestes lourds comme des hommes ivres
    Mutilés, massacrés, les yeux ouverts d’effroi.

    Ils sont tombés en invoquant leur Dieu
    Au seuil de leur église ou au pas de leur porte
    En troupeau de désert, titubant, en cohorte
    Terrassés par la soif, la faim, le fer, le feu.

    Nul n’éleva la voix dans un monde euphorique
    Tandis que croupissait un peuple dans son sang
    L’Europe découvrait le jazz et sa musique
    Les plaintes des trompettes couvraient les cris d’enfants.

    Ils sont tombés pudiquement, sans bruit,
    Par milliers, par millions, sans que le monde bouge,
    Devenant un instant, minuscules fleurs rouges
    Recouverts par un vent de sable et puis d’oubli.

    Ils sont tombés, les yeux pleins de soleil,
    Comme un oiseau qu’en vol une balle fracasse
    Pour mourir n’importe où et sans laisser de traces,
    Ignorés, oubliés dans leur dernier sommeil.

    Ils sont tombés en croyant, ingénus,
    Que leurs enfants pourraient continuer leur enfance,
    Qu’un jour ils fouleraient des terres d’espérance
    Dans des pays ouverts d’hommes aux mains tendues.

    Moi je suis de ce peuple qui dort sans sépulture
    Qui choisit de mourir sans abdiquer sa foi,
    Qui n’a jamais baisser la tête sous l’injure,
    Qui survit malgré tout et qui ne se plaint pas.

    Ils sont tombés pour entrer dans la nuit
    Eternelle des temps, au bout de leur courage
    La mort les a frappés sans demander leur âge
    Puisqu’ils étaient fautifs d’être enfants d’Arménie.


    Sono caduti
    Sono caduti, senza sapere veramente il perché
    Uomini, donne e bambini che volevano solo vivere
    con gesti pesanti come gli uomini ubriachi
    mutilati, massacrati, con gli occhi spalancati dallo spavento.

    Sono caduti invocando Iddio
    sulla soglia della Chiesa o della loro porta
    a greggi da deserto, titubando, a coorti
    stremati dalla sete, la fame, il ferro, il fuoco.

    Nessuno alzo' la voce in un mondo euforico
    mentre un popolo ristagnava nel proprio sangue
    L'Europa scopriva il jazz con la sua musica
    i lamenti delle trombe coprivano le grida dei fanciulli.

    Sono caduti pudichi, senza rumore,
    a migliaia, a milioni, senza che nessuno si movesse,
    diventando per un istante, minuscoli fiori rossi
    ricoperti da un vento di sabbia e di oblio.

    Sono caduti, con gli occhi pieni di sole,
    come un uccello che una pallottola trafigge in volo
    per morire in un qualunque posto e senza lasciare nessuna traccia
    ignorati, dimenticati nel loro ultimo sonno.

    Sono caduti credendo con ingenuità
    che l'infanzia dei propri figli sarebbe potuta continuare,
    che un giorno avrebbero calcato terre di speranza
    in paesi aperti di uomini dalle mani tese.

    Io sono di questo popolo che dorme senza sepoltura
    che sceglie di morire senza abdicare la propria fede,
    che non ha mai abbassato la testa sotto l'ingiura,
    che sopravvive nonostante tutto e non si lamenta.

    Sono caduti per entrare nella notte
    etterna dei tempi, agli estremi del loro coraggio
    la morte li ha colpiti senza chiedere loro l'età
    poiché erano colpevoli di essere figli di Armenia.

    Negazionismo israeliano
    Negazionismo israeliano - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/n...mo-israeliano/

    I “giovani turchi”, la massoneria, gli armeni. Le ragioni dell’odio
    Il centenario del genocidio armeno - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/i...ocidio-armeno/

    Genocidio armeno: un dettaglio della storia?
    Genocidio armeno: un dettaglio della storia? - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/g...-della-storia/

    Genocidio armeno e sionismo
    Genocidio armeno e sionismo - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/g...no-e-sionismo/

    Quando i negazionisti sono gli israeliani
    Quando i negazionisti sono israeliani - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/q...no-israeliani/ »
    http://www.centrostudifederici.org/w...25-520x325.jpg







    “24 aprile - San Fedele di Sigmaringen, martire.”
    https://forum.termometropolitico.it/...n-martire.html
    “24 aprile - S. Fedele di Sigmaringen, cappuccino martire.”
    https://forum.termometropolitico.it/...o-martire.html







    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/ »

    “24 aprile 2019: MERCOLEDÌ DI PASQUA.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...b1&oe=5D73CA23





    “24 APRILE 2019: SAN FEDELE DI SIGMARINGA, MARTIRE.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...c7&oe=5D6B42F9






    «Il 24 aprile 1585 Papa Sisto V Peretti, dell'Ordine dei Minori Conventuali, veniva esaltato al Supremo Pontificato.
    Convintissimo repressore dell'eresia in ogni dove, fu molto amico e collaboratore di san Pio V, appoggiò la Lega Cattolica in Francia contro gli Ugonotti; nel 1587, a seguito dell'assassino di Maria Sturda, scomunicò nuovamente Elisabetta Tudor e, l'anno dopo, appoggiò, anche finanziariamente, il progetto, poi fallito, di Filippo II di invadere l'Inghilterra. Il suo regno "severo" sarà ricordato per il buon governo e della Chiesa e dei suoi Stati.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...aa&oe=5D2D3241










    www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    http://www.agerecontra.it/

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "sito dedicato alla crisi dottrinale nella Chiesa cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio, tratta di messaggi subliminali, rock satanico, occultismo, massoneria"
    http://www.centrosangiorgio.com/






    https://www.truerestoration.org/


    https://novusordowatch.org/


    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    "Home | Traditional Latin Mass Resources"
    http://www.traditionalmass.org/




    "Como ovejas sin Pastor"
    http://sicutoves.blogspot.com/


    https://moimunanblog.com/





    “Pro Fide Catholica | Le site de Laurent Glauzy”
    https://profidecatholica.com/


    https://johanlivernette.wordpress.com/


    https://lacontrerevolution.wordpress.com/


    https://sedevacantisme.wordpress.com/


    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    "Le CatholicaPedia Blog | CatholicaPedia, une mémoire de la Tradition? en toute liberté"
    http://wordpress.catholicapedia.net/


    https://fidecatholica.wordpress.com/


    https://militesvirginismariae.wordpress.com/




    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”


    Messes :: Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/messes

    24 avril : Saint Fidèle de Sigmaringen, Capucin, Martyr (1577-1622) :: Ligue Saint Amédée
    “24 avril : Saint Fidèle de Sigmaringen, Capucin, Martyr (1577-1622).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...igmaringen.jpg







    Lodato sempre sia il Santissimo nome di Gesù, Giuseppe e Maria!!!
    Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!
    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

 

 
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