per un secolo e' mezzo ci hanno raccontato che la comune di parigi era un esperimento comunista perche' marx ci aveva "messo sopra il capello" e sorvolando sempre sul fatto che il " patriotta" mazzini ne aveva approvato il soffocamento nel sangue ...
in realta' basta andare un pochino a cercare le fonti e scoprire che qualcosa non quadra... i giornali dell' epoca chiamavano " federativi" i rivoltosi e se uno va a parigi scopre che il muro del cimitero pere lachase dove i superstiti furono fucilati si chiama ancora " muro dei federativi" ... invece che muro dei " comunardi" ..
ed si puo ' anche consultare qualche buon manuale di storia per scoprire che il programma della comune era " federativo" e non comunista .. ad esempio questa pagina dove mi sono permesso di sottolineare i passi piu ' leghisti anzi piu' "devolutivi "..
PS: a scanso di risposte pavloviane premetto che i due autori sono di sinistra ..
La Comune di Parigi.
Le otto giornate di maggio dietro le barricate, pubblicato nel settembre del 1871 a Bruxelles, è il primo di una serie di scritti che Prosper Oliver Lissagaray, giornalista di tendenze repubblicane e socialiste che aveva partecipato direttamente alla rivoluzione parigina, dedicò alla ricostruzione storica di tale esperienza. Lissagaray riporta una serie di documenti, tra cui il seguente proclama emanato il 19 aprile 1871, nel quale è sintetizzato il programma di riforme proposto dai comunardi, il cui carattere saliente è rappresentato dalla centralita' delle autonomie locali nella costruzione dello stato socialista.
«La Comune - recita il testo - ha il dovere di proclamare e di precisare le aspirazioni e i voti della popolazione di Parigi, nonché di precisare il carattere del moto del 18 marzo, incompreso, misconosciuto, calunniato dagli uomini politici èhe risiedono a Versailles. Che cosa chiede? Il riconoscimento e il consolidamento della repubblica. L'autonomia assoluta della Comune estesa a tutte le località della Francia, con l'assicurazione dell'integralità dei diritti di ciascuna e del pieno esercizio, per ogni francese, delle sue facoltà e delle sue attitudini, come uomo, come cittadino, come lavoratore. L'autonomia della Comune non avrà per limite che il diritto di autonomia di tutte le altre Comuni aderenti al contratto, l'insieme delle quali deve assicurare l'uniformità della struttura francese. I diritti inerenti alla Comune sono: il voto del bilancio comunale degli incassi e delle spese; la fissazione e la ripartizione delle imposte, la direzione dei servizi locali, della polizia interna e dell'insegnamento; l'amministrazione dei beni appartenenti alla Comune; la scelta, per elezione o per concorso, con responsabilità e diritto permanente di controllo, e la revoca dei magistrati e dei funzionari di ogni ordi ne; la garanzia assoluta della libertà individuale, della libertà di coscienza e della libertà di lavoro; l'intervento permanente dei cittadini negli affari comunali attraverso la manifestazione delle loro idee e la libera difesa dei loro interessi; le garanzie date a queste manifestazioni dalla Comune, sola incaricata di sorvegliare e di assicurare l'esercizio libero e giusto del diritto di riunione e di propaganda; l'organizzazione della difesa urbana e una guardia nazionale che elegga i suoi capi e che sola sorvegli il mantenimento dell'ordine nella città.
I nostri nemici si ingannano, quando accusano Parigi di perseguire la distruzione dell'unità francese raggiunta con la rivoluzione. L'unità che ci è stata imposta finora con l'impero, la monarchia e il parlamentarismo non è che la centralizzazione dispotica, stolida, arbitraria e onerosa. L'unità politica che vuole Parigi è l'associazione volontaria di tutte le iniziative locali, il concorso spontaneo, libero, di tutte le energie individuali in vista del fine comune, che è il benessere, la libertà e la sicurezza di tutti.»
tratto da " manuale di conoscenza storica " A. De Bernardi , S. Gaurracino Vol 2 edizioni scolastiche Briuno Mondadori ristampa 45 anno 03





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