La madre di tutte le stragi

da noreporter

Piazza Fontana: una strage di stato (o forse di antistato) di cui non si conosce ancora il colpevole. Gran parte della colpa di quest’impunità va al fanatismo”teologico” dei comunisti.

12 dicembre 1969: un ordigno esplodeva alla Banca dell’ Agricoltura di Piazza Fontana a Milano causando diciassette morti e ottantacinque tra feriti e mutilati fra le persone che si trovavano nel locale. Un’altra bomba alla banca Commerciale di Piazza della Scala non esplose. In contemporanea a Roma un attentato alla Banca Nazionale del Lavoro ed un’altra presso l’Altare della Patria causarono tredici feriti.

Una serie d’indizi puntavano al Circolo XXII Marzo di Pietro Valpreda e ai Gap di Giangiacomo Feltrinelli. La morte (probabilmente un assassinio) dell’anarchico Giuseppe Pinelli, volato giù da una finestra della questura di Milano e una serie di campagne propagandistiche della sinistra consentivano però di spostare l’obiettivo sull’estrema destra.

Una lunga serie di piste venivano così seguite e tanti capri espiatori “nazifascisti” finivano alla sbarra – salvo poi risultare assolutamente innocenti - per quella che venne definita come la “Strage di Stato” per antonomasia.

Invero il fanatismo teologico della sinistra, alimentato da una Magistratura impegnata in senso leninista, spostò tutte le indagini verso vicoli ciechi impedendo che si facesse qualsiasi inchiesta seria, pulita e finalizzata a conoscere la verità. Qualcosa di analogo sarebbe avvenuto in occasione di tutte le stragi successive.

Il risultato è che, a trentasei anni di distanza, tutte le stragi sono rimaste impunite, salvo quella del 1973 alla questura di Milano, opera dell’anarchico Gianfranco Bertoli, proveniente da un kibbutz israeliano.

Sarebbe ora di cambiare registro e di prendere sul serio tutte le piste che passano per servizi italiani, americani e israeliani e per quelle organizzazioni fantomatiche (tipo il “Superclan”) costituite da quei serivizi durante la “strategia della tensione”.

Su questo argomento leggere Orion di quest’ottobre, “Quel domani che ci appartenne” di Gabriele Adinolfi, edizioni Barbarossa e “Piazza Fontana: una vendetta ideologica” delle edizioni di AR