Questo sistema secondo me è ben lungi dal collassare, non perchè sia bello o perfetto bensì proprio perchè totalmente errato, delinquenziale e spietato.Originariamente Scritto da Léon Degrelle
Tale sistema usa le crisi locali come valvola di sfogo nei momenti di maggiore tensione: negli ultimi 10 anni ne abbiamo avute due di grandi dimensioni (nel '97 il sud-est asiatico e nel 2002 l'Argentina).
Il vero problema, secondo me, è che l'Italia corre il serio rischio di essere la prossima e tutto grazie alla commistione tra banca e industria che la legge bancaria del 1936 aveva vietato fino al 1993 quando è entrato in vigore il nuovo testo unico bancario.
Ricordo a chi non lo sapesse che il sistema bancario italiano che per oltre 50 anni ha accompagnato nel bene e nel male l'economia del nostro paese nacque a seguito di un gravissima crisi che all'inizio degli anni '30 colpì le maggiori banche italiane (Commerciale Italiana, Credito Italiano e Banca di Roma) le quali, per un intreccio di patecipazioni azionarie e di crediti insoluti si trovarono a possedere circa l'80% dell'intero capitale azionario dell'industria italiana.
Solo l'intervento del governo Mussolini con l'istituzione dell'IRI, dell'IMI e l'approvazione di severissime regole amministrative permise di superare la crisi senza scene di panico come si erano verificate in Austria con la crisi del Credit-Anstalt con corse agli sportelli, crisi di liquidità e fallimenti devastanti per l'economia dell'intero Paese.
La situazione, come dimostrano le vicende giudiziarie di questi giorni, è nuovamente la stessa: cointeressenze tra banchieri ed industriali, crediti concessi allo scoperto per finanziare pericolosissime speculazioni finanziarie, acquisizioni incrociate di partecipazioni tra banche ed imprese per sostenere reciprocamente i corsi azionari, il tutto sotto l'occhio accondisendente ed interessato (alle tangenti) degli organi di controllo (Banca d'Italia, CONSOB, Antitrust, UIC).


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