Risultati da 1 a 9 di 9

Discussione: Halleluja!

  1. #1
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    Predefinito Halleluja!

    FAZIO SI è DIMESSO

    www.corriere.it

    Le dimissioni «verranno presentate al Consiglio superiore nell'ordinaria riunione di domani»


    ROMA - Antonio Fazio si è dimesso. Il governatore di Banca d'Italia lascia così la sua carica, dopo gli scandali che l'hanno coinvolto e l'iscrizione al registro degli indagati. «La decisione autonomamente assunta con tranquilla coscienza, è volta a riportare serenità nel superiore intreresse del paese e della banca d'Italia».
    È quanto si legge nel comunicato con il quale Bankitalia annuncia che «Antonio Fazio ha rassegnato le proprie dimissioni nelle mani del consigliere anziano». Le dimissioni, spiega una nota, «verranno presentate al Consiglio superiore nell'ordinaria riunione di domani. La decisione, autonomamente assunta con tranquilla coscienza, è volta a riportare serenità nel superiore interesse del Paese e della Banca d'Italia».
    Dopo le dimissioni, a Piazza Affari gli indici hanno girato in rialzo. Volano in particolare i titoli bancari più esposti, secondo i commenti degli operatori, alle possibili acquisizioni dall'estero con l'uscita del Governatore da sempre impegnato a difesa dell'italianità.
    19 dicembre 2005

  2. #2
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    Credevo si dimettesse in galera, giuro!

  3. #3
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    +++ Fazio:"Mi dimetterò solo se mi lascerete portare con me la poltrona della Bankitalia"+++

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da asti_sinistra
    Credevo si dimettesse in galera, giuro!
    anch io ci son rimasto quasi male, venivano così bene la battute della Littizzeto

    Paolo

  5. #5
    Assatanata, cogliona & indegna
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    Già cogliona ed oggi anche "indegna di essere italiana"!!!
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    Meno male che se n'è andato... sennò si doveva procedere ad uno sgombro...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Elettra_R.
    Meno male che se n'è andato... sennò si doveva procedere ad uno sgombro...
    certo che se fosse stato a bologna il compagno cofferati avrebbe già provveduto


    Paolo

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Kowalsky
    anch io ci son rimasto quasi male, venivano così bene la battute della Littizzeto

    Paolo
    Ahah.....aveva dato da lavorare a tanti comici....ora ke se ne va lui ed ad Aprile il nano pelato, mi sa ke la disoccupazione salira' molto!speriamo vengano ridati i sussidi al teatro!

  8. #8
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    IL COMUNICATO UFFICIALE DI PALAZZO KOCH


    «Il Governatore di Bankitalia Antonio Fazio ha rassegnato oggi le proprie dimissioni nelle mani del Consigliere anziano. Esse verranno presentate al Consiglio Superiore nell'oridnaria riunione di domani. La decisione, autonomamente assunta con tranquilla coscienza, è volta a riportare serenità nel superiore intreresse del Paese e della Banca d'Italia.
    Il Governatore Antonio Fazio ha servito la Banca e il Paese per 45 anni, dal 1960. Nel corso del suo lungo impegno, interamente dedicato all'Istituto, ha dato impulso alla ricerca economica e istituzionale. Nel servizio studi ha costruito, negli anni sessanta, il primo modello econometrico dell'economia italiana, all'avanguardia a livello internazionale. Ha elaborato schemi originali di analisi monetaria applicati con efficacia per la stabilizzazione dell'economia italiana e del cambio negli anni settanta e ottanta.
    La Banca d'Italia con la politica monetaria e del credito, ha abbattuto alla metà degli anni novanta l'inflazione, realizzando in tal modo la condizione per partecipare all'Unione economica e monetaria. A meta' degli anni novanta il sistema creditizio era strutturalmente fragile. E' stata condotta un'opera di ristrutturazione e di consolidamento dalla quale è emerso un sistema bancario ampiamente privatizzato, con accresciute dimensioni degli intermediari, solidità economica e patrimoniale, accentuata concorrenza.
    Incessante è stata la promozione degli interessi nazionali, in coerenza con gli interessi europei, nel rispetto della legge e con gli strumenti posti a disposizione dall'ordinamento. La valorizzazione dell'indipendenza della Banca d'Italia, del suo assetto, della sua articolazione organizzativa, del suo impareggiabile patrimonio di professionalità e competenze è stata costante. Su questo ricchissimo patrimonio, sull'amore per l'istituto, sulla costante cura della sua autonomia il Paese può fare pieno affidamento».

  9. #9
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    Uno scandalo lungo cinque mesi
    Dalla firma all'Opa su Antonveneta alle intercettazioni telefoniche fino alla svolta giudiziaria che ha costretto Fazio a lasciare






    Antonio Fazio (Lapresse)

    ROMA - Il 12 luglio la sua firma sull'autorizzazione alle offerte della Bpi su Antonveneta, il 13 dicembre l'arresto di Fiorani, il 19 dicembre le dimissioni. Passando il 29 settembre per la notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Roma e il 15 dicembre per le indiscrezioni su quello firmato dalla Procura di Milano.
    UNO SCANDALO LUNGO CINQUE MESI - In cinque mesi si consuma lo scandalo che mette fine alla stagione di Antonio Fazioal timone della Banca d'Italia. Dopo una lunga estate, movimentata dalle intercettazioni telefoniche pubblicate da tutti i quotidiani e dalle richieste di dimissioni piovute sulla sua testa, smette i panni autorevoli di arbitro nelle partite finanziarie per indossare quelli scomodi dell'indagato.
    IL LAVORO DELLE PROCURE - A cambiare le carte in tavola è l'azione di due Procure. Prima quella di Milano, che toglie il coperchio sulla spericolata avventura finanziaria di Fiorani alla conquista di Antonveneta e mette a nudo i rapporti stretti tra il finanziere e il Governatore, poi quella di Roma, che lo mette nel mirino per abuso in atti d'ufficio e ricostruisce tutti i controversi passaggi autorizzativi dell'operazione. In cinque mesi, sostengono i suoi detrattori, la credibilità del Governatore e quella della banca centrale, raggiungono il minimo storico. E tutto nasce dal via libera concesso all'operazione lanciata dalla Bpi su Antonveneta. Quando la Procura di Milano è già al lavoro sulle tracce lasciate dalla scalata della Popolare di Lodi e la Consob ha già Fazio con il cardinale Ruini (Lapresse)

    riscontrato l'azione di concerto e imposto l'opa obbligatoria alla banca di Fiorani e ai suoi soci, Antonio Fazio concede il suo benestare nonostante il parere contrario della Vigilanza e dell'ufficio legale di Bankitalia che riscontrano le insufficienti garanzie patrimoniali della Lodi, ma forte dei pareri di tre consulenti esterni.
    LA TELEFONATA - È la notte fra l'11 e il 12 luglio quando il Governatore annuncia a Fiorani di aver messo la propria firma sull'autorizzazione all'opa Bpi. Una telefonata in piena notte che passerà alla storia e che apre il fuoco delle polemiche sull'operato di Antonio Fazio. Una conversazione che fa il giro del mondo e che sembra svelare una sorta «complicità» tra i due nella gestione dei delicati rapporti fra controllore e controllato. Dal 24 giugno l'utenza di Fiorani è intercettata nel quadro delle indagini condotte dalla Procura di Milano per i reati di aggiotaggio e insider trading nella vicenda Antonveneta. La Guardia di Finanza passa al setaccio 24 ore su 24 tutti i contatti del numero uno della Bpi. Tra questi, quelli frequenti con il Governatore e la sua famiglia. Così lo scambio di battute tra il Governatore e il banchiere diventano titoli da prima pagina, per i quotidiani italiani e per la stampa internazionale. «Vabbene, ho appena messo la firma», comunica Fazio a Fiorani. E la replica dell'allora numero uno della Lodi sarà sulla bocca di tutti per l'intera estate: «Tonino, io sono commosso, io ti ringrazio... ti ringrazio... ho la pelle d'oca... io guarda Tonino ti darei un bacio sulla fronte ma non posso farlo ... so quanto hai sofferto, ho sofferto anch'io con la struttura, con i miei legali e prenderei l'aereo e verrei da te in questo momento se potessi».
    LA PUBBLICAZIONE DELLE INTERCETTAZIONI - Da quando vengono pubblicate le intercettazioni, è il 26 luglio, iniziano a rincorrersi indiscrezioni sulle dimissioni del Governatore, accompagnate dalle richieste di fare un passo indietro che arrivano da esponenti del Governo, dal mondo della politica, dell'impresa e del lavoro. E ogni dichiarazione, così come ogni sviluppo giudiziario, amplifica i toni delle polemiche.
    L'AZIONE DEL GIP FORLEO - Il 2 agosto arriva la clamorosa decisione del Gip di Milano, Clementina Forleo, che convalida il sequestro delle azioni di Bpi e alleati nella scalata Antonveneta e interdice dalle loro funzioni Gianpiero Fiorani, Emilio Gnutti e Stefano Ricucci. La Procura di Milano, di fatto, ribalta la tesi avallata fino ad allora dalla Banca d'Italia: la Popolare

    Italiana non aveva i requisiti patrimoniali per lanciarsi alla conquista di Antonveneta. Il clima si fa sempre più pesante, fino alla riunone del Cicr del 26 agosto, in cui Fazio si difende sul piano strettamente tecnico: la Banca d'Italia, rivendica davanti ai ministri «ha osservato scrupolosamente» le norme. Nessuna discriminazione, quindi, come il Tar del Lazio «ha pienamente riconosciuto». Una linea difensiva che il Governatore non abbandona più. Non lo fa dopo la richiesta esplicita di dimissioni costata la poltrona a Siniscalco e non fa dopo le parole di sfiducia pronuunciate dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
    LO STRAPPO DI WASHINGTON - Dopo lo sgarbo di Washington del neo ministro Tremonti, che non lo delega a rappresentare l'Italia alla riunione della Banca mondiale, e dopo la notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Roma, il Governatore incassa comunque la fiducia del Consiglio Superiore di Banca d'Italia, e ripropone con fermezza la propria tesi, quella di aver operato «nel pieno rispetto della legge». Una tesi che Fazio oppone a tutti i reiterati inviti a dimettersi, in nome del senso di responsabilitá verso l'istituzione che rappresenta e verso un Paese che rischia la propria credibilitá. Una pressione che poi perde di intensità di fronte alle limitatissime possibilità di incidere da parte di Governo, Parlamento e Presidenza della Repubblica, su una revoca che non può essere imposta.
    LA SVOLTA GIUDIZIARIA E LE DIMISSIONI - A riportare il Governatore al centro dell'attenzione è la svolta giudiziaria della Procura di Milano che il 13 dicembre porta in carcere l'ex ad della Banca Popolare

    Italiana, Gianpiero Fiorani. Nell'ordinanza firmata dal Gip, Clementina Forleo, si parla di una «rete di complicità» che ha riguardato «soggetti esterni e anche istituzionali». Il riferimento, è scritto, è a chi per anni, nonostante gli esposti di associazioni di consumatori e privati cittadini, «è rimasto inerte, tradendo numerosissimi piccoli risparmiatori, continuando pervicacemente a difendere l'istituto in questione anche nell'ultima clamorosa vicenda, quella relativa alla "scalata Antonveneta"». Infine, le dimissioni del Governatore.

 

 

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