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Discussione: Sbattezzo.

  1. #1
    Bestia in via d'estinzione...
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    21 Apr 2004
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    "Molti canti ho sentito nella mia terra natìa, canti di gioia e di dolor. Ma uno mi s' è inciso a fondo nella memoria ed è il canto del comune lavorator"...spettrale residuo di quegli estatici giorni rivoluzionari!
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    Predefinito Sbattezzo.

    “Sbattezzo”
    come cancellare gli effetti civili del battesimo





    CHE COS’È IL BATTESIMO?


    Stando al catechismo della Chiesa cattolica, il battesimo è il mezzo «mediante il quale ci si libera dal peccato e, rigenerati come figli di dio, si diventa membra di Cristo, ci si incorpora alla Chiesa e resi partecipi della sua missione». Come un bambino di pochi giorni possa essere reso partecipe della missione della Chiesa resta, ovviamente, un mistero della fede.



    Va ricordato che il battesimo è un rito estraneo alla narrazione evangelica: l’unico passo esplicito (Mt. 28,19) è spesso considerato dagli studiosi come una manipolazione posteriore, mentre Gesù, pur battezzato da Giovanni, personalmente non battezzò mai nessuno, né tanto meno risulta siano mai stati battezzati gli apostoli.


    PERCHÉ LA CHIESA BATTEZZA I NEONATI?


    Gesù decise di farsi battezzare solo quando ebbe compiuto trent’anni.


    Agli albori della cristianità il battesimo veniva impartito agli adulti.


    Successivamente, con l’affermarsi della nuova religione, il rito venne gradatamente anticipato anche in seguito all’elaborazione teologica del peccato originale, tuttora in vigore.


    Ancora oggi, infatti, la Chiesa ritiene che i bambini «nascono con una natura umana decaduta e contaminata dal peccato originale» e hanno bisogno del battesimo «per essere liberati dal regno delle tenebre e trasferiti nel regno della libertà dei figli di dio».


    Se un neonato non ha la potestà legale di stipulare alcun atto, non si capisce a maggior ragione perché debba compiere, dopo pochi giorni di vita, una scelta che potrebbe pregiudicarne - da un punto di vista religioso - l’accesso al paradiso. La palese assurdità della cosa ha spinto la maggior parte delle Chiese ad istituire la cresima, o confermazione in età adulta della “presunta” volontà del neonato di farne parte. La Chiesa cattolica ha tuttavia, anche in questo caso, giocato d’astuzia, anticipando progressivamente l’età della Cresima, che oggi viene somministrata anche a dieci anni.


    IL BATTESIMO COME ADESIONE ALLA CHIESA CATTOLICA: È LEGALE?


    A proposito dei battesimi forzati impartiti ai bambini ebrei.



    Il codice di diritto canonico, al canone 868, stabilisce questa assurda norma: «il bambino di genitori cattolici e persino di non cattolici, in pericolo di morte è battezzato lecitamente anche contro la volontà dei genitori»!



    Qualora si verificasse, i genitori dello sfortunato bambino potrebbero denunciare il battezzante per violazione dell’art. 30 della Costituzione.


    Ricordiamo che tale articolo stabilisce che «è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i propri figli». Attenzione, però: «istruire» non significa affatto «imporre». Insegnare ai propri figli la verità della religione cattolica non deve quindi avere come automatica conseguenza l’adesione vita natural durante alla Chiesa cattolica, così come insegnare ai propri figli il gioco degli scacchi non deve comportare l’iscrizione vita natural durante al club degli scacchi.


    La sentenza della Corte Costituzionale n. 239/84 ha inoltre stabilito che l’adesione ad una qualsiasi comunità religiosa debba essere basata sulla volontà della persona: difficile, a nostro avviso, rintracciare tale volontà in un bambino di pochi giorni.


    Infine, secondo la legge 675/96, l’appartenenza religiosa è considerata un dato sensibile, esattamente come l’appartenenza sindacale e politica, la vita sessuale e alla salute dell’individuo. Non si capisce pertanto perché, se la legge impedisce ai genitori di iscrivere i propri figli ad un sindacato, ad un partito, ad un’associazione gay, non debba conseguentemente impedire l’adesione ad una organizzazione religiosa.


    PERCHÉ CANCELLARE GLI EFFETTI DEL BATTESIMO?


    Non certo per fare un contro-rito vendicativo: nessuna associazione laica lo riterrebbe una cosa seria.


    Ci sono invece motivazioni ben più importanti:

    per coerenza: se non si è più cattolici non vi è alcuna ragione per essere considerati ancora tali da chi non si ritiene più degni della propria stima;
    per mandare un chiaro segnale a tutti i livelli della gerarchia ecclesiastica;
    per una questione di democrazia: troppo spesso il clero cattolico, convinto di rivolgersi a tutta la popolazione della propria parrocchia, "invade" la vita altrui (pensiamo alle benedizioni natalizie, o più banalmente al rumore prodotto dalle campane). Si crea così una sorta di "imposizione teocratica" e si diffonde la convinzione che bisogna battezzare, cresimare, confessarsi e sposarsi in chiesa per non essere discriminati all’interno della propria comunità. Abbattere questo muro è una battaglia essenziale per vivere in una società veramente libera e laica.
    Per rivendicare la propria identità nei passaggi importanti della propria vita. Non essere più cattolici comporta l’esclusione dai sacramenti, l’esclusione dall’incarico di padrino per battesimo e cresima, la necessità di una licenza per l’ammissione al matrimonio (misto), la privazione delle esequie ecclesiastiche in mancanza di segni di ripensamento da parte dell’interessato. Significa quindi non dover sottostare alle richieste del proprio futuro coniuge di voler soddisfare la parentela con un rito in chiesa, non vedersi rifilare una estrema unzione (magari mentre si è immobilizzati), e avere la sicurezza che i propri eredi non effetturanno una cerimonia funebre in contrasto con i proprî orientamenti.
    il catechismo della Chiesa cattolica ricorda (n. 1267 e 1269) che il battesimo «incorpora alla Chiesa» e «il battezzato non appartiene più a se stesso […] perciò è chiamato […] a essere “obbediente” e “sottomesso” ai capi della Chiesa». Qualora non lo siano, le autorità ecclesiastiche sono giuridicamente autorizzate a “richiamare” pubblicamente il battezzato. Nel 1958 il vescovo di Prato definì “pubblici peccatori e concubini” una coppia di battezzati sposatasi civilmente. La coppia subì gravi danni economici, intentò una causa al vescovo e la perse: essendo ancora formalmente cattolici, continuavano a essere sottoposti alla sua autorità. Ogni prelato può quindi tranquillamente permettersi esternazioni denigratorie nei confronti dei battezzati: perché rischiare?

    L’ASSOCIAZIONE PER LO “SBATTEZZO”

    L’Associazione per lo Sbattezzo nasce negli anni ’80 proprio su queste tematiche, che porta avanti attraverso l’organizzazione di meeting anticlericali, campagne di sensibilizzazione e pubblicazioni. Suo il merito di aver sollevato il problema in Italia: attraverso questa associazione sono partite le prime lettere verso le parrocchie italiane. Il modulo che presenta sul suo sito, tuttavia, è privo di valore giuridico, non facendo riferimento ad alcuna legge dello Stato italiano. Oggi la parola “sbattezzo” è entrata a far parte dei dizionari.



    L’INIZIATIVA GIURIDICA DELL’UAAR

    Nel 1995 l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ha avviato una campagna per la "bonifica statistica" dei battezzati. Dopo aver verificato le risposte fumose ed evasive alle richieste di cancellazione ricevute dai parroci (le poche volte che costoro si degnavano di rispondere), ha preferito spostare il confronto in sede giudiziaria.


    Attraverso un socio individuato ad hoc, ha così intrapreso un ricorso al Garante per la protezione dei dati personali (Stefano Rodotà), chiedendo di intervenire nei confronti delle parrocchie refrattarie alla cancellazione del battesimo.


    IL SUCCESSO DELL’INIZIATIVA GIURIDICA UAAR

    Nel settembre 1999 il Garante per la protezione dei dati personali si è pronunciato sul ricorso del socio UAAR.



    Secondo il Garante non si può cancellare il battesimo, in quanto documenta un episodio effettivamente avvenuto: inoltre, anche in questo caso, la doppia ragione sociale di Stato estero e di ente religioso permette alla Chiesa di usufruire di privilegi che altre confessioni non hanno.


    È però possibile, per chiunque lo desideri, far annotare la propria volontà di non appartenere più alla Chiesa cattolica. Si tratta di un riconoscimento importante, con il quale per la prima volta la giurisprudenza italiana stabilisce un metodo per l’ottenimento di un elementare diritto civile, quello di non essere più considerati “figli della chiesa”.


    Il comunicato del Garante.



    Lo sconcerto cattolico deve essere stato notevole, se persino un esponente considerato "illuminato" come don Zega, dalla prima pagina della "Stampa" del 29 settembre 1999, riusciva a confondere UAAR e Associazione per lo Sbattezzo, cercando poi di buttare tutta la vicenda sul goliardico.


    Come conseguenza pratica, però, l’iniziativa dell’UAAR ha costretto la Conferenza Episcopale Italiana ad emanare già il 20 ottobre 1999 un Decreto Generale sull’argomento.


    L’UAAR, incassato il parziale successo, ha comunque deciso di ricorrere al tribunale di Padova, che ha in sostanza confermato quanto statuito da Rodotà, sancendo però che «è lo Stato che si riserva il potere di verificare se sussistano i presupposti per escludere il proprio intervento con riguardo agli atti dell’autorità ecclesiastica».



    Nel novembre 2002 la Conferenza dei vescovi italiani, riunita in assemblea plenaria, ha dovuto confermare la legittimità delle richieste formulate col modulo UAAR.


    COSA BISOGNA FARE PER NON ESSERE CONSIDERATI PIÙ CATTOLICI?

    se si conosce la chiesa presso la quale si è stati battezzati, bisogna semplicemente scrivere una lettera al parroco con la quale si chiede che sia annotata la propria volontà di non far più parte della Chiesa cattolica.

    Non è necessario fornire alcuna motivazione. Disponiamo di una lettera modello, puoi scaricarla in formato *.RTF; è altresì disponibile in formato *.PDF.

    se non la si conosce (oltre a fare un tentativo collegandosi a www.parrocchie.it), inviate un messaggio a soslaicita@uaar.it per esaminare le possibilità di inviare una richiesta al vescovo.

    Consigliabile una raccomandata con avviso di ricevimento: indispensabile richiedere la conferma dell’avvenuta annotazione e allegare la fotocopia della carta d’identità. Non è necessario inviare ulteriori comunicazioni per gli altri sacramenti ricevuti (comunione, cresima, ecc), né l’abbandono della Chiesa cattolica invalida il matrimonio concordatario eventualmente contratto.


    Nel caso vengano frapposti degli ostacoli, chiediamo a tutti di segnalarcelo a soslaicita@uaar.it per ottenere una consulenza sull’argomento. La campagna avviata dall’UAAR ha infatti provocato un discreto sgomento all’interno delle gerarchie cattoliche. Sul magazine dei sacerdoti Vita Pastorale del luglio 2002 mons. Battaglino, pur riconoscendo come «del tutto legittima la richiesta presentata per iscritto dall’avente diritto di far annotare a margine dell’atto di battesimo come parte integrante di esso il sopravvenuto rifiuto dell’appartenenza alla Chiesa cattolica e di pretendere dal responsabile dei registri la comunicazione scritta dell’avvenuta annotazione», è arrivato a sostenere che «mancando tutt’ora il regolamento attuativo, promesso ma non ancora stilato, di queste disposizioni, si suggerisce di accusare ricevuta della richiesta notificando la riserva di renderla operativa appena possibile». Una posizione arbitraria e giuridicamente non sostenibile.



    Ricordiamo che - in mancanza di risposta da parte della parrocchia - è possibile presentare ricorso al Garante per la protezione dei dati personali: alcuni soci UAAR hanno già avuto soddisfazione proprio in virtù di un intervento del Garante stesso (estratto della Relazione sull’attività 2002 presentata dal Garante). Il 13 luglio 2003 il quotidiano La Repubblica ha pubblicato con grande rilievo l’articolo «La mia lunga battaglia per essere sbattezzato» a firma di Jenner Meletti, sulla storia di una richiesta formulata da un socio UAAR e sulla sua vittoriosa lotta contro il parroco che non voleva provvedere all’annotazione.



    Il Vicariato di Roma aveva preso l’abitudine di contattare i richiedenti per avere conferma della richiesta nel corso di un colloquio. Questo colloquio non è assolutamente necessario per il buon esito della richiesta, come ha sancito ancora una volta il Garante della Privacy nel novembre 2003 (estratto della Relazione sull’attività 2003 presentata dal Garante).



    Un esempio di annotazione su un atto di battesimo. Alcuni siti hanno pubblicato le lettere dei parroci che confermavano l’avvenuto “sbattezzo” (ad esempio Calogero) o le testimonianze di alcuni “sbattezzati” (ad esempio Briblo).



    Negli ultimi anni, i cittadini che si sono “sbattezzati” sono stati migliaia. Sull’argomento è stata anche scritta una tesi di laurea (da parte di Andrea Albertazzi).

    LO “SBATTEZZO” ALL’ESTERO

    Il problema dello “sbattezzo” non è solo italiano: lanciato in Belgio alcuni decenni fa da Alternative Libertaire, ha calamitato l’attenzione dell’opinione pubblica soprattutto in Francia.



    Qui la legge ha sancito sia il diritto alla cancellazione, sia il dovere dell’ente ecclesiastico di fornire prove della stessa: i vescovi di Carcassone e Mende hanno rischiato pesanti condanne per non aver provveduto nei termini stabiliti (aggiornamenti sulla campagna di “sbattezzo” in Francia: Europe et Laïcité; Vivre au Présent).



    In Germania le cose sono ancora più semplici: una legge del 1919 impone alle religioni di "contare" i propri membri in base alla volontà dei propri fedeli di versare una somma variabile tra l’8 e il 10 per cento delle proprie imposte. Se non si vuole pagare questa tassa si è automaticamente fuori dalla Chiesa e cessano gli effetti del battesimo, mentre se si è battezzati si è invece obbligati a pagare le tasse alla propria Chiesa. La dichiarazione ufficiale di uscita dalla chiesa è effettuabile a partire dal raggiungimento della maggiore età (ovvero a quattordici anni, per quanto riguarda l’appartenenza religiosa).
    "Gli idoli di legno possono vincere, le vittime umane venir sacrificate."
    Karl Marx

  2. #2
    morena
    Ospite

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    CHE COS'È IL BATTESIMO?

    Il battesimo, afferma un dizionario biblico di indubbio valore, è il "rito di iniziazione" alla vita cristiana.

    In altre parole il battesimo è quell'atto religioso che introduce ufficialmente il credente nel cristianesimo e quindi nella Chiesa. Esso fu istituito da Gesù Cristo, benché la Scrittura non ci descriva l'epoca e le circostanze di questa istituzione. È chiaro però che esisteva precedentemente all'istituzione cristiana e noi troviamo che Giovanni, precursore del Messia, fu chiamato il Battista appunto perché ha praticato il battesimo a coloro che accettavano il suo messaggio di ravvedimento.

    Il battesimo assomiglia in alcuni particolari esteriori alle pratiche della purificazione ebraica e perciò poteva essere chiaramente compreso, nel suo significato simbolico, dagli israeliti dell'epoca di Giovanni, abituati d'altronde al linguaggio dei simboli e delle figure. E naturalmente il significato del battesimo di Giovanni era completamente differente da quello del battesimo cristiano. (Atti 19).

    Il Battista immergeva nelle acque coloro che volevano esprimere il loro ravvedimento cioè il loro pentimento al male e la loro volontà di operare il bene. (Luca 3:11-14).

    Per questa ragione Giovanni Battista non voleva amministrare il battesimo a Gesù. Egli non sapeva ancora che era il Figliuolo di Dio perché non lo "conosceva" come tale e soltanto dopo la discesa dello Spirito Santo in forma di colomba gli fu rivelata questa verità, cioè soltanto dopo il battesimo di Gesù fu illuminato intorno alla messianicità di Cristo.

    Egli non sapeva che era il Figliuolo di Dio, ma ben sapeva che era un uomo giusto e pio e quindi sapeva che non aveva bisogno di un battesimo di ravvedimento. (Matteo 3:14).

    Il battesimo cristiano invece non è soltanto il segno e la testimonianza della ravvedimento, ma è l'espressione visibile della salvezza e la testimonianza della fede: un atto di ubbidienza, un patto con Dio, un perfezionamento, anche formale, della personalità cristiana.

    La forma del battesimo è espressa in parte dal suo stesso nome che può essere tradotto: "immersione"; la formula battesimale chiaramente definita dalle parole di Gesù: "nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo".

    L'immersione nell'acqua, nella quale dovrebbe scendere anche il ministro (Atti 88), simboleggia in maniera perfetta il seppellimento della vita precedente alla salvezza e perciò esprime la morte dell'incredulità, del peccato, della condanna eterna. La formula battesimale dichiara la sottomissione del credente all'autorità delle Persone della Trinità e quindi l'accettazione dell'opera di salvezza provveduta dal Padre, manifestata e compiuta dal Figlio ed applicata dallo Spirito Santo all'anima umana.

    Tutta la scrittura è concorde nello stabilire una relazione tra coscienza dell'individuo e il battesimo e perciò non soltanto viene escluso il battesimo dei neonati, ma viene anche esclusa la validità del battesimo di coloro che non hanno acquisito una coscienza cristiana.

    Il battesimo sancisce, ripetiamo, l'ingresso del credente nella Chiesa cristiana e noi possiamo infatti osservare che le epistole del Nuovo Testamento sottolineano il fatto che un credente è veramente credente soltanto dopo il battesimo (Romani 6-4).

    Nelle prime comunità cristiane potevano rimanere presenti alla celebrazione della Santa Cena e partecipare ad essa soltanto coloro che avevano accettato il battesimo.

    Il pensiero dei cristiani dell'epoca apostolica, ma soprattutto l'insegnamento della Scrittura ci insegnano che il battesimo non è un atto liturgico che adempie una formalità esteriore, ma è quel rito simbolico che esprime e realizza le condizioni necessarie alla vita cristiana intesa come testimonianza di fede e come manifestazione di salvezza in santità ed amore.

    Con queste parole non vogliamo dire che la salvezza e la santità vengono generate dal battesimo, ma vogliamo soltanto affermare che il battesimo deve testimoniare di questa realtà e quindi deve renderle più evidenti nella vita del credente, in forza di quel meccanismo spirituale che traduce i simboli cristiani in espressioni e manifestazioni di potenza soprannaturale. Comunque, poiché nelle pagine di questo opuscolo dovremo tornare in maniera più precisa e più semplice su questo argomento vogliamo ormai concludere che con l'affermare: "il battesimo è quel rito simbolico che introduce il credente nella vita cristiana; esso è un atto di fede, di sottomissione e di impegno che suggella un patto con Dio e quindi permette di raggiungere, attraverso il suo contenuto spirituale, le realtà che esprime, quando nel credente sono adempiute le condizioni stabilite dalla dottrina cristiana. (Romani 6:17).

    SEI PRONTO PER IL BATTESIMO?

    Fratello sei pronto a scendere nell'acqua del battesimo?

    Conosci bene il significato di quanto stai per fare?

    Sei pronto ad assumerti onestamente tutte le responsabilità di questo importantissimo atto cristiano?

    Queste domande non vogliono fermare il tuo entusiasmo o scoraggiare la tua decisione ma vogliono soltanto spingerti ad esaminare profondamente il tuo cuore affinché il battesimo cristiano sia per te una fonte di benedizione e non un motivo di amarezza.

    Col battesimo ti accingi a fare una solenne confessione davanti a Dio e davanti agli uomini e quindi ti assumi grandi responsabilità di fronte al cielo e alla terra; sii prudente e non accettare impegni che forse domani non vorrai e non potrai mantenere.

    La parabola dell'Evangelo ci ricorda che la saggezza si trova nella preveggenza: prima di cominciare a costruire la nostra casa dobbiamo essere certi di avere abbastanza materiale per poterla ultimare. Prima di fare un patto con Dio dobbiamo essere sicuri di conoscere le condizioni o le regole di questo patto e dobbiamo soprattutto essere sicuri di trovarci nella condizione spirituale che può farci osservare questo glorioso impegno cristiano. L'entusiasmo è un sentimento utile, ma non basta avere entusiasmo per compiere il nostro dovere davanti a Dio e perciò il battesimo non deve essere fondato soltanto sull'entusiasmo o sulle emozioni, ma deve essere saldamente basato su quelle reali e profonde esperienze cristiane che lo possono rendere duraturo e perfetto.

    Cerchiamo di esaminare in maniera ordinata ed elementare questo argomento:

    - Conosci la dottrina cristiana?

    Non puoi certamente impegnarti a vivere la vita cristiana se non conosci la dottrina cristiana o almeno se non conosci le verità fondamentali dell'insegnamento di Cristo. Qui di seguito poi leggere alcuni "articoli di fede" che, messi insieme, possono essere considerati un "riassunto della dottrina cristiana". Esamina attentamente questi articoli di fede; cerca di comprendere profondamente il significato di essi e, soprattutto, leggi con attenzione tutti i passi biblici che sono richiamati in ogni articolo.

    Quando questo riassunto sarà chiaro e quando avrai la profonda certezza che questa dottrina è veramente la dottrina che tu desideri accettare, seguire e proclamare, potrai dire di possedere almeno i principi elementari della dottrina cristiana. Il battesimo è un atto di fede e di sottomissione; con esso il credente rende testimonianza della salvezza realizzata in Cristo e manifesta il proposito di seguire Cristo; quindi, ripetiamo, il battesimo è un patto solenne ed impegnativo che si stringe con Dio; sei pronto a stringere questo patto e a rispettare questo patto?

    Conosci i principi della dottrina cristiana? Sei disposto a rispettare le regole della vita comunitaria e della morale che disciplina la vita dei figliuoli di Dio?

    Considera con attenzione queste domande e rispondi con sincerità e con cautela ad ognuna di esse. Ti ripetiamo ancora una volta: il battesimo è un impegno; può esser assomigliato ad una solenne "parola" e tu stai bene che la "parola" ha valore quando procede dalla mente e dal cuore.

    Una parola che non procede dalla mente e dal cuore è un suono senza significato e così un battesimo compiuto senza una preparazione profonda, senza una fede sincera, senza una convinzione assoluta, è soltanto una vuota formalità liturgica.

    ARTICOLI DI FEDE
    1. Noi crediamo ed accettiamo l'intera Bibbia come infallibile Parola di Dio, ispirata dallo Spirito Santo, sola e perfetta regola della nostra fede e della nostra condotta, alla quale nulla si può aggiungere o togliere. Noi crediamo quindi che nessun testo di letteratura cristiana o teologica, nessuna tradizione orale, nessuna affermazione storica o leggendaria, possa modificare le verità dichiarate dalla Bibbia.

    2. Noi crediamo all'esistenza di un solo Dio, eterno e d' infinita potenza, il Creatore ed il Signore di tutte le cose: Uno nell'essenza e Trino nelle Persone e quindi che nell'unità di Esso vi sono le tre distinte persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. (Matteo 3:16-17, Atti 20:28.)

    3. Noi crediamo che Gesù Cristo è il figliuolo di Dio e cioè la Parola eterna fatta carne. Egli fu concepito dallo Spirito Santo e assunse la natura umana in seno di Maria Vergine: fu veramente in questa terra nella duplice natura divina e umana cioè "vero Dio" e "vero uomo". Egli è il Salvatore unico e perfetto degli uomini; nella Sua morte, e nella Sua resurrezione è compiuta la redenzione di coloro che credono in Lui. (Ebrei 2:14; Filippesi 2:6)

    4. Noi crediamo che la salvezza si ottiene soltanto per la fede in Cristo e perciò nell'accettazione dell'opera compiuta dal Salvatore si realizzano perdono, giustificazione, rigenerazione, santificazione e glorificazione. (Romani 4:25; 1 Corinzi 10)

    5. Noi crediamo, in relazione a quanto sopra, che la santificazione è un atto della grazia divina che si sviluppa nel tempo come elemento necessario alla salvezza. (Ebrei 12:14)

    6. Noi crediamo che coloro che credono in Cristo "devono" essere battezzati per immersione nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Riteniamo che credere in Gesù significhi accettare coscientemente e consapevolmente la personalità e l'opera di Cristo. (Matteo 28:19; Atti 86-37)

    7. Noi crediamo che al credente è stato promesso da Dio il "battesimo dello Spirito Santo" che rappresenta un'esperienza spirituale indipendente dalla salvezza e susseguente ad essa. Il battesimo dello Spirito Santo è la partecipazione di una potenza divina che satura il credente e si manifesta sensibilmente attraverso il segno carismatico "delle lingue". Il battesimo dello Spirito Santo costituisce un potenziamento della vita spirituale e morale del cristiano. (Atti 1:8; 2:4)

    8. Noi crediamo che la Santa Cena simboleggia il sacrificio del Figliuolo di Dio, e chi la partecipa rammemora e annuncia la Sua morte e la manifestazione del Suo amore e realizza, mediante la fede, una comunione "spirituale" col Suo corpo e col Suo sangue. (1 Corinzi 11:26-27)

    9. Noi crediamo nella guarigione divina che, secondo le promesse delle Scritture, può che essere conseguita a mezzo della preghiera, dell'unzione dell'olio e dell'imposizione delle mani. (Giacomo 5:14-15; la Marco 16:18)

    10. Noi crediamo al ministero soprannaturale della chiesa e perciò crediamo che i credenti possono essere rivestiti da Dio di ministeri e doni spirituali a mezzo della potenza dello Spirito Santo. (1 Corinzi 12:4-6)

    11. Noi crediamo che il segno evidente e pratico della salvezza è costituito dalla "nuova nascita" in mancanza della quale il cristianesimo non è esperienza interiore è reale. (Giovanni 3-5)

    12. Noi crediamo all'attualità e alla validità delle deliberazioni del 1° Concilio cristiano tenutosi in Gerusalemme e pertanto riteniamo necessario astenersi "anche" dall'uso commestibile del sangue e delle carni soffocate. (Atti 15:29 )

    13. Noi crediamo che oltre alla caduta dell'uomo, e prima di questa, c'è stata la caduta degli angeli che nella ribellione a Dio hanno esperimentata la potenza della Sua autorità e che oggi rappresentano nel mondo spirituale le potenze malefiche capaci di influenzare negativamente la volontà degli uomini, e crediamo altresì che questa potenza sarà definitivamente debellata nel compimento del piano di Dio. (Giuda 6)

    14. Noi crediamo al visibile ritorno del Signore, alla resurrezione dei morti, alla Regno millenniale di Cristo, al giudizio eterno, alla condanna dei reprobi, all'inabissamento di satana, dei suoi angeli e dei suoi sudditi, alla glorificazione della Chiesa, alla Regno eterno di Dio. (Apocalisse 20-22)

    (nota: questo " credo " impegna esclusivamente l'autore di questo opuscolo).

    Questi "articoli di fede" possano essere considerati il fondamento dottrinale del nostro Movimento; noi li accettiamo nella convinzione che essi rappresentano la "dottrina cristiana" e quindi anche tu devi considerarli e accettarli nella stessa maniera se desideri veramente avere comunione col popolo cristiano nel mezzo del quale hai esperimentato la potenza della grazia di Dio.

    Superato questo esame è indispensabile compiere un altro punto: quello relativo alla "morale" cristiana. Sei certo di conoscere quello che "devi fare" e quello che "non devi fare" dal giorno che col battesimo ti sei preso un impegno di fronte a Dio?

    La tua vita deve essere una "vita nuova", ma tu sei bene che cosa vuol dire " vita nuova? ".

    Questo esame ti riporta alla "dottrina cristiana", ma non per considerarla nelle sue verità teologiche o nelle sue affermazioni filosofiche, ma per approfondirla nel suo insegnamento pratico, nel suo insegnamento di vita morale nella società, nella famiglia, nella chiesa.

    Esamina attentamente i punti programmatici che seguono con sincerità. Quando sarai certo di accettare incondizionatamente queste regole come regole della tua vita di credente, potrai concludere di essere ben disposto a vivere una vita cristiana.
    .......................

    IL BATTESIMO ALLA LUCE DELLE SCRITTURE
    In questo capitolo vogliamo cercare di approfondire e chiarire l'argomento di questo opuscolo, esaminando alla luce di quei passi biblici più comunemente citati per lumeggiare il significato del battesimo cristiano.

    È meraviglioso constatare l'armonia delle Scritture sull'argomento del battesimo per che i ed è interessante notare come esse dichiarino costantemente che il battesimo deve seguire e non precedere le esperienze fondamentali della salvezza.

    Il primo passo, seguendo l'ordine bibliografico del Nuovo Testamento, che esprime un concetto dottrinale relativo al battesimo si trova nell'ultimo capitolo delle vangelo secondo Matteo ove possiamo leggere: " Andate dunque ed ammaestrare tutti popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figliolo, e dello Spirito santo; insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandate..."

    Oltre alla formula battesimale sembra che questo passo contenga altre delucidazioni dottrinali, ma se lo consideriamo attentamente ci accorgiamo invece che esso fornisce alcune precisazioni pratiche di notevole importanza.

    " Ammaestrate i popoli: insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandate".

    Il battesimo deve venire dopo l'ammaestramento ed anzi deve essere, sembra dire questo passo dell'Evangelo, una decisione a seguire l'ammaestramento.

    Il credente quindi deve essere consapevole dell'atto che compie, deve essere chiaramente e profondamente ammaestrato intorno al battesimo; deve sapere cioè che il battesimo lo impegna ad accettare e praticare "tutte le cose che Cristo ha comandate".

    Nella nostra nazione dove la totalità della popolazione è sfornita di una conoscenza biblica, non si può e non si deve avere l'illusione di giudicare pronti per il battesimo quei credenti che non hanno frequentato, per un periodo più o meno prolungato, una qualsiasi comunità cristiana capace di ammaestrarli nella dottrina.

    Salvezza, grazia, giustificazione, rigenerazione, ministeri, doni dello Spirito, santificazione... sono concetti sconosciuti ed incomprensibili alla maggioranza delle persone con le quali veniamo in contatto nelle nostre città e perciò non possiamo credere che essi siano pronti per il battesimo prima di essere stati ammaestrati intorno alle verità fondamentali del cristianesimo. Essi devono avere un concetto chiaro dell'opera e del meccanismo della salvezza; devono avere idee abbastanza precise intorno a quelle verità che si oppongono agli errori della dottrina da loro seguita, ma soprattutto devono avere una visione limpida del "genere di vita" che sono chiamati ad eleggere e a seguire con il loro ingresso nelle file del popolo di Dio.

    Con questo non vogliamo affermare che il catecumeno deve "sapere" tutto e deve "conoscere" tutto, nel senso assoluto della parola; no, ma deve almeno conoscere "tutto" quello che è necessario per fargli assumere un impegno serio, profondo, cosciente.

    Sei pronto per il battesimo? Cioè, caro fratello sei certo di conoscere i fondamenti della dottrina cristiana e della morale cristiana che ti chiamano a santità e a santificazione?

    Proseguiamo ora nell'esame dei passi biblici. In Marco 16:16 leggiamo: " chi avrà creduto che sarà stato battezzato, sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato ".

    Anche questo passo ci introduce nella profondità dell'argomento e, unito al precedente, lo allarga e lo chiarisce. Il battesimo non salva, ed il battesimo non perde; per "se stesso", cioè, il battesimo non ha alcun potere soprannaturale.

    "Chi ha creduto... chi non avrà creduto..."; ecco i termini di misura stabiliti da Dio; la fede e l'incredulità.

    Paolo dirà più tardi: " Se tu confessi con le labbra Gesù Cristo e credi nel tuo cuore che Iddio lo ha resuscitato dai morti, sarai salvato... " (Romani 10:9)

    Come la confessione delle labbra deve esprimere la fede del cuore, così il battesimo dell'acqua deve dimostrare la salvezza afferrata per la fede nel Signore.

    Se non c'è fede nel cuore, la confessione delle labbra risulta vana; se l'anima non ha creduto in Cristo il battesimo non ha nessuna efficacia per i credente: non lo salva e non lo perde, ma egli è perduto però per la sua incredulità.

    Qualcuno afferma che se la salvezza viene dalla fede il battesimo è superfluo. Noi non siamo d'accordo con questa affermazione perché riteniamo che come è necessaria la confessione delle labbra, così è necessario il battesimo.

    Quando il battesimo viene eseguito nel rispetto della dottrina cristiana rappresenta la testimonianza della fede, la confessione della fede, l'ubbidienza della fede. L'evangelista Filippo all'amministratore della regina di Etiopia, che compunto nel cuore richiedeva di essere battezzato, disse: "Se tu credi con tutto il cuore, ti è lecito!"

    La fede doveva essere esercitata prima del battesimo perché la salvezza doveva essere acquisita prima, ma anche il battesimo era necessario per regolarizzare la propria posizione davanti a Dio.

    In un solo caso la Scrittura ci parla di neofiti battezzati senza essere interrogati intorno alle loro esperienze cristiane; ci riferiamo al caso, dettagliatamente descritto dal libro degli Atti, di Cornelio e della sua casa. In questo caso però ogni domanda era superflua perché le esperienze interiori furono chiaramente dimostrate dalla manifestazione esteriore del battesimo dello Spirito Santo.

    Se quei credenti erano stati riempiti di Spirito ed erano stati resi traboccanti della gloria e della potenza di Dio, avevano certamente già accettato il Salvatore mediante la fede ed avevano già realizzato in Lui le esperienze fondamentali della grazia.

    Non dimentichiamoci che questi credenti di Cesarea, benché di origine pagana erano già stati introdotti nella conoscenza di Dio e della Sua legge in qualità di proseliti.

    La fede è il veicolo per giungere alla salvezza ed il battesimo è il suggello e la dimostrazione della fede.

    Proseguiamo il nostro esame e prendiamo in considerazione le parole di Paolo ai Romani: "noi dunque siamo stati con lui seppelliti per il battesimo a morte..." (Romani 6:4).

    Queste parole sono state usate in maniera impropria da coloro che sostengono che la salvezza viene dal battesimo e che col battesimo il credente riceve potenza per morire al peccato e rinascere per la giustizia. Noi pensiamo che una riflessione onesta chiarisce il significato preciso di questo passo e dimostra, insieme a tutti gli altri, che il battesimo deve essere compiuto dopo avere realizzato le esperienze della salvezza. Il battesimo non è una cerimonia miracolosa che cambia la personalità, ma è un atto simbolico che aiuta a raggiungere, per la fede, le realtà dello Spirito che esprime. Di questo parleremo più chiaramente e più dettagliatamente in seguito.

    Ritorniamo al passo di Paolo: "noi siamo seppelliti...".. Il battesimo quindi è semplicemente il seppellimento..., ma chi si seppellisce?

    Noi sappiamo che la sepoltura è l'estrema dimora dell'uomo, ma essa si apre soltanto con la sua morte. Il battesimo è la sepoltura dell'uomo "morto" ed è la resurrezione dell'uomo "rigenerato".

    La morte deve venire prima della sepoltura ed anche la resurrezione deve esistere prima del battesimo perché nell'esperienza cristiana morte e nuova nascita sono legate assieme.

    Il battesimo perciò è soltanto una materializzazione, cioè una simbologia di una realtà precedentemente esistente.

    Il simbolo cristiano però non è mai una formalità vuota o un'espressione muta, ma è una parola precisa che parla al credente e parla per il credente e quindi, se è vero che la realtà spirituale della morte e della rinascita, esistevano prima del battesimo, è anche vero che col battesimo il credente rende solenne testimonianza della sua morte al mondo e della sua resurrezione in una "nuova vita" offerta a Dio per la Sua gloria.

    Esaminiamo ora un altro importantissimo passo biblico che illumina il nostro soggetto; nella prima epistola dell'Apostolo Pietro leggiamo: "I quali furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava ai giorni di Noè mentre si apparecchiava l'arca; nella quale poche anime, cioè otto, furono salvate per mezzo dell'acqua. Alla quale figura corrispondendo il battesimo (non il nettamento delle brutture della carne, ma la domanda di buona coscienza presso Dio), ora salva ancora noi, per la resurrezione di Gesù Cristo".1 Pietro 3:20-21.

    Questo passo della Scrittura sembra essere il più dettagliato e il più chiaro intorno all'argomento. Possiamo rilevare, nell'esaminarlo, le seguenti verità:

    - L'Arca di Noè, che in mezzo alle acque preserva e salva il patriarca e la sua famiglia, è una figura del battesimo cristiano. Il battesimo non è un lavacro che può, da se stesso, lavare le brutture della carne .

    - Il battesimo è una domanda di buona coscienza davanti a Dio, quindi un "patto" che si fa con Dio.

    - La nostra salvezza è soltanto in Cristo, dato per le nostre offese è risuscitato per la nostra giustificazione. (Romani 4:25)

    Fermiamo più lungamente la nostra attenzione su queste affermazioni: "L'arca figura del battesimo". Noè fu salvato a mezzo dell'arca come il cristiano viene salvato a mezzo del battesimo (Marco 16:16). Ma in realtà Noè fu salvato dalla sua giustizia, prima ancora che fosse costruita l'arca; egli fu preservato da Dio nell'arca perché era stato trovato giusto e fedele.

    Anche il cristiano è salvato prima di entrare nelle acque del battesimo ed anzi egli può "essere immerso" soltanto perché ha ottenuto grazia per la fede.

    La figura di Noè ci suggerisce anche un'altra considerazione; il patriarca fu salvato a mezzo dell'arca e quando uscì da questa fece un altare a Dio, offrì sopra di esso le sue offerte e suggellò un patto con l'Altissimo.

    Il cristiano che nasce dalle acque battesimali deve sentire l'obbligo di rispettare quel patto fatto con Dio, che lo impegna a camminare in novità di vita.

    Nella sua vita ci deve essere un altare, un'offerta, una legge.

    Il battesimo non è il lavacro delle brutture della carne. Colui che scende nelle acque senza essere stato purificato ed imbiancato nel sangue di Cristo, esce dal battesimo con le medesime contaminazioni.

    Il battesimo non lava, non salva, non rigenera; il battesimo non può neanche essere assomigliato alle pratiche della purificazione seguite dagli israeliti. Quindi il credente deve avere già esperimentato la potenza del sangue e l'opera della grazia.

    Il battesimo infine è una domanda di buona coscienza davanti a Dio. Il credente si presenta con la sua fede, col suo amore, col suo impegno; egli promette di servire a Dio perché egli crede nella potenza salvifera di Cristo.

    Il credente non guarda all'acqua, non crede al potere miracoloso o quasi magico della pratica, ma guarda a Dio ed esprime la sua fede, la sua testimonianza e la sua volontà a mezzo del battesimo .

    Cristo offerto sul Calvario; Cristo vincitore sulla morte, rimane il solo, vero, assoluto termine di salvezza per tutta l'umanità.

    Questo passo di Pietro si assomiglia ad un altro passo contenuto nell'epistola di Paolo ai Corinzi: "Tutti furono battezzati in Mosè nella nuvola e nel mare" (1 Corinzi 10: 2).

    Anche qui ci troviamo di fronte ad una figura. Il popolo d'Israele, simbolicamente, riceve un battesimo a mezzo della nuvola e del Mar Rosso.

    La nuvola della presenza di Dio e le acque del Mar Rosso parlano di potenza e di salvezza, ma bisogna osservare ancora un volta che questa potenza e questa salvezza vengono dopo la realizzazione della salvezza.

    Israele in Egitto ha veduto e partecipato abbondantemente la manifestazione della potenza divina e, finalmente, ricevuta redenzione completa, liberazione.

    Soltanto dopo queste evidenti espressioni di potenza e di salvezza Israele viene battezzato simbolicamente nella nuvola e nel mare.

    Perciò prima del battesimo ci deve essere l'incontro con Dio, la partecipazione della potenza di Dio, la realizzazione della salvezza di Dio.

    Ormai verso la conclusione dobbiamo ripetere:

    - Il battesimo non è la salvezza, ma esprime la salvezza; non è la purificazione, ma esprime la purificazione; non era rigenerazione, ma esprime la rigenerazione. Quando cioè il battesimo viene compiuto con coscienza illuminata, con fede vera e con sincerità profonda non soltanto esso rende testimonianza della salvezza, della purificazione e della rigenerazione, ma applica in un modo più efficace, per la potenza dello Spirito Santo, queste realtà, espresse dalla forma del battesimo, nella vita del credente. I

    In altre parole noi crediamo che come " l'olio dell'unzione" conduce il credente sincero, alla potenza dello Spirito, della guarigione, e come il "pane ed il vino" conducono la coscienza pura, al corpo e al sangue di Cristo , così l'acqua del battesimo porta il credente sincero ad afferrare più profondamente la potenza della grazia che purifica, salva e rigenera.

    Sei pronto per il battesimo?

    Considera quanto hai letto in questo capitolo ed esamina se la tua posizione è esatta, illuminata e sincera.

    I passi della scrittura che sono stati citati possono guidarti nell'investigazione e farti conoscere il significato e il valore di un atto che non è, come taluni credono, un vuoto formalismo religioso, ma è quell'atto di fedeltà che esprime efficacemente una testimonianza di fede, un'opera di salvezza, un patto con Dio.
    ..........................

    http://www.chiesadiroma.it/RBracco/battesimo.htm

    anche se posso essere daccordo che meglio sarebbe ricevere il battesimo in età adultanon ci vedo nulla di strano sul fatto che dei genitori cristiani si impegnino con il battesimo a crescere i loro figli seguendo un'istruzione/educazione cristiana che non credo possa essere per questi deleteria.
    Poi sinceramente non vedo quali siano i risvolti civili che puo 'avere il battesimo!

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da morena
    CHE COS'È IL BATTESIMO?

    Il battesimo, afferma un dizionario biblico di indubbio valore, è il "rito di iniziazione" alla vita cristiana.

    In altre parole il battesimo è quell'atto religioso che introduce ufficialmente il credente nel cristianesimo e quindi nella Chiesa. Esso fu istituito da Gesù Cristo, benché la Scrittura non ci descriva l'epoca e le circostanze di questa istituzione. È chiaro però che esisteva precedentemente all'istituzione cristiana e noi troviamo che Giovanni, precursore del Messia, fu chiamato il Battista appunto perché ha praticato il battesimo a coloro che accettavano il suo messaggio di ravvedimento.

    Il battesimo assomiglia in alcuni particolari esteriori alle pratiche della purificazione ebraica e perciò poteva essere chiaramente compreso, nel suo significato simbolico, dagli israeliti dell'epoca di Giovanni, abituati d'altronde al linguaggio dei simboli e delle figure. E naturalmente il significato del battesimo di Giovanni era completamente differente da quello del battesimo cristiano. (Atti 19).

    Il Battista immergeva nelle acque coloro che volevano esprimere il loro ravvedimento cioè il loro pentimento al male e la loro volontà di operare il bene. (Luca 3:11-14).

    Per questa ragione Giovanni Battista non voleva amministrare il battesimo a Gesù. Egli non sapeva ancora che era il Figliuolo di Dio perché non lo "conosceva" come tale e soltanto dopo la discesa dello Spirito Santo in forma di colomba gli fu rivelata questa verità, cioè soltanto dopo il battesimo di Gesù fu illuminato intorno alla messianicità di Cristo.

    Egli non sapeva che era il Figliuolo di Dio, ma ben sapeva che era un uomo giusto e pio e quindi sapeva che non aveva bisogno di un battesimo di ravvedimento. (Matteo 3:14).

    Il battesimo cristiano invece non è soltanto il segno e la testimonianza della ravvedimento, ma è l'espressione visibile della salvezza e la testimonianza della fede: un atto di ubbidienza, un patto con Dio, un perfezionamento, anche formale, della personalità cristiana.

    La forma del battesimo è espressa in parte dal suo stesso nome che può essere tradotto: "immersione"; la formula battesimale chiaramente definita dalle parole di Gesù: "nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo".

    L'immersione nell'acqua, nella quale dovrebbe scendere anche il ministro (Atti 88), simboleggia in maniera perfetta il seppellimento della vita precedente alla salvezza e perciò esprime la morte dell'incredulità, del peccato, della condanna eterna. La formula battesimale dichiara la sottomissione del credente all'autorità delle Persone della Trinità e quindi l'accettazione dell'opera di salvezza provveduta dal Padre, manifestata e compiuta dal Figlio ed applicata dallo Spirito Santo all'anima umana.

    Tutta la scrittura è concorde nello stabilire una relazione tra coscienza dell'individuo e il battesimo e perciò non soltanto viene escluso il battesimo dei neonati, ma viene anche esclusa la validità del battesimo di coloro che non hanno acquisito una coscienza cristiana.

    Il battesimo sancisce, ripetiamo, l'ingresso del credente nella Chiesa cristiana e noi possiamo infatti osservare che le epistole del Nuovo Testamento sottolineano il fatto che un credente è veramente credente soltanto dopo il battesimo (Romani 6-4).

    Nelle prime comunità cristiane potevano rimanere presenti alla celebrazione della Santa Cena e partecipare ad essa soltanto coloro che avevano accettato il battesimo.

    Il pensiero dei cristiani dell'epoca apostolica, ma soprattutto l'insegnamento della Scrittura ci insegnano che il battesimo non è un atto liturgico che adempie una formalità esteriore, ma è quel rito simbolico che esprime e realizza le condizioni necessarie alla vita cristiana intesa come testimonianza di fede e come manifestazione di salvezza in santità ed amore.

    Con queste parole non vogliamo dire che la salvezza e la santità vengono generate dal battesimo, ma vogliamo soltanto affermare che il battesimo deve testimoniare di questa realtà e quindi deve renderle più evidenti nella vita del credente, in forza di quel meccanismo spirituale che traduce i simboli cristiani in espressioni e manifestazioni di potenza soprannaturale. Comunque, poiché nelle pagine di questo opuscolo dovremo tornare in maniera più precisa e più semplice su questo argomento vogliamo ormai concludere che con l'affermare: "il battesimo è quel rito simbolico che introduce il credente nella vita cristiana; esso è un atto di fede, di sottomissione e di impegno che suggella un patto con Dio e quindi permette di raggiungere, attraverso il suo contenuto spirituale, le realtà che esprime, quando nel credente sono adempiute le condizioni stabilite dalla dottrina cristiana. (Romani 6:17).

    SEI PRONTO PER IL BATTESIMO?

    Fratello sei pronto a scendere nell'acqua del battesimo?

    Conosci bene il significato di quanto stai per fare?

    Sei pronto ad assumerti onestamente tutte le responsabilità di questo importantissimo atto cristiano?

    Queste domande non vogliono fermare il tuo entusiasmo o scoraggiare la tua decisione ma vogliono soltanto spingerti ad esaminare profondamente il tuo cuore affinché il battesimo cristiano sia per te una fonte di benedizione e non un motivo di amarezza.

    Col battesimo ti accingi a fare una solenne confessione davanti a Dio e davanti agli uomini e quindi ti assumi grandi responsabilità di fronte al cielo e alla terra; sii prudente e non accettare impegni che forse domani non vorrai e non potrai mantenere.

    La parabola dell'Evangelo ci ricorda che la saggezza si trova nella preveggenza: prima di cominciare a costruire la nostra casa dobbiamo essere certi di avere abbastanza materiale per poterla ultimare. Prima di fare un patto con Dio dobbiamo essere sicuri di conoscere le condizioni o le regole di questo patto e dobbiamo soprattutto essere sicuri di trovarci nella condizione spirituale che può farci osservare questo glorioso impegno cristiano. L'entusiasmo è un sentimento utile, ma non basta avere entusiasmo per compiere il nostro dovere davanti a Dio e perciò il battesimo non deve essere fondato soltanto sull'entusiasmo o sulle emozioni, ma deve essere saldamente basato su quelle reali e profonde esperienze cristiane che lo possono rendere duraturo e perfetto.

    Cerchiamo di esaminare in maniera ordinata ed elementare questo argomento:

    - Conosci la dottrina cristiana?

    Non puoi certamente impegnarti a vivere la vita cristiana se non conosci la dottrina cristiana o almeno se non conosci le verità fondamentali dell'insegnamento di Cristo. Qui di seguito poi leggere alcuni "articoli di fede" che, messi insieme, possono essere considerati un "riassunto della dottrina cristiana". Esamina attentamente questi articoli di fede; cerca di comprendere profondamente il significato di essi e, soprattutto, leggi con attenzione tutti i passi biblici che sono richiamati in ogni articolo.

    Quando questo riassunto sarà chiaro e quando avrai la profonda certezza che questa dottrina è veramente la dottrina che tu desideri accettare, seguire e proclamare, potrai dire di possedere almeno i principi elementari della dottrina cristiana. Il battesimo è un atto di fede e di sottomissione; con esso il credente rende testimonianza della salvezza realizzata in Cristo e manifesta il proposito di seguire Cristo; quindi, ripetiamo, il battesimo è un patto solenne ed impegnativo che si stringe con Dio; sei pronto a stringere questo patto e a rispettare questo patto?

    Conosci i principi della dottrina cristiana? Sei disposto a rispettare le regole della vita comunitaria e della morale che disciplina la vita dei figliuoli di Dio?

    Considera con attenzione queste domande e rispondi con sincerità e con cautela ad ognuna di esse. Ti ripetiamo ancora una volta: il battesimo è un impegno; può esser assomigliato ad una solenne "parola" e tu stai bene che la "parola" ha valore quando procede dalla mente e dal cuore.

    Una parola che non procede dalla mente e dal cuore è un suono senza significato e così un battesimo compiuto senza una preparazione profonda, senza una fede sincera, senza una convinzione assoluta, è soltanto una vuota formalità liturgica.

    ARTICOLI DI FEDE
    1. Noi crediamo ed accettiamo l'intera Bibbia come infallibile Parola di Dio, ispirata dallo Spirito Santo, sola e perfetta regola della nostra fede e della nostra condotta, alla quale nulla si può aggiungere o togliere. Noi crediamo quindi che nessun testo di letteratura cristiana o teologica, nessuna tradizione orale, nessuna affermazione storica o leggendaria, possa modificare le verità dichiarate dalla Bibbia.

    2. Noi crediamo all'esistenza di un solo Dio, eterno e d' infinita potenza, il Creatore ed il Signore di tutte le cose: Uno nell'essenza e Trino nelle Persone e quindi che nell'unità di Esso vi sono le tre distinte persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. (Matteo 3:16-17, Atti 20:28.)

    3. Noi crediamo che Gesù Cristo è il figliuolo di Dio e cioè la Parola eterna fatta carne. Egli fu concepito dallo Spirito Santo e assunse la natura umana in seno di Maria Vergine: fu veramente in questa terra nella duplice natura divina e umana cioè "vero Dio" e "vero uomo". Egli è il Salvatore unico e perfetto degli uomini; nella Sua morte, e nella Sua resurrezione è compiuta la redenzione di coloro che credono in Lui. (Ebrei 2:14; Filippesi 2:6)

    4. Noi crediamo che la salvezza si ottiene soltanto per la fede in Cristo e perciò nell'accettazione dell'opera compiuta dal Salvatore si realizzano perdono, giustificazione, rigenerazione, santificazione e glorificazione. (Romani 4:25; 1 Corinzi 10)

    5. Noi crediamo, in relazione a quanto sopra, che la santificazione è un atto della grazia divina che si sviluppa nel tempo come elemento necessario alla salvezza. (Ebrei 12:14)

    6. Noi crediamo che coloro che credono in Cristo "devono" essere battezzati per immersione nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Riteniamo che credere in Gesù significhi accettare coscientemente e consapevolmente la personalità e l'opera di Cristo. (Matteo 28:19; Atti 86-37)

    7. Noi crediamo che al credente è stato promesso da Dio il "battesimo dello Spirito Santo" che rappresenta un'esperienza spirituale indipendente dalla salvezza e susseguente ad essa. Il battesimo dello Spirito Santo è la partecipazione di una potenza divina che satura il credente e si manifesta sensibilmente attraverso il segno carismatico "delle lingue". Il battesimo dello Spirito Santo costituisce un potenziamento della vita spirituale e morale del cristiano. (Atti 1:8; 2:4)

    8. Noi crediamo che la Santa Cena simboleggia il sacrificio del Figliuolo di Dio, e chi la partecipa rammemora e annuncia la Sua morte e la manifestazione del Suo amore e realizza, mediante la fede, una comunione "spirituale" col Suo corpo e col Suo sangue. (1 Corinzi 11:26-27)

    9. Noi crediamo nella guarigione divina che, secondo le promesse delle Scritture, può che essere conseguita a mezzo della preghiera, dell'unzione dell'olio e dell'imposizione delle mani. (Giacomo 5:14-15; la Marco 16:18)

    10. Noi crediamo al ministero soprannaturale della chiesa e perciò crediamo che i credenti possono essere rivestiti da Dio di ministeri e doni spirituali a mezzo della potenza dello Spirito Santo. (1 Corinzi 12:4-6)

    11. Noi crediamo che il segno evidente e pratico della salvezza è costituito dalla "nuova nascita" in mancanza della quale il cristianesimo non è esperienza interiore è reale. (Giovanni 3-5)

    12. Noi crediamo all'attualità e alla validità delle deliberazioni del 1° Concilio cristiano tenutosi in Gerusalemme e pertanto riteniamo necessario astenersi "anche" dall'uso commestibile del sangue e delle carni soffocate. (Atti 15:29 )

    13. Noi crediamo che oltre alla caduta dell'uomo, e prima di questa, c'è stata la caduta degli angeli che nella ribellione a Dio hanno esperimentata la potenza della Sua autorità e che oggi rappresentano nel mondo spirituale le potenze malefiche capaci di influenzare negativamente la volontà degli uomini, e crediamo altresì che questa potenza sarà definitivamente debellata nel compimento del piano di Dio. (Giuda 6)

    14. Noi crediamo al visibile ritorno del Signore, alla resurrezione dei morti, alla Regno millenniale di Cristo, al giudizio eterno, alla condanna dei reprobi, all'inabissamento di satana, dei suoi angeli e dei suoi sudditi, alla glorificazione della Chiesa, alla Regno eterno di Dio. (Apocalisse 20-22)

    (nota: questo " credo " impegna esclusivamente l'autore di questo opuscolo).

    Questi "articoli di fede" possano essere considerati il fondamento dottrinale del nostro Movimento; noi li accettiamo nella convinzione che essi rappresentano la "dottrina cristiana" e quindi anche tu devi considerarli e accettarli nella stessa maniera se desideri veramente avere comunione col popolo cristiano nel mezzo del quale hai esperimentato la potenza della grazia di Dio.

    Superato questo esame è indispensabile compiere un altro punto: quello relativo alla "morale" cristiana. Sei certo di conoscere quello che "devi fare" e quello che "non devi fare" dal giorno che col battesimo ti sei preso un impegno di fronte a Dio?

    La tua vita deve essere una "vita nuova", ma tu sei bene che cosa vuol dire " vita nuova? ".

    Questo esame ti riporta alla "dottrina cristiana", ma non per considerarla nelle sue verità teologiche o nelle sue affermazioni filosofiche, ma per approfondirla nel suo insegnamento pratico, nel suo insegnamento di vita morale nella società, nella famiglia, nella chiesa.

    Esamina attentamente i punti programmatici che seguono con sincerità. Quando sarai certo di accettare incondizionatamente queste regole come regole della tua vita di credente, potrai concludere di essere ben disposto a vivere una vita cristiana.
    .......................

    IL BATTESIMO ALLA LUCE DELLE SCRITTURE
    In questo capitolo vogliamo cercare di approfondire e chiarire l'argomento di questo opuscolo, esaminando alla luce di quei passi biblici più comunemente citati per lumeggiare il significato del battesimo cristiano.

    È meraviglioso constatare l'armonia delle Scritture sull'argomento del battesimo per che i ed è interessante notare come esse dichiarino costantemente che il battesimo deve seguire e non precedere le esperienze fondamentali della salvezza.

    Il primo passo, seguendo l'ordine bibliografico del Nuovo Testamento, che esprime un concetto dottrinale relativo al battesimo si trova nell'ultimo capitolo delle vangelo secondo Matteo ove possiamo leggere: " Andate dunque ed ammaestrare tutti popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figliolo, e dello Spirito santo; insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandate..."

    Oltre alla formula battesimale sembra che questo passo contenga altre delucidazioni dottrinali, ma se lo consideriamo attentamente ci accorgiamo invece che esso fornisce alcune precisazioni pratiche di notevole importanza.

    " Ammaestrate i popoli: insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandate".

    Il battesimo deve venire dopo l'ammaestramento ed anzi deve essere, sembra dire questo passo dell'Evangelo, una decisione a seguire l'ammaestramento.

    Il credente quindi deve essere consapevole dell'atto che compie, deve essere chiaramente e profondamente ammaestrato intorno al battesimo; deve sapere cioè che il battesimo lo impegna ad accettare e praticare "tutte le cose che Cristo ha comandate".

    Nella nostra nazione dove la totalità della popolazione è sfornita di una conoscenza biblica, non si può e non si deve avere l'illusione di giudicare pronti per il battesimo quei credenti che non hanno frequentato, per un periodo più o meno prolungato, una qualsiasi comunità cristiana capace di ammaestrarli nella dottrina.

    Salvezza, grazia, giustificazione, rigenerazione, ministeri, doni dello Spirito, santificazione... sono concetti sconosciuti ed incomprensibili alla maggioranza delle persone con le quali veniamo in contatto nelle nostre città e perciò non possiamo credere che essi siano pronti per il battesimo prima di essere stati ammaestrati intorno alle verità fondamentali del cristianesimo. Essi devono avere un concetto chiaro dell'opera e del meccanismo della salvezza; devono avere idee abbastanza precise intorno a quelle verità che si oppongono agli errori della dottrina da loro seguita, ma soprattutto devono avere una visione limpida del "genere di vita" che sono chiamati ad eleggere e a seguire con il loro ingresso nelle file del popolo di Dio.

    Con questo non vogliamo affermare che il catecumeno deve "sapere" tutto e deve "conoscere" tutto, nel senso assoluto della parola; no, ma deve almeno conoscere "tutto" quello che è necessario per fargli assumere un impegno serio, profondo, cosciente.

    Sei pronto per il battesimo? Cioè, caro fratello sei certo di conoscere i fondamenti della dottrina cristiana e della morale cristiana che ti chiamano a santità e a santificazione?

    Proseguiamo ora nell'esame dei passi biblici. In Marco 16:16 leggiamo: " chi avrà creduto che sarà stato battezzato, sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato ".

    Anche questo passo ci introduce nella profondità dell'argomento e, unito al precedente, lo allarga e lo chiarisce. Il battesimo non salva, ed il battesimo non perde; per "se stesso", cioè, il battesimo non ha alcun potere soprannaturale.

    "Chi ha creduto... chi non avrà creduto..."; ecco i termini di misura stabiliti da Dio; la fede e l'incredulità.

    Paolo dirà più tardi: " Se tu confessi con le labbra Gesù Cristo e credi nel tuo cuore che Iddio lo ha resuscitato dai morti, sarai salvato... " (Romani 10:9)

    Come la confessione delle labbra deve esprimere la fede del cuore, così il battesimo dell'acqua deve dimostrare la salvezza afferrata per la fede nel Signore.

    Se non c'è fede nel cuore, la confessione delle labbra risulta vana; se l'anima non ha creduto in Cristo il battesimo non ha nessuna efficacia per i credente: non lo salva e non lo perde, ma egli è perduto però per la sua incredulità.

    Qualcuno afferma che se la salvezza viene dalla fede il battesimo è superfluo. Noi non siamo d'accordo con questa affermazione perché riteniamo che come è necessaria la confessione delle labbra, così è necessario il battesimo.

    Quando il battesimo viene eseguito nel rispetto della dottrina cristiana rappresenta la testimonianza della fede, la confessione della fede, l'ubbidienza della fede. L'evangelista Filippo all'amministratore della regina di Etiopia, che compunto nel cuore richiedeva di essere battezzato, disse: "Se tu credi con tutto il cuore, ti è lecito!"

    La fede doveva essere esercitata prima del battesimo perché la salvezza doveva essere acquisita prima, ma anche il battesimo era necessario per regolarizzare la propria posizione davanti a Dio.

    In un solo caso la Scrittura ci parla di neofiti battezzati senza essere interrogati intorno alle loro esperienze cristiane; ci riferiamo al caso, dettagliatamente descritto dal libro degli Atti, di Cornelio e della sua casa. In questo caso però ogni domanda era superflua perché le esperienze interiori furono chiaramente dimostrate dalla manifestazione esteriore del battesimo dello Spirito Santo.

    Se quei credenti erano stati riempiti di Spirito ed erano stati resi traboccanti della gloria e della potenza di Dio, avevano certamente già accettato il Salvatore mediante la fede ed avevano già realizzato in Lui le esperienze fondamentali della grazia.

    Non dimentichiamoci che questi credenti di Cesarea, benché di origine pagana erano già stati introdotti nella conoscenza di Dio e della Sua legge in qualità di proseliti.

    La fede è il veicolo per giungere alla salvezza ed il battesimo è il suggello e la dimostrazione della fede.

    Proseguiamo il nostro esame e prendiamo in considerazione le parole di Paolo ai Romani: "noi dunque siamo stati con lui seppelliti per il battesimo a morte..." (Romani 6:4).

    Queste parole sono state usate in maniera impropria da coloro che sostengono che la salvezza viene dal battesimo e che col battesimo il credente riceve potenza per morire al peccato e rinascere per la giustizia. Noi pensiamo che una riflessione onesta chiarisce il significato preciso di questo passo e dimostra, insieme a tutti gli altri, che il battesimo deve essere compiuto dopo avere realizzato le esperienze della salvezza. Il battesimo non è una cerimonia miracolosa che cambia la personalità, ma è un atto simbolico che aiuta a raggiungere, per la fede, le realtà dello Spirito che esprime. Di questo parleremo più chiaramente e più dettagliatamente in seguito.

    Ritorniamo al passo di Paolo: "noi siamo seppelliti...".. Il battesimo quindi è semplicemente il seppellimento..., ma chi si seppellisce?

    Noi sappiamo che la sepoltura è l'estrema dimora dell'uomo, ma essa si apre soltanto con la sua morte. Il battesimo è la sepoltura dell'uomo "morto" ed è la resurrezione dell'uomo "rigenerato".

    La morte deve venire prima della sepoltura ed anche la resurrezione deve esistere prima del battesimo perché nell'esperienza cristiana morte e nuova nascita sono legate assieme.

    Il battesimo perciò è soltanto una materializzazione, cioè una simbologia di una realtà precedentemente esistente.

    Il simbolo cristiano però non è mai una formalità vuota o un'espressione muta, ma è una parola precisa che parla al credente e parla per il credente e quindi, se è vero che la realtà spirituale della morte e della rinascita, esistevano prima del battesimo, è anche vero che col battesimo il credente rende solenne testimonianza della sua morte al mondo e della sua resurrezione in una "nuova vita" offerta a Dio per la Sua gloria.

    Esaminiamo ora un altro importantissimo passo biblico che illumina il nostro soggetto; nella prima epistola dell'Apostolo Pietro leggiamo: "I quali furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava ai giorni di Noè mentre si apparecchiava l'arca; nella quale poche anime, cioè otto, furono salvate per mezzo dell'acqua. Alla quale figura corrispondendo il battesimo (non il nettamento delle brutture della carne, ma la domanda di buona coscienza presso Dio), ora salva ancora noi, per la resurrezione di Gesù Cristo".1 Pietro 3:20-21.

    Questo passo della Scrittura sembra essere il più dettagliato e il più chiaro intorno all'argomento. Possiamo rilevare, nell'esaminarlo, le seguenti verità:

    - L'Arca di Noè, che in mezzo alle acque preserva e salva il patriarca e la sua famiglia, è una figura del battesimo cristiano. Il battesimo non è un lavacro che può, da se stesso, lavare le brutture della carne .

    - Il battesimo è una domanda di buona coscienza davanti a Dio, quindi un "patto" che si fa con Dio.

    - La nostra salvezza è soltanto in Cristo, dato per le nostre offese è risuscitato per la nostra giustificazione. (Romani 4:25)

    Fermiamo più lungamente la nostra attenzione su queste affermazioni: "L'arca figura del battesimo". Noè fu salvato a mezzo dell'arca come il cristiano viene salvato a mezzo del battesimo (Marco 16:16). Ma in realtà Noè fu salvato dalla sua giustizia, prima ancora che fosse costruita l'arca; egli fu preservato da Dio nell'arca perché era stato trovato giusto e fedele.

    Anche il cristiano è salvato prima di entrare nelle acque del battesimo ed anzi egli può "essere immerso" soltanto perché ha ottenuto grazia per la fede.

    La figura di Noè ci suggerisce anche un'altra considerazione; il patriarca fu salvato a mezzo dell'arca e quando uscì da questa fece un altare a Dio, offrì sopra di esso le sue offerte e suggellò un patto con l'Altissimo.

    Il cristiano che nasce dalle acque battesimali deve sentire l'obbligo di rispettare quel patto fatto con Dio, che lo impegna a camminare in novità di vita.

    Nella sua vita ci deve essere un altare, un'offerta, una legge.

    Il battesimo non è il lavacro delle brutture della carne. Colui che scende nelle acque senza essere stato purificato ed imbiancato nel sangue di Cristo, esce dal battesimo con le medesime contaminazioni.

    Il battesimo non lava, non salva, non rigenera; il battesimo non può neanche essere assomigliato alle pratiche della purificazione seguite dagli israeliti. Quindi il credente deve avere già esperimentato la potenza del sangue e l'opera della grazia.

    Il battesimo infine è una domanda di buona coscienza davanti a Dio. Il credente si presenta con la sua fede, col suo amore, col suo impegno; egli promette di servire a Dio perché egli crede nella potenza salvifera di Cristo.

    Il credente non guarda all'acqua, non crede al potere miracoloso o quasi magico della pratica, ma guarda a Dio ed esprime la sua fede, la sua testimonianza e la sua volontà a mezzo del battesimo .

    Cristo offerto sul Calvario; Cristo vincitore sulla morte, rimane il solo, vero, assoluto termine di salvezza per tutta l'umanità.

    Questo passo di Pietro si assomiglia ad un altro passo contenuto nell'epistola di Paolo ai Corinzi: "Tutti furono battezzati in Mosè nella nuvola e nel mare" (1 Corinzi 10: 2).

    Anche qui ci troviamo di fronte ad una figura. Il popolo d'Israele, simbolicamente, riceve un battesimo a mezzo della nuvola e del Mar Rosso.

    La nuvola della presenza di Dio e le acque del Mar Rosso parlano di potenza e di salvezza, ma bisogna osservare ancora un volta che questa potenza e questa salvezza vengono dopo la realizzazione della salvezza.

    Israele in Egitto ha veduto e partecipato abbondantemente la manifestazione della potenza divina e, finalmente, ricevuta redenzione completa, liberazione.

    Soltanto dopo queste evidenti espressioni di potenza e di salvezza Israele viene battezzato simbolicamente nella nuvola e nel mare.

    Perciò prima del battesimo ci deve essere l'incontro con Dio, la partecipazione della potenza di Dio, la realizzazione della salvezza di Dio.

    Ormai verso la conclusione dobbiamo ripetere:

    - Il battesimo non è la salvezza, ma esprime la salvezza; non è la purificazione, ma esprime la purificazione; non era rigenerazione, ma esprime la rigenerazione. Quando cioè il battesimo viene compiuto con coscienza illuminata, con fede vera e con sincerità profonda non soltanto esso rende testimonianza della salvezza, della purificazione e della rigenerazione, ma applica in un modo più efficace, per la potenza dello Spirito Santo, queste realtà, espresse dalla forma del battesimo, nella vita del credente. I

    In altre parole noi crediamo che come " l'olio dell'unzione" conduce il credente sincero, alla potenza dello Spirito, della guarigione, e come il "pane ed il vino" conducono la coscienza pura, al corpo e al sangue di Cristo , così l'acqua del battesimo porta il credente sincero ad afferrare più profondamente la potenza della grazia che purifica, salva e rigenera.

    Sei pronto per il battesimo?

    Considera quanto hai letto in questo capitolo ed esamina se la tua posizione è esatta, illuminata e sincera.

    I passi della scrittura che sono stati citati possono guidarti nell'investigazione e farti conoscere il significato e il valore di un atto che non è, come taluni credono, un vuoto formalismo religioso, ma è quell'atto di fedeltà che esprime efficacemente una testimonianza di fede, un'opera di salvezza, un patto con Dio.
    ..........................

    http://www.chiesadiroma.it/RBracco/battesimo.htm

    anche se posso essere daccordo che meglio sarebbe ricevere il battesimo in età adultanon ci vedo nulla di strano sul fatto che dei genitori cristiani si impegnino con il battesimo a crescere i loro figli seguendo un'istruzione/educazione cristiana che non credo possa essere per questi deleteria.
    Poi sinceramente non vedo quali siano i risvolti civili che puo 'avere il battesimo!
    Logico che tu non ci veda nulla di strano...poi, in quanto ai risvolti civili, perché battezzare fanciulli incapaci di intendere e volere?

    Forse per dimostrare truffaldinamente che in Italia i battezzati e quindi appartenenti al cattolicesimo sono oltre il 95% e forse anche perché grazie a questo magico numeretto, falso tra l'altro, si possono riscuotere prebende dallo Stato italiano?

    Mah...chissà.

    Hanno mai provato a chiedere ai bimbi di qualche giorno,settimana di vita questo?

    SEI PRONTO PER IL BATTESIMO?

    Fratello sei pronto a scendere nell'acqua del battesimo?

    Conosci bene il significato di quanto stai per fare?

    Sei pronto ad assumerti onestamente tutte le responsabilità di questo importantissimo atto cristiano?

  4. #4
    Idealista DemoProletario :-)
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    Grazie delle info....trovo da sempre che il battesimo come e' oggi sia null'altro che una mera operazione di proselitismo coatto....e' come quando si marchiano a fuoco i vitelli per stabilirne con chiarezza la proprieta' agli occhi del mondo.......l'adozione di un credo religioso,qualunque esso sia, ha un senso se l'interessato ha coscientemente deciso la sua adesione ad un credo con un chiarissimo atto di volonta'......ma un neonato che decide?! Un cavolo di nulla... ma in compenso si trova "abile e arruolato" in un movimento di cui magari in futuro non gli importera' una fava.....io stesso sono inquadrato nei ranghi dei cattolici ma nei fatti non lo sono e anzi ho una scarsa stima per le alte gerarchie vaticane.....pero' ufficialmente sono ancora dei "loro"....quindi tutto cio' cui prodest? sicuramente a rinfoltire le statistiche per poi ottenerne qualche vantaggio poco "spirituale" e tanto "terreno" per i soliti noti.
    Non ho mai avuto ne' il tempo ne' il denaro per farlo perche' di solito mi occupo di cose piu' serie...pero' in futuro mi piacerebbe chiarire definitivamente l'equivoco,uscire dal recinto in cui mi hanno idealmente blindato e riaffermare senza esitazioni che io e io solo sono il padrone di me stesso,senza aver bisogno di "pastori" che mi dicano se faccio bene o male ....in questo senso e' importante cancellare quel rito prematuro....se poi da adulti uno decide che la chiesa cattolica e' la sua legittima aspirazione spirituale allora si battezzi pure...cosi' il battesimo assume maggiore razionalita' e giustizia.
    Hola!

    "HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!"

  5. #5
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    i cosiddetti "anabattisti" infatti erano i meglio!

  6. #6
    morena
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    considerre il battesimo come un marchio a fuoco mi sembr alquanto esagerato!! visto e considerato che chi vuole allontanarsi dal cristianesimo non va incontro a nessun tipo di problema !Vorrei poi ricordare che per quanto riguarda i bambini i genitori salvo casi particolari ne hanno la patria potestà fino alla maggiore età ed a questi sono affidati nel bene e anche nel male (purtroppo), ragion per cui ogni genitore cercando il meglio per il proprio figlio in quanto cristiano opterà per questi una scelta di vita cristiana che comprende anche se non obbligatorio il battesimo sin da piccolissimi .
    Non mi pare poi che il battesimo sia prerogativa dei cattolici ma riguarda tutti i cristiani quindi è relativa la responsabilità della chiesa cattolica!

    forse anche perché grazie a questo magico numeretto, falso tra l'altro, si possono riscuotere prebende dallo Stato italiano?
    T34 spiegami nei dettagli quali sarebbero le "prebende" che la chiesa riscuote in base al numero dei battezzati

  7. #7
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    comunque il battesimo dei neonati è più una tradizione che un dogma, un mio amico si è battezzato prima di fare la cresima perchè i suoi genitori volevano che fosse cosciente di quello che faceva e non ha mai avuto nessun problema

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da benfy
    comunque il battesimo dei neonati è più una tradizione che un dogma, un mio amico si è battezzato prima di fare la cresima perchè i suoi genitori volevano che fosse cosciente di quello che faceva e non ha mai avuto nessun problema

    il prbolema è che teoricamente il battesimo viene fatto fare quando i geniotri decidono per il bambino anche sulle altre cose, poi si fa la cresima dovre dovrebbe essere l'interessato a scegliere... solo che provate voi a non cresimarvi, se mi fossi rifiutato avrei ottenuto come risultato

    1) mia nonna crepava di infarto

    2) diventavo il reietto della comunità.

    a posteriori reietto lo sono diventato comunque, quindi me ne fotte solo della vita di mia nonna.

    a parte le stronzate, la cresima è imposta dallla società

    Paolo

  9. #9
    olivia
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    [QUOTE=JollyRoger239]Grazie delle info....trovo da sempre che il battesimo come e' oggi sia null'altro che una mera operazione di proselitismo coatto....e' come quando si marchiano a fuoco i vitelli per stabilirne con chiarezza la proprieta' agli occhi del mondo.......l'adozione di un credo religioso,qualunque esso sia, ha un senso se l'interessato ha coscientemente deciso la sua adesione ad un credo con un chiarissimo atto di volonta'......ma un neonato che decide?! Un cavolo di nulla

    beh io credo...spero... che i genitori, se portano il pupo al battesimo, siano credenti...
    il problema sta qui secondo me:sta nel conformismo dei genitori.
    Se uno è credente io non ci vedo nulla di strano che battezzi il figlio...dopo che si è sposato in chiesa.Anche li' ci vadano solo coloro che credono.
    Francamente non vedo grossi e irreversibili danni a causa del battesimo da neonati altri sono i danni...molto reali che si possono fare ai figli...dovremmo cercare di essere piu' coerenti con noi stessi questo si'...

  10. #10
    Bestia in via d'estinzione...
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    Citazione Originariamente Scritto da olivia
    beh io credo...spero... che i genitori, se portano il pupo al battesimo, siano credenti...
    il problema sta qui secondo me:sta nel conformismo dei genitori.
    Se uno è credente io non ci vedo nulla di strano che battezzi il figlio...dopo che si è sposato in chiesa.Anche li' ci vadano solo coloro che credono.
    Francamente non vedo grossi e irreversibili danni a causa del battesimo da neonati altri sono i danni...molto reali che si possono fare ai figli...dovremmo cercare di essere piu' coerenti con noi stessi questo si'...
    Però attenzione: il conformismo tradizionalista non è certo l' unico problema; anche lo stesso battesimo a bambini incapaci d' intendere e di volere è un problema, un problema di libertà cara mia. Infatti se tu sei credente, benissimo, credi pure in ciò che vuoi, però non puoi avere l' arroganza di imporre a tuo figlio il tuo credo; quando sarà adulto e cosciente deciderà se farsi battezzare o meno.
    "Gli idoli di legno possono vincere, le vittime umane venir sacrificate."
    Karl Marx

 

 
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