
Originariamente Scritto da
Runes
Sono tornato ad operare attivamente nel forum e mi ritrovo conversazioni in cui viene esaltato il nazionalismo etnico e razzista della lega nord.
Mettiamo in chiaro delle cose, patrioti meridionali. Nella storia del Sud, quale stato indipendente e vicario della civiltà occidentale, non vi sono MAI state tracce nè di nazionalismo giacobino nè di razzismo culturale, tipici dei paesi nordici e delle culture nordiche piuttosto che nostre.
Dapprima con la Magna Grecia-Ausonia-Italia, poi con il Regno delle Due Sicilie, la tradizione meridionalista è sempre stata quella di apertura con gli altri popoli (persino con austriaci e inglesi cui siamo sempre stati rivali, vi erano importanti rapporti commerciali) e di cooperazione al fine di costituire anticipatamente il grande progetto di un'Europa di popolo.
La classica ideologia volkish è una creazione dei circoli reazionari della Germania e dell'Austria asburgica, ripresa poi dal nazionalsocialismo degli anni '20. Cioè l'esaltazione del concetto di etnia e di razza, distinta e separata e quindi tesa alla prevaricazione nei confronti degli altri. Oggi questo viene utilizzato da alcuni (molti pochi in realtà) movimenti indipendentisti di stampo neofascista, in Europa, per convincere i popoli che non basta l'indipendenza e l'autorganizzazzione, ma bisogna arrivare ad una chiusura identitaria.
Il Sud ha una tradizione classica, cooperativa, interetrnica e di rispetto razionale di tutte le identità. Il Sud non parla di chiusura, integralismo etico e religioso o di autoritarismo.
L'Etnonazionalismo, a mio avviso, non è altro che un Giacobinismo riproposto in salsa indipendentista e minoritaria. La sostanza è la stessa: indipendenza e poi centralismo. Rifiuto del diverso. Chiusura. Illiberalismo. Economia di autosussistenza.
Questi i miei pensieri.
W IL SUD LIBERO