MOSTRA SHOCK Teste tagliate e teste di... Coraggio Oriana
di RENATO FARINA
Ci tocca la vigilia di Natale parlare del sangue. Ragazzi, non è una novità. La vita è davvero questo inferno, se no perché ci sarebbe bisogno del Redentore? E speriamo che il bambino nascente sia più forte delle nere stelle che qui indichiamo con orrore. Ieri a Milano c'è stata l'anteprima della mostra di un pittore milanese che farà faville, o forse anche fuochi fatui. Si chiama Giuseppe Veneziano. Pezzo forte della sua produzione è una testa mozzata: quella di Oriana Fallaci. ........ Il catalogo si apre con questa immagine da boia islamico. Che cos'è? Un augurio di martirio? Un regalo simbolico per Bin Laden e i suoi capoccia? L'espressione di un desiderio? Una fatwa espressa a tinte pastello invece che in arabo? Noi, dopo aver guardato la sequenza dei dipinti da fumettone, pensiamo siano vere tutte le ipotesi. E una ancora, la più banale e probabile: (...)(...) che cioè il pittore abbia messo in conto lo scandalo, compreso questo articolo, per farsi pubblicità, e tirar su il valore di mercato, magari americano, delle sue opere. In fondo il filone è quello della "Merde d'artiste" (in francese perché è più profumata, pare) di Piero Manzoni: accadde nel 1961 e se ne scrive ancora. Inscatolò i propri escrementi, divenne famoso e pure ricco per questo. Ma almeno era ed è roba sua, in fondo più immortale della sua anima, chi vuole la compra e se la può pure mangiare, così entra meglio nello spirito del poeta. Qui si rappresenta invece una donna che nessuno ha diritto di prendere in ostaggio, e di infilarla in un proprio quadro, trafiggendola come in un rito voodoo: Oriana ha solo la sua voce. Perché la assaltano così? Perché è sola. Ci sono milioni che la amano. Ma è sola. In fondo come Giovanni Battista è una voce che grida nel deserto, dice la verità, perciò - come racconta il Vangelo e rappresenta un meraviglioso quadro di Caravaggio - viene decapitata. In realtà Veneziano senza volere, e compiacendosene, dice la realtà. Abbiamo decapitato la Fallaci in Occidente. Ci siamo privati della facoltà di quegli occhi e di quella mente. Girano i libri, ma è la creatura più inerme che esista, un soffio di 30 chilogrammi. Ha un torto: vuole difendere proprio questo nostro Natale cristiano, dove - infrangendo ogni volta la corazza del consumismo - irrompe nel tempo la novità di un bambino che rende gli uomini liberi. Anche oggi lo stupore dei bambini dinanzi alla culla è lo stesso dei primi pastori. Dio tra noi, roba da matti. Ogni volta cercano di distrarci. Gli uomini con quella nascita cominciano a contare qualcosa, ad avere una dignità perché qualcuno ha avuto pietà del loro niente. Poi viene Erode e sgozza proprio i bambini. Dice: verso il vostro sangue per affermare il potere, per rimettere a posto le cose sul binario dove sempre andarono e dovranno andare. A Milano è arrivato Veneziano e adopera il pennellomannaia sulla donna che oggi per tanti è la voce di bambina della memoria antica e perciò più fresca, come questa notte santa, che per miracolo non abbiamo ancora abrogato in nome del multiculturalismo. Uno dirà: c'è di peggio della fasulla decapitazione della Fallaci. Ci sono gli assassini veri oggi nel mondo, e l'infanzia viene offesa con protervia nella totale indifferenza. Ma certo. Non siamo ciechi. Lo sa anche Oriana. Soprattutto Oriana. Veneziano in fondo con questo ritratto fa la caricatura delle decapitazioni descritte dalla scrittrice nel suo "Oriana Fallaci intervista sé stessa". Siccome ha descritto la realtà, merita di morire alla stessa maniera del grasso americano cui è stata trinciata la testa con lentezza. Lei questo tipo di morte per sé, e non solo per metafora, l'ha ben messa in programma. Ma noi no. Non ci va. Un conto poi se è preannunciata da Al Qaeda, come il cartone animato per l'addestramento dei futuri kamikaze, un altro se è proposta nella forma di una specie di sacrificio offerto dai nostri artisti d'avanguardia per pascere il nuovo Dio. In quel quadro infatti non c'è soltanto l'offesa lancinante a una donna, c'è la volontà di offrirla al coltello purificatore degli sgozzatori. E tutta la nostra tradizione, i nostri Natali e Gesù Bambino insieme con lei. Sarà conscia o inconscia, questa sentenza. Ma è pronunciata senza processo, non si scappa. Gli altri quadri della mostra, intitolata "American beauty" (la bellezza americana), esibiscono le torture contro i prigionieri in Iraq ad Abu Grahib (denunciatissime da Oriana). La banalità di una statua della Libertà che piange sangue. Il volto cattivo dell'Occidente, insomma. Per questo Oriana è decapitata. Voleva mandare un altro messaggio l'artista? Se è un messaggio innocente, lo sfidiamo: ripeta l'operazione con la testa di sua sorella, o di sua mamma. (Questo qui dev'essere così vanesio che è capace di farlo). Il tutto è guardato con una certa distanza dalla cultura italiana. Nessuno che dica: non si fa, è istigazione all'odio, oltre che offesa all'identità di una persona. Si lascia fare, dicendo: è arte. Ma non esiste il diritto alla propria immagine, alla propria identità? A non vedersi trattati da pupazzi per riti macabri? A noi viene in mente di accarezzarlo, quel volto amico. Anche se il pittore l'ha reso duro, come di una colpevole senza pentimenti, la quale se l'è cercata questa decapitazione, noi amando la Fallaci ci sentiamo uccisi un po' anche noi. Ci viene mozzata la speranza. Anzi, no. Tieni duro, Oriana. C'è un bel popolo con te. Un popolo che si fa intorno alla luce del Natale. Questa vicenda induce a meditare. Guai al Natale tutto lillà e roselline, è un inganno. Lo stupore dei bambini non è per le caramelle, ma per qualcosa di splendido e doloroso. Il sangue non è qualcosa di estraneo a Gesù Bambino. Dopo un paio di giorni nelle messe si ricorda la strage degli innocenti. I Magi gli portano - oltre a oro e incenso - anche la mirra: a prefigurare la morte. La pittura lombarda poi raffigura sempre il bambino, in braccio alla Madonna, già rugoso: il Foppa sa che è carico dei peccati del mondo. Tiro in lungo perché non voglio finire con la parola decapitazione e morte, ma con quella di un bambino che poi è stato ucciso in croce, peggio che decapitato, ma l'ultima parola è stata la resurrezione. E se non ci credete, è vero lo stesso. Buon Natale.
La Fallaci decapitata, la statua della Libertà che lacrima sangue e un torturato iracheno con la scritta del film "American beauty": queste alcune delle opere dell'artista Veneziano in mostra a Milano
.................
ma dico, come è possibile che venga data la possibilità di esporre certe opere?? sempre che di opera trattasi


Rispondi Citando


