
Originariamente Scritto da
Orazio Coclite
Questa, Cornelio caro, è una delle migliori, tanto che potrebbe essere elevata al rango di barzelletta. Da risposte come questa capisco che vivi veramente sulle nuvole...
La dottrina nazionalsocialista, nella sua declinazione razziale, era inoppugnabilmente una manifestazione di volontà di potenza del germanismo, a prescindere o meno dall'eredità storica e culturale che comunque sempre al concetto di razza si rifaceva.
La razza era questione centrale per Hitler e il popolo tedesco, ma non in quanto portatrice di ipotetici valori risalenti a una non meglio identificata 'tradizione' nordica, ma proprio in quanto oggettivamente tale, in quanto razza.
Con il nazionalsocialismo e la dottrina ariana nazionalsocialista non si parla di generici 'valori', ma di 'valori di razza'. Ed è lo stesso Hitler a ribadire la questione più e più volte nel Mein kampf. Tanto da auspicare una 'fratellanza' di tutti i popoli ariani con riferimento privilegiato proprio per i futuri nemici anglosassoni.
Non capire ciò significa non capire nulla di quello che il nazionalsocialismo fu. Oppure, a forza di equivocare il contenuto di libri di ricercatori seri come Fabei, si è arrivati al punto di immaginare il nazionalsocialismo hitleriano come una sorta di non meglio precisato internazionalismo interrazziale e interreligioso il cui obiettivo ultimo era la 'liberazione' dei popoli musulmani dal giogo anglo-francese...
La realtà è invece ben altra, e Fabei o Martelli lo scrivono chiaramente, ma contro l'ideologismo ben poco si può, e ogni cosa viene letta assumendone solo quello che viene a proprio comodo.
Per capire la centralità del concetto positivistico di razza nel pensiero hitleriano basterebbe aprire una pagina a caso dal Mein Kampf, ad esempio il capitolo terzo, dove Hitler si scaglia contro il diritto di cittadinanza moderno, deplorando il fatto che, parole sue, la razza o l'essere legittimamente di una nazione non hanno in questo nessun valore. Un Negro, vissuto in precedenza nelle terre di un protettorato tedesco e ora abitante in Germania, genera un figlio che è un cittadino tedesco.
Questo giusto per mettere qualche puntino sulle i, giusto per le cose più grottesche.