Paura per la piena del fiume magra, 600 persone lasciano le case
Acqua alta a Venezia con una punta massima di 145 centimetri sul medio mare
Maltempo, dopo la neve arriva la pioggia
Oltre 1000 sfollati in Liguria e Toscana
Ameglia, nello spezzino, è vittima della piena del fiume Magra, che ha esondato alle 4 del mattino
Cinquecento famiglie sgomberate a Santa Maria del Colle (Lucca). Bloccata l'autostrada Firenze-Pisa
Maltempo, dopo la neve arriva la pioggia Oltre 1000 sfollati in Liguria e Toscana
ROMA - Migliaia di sfollati, fiumi che escono dai letti, pioggia forte in particolare su Liguria e Toscana. Dopo la neve ora è la pioggia a preoccupare la Protezione civile. A Parma, l'allarme è dovuto al fiume Taro, che è esondato nella notte allagando una parte periferica della città emiliana.
Le piogge intense sulla Liguria. Frane e allegamenti in tutta la la regione, colpita da una eccezionale ondata di maltempo, con piogge intense che hanno messo in ginocchio soprattutto lo Spezzino. Nell'estremo Levante della regione la situazione più difficile è ad Ameglia, al confine con la Toscana, dove il fiume Magra ha superato gli argini costringendo i soccorritori della Protezione Civile ad attivare il piano d'evacuazione già predisposto ieri. Ameglia, paese in
provincia di La Spezia, è allagata. La prevista piena del fiume Magra, oltre settanta centimetri in più rispetto alla prima esondazione di due giorni fa, c'è stata, ma le case a rischio erano già state evacuate completamente. Di conseguenza i cinquecento abitanti dei piccoli borghi di Cafaggio, Fiumaretta, Bocca di Magra, sono stati evacuati: al momento sono ospiti di parenti e amici. Solo una quindicina i cittadini che si sono trasferiti ai due centri di "ammassamento" predisposti dalla Protezione Civile. Il fiume ha esondato alle quattro di questa mattina, allagando campi e strade e i piani bassi delle abitazioni.
Chiusa la viareggio-Pisa. Per un cedimento del piano
stradale, provocato probabilmente dalle infiltrazioni di pioggia e dall'escursione termica di questi giorni, alla 15 è stato chiuso il tratto di A12, tra le uscite di Viareggio e Pisa Centro, in entrambe le direzioni. Il traffico, scarso per la festività, viene deviato sulla bretella Viareggio-Lucca e sulla Firenze-Pisa-Livorno, per le auto che provengono da Livorno e Pisa. Problemi di viabilità, a causa di alcune interruzioni, anche sull'Aurelia, tra Torre del Lago e Vecchiano (Pisa).
Resta ancora chiuso il tratto della A11, sempre nel Pisano, compreso tra l'allacciamento con la A12 Genova-Livorno e Pisa nord, dopo l'esondazione, stamane, di un torrente che corre lungo l'autostrada. Si attende che l'acqua defluisca per poter intervenire per il ripristino del tratto autostradale, fortemente danneggiato dall'inondazione.
La situazione è ancora di piena emergenza nel Pisano, in Garfagnana e nella provincia di Prato con decine di famiglie che sono state costrette ad abbandonare le loro case invase dall'acqua a cui le amministrazioni comunali e la protezione civile stanno dando accoglienza.
Esondazioni e sfollati anche in Toscana. Le forti piogge che si sono abbattute nella notte hanno provocato piene ed esondazioni anche nelle province di Pisa, Lucca, Massa, e Prato. A Lucca, a Santa Maria al Colle, il Serchio è tracimato e 500 famiglie sono state fatte sgomberare dalle loro case e soccorse dalla Protezione civile, alcune persone sono rimaste bloccate ai primi piani e sono state trasportate al sicuro dai mezzi dei vigili del fuoco.
Una trentina di famiglie, sempre per l'esondazione del Serchio, saranno evacuate anche a Vecchiano, in provincia di Pisa. Grave anche la situazione in Garfagnana, dove si sono verificate diverse frane, una sulla strada provinciale per Pescaglia, nel Comune di Castelnuovo, mentre un costone di roccia pericolante ha costretto la protezione civile ad evacuare 30 famiglie.
Quaranta persone salvate con l'elicottero. Le situazioni più delicate rimangono quelle di Pisa e Lucca, lungo il percorso del fiume Serchio. Sono 40 le persone rimaste bloccate nelle loro case inondate dall'acqua dopo lo straripamento del fiume Serchio, nelle frazioni di Migliarino e Nodica, nei Comuni di Vecchiano e San Giuliano Terme, sono state tratte in salvo stamane da tre elicotteri.
Le famiglie, una ventina circa, sono state ospitate in strutture messe a disposizione dalle amministrazioni comunali. Al momento, la pioggia ha cessato di cadere ma il Serchio è ancora in piena e in alcuni tratti l'argine è stato demolito. L'acqua defluisce molto lentamente e, quindi, l'allerta permane.
Frane in Versilia. Una frana ha interrotto la strada che collega la Versilia e la Garfagnana. A causa di una frana che si era verificata nella notte sulla strada provinciale, all'altezza di Levigliani - nell'entroterra di Marina di Forte dei Marmi - una donna all'ottavo mese di gravidanza, che accusava dei dolori, è rimasta bloccata in auto, con il marito, mentre cercava di raggiungere dall'Alta Versilia l'ospedale a Luca di Camaiore. L'uomo ha chiamato il 118 e i soccorritori hanno trasportato a braccia la donna fino all'ambulanza superando i detriti che avevano invaso il manto stradale.
La zona è rimasta isolata per ore. Altre piccole frane si sono verificate sui versanti collinari di Camaiore e Massarosa dove comunque la situazione è sotto controllo. A Viareggio il vento forte ha abbattuto un albero sul viale dei Tigli. Allerta per i livelli del lago di Massaciuccoli e dei canali da parte del Consorzio di Bonifica Versilia-Massaciuccoli. Danni e famiglie senza casa anche nella provincia di Prato: è esondato il torrente Calice: 15 famiglie sono state fatte sgomberare. Danni e problemi anche a Livorno.
Frane nel Bresciano. Diverse frane e smottamenti si sono verificati a partire da ieri pomeriggio in provincia di Brescia, soprattutto in Val Camonica e Val Sabbia.
Una situazione particolarmente delicata è quella di Paisco Loveno, in Val Camonica, dove una frana ha di fatto isolato per ore il paese. Ora è stata parzialmente riaperta la strada in modo da consentire il passaggio in caso di eventuali emergenze. Piccoli smottamenti si sono verificati poi a Vestone e Gargnano, Comuni rispettivamente della Val Sabbia e del lago di Garda. E' infine monitorato il fiume Chiese a Gavardo e Vobarno per il rischio di esondazioni.
Trentino Alto Adige: pericolo valanghe. Il pericolo di valanghe in Trentino Alto Adige risulta da "marcato a forte", cioè di grado 3 e 4, su una scala che va da 1 a 5, a seconda delle zone. E' dunque fortemente sconsigliato lo sci fuoripista. Prudenza e elevata capacità di valutazione del pericolo locale è richiesta a chi intende comunque praticarlo.
Slavine nel Sarentino. In Alto Adige, in val Sarentino, alle 4 una slavina è scesa nella zona di Pennes, senza causare danni, e una seconda è caduta nella stessa area vicino ad una casa di montagna, travolgendo l'auto, vuota, parcheggiata accanto. Un'altra slavina è poi scesa intorno alle 11 in val Senales, travolgendo un "gatto delle nevi", ma il guidatore è riuscito a mettersi in salvo. Tra le strade chiuse in Alto Adige, a causa delle condizioni meteo, c'è anche un tratto della statale dello Stelvio, dove c'è stata una valanga. Un'altra piccola slavina, s'è verificata verso il passo del Tonale in tarda mattinata in Trentino, senza conseguenze per persone: ha solo ostruito temporaneamente la strada, liberata dai vigili del fuoco subito dopo.
Acqua alta a Venezia. Venezia ha vissuto una notte di Natale di alta marea, con una punta massima di 145 centimetri sul medio mare - ottava misura di sempre - raggiunti poco prima delle ore 4. Molti i disagi soprattutto sull'isola di Burano, dove praticamente tutti i primi piani delle abitazioni sono finiti sott'acqua.
Si è trattato della terza acqua alta consecutiva sopra il metro e 30 centimetri - 144 cm mercoledì, 133 ieri e oggi 145 - un evento, hanno spiegato dal centro maree del Comune, mai verificatosi prima.
(25 dicembre 2009)
Continua il tempo della sfiga nonostante la svolta dell'amore del nostro adorato presidente.
Non passa giorno senza una disgrazia: dalla statuetta in faccia all'aggressione al Papa; dal freddo polare che blocca il paese al caldo infernale che fa esondare i fiumi e seppellire sotto un metro e mezzo di acqua Venezia.
Dai treni delle Ferrovie dello Stato bloccati all'Alitalia che fa schifo più di prima. E su tutto incombe una crisi economica senza precedenti.
Una crisi che ha già colpito l'industria e i lavoratori. Ora sarà la volta della crisi dei consumi e poi delle banche che non vedranno pagati i loro crediti e poi .. su tutte queste disgrazie incombe la crisi degli stati sovrani.
Che fare?
Può essere solo colpa della sinistra bieca e disfattista? O le forze oscure del male lavorano all'interno anche del partito dell'Amore?
A voi le risposte cari forumisti.




Rispondi Citando
