sto comunque parlando di corruttore, non di corrotto.


sto comunque parlando di corruttore, non di corrotto.


Il corruttore, tra i tanti danni che compie, tenta di viziare la logica del mercato, distorcendolo e facendo così saltare il fattore di efficienza che è alla base del capitalismo stesso.
Il che, in un sistema che sul mercato ed il capitalismo si basa, è un problemino non da poco.






Il corruttore infrange le regole e priva gli altri agenti del mercato del patto di fiducia reciproca che è condicio sine qua non per compiere degli scambi.
Il corruttore (i.e. di giudici) si compra un salvacondotto per violare le regole del mercato, ed un mercato senza regole (che così non è nemmeno autoregolato) va, come si suol dire, a zozzone...


Prendi il topic (per dire).
Il capo d'imputazione dice: l'imputato ha corrotto un testimone per deporre a favore nei suoi processi.
Processi che vertevano su ALTRI reati: reati che sono (presumibilmente) stati prepetrati A DANNO di vittime; altrimenti non ci sarebbe reato.
Sul resto della tua (si fa per dire) considerazione; esiste il reato di TENTATA corruzione: come esiste il reato di tentato omicidio.
Nel quale, diversamente dal primo, si persegue solo il corruttore; in quanto viene a mancare la disponibilità del (possibile) corrotto.
Ma, finchè un t'entrerà in capo che nella commissione di un reato ci sono ANCHE i danneggiati (e non solo il presunto reo); si continuerà a tirare perle al porco.


al limite è il corrotto che infrange le regole eventualmente stabilite con il proprio datore di lavoro o con il proprio socio, non certo il corruttore.
Io comunque parlo di regole condivise e accettate consapevolmente, non di regole arbitrarie imposte da autorità prive di qualsivoglia legittimità. Quelle si, che distorcono il mercato.





