

--non ho capito che c'azzecca il teorema di pitagora applicato a quel triangolo ma se intendevi indicare che ha un'unica soluzione potrei dimostrarti che non è vera.
Infatti quel triangolo,che definirei aureo anche se non ha nessun rapporto con la sezione aurea, è il solo che abbia come soluzione :
perimetro= 3(X+1), dove X è il lato minore.
Pitagora naturalmente lo sapeva ma il suo triangolo è sublime perchè è l'unico che è formato da tre numeri naturali consecutivi e che la somma dei quadrati dei due minori è equivalente al quadrato del maggiore.
Ma se volevi indicare che in geometria l'ambiguità non ha un posto forse se ne dovrebbe discutere ma ancor prima occorre definire l'ambiguità.
Ultima modifica di joseph; 11-01-10 alle 10:52


Quante seghe mentali
Ah già hanno spostato il thread in "filosofia"..ora capisco :sofico:
Il significato di questo disegno è SEMPLICE.
Nel primo post assurbanipal auspicava semplicità quindi ecco arrivare un divertente poster demotivazionale..
SEMPLICEMENTE il compito richiedeva di trovare x, e l'allievo ha cerchiato la x indicata sul lato del triangolo e ha scritto "eccola qui"
Sotto ci informano che le risposte semplici sono spesso le più belle, ma di solito sono sbagliate..
In questo caso non si può dire lo stesso.
La sua mamma è preoccupata perché dice parolacce e manda tutti a fanc..


---se fossi un suo prof.( per quanto dal suo lessico maturo si capisce che non è più un fiorellino) non ne sarei gratificato,le direi che la locuzione "seghe mentali" è inappropriata ma è distintiva delle intelligenze pigre,soporifere, che non sanno nemmeno perchè dovrebbero avere un motivo per rispettare il prossimo.


Ho pubblicato un articolo interessante sull'intelligenza nel forum scienza o tecnologia..se hai voglia di leggerlo..la mia mente lo ammetto è pigra e soporifera (quel che è giusto è giusto) ma forse per questo più profonda :sofico:
Sul rispetto avrei da ridire..ma ognuno può essere permaloso quanto desidera.
La sua mamma è preoccupata perché dice parolacce e manda tutti a fanc..






--rispettare il prossimo ,significa che si vorrebbe essere considerati pari almeno nello scambio dialettico e significa anche non dare spazio a comportamenti che creano una reazione che ci disturba e insostenibile , che ci rende irascibili,insofferenti,violenti e quindi, in concreto ,esiste almeno un buon motivo per rispettare il prossimo,
Naturalmente non è un diritto essere rispettosi,certamente un dovere per chi abbia ricevuto un'educazione sufficiente per comprendere i pericoli della realtà che non chiede il nostro permesso per travolgerci.




Giusto per rimanere in tema e sfatare ambiguità e complicazioni:
come fa a diventare prassi un pensiero che nega? Tutt'al più rimane potenza inespressa, salvo che non si annoveri come atto il solo fatto di esprimerla, per quanto non sfoci in alcun effetto..
La dialettica prevede la fase della negazione, ma per esprimersi in quanto tale: o giunge a una sintesi, o (più probabile) vede la prevalenza della tesi più forte sull'altra, in quanto non v'è dialettica che sostanzialmente non preveda un conflitto.
Che intendi poi per la realtà?
Io dico che quella che comunemente viene intesa come tale sia l'interpretrazione stessa, ovvero NON V'è REALTA' SENZA RAPPRESENTAZIONE. E difatti, un conto è che una cosa sia vera, un altro conto è che sia reale..
La realtà cosiddetta, a partire banalmente dalla sensorialità, è già di per sè alterata dalle categorie interpretative di spazio, tempo e causalità, le quali sono interne al soggetto e non intrinseche alla realtà stessa; tant'è che, qualora lo fossero, l'oggettività oltre che possibile, non sarebbe neppure in discussione.
Vero che nessuna interpretazione è LA realtà, così come specularmente tutte lo sono, in quanto contesto di ciò che percepiamo.
Quel "tutte lo sono" (a partire ovviamente dalla nostra rappresentazione) dice della modalità con cui noi entriamo normalmente in rapporto col mondo