
Originariamente Scritto da
MrBojangles
Questo è quello che pensano i VERI elettori:
Cara Sinistra, non c’è politica senza etica
Il caso Unipol nelle lettere all’Unità
«La legalità non è un optional...»
03 Gennaio 2006
Cara Sinistra, tu sai che la legalità e l’etica non sono un «optional»...
Cara Unità, la legalità non è un optional, un qualcosa che se c’è tanto di meglio, se invece non c’è va bene lo stesso. Non si può imporre agli altri, agli «avversari», il rispetto delle leggi e nello stesso tempo chiudere un occhio, se non tutti e due,quando a sbagliare sono i «nostri». È lampante che Fassino sia stato tenuto all’oscuro dall’operato dei compagni di furbate. In ogni caso potrebbe approfittarne per far piazza pulita, eliminando non solo le mele, o meglio le ghiande marce del partito, ma anche coloro che hanno voluto ignorare o minimizzare la presenza e l’azione delle stesse ghiande marce. È al segretario della Quercia che spetta questo compito, doloroso ma necessario, nell’interesse della sinistra e soprattutto di un paese che ha bisogno di una sinistra sana, concreta e rinnovata.
Mauro Mauri, Olgiate Molgora (Lecco)
Credo che ci voglia anche un po’ di autocritica
Cara Unità, da elettore di sinistra mi piacerebbe sentire le risposte di Fassino a questo arrembante attacco sulla questione Consorte-Unipol e sul fatto non ne fosse all'oscuro come diceva. Facciamo un poco di autocritica, no?
Vick
Si è inceppato il meccanismo di selezione della classe dirigente
Caro Padellaro, torno sul caso Consorte-Unipol e sul tanto tormentato dibattito sull’etica, e più in generale sulla «questione morale nella sinistra». Come molti osservatori hanno rilevato, c’è da chiedersi come sia possibile che Consorte, quale amministratore massimo dell’Unipol, abbia compiuto degli illeciti senza che nessuno se ne accorgesse, poiché anche in questa società, vi era un consiglio di amministrazione, i sindaci, i revisori dei conti ecc. Non a caso anche Unipol è iscritta nel registro degli indagati per responsabilità oggettiva. Proprio in funzione di ciò, pare legittimo e doveroso chiederci come Consorte o Sacchetti siano arrivati ai vertici dell’Unipol, ed inoltre, perchè mai solo dopo l’intervento della magistratura, si scopra siano state fatte operazioni finanziarie spregiudicate come l’aggiotaggio e l'insider trading, oltre alle accuse strettamente personali di ricettazione e appropriazione indebita. Eh sì, al di la dello sforzo (condivisibile) di dimostrare che non tutti i partiti sono uguali. Per me, e per tutta la sinistra, ci si dovrebbe porre l’inquietante interrogativo: com’è possibile che personaggi di non limpida statura etica, arrivino ai vertici massimi di importanti organizzazioni della Sinistra? Un conto è un semplice militante con marginali incarichi che facilmente s’infila in organizzazioni di massa ed opera da mariuolo. Altra cosa è, quando parliamo di dirigenti ai massimi livelli. L’ingranaggio che ha selezionato i quadri dirigenti portando ai massimi livelli persone non degne di ricoprire tali cariche, si è guastato. Non solo. I parametri che permeano e forgiano di fatto la cultura dominante della sinistra, ormai si sono trasformati, sono diventati altra cosa... Gli insegnamenti di Berlinguer sulla questione morale e sulla diversità della sinistra si sono persi per strada...
Ernesto Roverselli
Grazie per aver detto: senza etica la politica è ben misera cosa...
Cara Unità, «Senza una forte etica la politica è una ben misera cosa». Grazie per averlo sottolineato. Proporrei di esporre questa frase in tutti i santuari della politica.
Kate
Aspettiamo parole chiare da D’Alema, Fassino e Rutelli & co
Cara Unità, i vari D Alema, Fassino, Rutelli eccetera perché non escono allo scoperto con delle parole chiare e precise come quelle che ha scritto il direttore, anche più pesanti perché abbiamo a che fare con gente con un pelo sullo stomaco lungo un metro. Facciamogli vedere che ce l’abbiamo anche noi, soprattutto anche perché siamo nella ragione, senza avere paura di fare gioco di Berlusconi. Coraggio Padellaro, non mollate per favore. Siete una delle ultime testate nelle quali si possono leggere come vanno veramente le cose, e non come certi giornali e giornalisti che dovrebbero chiudere o cambiare mestiere almeno per decenza.
Marcello Grossi
Io, ex lavoratore Coop, sono deluso
Caro Padellaro,
essendo un ex-lavoratore della Coop, nonchè elettore e attivista Ds, pur comprendendo le motivazioni della scalata Unipol a Bnl, non ne condivido in alcun modo i metodi; altro che etica e moralità. Proprio grazie alla mia esperienza personale, trovo alquanto disdicevole tutta la videnda, dal momento che le Coop - che ho sempre ammirato e appoggiato, anche ora, nonostante tutto - continuano nel creare «occupazione altamente precaria» all'interno dei loro supermercati - specie Unicoop Firenze - per «risparmiare» soldi che poi servono, spesso e volentieri, in grandi-mega operazioni finanziarie, prima ancora che industriali. Che delusione, a 29 anni, dopo 3 lavorati a part-time a tempo determinato come cassiere, e con uno straccio di laurea in Scienze Politiche (+ specializzazione in Fondi Ue!) in tasca, esser ancora assunti, o meglio, voler esser assunti addirittura come apprendisti; io trovo questo davvero molto deprecabile, soprattutto sotto il profilo etico-morale, e ancora di più alla luce degli ultimi avvenimenti! Non si può continuar a essere, o meglio, a dire di essere di sinistra solo quando ci/gli fa comodo, allorchè non perdono tempo per fare le stesse cose che potrebbe fare una qualsiasi organizzazione economica di destra! Che delusione, l'ennesima da chi dice di tutelarm, quando invece si comporta come gli altri, adducendo sempre motivazioni (come lo stare sul mercato) che servono solo a nascondere la mancanza di voglia di cambiare la situazione dei più deboli.
Marcello Minelli
E sentite che diceva il poeta Brodski...
...E come diceva il poeta Brodskj: se non c'è bellezza non c'è etica.
Gianni
La legalità non può essere solo una seccante fissazione di pochi
Cara Unità, quale modo migliore per aprire il nuovo anno, se non la lettura dell'ottimo editoriale di Furio Colombo del 31 dicembre? In particolare, la conclusione - nella quale si legano mirabilmente i concetti di democrazia, legalità e libertà di informazione - andrebbe presa e riportata integralmente nel programma di governo dell'Unione. Ma non possiamo illuderci che, sconfitto Berlusconi alle urne, tutto s'aggiusti. Non ci sarà vera democrazia in Italia fino a che la legalità verrà considerata una seccante fissazione di alcuni, e la libertà di informazione verrà scambiata con qualche strapuntino in Tv.Ci sarà molto da lavorare, per il centrosinistra che speriamo vincitore ad aprile. Mi auguro per il 2006 che le grandi intelligenze dell'Unità, Colombo, Padellaro, Travaglio, possano continuare - anche d opo la vittoria elettorale - a svolgere il ruolo di intransigente difesa del tessuto civile di questo Paese.
Alberto Antonetti
Sbarazzarsi della questione morale?
Cara Unità, il «Nuovo Zingarelli» la definisce così: «Insieme di norme di condotta pubblica e privata che, secondo la propria natura e volontà, una persona o gruppo di persone scelgono di seguire..». Natura e volontà sono presupposti fondamentali; quindi l'etica devi averla nel Dna ma non basta, occorre la volontà di metterla in atto. Chi ritiene che la politica, incrociandosi continuamente con gli affari, non sia conciliabile con l'etica, non meraviglia se chiede alla sinistra di sbarazzarsi della questione morale. Sono tante le sirene che cantano la canzone, potere e profitto sono il suo ritornello; ma il cuore della sinistra, quei tanti uomini e donne che le danno forza e che hanno «natura e volontà» si ribellerebbero al cedimento. Lo si vede già dalle lettere che, dopo i giorni di grande sconcerto per il caso Unipol, arrivano e arriveranno sempre più numerose. In vista delle elezioni del prossimo aprile due cose quegli uomini e donne temevano: le «invenzioni» della destra e l'eventuale supponenza dei propri dirigenti. Le prime, per ora, si sono concretizzate nella nuova legge elettorale; la seconda ha determinato, forse, un eccesso di fiducia verso personaggi solo apparentemente meritevoli e irreprensibili eticamente. Ora insinuazioni e strumentalizzazioni già arrivano e arriveranno suonando la musica della «diversità» finita e dell'omologazione al peggio. Paese strano il nostro, dove «diverso» è chi pensa che l'etica debba accompagnarsi alla politica...
Mario Sacchi, Milano
Semplicemente non doveva succedere....
Cara Unità, ringrazio Staino per la vignetta con la quale ieri ha perfettamente fotografato lo stato d’animo in cui ora si trovano molti cittadini elettori di sinistra e soci cooperatori che come me hanno creduto, forse ingenuamente, nella diversità del mondo cooperativo: oggi mi sento in mutande. In questo momento è tanta la rabbia per la forte delusione che provo davanti agli sviluppi della vicenda Unipol-Bnl ed all’atteggiamento tenuto nei suoi confronti dai più diretti interessati: il mondo cooperativo e gli esponenti del mio partito di riferimento, i Ds. Ipocrisia, mancanza di coerenza tra principi dichiarati negli statuti ed i reali comportamenti, è questo che rimprovero ai vertici e da cui attendo chiarimenti non formali. E poi: pensiamo ai supermercati, agli iper della grande distribuzione... Mi chiedo, da socio di coopadriatica: è etico aprire la domenica, i festivi infrasettimanali per rispondere alla concorrenza delle catene private? Prima accadeva sporadicamente in occasione delle festività natalizie, ora da alcuni anni è la regola, la norma e tutto in nome della competitività, delle regole del mercato, non certo per rendere un servizio ai soci consumatori. E che fine ha fatto la tanto decantata diversità delle imprese cooperative rispetto alle imprese private? Il fine è ancora l’interesse dei soci o è diventato il guadagno fine a se stesso? Insomma, semplicemente non doveva succedere. Credo che come Ds stiamo impiegando troppo del nostro poco tempo che ancora ci resta da qui ad aprile, nel correre dietro alle polemiche nate attorno alla vicenda Unipol; pur ammettendo che vi possa essere da parte della destra un uso strumentale della vicenda per «piegarci e sconfiggerci» personalmente * da militante - il mio orgoglio di partito sarebbe risvegliato non tanto dalle risposte verbali, a volte stizzite e rancorose di questi giorni a difesa della nostra presunta diversità, quanto piuttosto da atti politici concreti che ne marchino chiaramente lo spessore politico, etico e morale.
Claudio Gandolfi, iscritto Ds di Bologna
Cari Ds, troppo lungo il silenzio, ma il partito è sano
Cara Unità, ho molto apprezzato l'editoriale di Padellaro. Era ora: c'era un silenzio assordante sulle ultime vicende giudiziarie che hanno toccato anche Unipol in persona del presidente e vice presidente, che bene hanno fatto a dimettersi. La questione morale sollevata da Berlinguer sta mostrando oggi tutta la sua attualità. Non vorrei però che qualcuno confondesse due concetti profondamente diversi e distinti: quello di morale e quello di moralismo. Per chi come me si onora di militare nel partito dei democratici di sinistra da ben 35 anni, l'etica in politica deve essere la via maestra. Grazie a Dio il nostro è un partito sano che sa affrontare e vincere le sfide anche in momenti difficili come questo.
Gianni Meccariello
L’attacco ai Ds e a Unipol? Secondo me c’è qualcosa sotto...
Cara Unità, l’attacco quotidiano fatto ai Ds, all'Unipol, e alla Lega delle coop, soprattutto da parte di Repubblica e dal Corsera, nasconde qualcosa che non riesco ad inquadrare, non so cosa ci sia sotto, per adesso vedo tanto fumo e poco arrosto. Resistere, resistere, resistere.
Roberto Cecconi
generalista socio coop, assicurato Unipol
Non abbiamo bisogno dei Berlusconi di sinistra...
Cara Unità, vogliamo un partito non di angeli, ma almeno politicamente corretto. Non abbiamo bisogno di Berlusconi di sinistra. Il danno più grande che Berlusconi ha fatto all’ Italia è la distruzione della destra. Fate in modo di non distruggere anche la sinistra!
Benedetto Altieri
Loro: zero morale Noi: amarcord Berlinguer
Cara Unità, ha ragione Padellaro, e ha ragione delle tante ipocrisie di giornali, media e salotti. Nessuno è vergine e tutti si scandalizzano a pagamento (poiché nessuno si scandalizza più). La loro morale (cioé della destra italiana in questo momento) non la vedo. La nostra (cioé della sinistra) questione invece, da riaffermare e da rafforzare, specie alla vigilia di riassumere capacità di governo, mi pare sia ancora quella che più di venti anni fa veniva definita da Enrico Berlinguer: la prima questione di un partito rivoluzionario è la questione morale. Per rivoluzionario si intendende un partito che si pone l'obiettivo di cambiare la società per quel tanto che la società può essere e desidera essere cambiata. La questione morale non è imbastita di etica metafisica, ma di intelligenza e di logica. Ovviamente tutti siamo esseri umani e quindi soggetti a incoerenze, debolezze, stanchezze ed errori. Allora se si è sani, si corregge e si cambia. Ma la sinistra perde la sua natura solo quando l'errore e l'incoerenza diventano per essa sistematici, perseveranti e non più correggibili; cioé diverse, corrotte e « normali » regole di comportamento.
Giorgio Riparbelli
Quando ANCHE voi elettori padanas/bananas saprete proferire CONTINUATIVAMENTE gli stessi concetti e gli stessi prensieri CRITICI nei confronti dei "vostri"; FORSE avrete qualche (pochi, comunque) titolo a disquisire di morale.
Altrimenti, ciccia ...