
Originariamente Scritto da
Iolao
Carissimo Guardia,
Ma è questo il bello di chi nega la legittimità della "ideologia": che, gratta gratta, ci trovi sempre sotto una solida ideologia: generalmente utilitaristica, mercantilista, edonistica, cinica e dalla vocazione nichilistica ed ultraegoista.
Questa della "non-ideologia" è una grande truffa(il "pensiero" è nell'uomo) sotto la quale cova, come brace sotto la cenere, il tentativo (meglio: la tendenza) di modificare geneticamente il movimento sardo di autodecisione nazionale, per trasformarlo nell'ennesima "puta" di un mercato spietato e senza regole democratiche.
L'autodeterminazione senza una visione solidaristica ed egualitarista-identitaria della vita, democratica, è una parola vuota di contenuto, peggio, è puro inganno.
Lo stanno affermando con coraggio tutti i popoli senza stato d'Europa, alcuni dei quali finalmente percorrono strade pacifiche(ora che gli è consentito! sia chiaro!) e del tutto fondate sulla assoluta centralità della questione sociale.
Perchè solo in Sardegna si va nella direzione opposta? O per meglio dire: ancora non si percorre quella strada?
Io ritorno a chiedere: cosa vuol dire per voi il semantema "indipendenza"?
Per me tale concetto presuppone sia l'autodeterminazione che l'autogoverno, così come un imprescindibile interesse generale definito sia in base alla società reale che in base alle aspettative etiche espresse dai nostri antichi codici sociali e morali( e non ho tema di riconoscere il ruolo che la religione cristiana riveste nelle nostre tradizioni e nei nostri usi).
Come europeo che crede nell'europa unita (non in questa caricatura bancaria, è ovvio), come uomo del mediterraneo(che nel mediterraneo non ha nemici), credo che la Sardegna avrà grandi possibilità di poter diventare progressivamente autogovernata e indipendente solo se sapra cogliere la profondità delle lacerazioni esistenziali e sociali alle quali ci ha condotto, con l'aggravante coloniale, l'attuale sistema societario.
In questo senso credo in un sincero federalismo(vero!) da svilupparsi in seno a nuovi modelli di coabitazione dei popoli, eretti sul pieno rispetto della natura umana, e non della "funzione" o del livello di manegement raggiunto da questo o quell'individuo.
Se l'indipendentismo è il germe di quei semi che in nostri padri hanno deposto nelle nostre coscienze, ebbene quel germe non può volere solo un'altra maschera, sia pure "indipendente", alla nostra condizione di subalternità sostanziale.
Non si tratta qui di socialismo o comunismo,ecc, ma di "democrazia sociale" come scelta fondante.
libertà eguaglianza fratellanza