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Su Componidori
Vedo che non hai rinunciato alla carica provocatoria dei tuoi interventi.
1) Il PSd’A. dal 1981, quando
forse eri ancora bambino, all’articolo 1 del suo Statuto approvò “a furor di delegati” l’opzione indipendentista, per la prima volta nella storia del ‘900 in Sardegna.
Ecco quello che venne approvato al XX° Congresso di Porto Torres:
Art. I
Il Partito Sardo d'Azione è una libera associazione di coloro i quali vogliano costituire una forza politica allo scopo di realizzare il progresso sociale ed economico del popolo sardo e si propongano di condurre la Sardegna all'indipendenza, condizione per un patto federativo con la Repubblica italiana e con altri stati europei e mediterranei su basi di parità e di interesse reciproco.
Quella “e” in rosso, prese il posto di una “o”, per un intervento di Mario Melis che non voleva si desse l’impressione di escludere la Repubblica italiana.
Da allora il Partito non ha mai tolto la parola indipendenza dalla sua carta d’identità.
A seguito di quel Congresso, ci furono particolari “attenzioni” verso il Partito, cominciando dalla prima riunione del Comitato Centrale di allora, quando lungo la strada per Bauladu, quasi tutti i componenti furono “salutati” dalle forze dell’ordine, io no perché arrivai in anticipo.
Per non parlare di ciò che avvenne in seguito…inclusa l’accusa di “mezzo terroristi”.
Che vi piaccia o no l’indipendentismo è nato
nel e
con il PSd’A e qui prosegue il suo cammino.
Ciò non vuole dire avere l’esclusiva dell’indipendentismo, come da altre parti si pretende, ma solo rivendicarne la paternità.
2) Il sardismo è sempre stato alternativo ai Partiti italiani, compresi quelli di centro sinistra, questo non significa rinunciare al dialogo, se altri schieramenti condividono parte dei programmi.
I meccanismi elettorali ed amministrativi non offrono molte alternative, ed i sardisti hanno la capacità e il dovere di governare il proprio territorio.
In passato ci sono state alleanze elettorali per le “politiche”, ma soprattutto al governo della “Regione” così come nelle Amministrazioni locali, nell’interesse esclusivo di chi ci ha votato; è vero che il più delle volte il PSd’A ne è uscito”scramentàu”, per la propensione di questi partiti a soffocarne e stravolgere le proposte.
3) Sulla dignità politica (e non solo quella), della stragrande maggioranza dei militanti e dirigenti sardisti, mi sembra ci sia poco da discutere.