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Discussione: Operazione Entebbe

  1. #1
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    Predefinito Operazione Entebbe

    Quando si dice gli israeliani.......
    qualcuno ha visto i film???

    Alle 12.30 del 27 giugno 1976, il volo 139 dell'Air France, un aereo Airbus A300 proveniente da Tel Aviv, decollò dall'aeroporto di Atene diretto a Parigi, con a bordo 244 passeggeri e 12 persone di equipaggio. Poco dopo, il volo venne dirottato da quattro terroristi. I dirottatori, due palestinesi appartenenti al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) e due tedeschi aderenti alla Revolutionäre Zellen, ordinarono di far rotta su Bengasi, in Libia. Qui l'aereo rimase a terra per sette ore, durante le quali venne rifornito e fu rilasciata una donna. In seguito l'Airbus decollò nuovamente, per dirigersi verso Entebbe, in Uganda. Il commando, infatti, si aspettava appoggi dal governo del dittatore ugandese Idi Amin che simpatizzava per la causa palestinese. Appoggi che, puntualmente, Amin offrì. L’aereo atterrò così ad Entebbe alle 03:15 del 28 giugno.
    Ai dirottatori si aggiunsero ben presto altri tre terroristi. Il gruppo, guidato da Wilfred Böse (non da Ilich Ramírez Sánchez, ossia "Carlos lo Sciacallo", come talvolta si sostiene), chiedeva la liberazione di 40 palestinesi detenuti in Israele, oltre a quella di altri 13 che si trovavano nelle prigioni di Kenya, Francia, Svizzera e Germania.
    I dirottatori rilasciarono la maggior parte degli ostaggi, trattenendo solo i cittadini israeliani e gli ebrei, che minacciavano di uccidere se le loro richieste non fossero state accolte. Il capitano del volo, Michel Bacos, fece notare ai terroristi che, dal momento che tutti i passeggeri erano sotto la sua responsabilità, non ne avrebbe abbandonato alcuno e sarebbe rimasto con gli ostaggi. Tutto l'equipaggio fu solidale con il capitano, rifiutando di partire con un altro aereo dell'Air France, giunto ad Entebbe per portare via gli ostaggi liberati. Anche una suora francese rifiutò di partire, insistendo che il suo posto doveva essere preso da un altro ostaggio, ma fu spinta a forza sull'aereo che attendeva i passeggeri liberati dai militari ugandesi. Gli ostaggi rimasti furono rinchiusi nel vecchio terminal dell'aeroporto.
    Il Raid [modifica]

    Il governo di Israele rifiutò di negoziare con i dirottatori, decidendo di organizzare una missione di salvataggio degli ostaggi, affidata ai militari. Dopo diversi giorni dedicati alla raccolta di informazioni ed alla preparazione, il 4 luglio quattro aerei da trasporto C-130 Hercules (detti in gergo Ippopotami) dell'Heyl Ha'Avir, l'Aeronautica militare israeliana, atterrarono di notte all'aeroporto di Entebbe, ovviamente senza l'aiuto della torre di controllo. Un altro aereo militare israeliano, un jet attrezzato per il pronto soccorso medico, atterrava nel frattempo all'aeroporto di Nairobi, in Kenya, mentre un altro aereo attrezzato da centro di comando volante dirigeva l'operazione[1]. Il governo keniota, avversario del regime ugandese, aveva infatti dato il suo appoggio all'operazione.
    Erano impegnati nell'operazione oltre cento soldati delle IDF (in gran parte elementi del reparto speciale Sayeret Matkal) e, forse, diversi agenti del Mossad.
    Gli israeliani atterrarono alle 23.00 circa, con i portelli di carico già abbassati. Fu fatta scendere una Mercedes nera, con delle Land Rover al seguito. L'automobile e le Land Rover dovevano simulare la visita dello stesso Amin, per distrarre l'attenzione degli ugandesi e dei terroristi dai militari che si stavano avvicinando al terminal. La Mercedes apparteneva ad un civile israeliano ed era stata dipinta di nero per il raid, con il presupposto che sarebbe stata restituita al legittimo proprietario, ignaro dell'uso al quale era destinata, con il colore originale[1] .
    Mentre il convoglio si avvicinava, due sentinelle, che erano state avvertite del fatto che Amin aveva cambiato la sua Mercedes nera con una bianca, ordinarono alle auto di fermarsi e furono immediatamente uccise dagli israeliani.
    Gli ugandesi furono ingannati dal diversivo israeliano, e lasciarono che il finto corteo presidenziale si avvicinasse fino al terminal in cui erano rinchiusi i passeggeri e l’equipaggio del volo 139. Gli israeliani scesero dai mezzi ed irruppero nell’edificio, urlando agli ostaggi di stare giù. L’avvertimento fu fatto in ebraico ed uno dei passeggeri, che forse non aveva compreso, si alzò, dirigendosi verso i militari appena entrati. Questi ultimi, pensando si trattasse di un terrorista, lo uccisero. La stessa sorte toccò ai tre dirottatori che, trovandosi nel salone, cercarono di resistere. Un soldato, sempre in ebraico, chiese ai passeggeri dove fossero gli altri terroristi. Gli ostaggi indicarono una porta, che gli israeliani sfondarono, lanciando oltre alcune granate flash bang. Entrati nella stanza, i militari freddarono altri tre dirottatori, seduti attorno ad un tavolo ed ancora tramortiti dalle esplosioni. Gli israeliani tornarono quindi agli aerei, su cui iniziarono ad imbarcare gli ostaggi liberati[1].
    Nel frattempo, diversi militari ugandesi si erano riavuti dalla sorpresa e, appostati sul tetto del terminal, presero a sparare contro gli israeliani e gli ex ostaggi, in procinto di salire sui C-130. Gli israeliani interruppero l’imbarco e risposero immediatamente al fuoco, riuscendo in breve ad aver ragione dei cecchini. Nel corso di quest’ultima sparatoria, due ostaggi furono colpiti a morte, così come Yoni Netanyahu, comandante israeliano sul campo e fratello del futuro leader del Likud e primo ministro Benjamin Netanyahu[1].
    Prima di decollare, un altro gruppo di incursori distrusse con esplosivo i caccia ugandesi Mig-21 che si trovavano sulla pista, per impedire ogni tentativo di inseguire gli Hercules, i quali, dopo una sosta tecnica a Nairobi, proseguirono il volo verso l’aeroporto di Tel Aviv[1].
    L’incursione durò solo una trentina di minuti. Sei dirottatori vennero uccisi. Dei 103 ostaggi, ne morirono tre, il primo ucciso per errore dagli israeliani, gli altri due colpiti dagli ugandesi durante lo scontro a fuoco prima dell’imbarco. Il colonnello Netanyahu fu l’unico morto israeliano, mentre un altro soldato rimase invalido per le ferite riportate[1]. Il numero delle perdite ugandesi non è certo e varia secondo le fonti, da una dozzina fino a 45 circa. Si è sostenuto che gli israeliani durante l’operazione abbiano catturato alcuni terroristi, ma la notizia non ha ricevuto conferme.
    Una passeggera settantacinquenne, Dora Bloch, durante il dirottamento si era sentita male e, al momento dell’attacco, si trovava ricoverata all’ospedale di Kampala. Nei giorni successivi il suo letto fu trovato vuoto e nessuno seppe più nulla di lei[1], fino al 1979, quando, caduto il regime di Amin a seguito della guerra contro la Tanzania, vennero ritrovati i suoi resti. Nell’aprile del 1987, Henry Kyemba, all’epoca ministro della sanità ugandese, dichiarò alla Commissione dei Diritti Umani dell’Uganda che la Bloch era stata prelevata dal suo letto ed in seguito assassinata da due ufficiali dell’esercito che agirono per ordine di Amin.
    Analisi [modifica]

    Uno dei fatti determinanti per il successo dell’incursione fu che il terminal in cui vennero rinchiusi gli ostaggi era stato costruito anni prima da un’impresa israeliana. Questa aveva conservato i progetti e li fornì sollecitamente ai militari, i quali, con l’aiuto di alcuni tecnici che avevano diretto i lavori, costruirono una replica esatta dell’edificio aeroportuale.
    Negli anni sessanta e settanta, gli israeliani erano, infatti, molto impegnati nella cooperazione economica con i paesi dell’Africa sub sahariana ed il regime di Amin, prima che quest’ultimo rovesciasse le alleanze, era stato un forte fruitore dell’assistenza tecnica fornita dallo stato ebraico.
    Decisamente d’aiuto alla pianificazione del raid furono anche i ricordi degli ostaggi rilasciati, interrogati a Parigi dai servizi d’informazione israeliani, che fornirono importanti dettagli in merito, per esempio, all’interno dell’edificio, al numero ed all’organizzazione dei dirottatori, al coinvolgimento delle truppe ugandesi.
    I preparativi israeliani vennero condotti nella più stretta riservatezza. Ad esempio, gli operai civili che realizzarono la replica del terminal assieme ai militari, “rimasero ospiti” di questi ultimi fino ad operazione conclusa.
    Prima di ordinare l’attacco, il governo israeliano effettuò diversi tentativi diplomatici per portare a casa gli ostaggi senza giungere ad una soluzione di forza. Molte fonti indicano che gli israeliani sarebbero stati disposti anche a rilasciare i prigionieri, nel caso l’opzione militare si fosse rivelata impraticabile. Un generale in pensione delle IDF, Chaim Bar-Lev, che conosceva personalmente il dittatore ugandese, ebbe con lui diverse conversazioni telefoniche, senza raggiungere alcun risultato[1].
    Ulteriori sviluppi [modifica]

    Il governo dell’Uganda chiese che fosse convocato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per condannare il raid israeliano, in quanto violazione della sovranità ugandese. Il Consiglio di Sicurezza non approvò alcuna risoluzione.
    Per essersi rifiutato di abbandonare i passeggeri rimasti in ostaggio, il capitano Bacos ricevette una nota di biasimo dai suoi superiori e fu sospeso dal servizio per un periodo.
    Nazionalità [modifica]

    Nationalità Passeggeri Equipaggio Totale
    Belgio 4 0 4
    Danimarca 2 0 2
    Francia 42 12 54
    Grecia 25 0 25
    Germania 1 0 1
    Israele 94 0 94
    Italia 9 0 9
    Giappone 1 0 1
    Corea del Sud 1 0 1
    Spagna 5 0 5
    Regno Unito 30 0 30
    Stati Uniti 34 0 34
    Totale 248 12 260
    Film su Entebbe [modifica]

    I fatti di Entebbe diventarono materia d’ispirazione per tre film, due statunitensi ed uno israeliano.
    Victory At Entebbe (Titolo italiano: La lunga notte di Entebbe) del 1976
    con Anthony Hopkins, Burt Lancaster, Elizabeth Taylor e Richard Dreyfuss
    Regista : Marvin J. Chomsky
    Raid On Entebbe (Titolo italiano: I leoni della Guerra) del 1977
    con Peter Finch, Horst Buchholz, Charles Bronson, Yaphet Kotto
    Regista: Irvin Kershner
    Mivtsa Yonatan (Titolo italiano: La notte dei falchi, Titolo inglese: Operation Thunderbolt) (1977)
    Con l’israeliano Yehoram Gaon nella parte del Col. Netanyahu
    Sybil Danning e Klaus Kinski nel ruolo di dirottatori.
    Regista: Menahem Golan
    L' episodio è anche presente ne L'ultimo re di Scozia (2006).


    Operazione Entebbe - Wikipedia

  2. #2
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    Predefinito Rif: Operazione Entebbe

    Il film lo ho visto(Raid on Entebbe)
    Cagata propagandistica,dove gli ebrei sono tutti buoni e gli arabi terroristi cattivi.
    Pieno di falsità come i palestinesi che pestano donne(dubito che degli islamici lo facciano.
    Comunque non passa in tv(grazie a Dio)da circa 20 anni.
    Ultima modifica di Nazionalistaeuropeo; 26-12-09 alle 23:59

  3. #3
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    Predefinito Rif: Operazione Entebbe

    ma quello americano??

    cmq un danno collaterale c'è stato e non sapevo che il soldato israeliano ucciso era il fratello del futuro premier

    in pratica hanno fatto un'operazione totalmente illegale in uno stato sovrano straniero?
    Ultima modifica di Airbus; 27-12-09 alle 00:26

  4. #4
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    Predefinito Rif: Operazione Entebbe

    Citazione Originariamente Scritto da Airbus Visualizza Messaggio
    ma quello americano??

    cmq un danno collaterale c'è stato e non sapevo che il soldato israeliano ucciso era il fratello del futuro premier

    in pratica hanno fatto un'operazione totalmente illegale in uno stato sovrano straniero?
    Quello con Charles Bronson,Yaphet Kotto(nei panni di Idi Amin)
    dove i palestinesi pigliavano a calci la hostess,e la menavano quando lei dopo aver cantato una canzone in arabo ne cantava una in ebraico(sottile propaganda bugiarda).
    "in pratica hanno fatto un'operazione totalmente illegale in uno stato sovrano straniero?["
    Certo.E non è la prima volta,in Italia hanno ucciso nel 80 alcuni dell'OLP,con il metodo dei camorristi(leggi:assassinati in strada).
    In Norvegia invece...
    Affare Lillehammer - Wikipedia

    Ovviamente nessuno è intervenuto,nessuno ha protestato...

  5. #5
    email non funzionante
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    Predefinito Rif: Operazione Entebbe

    Citazione Originariamente Scritto da Nazionalistaeuropeo Visualizza Messaggio
    Quello con Charles Bronson,Yaphet Kotto(nei panni di Idi Amin)
    dove i palestinesi pigliavano a calci la hostess,e la menavano quando lei dopo aver cantato una canzone in arabo ne cantava una in ebraico(sottile propaganda bugiarda).
    "in pratica hanno fatto un'operazione totalmente illegale in uno stato sovrano straniero?["
    Certo.E non è la prima volta,in Italia hanno ucciso nel 80 alcuni dell'OLP,con il metodo dei camorristi(leggi:assassinati in strada).
    In Norvegia invece...
    Affare Lillehammer - Wikipedia

    Ovviamente nessuno è intervenuto,nessuno ha protestato...
    Cosa avrebbero docuto fare? Lo stato ugandese era d'accordo cn i terroristi in pratica cittadini israeliani erano prigionieri in uno stato nemico. Dovevano chiedere il permesso?
    Against all odds

  6. #6
    Cancellato
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    Predefinito Rif: Operazione Entebbe

    Citazione Originariamente Scritto da Iannis Visualizza Messaggio
    Cosa avrebbero docuto fare? Lo stato ugandese era d'accordo cn i terroristi in pratica cittadini israeliani erano prigionieri in uno stato nemico. Dovevano chiedere il permesso?
    A nessuno stato è permesso di violare l'integrità territoriale altrui,quando un 7-8 anni fa dei terroristi sequestrarono un Aereo
    e chiesero all'India la liberazione di terroristi quaedisti,l'India nonostante ci fossero a bordo dei cittadini indiani non intervenne,anche o meglio solo..perchè l'aereo era in territorio afghano e se non erro le leggi internazionali vietano di compiere
    operazioni militari o di polizia in stati stranieri.
    Insomma..quando in India ci furono gli attacchi di Al-queda l'Italia
    non poteva intervenire in armi per liberare i cittadini italiani!
    Tu puoi giustamente sollevare la questione che Idi amin era d'accordo coi "terroristi",ma non è questo il punto,il punto è che i sionisti hanno agito illegalmente senza suscitare manco una protesta,mentre giusto pochi giorni fa uno sconfinamento iraniano
    sollevò un polverone.
    E qui passi che dovevano liberare i loro concittadini..ma per il caso Lillehammer,che dici?

  7. #7
    Viva la piadina!!!
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    Predefinito Rif: Operazione Entebbe

    Citazione Originariamente Scritto da Airbus Visualizza Messaggio
    ma quello americano??

    cmq un danno collaterale c'è stato e non sapevo che il soldato israeliano ucciso era il fratello del futuro premier

    in pratica hanno fatto un'operazione totalmente illegale in uno stato sovrano straniero?
    Cosa dovevano fare, dichiarare guerra (perche' l'aternativa sarebbe stata quella, come atto di guerra ci sta tutto)?

    Mi pare che abbiano fatto il giusto.

    I cittadini di quello stato furono sequestrati, lo stato li ha protetti andandoli a liberare. Hanno fatto benissimo.

 

 

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